Il CMB-Concours Mondial de Bruxelles 2019: risultati ufficiali e appunti personali

Sul sito del CMB (www.concoursmondial.com) sono stati pubblicati – con un anticipo di una decina di giorni rispetto alla data prevista, grazie alla scheda digitale di valutazione su tablet, che ha accelerato sensibilmente l’analisi dei voti e la stesura delle classifiche – i risultati della 26a edizione del prestigioso concorso, svoltosi nell’inconsueta location del velodromo di Aigle, in Svizzera, dal 2 al 5 Maggio. In totale, sui 9.150 presentati, sono stati premiati 2.726 vini (il 29,79%), con 91 Grand Gold Medal, 949 Gold Medal e 1.686 Silver Medal.

I paesi premiati con almeno una medaglia sono stati 43, con la Spagna (626 medaglie) nazione più medagliata, seguita dalla Francia (614), dall’Italia (383), dal Portogallo (365) e dal paese ospitante, la Svizzera (172). Tra i principali paesi produttori, la percentuale dei vini premiati sul totale dei vini presentati esalta il Portogallo (365 premiati su 1.046 presentati, ovvero il 34,89%), la Spagna (626 su 1.871, cioè il 33,36%), il Cile (37,59%) e il Sudafrica (30,71%).

L’Italia – pur con una percentuale più bassa di vini premiati rispetto a quelli presentati (383 premiati su 1.450 presentati, il 26,41%) – ha ottenuto il più alto numero di Grand Gold Medal (20), seguita da Spagna (18), Francia (12), Portogallo (11) e Svizzera (7): un risultato che premia la costante ricerca della qualità dei produttori italiani. Le 383 medaglie italiane sono così suddivise: 20 Grand Gold Medal, 114 Gold Medal e 249 Silver Medal. Tra le regioni italiane, la Puglia (70 medaglie) si conferma la più premiata, seguita da Veneto (66) e Sicilia (60). Le varietà tricolori hanno sbaragliato la concorrenza nella sfida della qualità, con Sangiovese (39 medaglie), Primitivo (32), Glera (25) e Nero d’Avola (21) a fare la parte dei leoni.

L’ottimo risultato qualitativo dell’Italia è confermato dal numero complessivo di medaglie conquistate per i vini bio – 46 su 153 totali, davanti a Spagna (32), Francia (32) e Cina (14) – e dall’aver conseguito due premi speciali internazionali: il primo – Vino Biologico Rivelazione Internazionale, ottenuto dall’Italia per il secondo anno consecutivo – è andato al Monteregio di Massa Marittima DOC Fabula Riserva 2015 dell’Azienda Agricola Montebelli di Caldana (GR); il secondo – Vino Dolce Rivelazione Internazionale – è andato al Vin Santo del Chianti DOC Poggio Salvi 2007 dell’Azienda Agricola Poggio Salvi di Sovicille (SI).

Nell’ambito dei vitigni a bacca rossa, i più premiati nel 2019 sono stati i vitigni internazionali, con Merlot (268), Tempranillo (260), Cabernet Sauvignon (221), Syrah (135) e Grenache (93), mentre tra i vitigni a bacca bianca i preferiti della giuria sono stati Sauvignon Blanc (102), Chardonnay (91), Chasselas (30), Verdejo (29) e Alvarinho (20). È stato piuttosto curioso notare che oltre il 50% di tutti i vini premiati viene venduto a meno di 8,5 euro (prezzo franco cantina) a bottiglia. 

I più curiosi e impazienti potranno vedere i risultati completi del CMB accedendo al sito del concorso. Nella commissione che ho avuto l’onore (e l’onere) di presiedere, abbiamo valutato complessivamente 148 vini, assegnando 34 medaglie (15 Silver, 17 Gold e 2 Grand Gold). Tra questi vini, vorrei ricordare le 2 Grand Gold Medal e le 3 Gold Medal che mi hanno impressionato maggiormente.

Pago de Larrainzar Reserva Especial 2011 (Grand Gold Medal) – La Spagna – che ha già il sole, il calore umano, la cultura, il camino, i romanzi ivi ambientati dall’amato Hemingway – ha anche grandi vini come questo, che non proviene dalla zona più rinomata e prestigiosa (Ribera del Duero), bensì dalla vicina Navarra, che – onestamente – mi ha sempre richiamato alla mente più la Feria de San Fermín di Pamplona che la qualità dei suoi vini. Invece questo blend di Cabernet Sauvignon (50%), Merlot (30%) e Tempranillo (20%), prodotto nella bodega Pago de Larrainzar (www.pagodelarrainzar.com), è stata una felice scoperta. Intenso, complesso ed elegante al naso, con riconoscimenti tostati di vaniglia, frutti rossi in confettura (prugna), tabacco da pipa, spezie e lievi note erbacee, in bocca è parimenti elegante e avvolgente: ampio, caldo e morbido, con tannini tendenti al dolce ben bilanciati, più sapido che fresco, con un finale piacevole, persistente e complesso, in cui spiccano sentori di tabacco e cioccolato fondente.

Domaine Gris des Bauries Sous Les Cyprès 2016 (Grand Gold Medal) – Questo vino della Côtes du Rhône (50% Grenache e 50% Syrah), prodotto dall’azienda Domaine Gris des Bauries (www.grisdesbauries.com), ha un colore impenetrabile e al naso è intenso e accattivante, con frutti rossi in confettura che si alternano a sensazioni floreali, ciliegia, vaniglia e pepe nero. In bocca fa il prepotente ed è intenso e complesso, piuttosto caldo e anche sapido, con una buona freschezza e tannini in evoluzione, pur se già ben bilanciati. Il finale è gradevole, di cioccolato fondente.

Epordouro Quinta Do Peto Grande Reserva 2015 (Gold Medal)Anche quest’anno la mia commissione ha valutato eccellenti vini portoghesi della zona del Douro e questo è stato uno dei migliori. Prodotto dall’azienda Epordouro (www.epordouro.com), è un blend di Touriga Nacional (40%), Tinta Roriz (cioè Tempranillo, 30%), Tinto Cão (20%) e Trincadeira (o Tinta Amarela, 10%). Al naso è intenso, fine e complesso, con riconoscimenti di frutti rossi, spezie, vaniglia, una lieve nota floreale, tabacco e cacao. In bocca è pieno e corposo, caldo, con tannini delicati, buona freschezza e un finale lungo di note fruttate, speziate e ferrose. Un vino molto interessante, di una zona capace di produrre non solo degli splendidi Porto, ma anche altri vini non fortificati. Una zona che mi sono ripromesso di visitare presto, assaggiando questo vino. 

Vins des Chevaliers Lux Vina Pinot Noir Clos de Pachje 2016 (Gold Medal) – Un rosso svizzero da Pinot Noir (il varietale più coltivato nel paese) proveniente dal Valais, la zona di produzione più rinomata per questo straordinario vitigno e prodotto dall’azienda Vins des Chevaliers (www.chevaliers.ch). In questo vino colpiscono l’eleganza e la finezza dei profumi, che si alternano a frutti rossi (lampone), spezie dolci e note tostate. In bocca è avvolgente, caldo e minerale, con tannini ben integrati nel frutto, a sostegno di una grande intensità. Il finale, minerale e fruttato, è davvero piacevole.

Arba Wine Meiram-Arba Merlot 2015 (Gold Medal) – Una sorpresa. Una grande sorpresa! Ovviamente, come deve essere in tutti i concorsi enologici, le degustazioni avvengono in forma anonima e, al momento dell’assaggio, del vino si conosce solo il codice identificativo (numero di serie e numero di servizio), il colore e l’annata di produzione. Qui ho riconosciuto subito il Merlot, ma non ho saputo collocarlo in una specifica zona di produzione. Immaginatevi la sorpresa, quando sono venuto a sapere che si trattava del Kazakistan, il nono paese più vasto del mondo, grande come l’Europa Occidentale, con popolazione a maggioranza musulmana e non certamente noto come produttore di vino! È proprio vero, il vino non finirà mai di sorprendermi e di insegnarmi qualcosa di nuovo. Arba Wine (www.arbawine.com) è un’azienda particolare (che si avvale anche di collaboratori italiani), che i più curiosi potranno conoscere meglio visitando il sito web (che è anche in italiano!), mentre io mi limiterò a descrivere il vino. Un naso accattivante, inconfondibile, che sa di Merlot al primo sniff: erbaceo, floreale e fruttato (ciliegia e mora), ha speziature e tostature (vaniglia) che si alternano in un caleidoscopio di profumi. In bocca è intenso, ampio, ben equilibrato, caldo ma di sorprendente freschezza, con tannini ben integrati e frutto in confettura, con lungo finale minerale, fruttato e con un bella nota di foglia di tabacco. E il sapore? Rischio la reputazione se dico «Kaz… akistan se è buono!». No, vero? Grazie.