Su’entu. La Sardegna per il futuro

Su’entu. La Sardegna per il futuro

Nel mio girovagare per la Sardegna non ero mai stato a Sanluri, nel Medio Campidano, e l’occasione me l’ha finalmente data un amico e collega di vecchia data, Andrea Balleri, che nel mondo del beverage è un vero personaggio e vanta un palmares invidiabile: miglior barman AIBES 2009 e miglior sommelier AIS 2013.

Oggi Andrea è direttore commerciale della cantina sanlurese Su’entu, in un territorio dove proprio il vento è il protagonista, quel vento che custodisce le viti e garantisce la sanità delle uve. La regione di Sanluri è conosciuta anche come Marmilla, nome che deriva dalle vaste colline tondeggianti della zona, somiglianti verosimilmente a mammelle, su una delle quali si trova l’azienda.

Su’entu è nata quando Salvatore Pilloni ha deciso di riappropriarsi dei terreni che in parte erano stati di suo padre e ha acquistato 42 appezzamenti sulla collina di Nuraxi Pusceddu, mettendo insieme 50 ettari di terra, di cui 32 vitati (gli impianti delle vigne sono datati 2009 e 2010). L’obiettivo di Salvatore era ambizioso: trasformare i vini della tradizione in vini di qualità, cioè dare una faccia moderna ai tesori di questa terra (vermentino, cannonau, bovale, monica, nasco, moscato e cagnulari), con la collaborazione di un enologo di grande fama in Sardegna, Piero Cella.

La cantina – che si trova a 330 metri di altitudine, sopra i vigneti da essa digradanti sui dolci versanti del crinale –  è stata progettata da Francesca Rango e Mario Casciu. Oltre che un opificio enologico, è anche un attrezzato ed elegante luogo di incontri e di eventi aziendali.

Proposti da Andrea, abbiamo degustato 4 vini in compagnia di Roberta Pilloni.

1 – Vermentino di Sardegna DOC 2017 – Ha tratti floreali e rinfrescanti di frutta esotica ed erbe aromatiche e un sorso dinamico giocato su una buon dialogo fresco-sapido.

2 – Più Vermentino di Sardegna DOC 2014 – Ha una parziale fermentazione e affinamento in tonneaux ed è un super-Vermentino, sia nel profilo aromatico – con note fruttate di marmellata di agrumi, un richiamo floreale di camomilla, una speziatura dolce – sia nell’impronta gustativa, che protende verso la morbidezza e la pienezza.

3 – Bovale Marmilla Rosso IGT 2016 – Con la sua profondità rubina e i profumi di frutti di bosco, intersecati con sentori balsamici di mirto, garrigue e spezie orientali, l’impatto gustativo è caldo, morbido e fruttato, con un’avvolgenza che è sintomo di integrazione del tannino.

4 – Passito Isola dei Nuraghi IGT 2015 – Letteralmente dulcis in fundo, un vino a base moscato, dal colore giallo dorato, dall’ampio ventaglio di profumi mielosi, fiori bianchi appassiti, frutta candita e sciroppata, che in bocca trasmette note dolci e rimandi d’arancia candita e confettura di albicocche, con una piacevole e dinamica freschezza sul palato, corroborata da una lunga persistenza.

Su’entu Cantine s.r.l., Sanluri (Cagliari)