Il metodo Horizon non teme la crisi del settimo anno. 7 annate di Brunello di Montalcino DOCG Riserva Poggio alle Mura Castello Banfi

Il metodo Horizon non teme la crisi del settimo anno. 7 annate di Brunello di Montalcino DOCG Riserva Poggio alle Mura Castello Banfi

Ci sono eventi che in un baleno diventano virali, veri e propri momenti cult che resteranno impressi nella memoria molto a lungo. Combinare 7 annate di Brunello di Montalcino DOCG Riserva Poggio alle Mura di Castello Banfi, presentate da un Enrico Viglierchio (Direttore Generale) in splendida forma e degustate da un signore del vino come Massimo Castellani (Delegato AIS Firenze), è stata un’alchimia resa possibile solo con l’impegno, la professionalità e la reputazione messa in gioco da molti protagonisti. È accaduto il 6 Febbraio a Firenze e nessuna distanza avrebbe potuto impedirmi di esserci.

«Lavoriamo con le mani, pensiamo con il cuore» è uno dei motti di Banfi, l’azienda che ha saputo valorizzare il territorio ilcinese a livello internazionale, fin da quando – alla fine degli anni ’70 – i fratelli John e Harry Mariani (con la consulenza di Ezio Rivella, maestro del settore enologico) acquisirono la tenuta di Poggio alle Mura da Giovanni Mastropaolo, seguita, più tardi, da quelle di Argiano e di Camigliano. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti (e di vino per le cantine) e l’instancabile attività innovativa di Banfi (già proprietaria di un’azienda a Strevi, in Piemonte) è proseguita con le ulteriori acquisizioni sulla costa toscana e nel Chianti Classico, accompagnate – tra le tante altre cose – dallo sviluppo di una miriade di selezioni clonali di Sangiovese in collaborazione con il prof. Scienza (col brevetto dei cloni Janus 10, Janus 50 e BF 30 utilizzati per la Riserva Poggio alle Mura) e dallo studio dell’allevamento ad alberello bidimensionale, per limitare un eccessivo stress idrico alle viti e consentire un miglior sviluppo vegetativo, evitando eccessive potature (che sono spesso la porta di ingresso di molti agenti patogeni). Senza mai dimenticare – ovviamente: questa è la sua serata – il rivoluzionario metodo Horizon, il tino composito di varie dimensioni, a marchio registrato, realizzato in legno e acciaio, per una perfetta vinificazione e per affinamenti che si rifanno alla filosofia per cui «non tutti i vini sposano il legno e non tutti i legni sposano il vino». Proprio nel 2007, col primo anno del metodo Horizon, parte questa splendida avventura, un viaggio attraverso il tempo, lo spazio e i diversi andamenti climatici, nel segno di una solida continuità, tramandata e garantita oggi dall’appassionata e competente guida di Cristina Mariani May.

Dopo un’ampia presentazione dell’azienda Banfi – della sua affascinante storia, della sua filosofia produttiva, dei progetti realizzati e di quelli in corso – da parte del Dott. Viglierchio, è iniziata la degustazione, guidata da Massimo Castellani, a partire proprio dalla prima annata con i fermentini Horizon.

Annata 2007 – Vendemmia straordinaria, con stagione mite e temperata e giusta quantità di piogge. La partenza nel bevante è notevole, con molta materia che dal colore granato vira sull’aranciato. Marmellatoso, sanguigno ed ematico, colpisce al gusto per un’impronta tannica setosa e perfetta, coadiuvata da acidità equilibratissima. Un frutto integro di ciliegia e amarena riempie letteralmente di vita la bocca. Difficile, se non impossibile, scendere sotto i 95 punti.

Annata 2008 – Annata piovosa e in parte sfortunata (compresa una grandinata a Ferragosto), con una vendemmia posticipata e maggior lavoro in cantina. È stato un perfetto test di preparazione per una successiva annata complicatissima come la 2017 (anche se di carattere totalmente opposto). Colore cupo, che inizia granato e si evolve su rifrazioni noir. Al naso evidenzia un lato femminile, basato su essenze floreali, con note ferrose e frutta matura in sottofondo. Chiude etereo su vernice e ceralacca, con finale di mandorle amare. La bocca magra dimostra che il Sangiovese è un perfetto narratore di terroir e clima. Nonostante questo, resta una piacevole nota di arancia amara, corteccia d’albero e radici. Siamo intorno ai 90 punti.

Annata 2009 – Annata fresca, con grandi escursioni termiche e vendemmia terminata a fine Ottobre, con una perfetta maturità delle uve. Il colore è un vivido rubino quasi trasparente. Profumo nitido di glassa di lampone, gelatina di ciliegie e tostatura dolce di vaniglia. Gusto piccante, al sapore di zenzero e pepe verde. Manca ancora parecchia strada per raggiungere la plenitude. Aromi di sigaro, polvere di caffè e arancia sanguinella. Grande bevibilità e dinamicità gustativa da 92 punti.

Annata 2010 – Stagione con piogge primaverili e frescura fino a Giugno, quindi un’estate calda e un autunno fresco ma asciutto, con buone escursioni termiche. Colore granato compatto, al naso irrompe con gelée di frutta rossa e amarene, petali di viola mammola e speziature intense di liquirizia e pepe nero, unite a note dolci di cannella, noce moscata e vaniglia. Il sorso è morbido con sbuffi di dolcezze zuccherine, quasi ricadenti verso il cocomero. Tannino elegante, saporito, potente e autorevole, frutto di un lavoro incredibile. 94 punti, a dir poco.

Annata 2011 – Grande discontinuità stagionale fino a metà Agosto e poi un grande caldo, con vendemmia in preda a momenti di caldo torrido e siccità. I sentori variano ancora e diventano ematici, sembra comparire persino un richiamo di umami. Al sorso, tipico file rouge di ciliegia matura e liquirizia, per una bocca già perfettamente pronta da piena armonia: 91 punti.

Annata 2012 – Primavera e inizio estate fresche, seguite da un Agosto caldo e siccitoso (in stile 2017, per capirci) e da un Settembre fortunatamente più mite, permettendo il recupero di una buona vendemmia, pur se anticipata. Frutta matura, tannino lievemente vegetale (quando la pianta soffre, le prime cose che penalizza per poter sopravvivere sono lo spessore della buccia e la maturazione del vinacciolo). Si rasentano i 90 punti.

I fermentini Horizon

Annata 2013 (ante-anteprima) – Anteprima mondiale proprio in questa serata. Maturazione graduale e un po’ tardiva delle uve, per un’ottima annata. Al naso è frutta croccante, spezie morbide e petali di fiori freschi. In bocca, tannini energici e acidità particolarmente agrumata di pompelmo rosa. Un vino da attendere pazientemente, perché, una volta domate le comprensibili spigolosità attuali, potrebbe davvero diventare una grande sorpresa. Già ora merita un eccellente punteggio (92 punti), da verificare (e probabilmente aumentare) tra qualche lustro.