L’unicità di Corton

L’unicità di Corton

L’unicità della AOC Corton si può sintetizzare ricordando questi fatti: è l’unico Grand Cru della Côte de Beaune di vino rosso; è l’unico Grand Cru di Borgogna che comprende sia bianchi che rossi; è la più estesa AOC di Borgogna, con ben 30 climats in 3 diversi comuni (Aloxe-Corton, Ladoix-Serrigny e Pernand-Vergelesses); rappresenta il limite settentrionale della coltivazione dello Chardonnay nella fascia collinare borgognona (salvo eccezioni poco significative in Côte de Nuits).

I vini rossi di Corton si distinguono per la maggiore tonalità cromatica e per i tannini poderosi, che danno forza e struttura senza essere mai aggressivi. A livello geologico, l’AOC Corton è caratterizzata da terreno rosso, molto minerale, ricco di componenti ferrose e fossili. Le vigne, in gran parte vecchie, sono coltivate fra i 250 e i 360 metri su un suolo talvolta più calcareo e talvolta più argilloso, e questo spiega il 4% di Chardonnay.

La degustazione inizia proprio da uno Chardonnay, un Corton Blanc di Pierre André, che si caratterizza per la sua struttura potente, paragonabile a quella dei 6 vini rossi in degustazione.

Solo il Corton Le Corton di Bouchard, fra i campioni assaggiati, si distingue per una tipicità da manuale quanto a colore, profumo e gusto, con una rotondità di fondo che lo rende immediatamente piacevole e accattivante; tutti gli altri esprimono invece una personalità propria, condividendo maggiore profondità di colore e vigorosa trama tannica, quasi sempre accompagnata da un’importante acidità. La forza tannica sposa indissolubilmente l’eleganza nel grandissimo Corton Château Corton Grancey di Latour, vino che primeggia assolutamente nella nostra degustazione, seguito dal Corton Les Renards di Pierre André, il vino più datato della batteria.

Vediamo in dettaglio.

  1. AOC Corton Blanc Grand Cru 2009, Pierre André

Colore di grande intensità, tendente al dorato, quasi consistente. All’olfatto, le sensazioni di esordio esprimono note di agrume maturo e ananas, per allargarsi su quelle floreali di acacia, di frutta secca, come l’arachide, e anche burrose e mielose. Si esprime in bocca con morbidezza, pienezza gustativa carezzevole di grande livello, ravvivata da una notevolissima mineralità, che resta protagonista del finale di bocca, in cui l’ananas compare di nuovo fra i bellissimi aromi fruttati.

  1. AOC Pernand-Vergelesses Clos de la Croix de Pierre 1er Cru 2009, Louis Jadot

Il primo Pinot Noir della serie proviene dal comune di Pernand-Vergelesses. Clos de la Croix de Pierre è un lieu-dit con terreno calcareo ricco di pietra. Nel bicchiere la tonalità granata è decisamente fitta, ma comunque luminosissima. Il profumo è floreale e fruttato, con fragola, ribes e ciliegia in evidenza, per farsi poi vegetale, con sentori di erba aromatica, mentre la speziatura dolce è appena percettibile. Ruotando il bicchiere, è comunque il frutto rosso maturo a emergere nettamente, evidenziando, più che la complessità, la grande finezza dei profumi. Il gusto è caratterizzato da un tannino importante, spiccato, che elimina ogni traccia di rotondità. La persistenza, non paragonabile a quella di un Grand Cru, regala sensazioni aromatiche leggermente erbacee e balsamiche.

  1. AOC Corton Le Corton Grand Cru 2010, Bouchard

Dopo una permanenza a contatto con le bucce di 15-20 giorni, il vino matura in barrique per 12-18 mesi, di cui l’80% è nuovo. Ci conforta alla vista la tipica trasparenza del colore, anche se la tonalità è piuttosto decisa. Il profumo è molto intenso e si apre su note di caramella di frutta, cassis e mora, su note tostate di cacao, speziate di pepe e, infine, anche carnose. Caldo e avvolgente all’ingresso in bocca, si sviluppa in potenza per poi arrestarsi di colpo e ricomparire in un lunghissimo finale fruttato. Il tannino è perfetto, dà struttura e potenza senza creare alcuna sensazione di ruvidità. È un vino che vuole unire potenza e morbidezza, studiato per soddisfare con immediatezza il gusto del pubblico.

  1. AOC Corton Clos du Roi Grand Cru 2010, Pierre André

Rosso granato di grande luminosità. Il primo impatto al naso è minerale, ricorda l’affumicatura, la gomma, la carne, dopo di che emerge il frutto rosso, insieme a profumi di fiori appassiti e alla sensazione di caramella. Si tiene lontano dai profumi addomesticati tipici di di Bouchard, per acquisire quel che di rustico che accomuna tanti vigneron borgognoni. Sottile nel suo ingresso in bocca, fa percepire subito una grande freschezza, asciugata poi dal tannino, che emerge possente; ma il gusto del vino non sparisce mai, anzi, si distende in uno sviluppo dinamico con fragranza e sapidità negli aromi finali, che sono persistenti e ricordano la ciliegia. Sicuramente un vino più autentico, rispetto al precedente.

  1. AOC Corton Château Corton Grancey Grand Gru 2009, Louis Latour

Lo Chateau Corton Grancey Grand Cru di Latour è ottenuto unendo le uve di 4 climats diversi in proporzioni che variano con le annate. Le microvinificazioni sono svolte in tini troncoconici e la maturazione in pièces di rovere.

La tonalità del colore appare addirittura più fitta di quella dei rossi precedenti. Il vino ha profumi intensi, con fruttate note fragranti in evidenza, soprattutto di mora ma anche di lampone, per espandersi poi sulle note balsamiche delle erbe aromatiche e su una bella espressione floreale, per passare infine al ricordo dell’anice e a una delicatissima speziatura dolce. Pur avendo un anno più dei due vini precedenti, il bouquet sembra quello di un vino più giovane. In bocca è avvolgente, con grandissima struttura, a cui contribuiscono in modo essenziale i tannini, che non accennano comunque alcuna aggressività. Finezza e potenza trovano un connubio perfetto in una durata interminabile. Acidità e sapidità giocano un ruolo decisivo nel rendere vivace e dinamico tutto il percorso del vino in bocca, il cui gusto è pieno, appagante e si protrae senza diminuire d’intensità, regalandoci un finale fruttato di grandissima piacevolezza e persistenza.

  1. AOC Corton Les Chaumes Grand Cru 2009, Pierre André

Il vigneto è collocato nella parte più bassa dell’Appelation, su un terreno ricco di argilla marrone e le piante hanno 60 anni. Il colore rosso granato ha qui una trama meno fitta. La complessità olfattiva rivela frutti di bosco maturi in prima battuta, seguiti dalla balsamicità di erbe aromatiche e da una decisa espressione floreale. Girando il bicchiere emergono sentori più evoluti, come quello di cioccolato. In bocca il tannino, spinto anche dall’acidità, è vigoroso, ma si ammorbidisce nel percorso gustativo e si assottiglia nel finale, che delude nella persistenza, non certamente da Grand Cru.

  1. AOC Corton Les Renards Gran Cru 2008, Pierre André

La vigna è su una pendenza forte, su terreno con maggiore componente ferruginosa. Il colore è intenso e vira sul granato, con buona lucentezza. Ha profumi molto concentrati di fiori e frutta nera, quasi in gelatina, note minerali spiccate e balsamiche, con una speziatura sottile ma leggermente pungente; a questi sentori si aggiungono poi quelli tostati di polvere di caffè e di caramello. Il gusto è pieno, ricco di note fruttate, grande freschezza e tannino esemplare, vigoroso senza essere graffiante. La sapidità contribuisce al corpo e il finale è lunghissimo, con un retrogusto di arancia sanguinella, sempre supportato da un’importante acidità.