La quinta giornata delle Anteprime toscane è stata dedicata alla presentazione delle nuove annate della Vernaccia di San Gimignano, organizzata con estrema cura dal Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano nella prestigiosa sede storica della Rocca di Montestaffoli, che domina il paese e offre alla vista panorami mozzafiato sull’intera zona, fra le più belle della Toscana, per non dire del mondo, ma forse esagero. 

La Vernaccia di San Gimignano è un vino pieno di storia: conosciuto fin dal 1200, è l’unico vino citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, al canto XXIV del Purgatorio, dove – nella sesta cornice, fra i golosi – incontra l’amico Forese Donati, che gli indica fra gli altri dannati Papa Martino IV da Tours, che in vita era golosissimo di anguille e Vernaccia, dicendo: «… e quella faccia / di là da lui più che l’altre trapunta / ebbe la Santa Chiesa in le sue braccia: / dal Torso fu, e purga per digiuno / l’anguille di Bolsena e la vernaccia». Sono note altre citazioni medievali, che per brevità non citerò. Mi limiterò a ricordare che la Vernaccia di San Gimignano è stato il primo vino italiano ad ottenere la Denominazione di Origine Controllata (G.U. 6-5-1966) e la dodicesima ad avere la DOCG (G.U. 21-7-1993). Per un’approfondita storia di questo grande vino, il nostro Massimo Castellani ha pubblicato un’esaustiva e autorevole video-lezione, visibile cliccando qui.

L’annata 2019 – caratterizzata da un inverno asciutto e da una primavera anticipata, dapprima calda e poi molto piovosa – ha visto la fase vegetativa anticipata ai primi di Marzo e poi rallentata da un fresco Maggio, riportando così quasi nella media il ciclo vegetativo, che ha visto un leggero ritardo nella maturazione delle uve, con la vendemmia iniziata nella seconda decade di Settembre. Dal punto di vista organolettico, la 2019 si annuncia con un’interessante carica aromatica, buoni profumi e una bella impronta acida, con vini caratterizzati da fragranza, equilibrio e finezza, anche se per esprimersi completamente necessiteranno di un periodo di affinamento un po’ più lungo del solito. In quanto ai numeri, i 693 ettari ufficiali coltivati a Vernaccia hanno dato 39.381 hl di vino, dato pressoché stabile rispetto al 2018 (39.618 hl). Anche la Vernaccia di San Gimignano Riserva 2018 è frutto di un’annata nella norma, con interessanti diversità rilevate tra le varie microzone e le diverse scelte produttive.

In quanto ai mercati, il 52,7% della Vernaccia di San Gimignano è destinata all’export: 30% al mercato europeo, 18% a quello americano, 4,7% ai mercati asiatici. Circa la metà del 47,3% destinato al mercato italiano viene venduta direttamente a San Gimignano.

E passiamo ora ai 35 assaggi che mi hanno più impressionato, a partire dall’ottima annata 2019, con una qualità medio-alta raggiunta in tutto il variegatissimo territorio e con alcune eccellenze. In generale ho trovato vini con evidenti note di erbe aromatiche (timo, rosmarino, salvia), una bella mineralità e una freschezza da grande vino bianco, anche se – lo ripeto – la Vernaccia dà il meglio sé dopo un lungo affinamento in bottiglia e quindi non è riscontrabile, ma solo immaginabile, in un’Anteprima.

Casa alle Vacche I Macchioni 2019 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Bel naso fruttato (agrumi e mela renetta), bocca fresca e sapida, con finale piacevolmente ammandorlato (www.casallevacche.it).

Casale Falchini Vigna a Solatìo 2019 (100% Vernaccia di San Gimignano ) – Al naso è fine e ampio, con note evidenti di salvia e pesca bianca; in bocca è intenso e pieno, con bella freschezza e sapidità e con finale lungo e fruttato (mandarino) (www.casale.falchini.it). 

Cesani 2019 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso fine, giocato su note più floreali che fruttate, con sentori di gelsomino e tiglio che si alternato a mela croccante ed erbe aromatiche (salvia e finocchietto). In bocca è elegante e pieno, fresco e minerale, con finale ancora minerale e ammandorlato. Devo dire questo è uno dei casi di assaggio prematuro, sono certo che fra qualche mese questo vino darà grandi soddisfazioni (www.cesani.it).

Fattoria di Fugnano Da Fugnano 2019 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso intenso, con note di salvia e pesca; in bocca ha bella freschezza e sapidità e un finale ammandorlato piacevole e abbastanza prolungato. Anche questo è un vino che migliorerà fra qualche mese (www.fattoriadifugnano.it).

Guicciardini Strozzi Titolato 2019 (95% Vernaccia di San Gimignano, 5% Chardonnay) – Il naso è fine, con note floreali di biancospino e frutti (pesca e pera kaiser); in bocca dà il meglio di sé: intenso e pieno, con freschezza e sapidità come si conviene, fino al finale minerale e ammandorlato (www.guicciardinistrozzi.it).

Il Colombaio di Santa Chiara Selvabianca 2019 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso intenso, con note di biancospino, lime, gesso e iodio; in bocca è fresco e pieno, quasi salato, e ha un piacevolissimo finale di mandorla (www.colombaiosantachiara.it).

Il Lebbio 2019 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso profondo, con note di gelsomino e frutti bianchi (pesca bianca e mela Ambrosia), impreziosite da sentori di pietra focaia; in bocca è intenso e abbastanza morbido, pur senza mancare di freschezza, con finale fresco e ammandorlato (www.illebbio.it).

Macinatico-Massi 2019 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso fine e intenso, con note di fiori di campo, lime e mandorla; in bocca è fresco di agrumi e minerale, con finale sapido e ancora ammandorlato (www.macinatico1.it).

Poderi Arcangelo Terra del Lago 2019 (95% Vernaccia di San Gimignano, 5% Chardonnay) – Naso complesso, con note floreali di biancospino e poi salvia, pesca gialla e pietra focaia; in bocca è intenso e fresco, con note minerali e agrumate che si prolungano nel finale di buona persistenza (www.poderiarcangelo.it).

San Quirico 2019 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Un vino fresco che sa di frutta che più frutta non si può, bello nella sua semplicità. Al naso predominano le note agrumate e di mela Fuji, in bocca ha una bella intensità e un gustoso sapore fresco e agrumato, che si prolunga nel bel finale sapido e ammandorlato (www.aziendasanquirico.it).

Signano Poggiarelli 2019 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Bel naso intenso e fine, con note di fiori di campo, fiori di tiglio e agrumi (lime e cedro); in bocca è intenso, fresco e agrumato, facile da bere come vorrebbe la tradizione, con finale ammandorlato e sapido di ottima persistenza (www.casolaredibucciano.it).

L’annata 2018 si presenta più disomogenea rispetto alla 2019, con picchi di ottima qualità e assaggi meno interessanti, verificati attraverso il confronto degli stessi vini delle due annate.

Casale Falchini Vigna a Solatìo 2018 (100% Vernaccia di San Gimignano ) – Naso intenso, con note floreali e fruttate (mela renetta); in bocca è intenso, pieno e morbido: emerge la componente fruttata e non manca la freschezza, con una nota alcolica che fa compagnia al frutto nel persistente finale.

Cesani Clamys 2018 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Vino che prende nome dalle numerose conchiglie fossili che si trovano in questa vigna con suolo ricco di argille. Forse per questo al naso predomina un’intensa nota minerale, surrogata da intriganti note floreali e fruttate che ritornano all’assaggio; in bocca è intenso e di corpo, con frutta in primo piano (pesca e albicocca in maturazione) e bella freschezza, che equilibra un finale sapido e ammandorlato che sprizza eleganza. Un vino che definirei solare, come il sorriso aperto e sincero della produttrice.

Il Colombaio di Santa Chiara Campo della Pieve 2018 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso intenso e profondo, con note di salvia, mughetto, pesca bianca e mela renetta; in bocca entra subito diretto e pieno, senza chiedere permesso, e occupa il cavo orale con buona struttura e morbidezza, fino al finale fruttato e abbastanza lungo.

Montenidoli Tradizionale 2018 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Il suo nome dice tutto. Tradizionale nella vinificazione e nel sapore, che sa da subito di old style, senza perdere raffinatezza. Il naso è floreale di ginestra e fruttato di pesca gialla, ma è in bocca che dà il meglio di sé, con corpo ‘ignorante’ e immediato, fresco e pieno, e con finale ammandorlato e minerale. Un vino che immagino con un buon piatto di formaggi molli o su preparazioni mediterranee a base di olio e.v.o. (www.montenidoli.com).

Montenidoli Fiore 2018 (100% Vernaccia di San Gimignano) – «Diverso tutti gli anni e tutti gli anni uguale» direbbe il grande maestro Francesco Guccini. Rispetto al vino precedente (Tradizionale), il naso è più complesso ed elegante: una nota piccante di zenzero, la pesca bianca e l’arancia si mescolano con una bella sensazione sapida e una nota balsamica che ritornerà nel finale. In bocca è elegante e ricco, minerale e fruttato, con una freschezza che pulisce e si prolunga nel lungo finale minerale, dolce-amaro, balsamico e ammandorlato.

Mormoraia Ostrea 2018 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso complesso e intenso, floreale, agrumato e speziato, con note di tostatura che non disturbano e non coprono i sentori primari; in bocca si conferma intenso e ricco, quasi grasso, ma non perde la sua freschezza, che accompagna tutto il finale fruttato e molto minerale (www.mormoraia.it).

Panizzi Vigna Santa Margherita 2018 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso complesso e fine, con note floreali (biancospino e magnolia), ananas, arancia e sentori dolci, con lieve tostatura di vaniglia; in bocca entra con educazione, ma poi si espande con freschezza saporita ed esplode in un lungo e piacevole finale fruttato, minerale e balsamico (www.panizzi.it).

E adesso passiamo alle altre annate.

Casale Falchini Ab Vinea Doni 2017 (95% Vernaccia di San Gimignano, 5% Chardonnay) – Al naso è fine, con note floreali di gelso e speziatura (zafferano); in bocca è intenso e corposo: la nota fruttata si evidenzia nel calore e nella freschezza e il finale è persistente, caldo e ammandorlato.

Il Palagione Lyra 2017 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso si presenta complesso, con note fruttate di pesca e agrumi, poi erbe aromatiche e una lieve ed elegante nota legnosa, che completa un bouquet di tutto rispetto. In bocca entra da padrone, corposo e fresco, con note minerali e calde ad accompagnare il frutto verso il lungo finale (www.ilpalagione.com).

Cesani Clamys 2017 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Un’annata non in anteprima, assaggiata al banco assieme alla produttrice. Al naso è intenso, con belle note di erbe aromatiche (finocchietto e rosmarino), poi ananas e pietra focaia; in bocca è intenso e pieno, con freschezza e sapidità che si prolungano nel piacevole finale, in cui torna l’ananas. Per niente male!

Montenidoli Carato 2016 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Se esiste un vino bianco cantastorie, capace di trasmettere passione ed eleganza, non posso non pensare a questo vino, al sentimento, alla tenacia e all’entusiasmo con cui Maria Elisabetta Fagiuoli lo prepara, lo cura e lo presenta al mondo. È una Vernaccia di San Gimignano del tutto particolare, direi unica, che narra la lunga storia di una coppia straordinaria che si stabilì lassù, sul “Monte dei nidi”, e che un giorno racconterò. Ma veniamo a questo straordinario 2016. Al naso è profondo, complesso ed elegante, con note di pietra focaia, terrose, fruttate (pesca gialla, mela renetta e agrumi), speziate e piccanti, un incanto già prima di avvicinarlo alla bocca, dove entra con forza ed eleganza e pretende quell’attenzione che tu le concedi, perché sai che quella storia ti affascinerà.. Intenso, ricco e pieno, il sorso è un insieme di mela e agrumi misti a sapidità e freschezza, che ritorna e continua nel lunghissimo finale sapido e appagante che ti invoglia a ribere. Sono sicuro che questa annata avrà lunga vita, come un grande bianco borgognone, a cui sicuramente si ispira. Vorrei proprio riassaggiarla fra una decina di anni.

Casale Falchini Vigna a Solatìo 2015 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Assaggiare un vino e commentarlo al banchetto assieme al produttore è una bella soddisfazione… Il naso è ampio, con note di salvia, poi ananas, pesca e pietra focaia; in bocca è ricco e morbido, caldo e fruttato, con una bella nota sapida ma anche straordinariamente fresco, con una acidità che ritorna e completa il lungo finale ammandorlato.

Riserva 2017

Casa alle Vacche Crocus (95% Vernaccia di San Gimignano, 5% Chardonnay) – Prende il nome dal fiore omonimo (crocus sativus), dal cui stigma si ricava con fatica il preziosissimo zafferano. Mai nome fu azzeccato: al naso il profumo è floreale e speziato proprio di zafferano, ma anche fruttato (pesca gialla), con una nota di erbe aromatiche (salvia) e di sale marino; in bocca è intenso e ricco, fresco e sapido, con un piacevole richiamo di salvia e mandorla dolce nel finale.

Cesani Sanice (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso è intenso e fine: note floreali di rosa bianca e ginestra si alternano a quelle di ananas e mela croccante, impreziosite da un nota importante di pietra focaia; in bocca è intenso e di grande eleganza, con la struttura che tiene in equilibrio morbidezza e freschezza fino al tipico finale ammandorlato.

Guicciardini Strozzi (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso profondo, con belle note di frutta secca (nocciola), pesca gialla e pera kaiser. In bocca è intenso e di bella struttura, con sentori di pesca e frutti tropicali, mentre nel lungo finale emergono erbe aromatiche e mineralità.

Il Colombaio di Santa Chiara L’Albereta (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso è intrigante e complesso, con aromi che vanno dalla rosa bianca alla pietra focaia, passando per una bella piccantezza di zenzero e terminando con spezie dolci tostate di vaniglia. In bocca è intenso e pieno: calore e freschezza si bilanciano, creando un bell’equilibrio che porta al finale minerale.

San Donato Benedetta (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso è intenso, agrumato (arancia e mandarino) e speziato (vaniglia); in bocca entra pieno, con sorso ricco, fruttato, sapido e con buona freschezza, prima del finale, minerale e ammandorlato (www.sandonato.it).

San Quirico Isabella (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso sembra – e sottolineo sembra – un vino maturo, date le note di mela renetta e pesca gialla in confettura, impreziosite da una bella nota sapida; la prima cosa che noti in bocca è invece l’acidità, che arricchisce il frutto e perdura nel finale minerale: un’acidità che non disturba, anzi, che donerà un interessante futuro a questa bella Riserva.

Tenuta Le Calcinaie Vigna ai Sassi (95% Vernaccia di San Gimignano, 5% Chardonnay) – Già al naso si preannuncia una gran bella bevuta; intenso e complesso, innumerevoli aromi si alternano uno dietro l’altro: albicocca, mandarino, buccia d’arancia candita, susina goccia d’oro e balsamicità. In bocca è intenso e molto ricco, le sensanzioni nasali si ripetono nel sorso, impreziosite da un’intrigante nota salino-minerale nel lungo e piacevolissimo finale (www.tenutalecalcinaie.it). 

Teruzzi Sant’Elena (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso è intenso e complesso, con note agrumate di mandarino e fior d’arancio, poi rosa bianca e pietra focaia; in bocca è fine e ricco, con sorso pieno, fruttato e sapido, e dimostra la sua bella struttura nel piacevolissimo finale minerale e ammandorlato (www.teruzziwine.it).

Altre annate Riserva

Panizzi 2016 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso ha note di erbe aromatiche (menta), agrumi e spezie dolci (cannella e vaniglia); in bocca è intenso e ricco, il finale è piacevole su note minerali e fruttate. 

Casa Lucii Mareterra 2015 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Vernaccia Vecchia fa buon vino: un bianco di 5 anni e tuttora giovane. Anche in questo caso il nome annuncia qualcosa che il naso conferma subito: profumi di mare, sale iodato e ostrica, oltre che di terra, erbe aromatiche (salvia, timo), agrumi e spezie. In bocca è intenso e ricco di frutto (mela renetta), note pseudocaloriche e una gran bella freschezza (e ha 5 anni…). Un grande equilibrio accompagna l’ottimo finale, ancora minerale e fruttato (www.casalucii.it).

Cesani Sanice 2014 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Anche quest’annata era al banchetto della produttrice e ne ho ricavato grande emozione. Al naso, assieme al consueto fruttato, scopri un’insieme di erbe aromatiche (salvia, finocchietto, rosmarino), poi pietra focaia, una bella nota di zafferano e un’intrigante nota fumé, inconsueta da queste parti, almeno per me, che mi ricorda la Loira. In bocca è intenso, largo e lungo, con sorso fruttato (fresco, dopo 6 anni!) e finale lungo e piacevole di mandorla e pietra focaia.

Casale Falchini Vigna a Solatìo Riserva 2014 (100% Vernaccia di San Gimignano) – Altra Vernaccia ‘stagionata’ assaggiata al banchetto del produttore e altra bella emozione. Naso fruttato e con note minerali, gusto intenso, molto ricco, caldo e fresco, fruttato e sapido, con lungo finale ammandorlato.