Tenuta Asinara. La Sardegna che sogna Bordeaux

Tenuta Asinara. La Sardegna che sogna Bordeaux

La storia dell’azienda Tenuta Asinara è tutto sommato giovane, poco più di un decennio: un periodo breve ma già ricco di soddisfazioni. Tutto nasce dalla passione che Roberto Sassu, imprenditore nel campo delle forniture per l’edilizia, ha da sempre nutrito per il vino e, in particolare, per i grandi rossi bordolesi. Nel 2007, supportato dalla moglie Grazia, decide di acquistare da diversi proprietari una serie di terreni, ubicati in località Marritza, nel territorio di Sorso, mettendo così insieme una tenuta nella quale sposare la produzione viticola all’altra grande passione, cioè quella per gli asinelli. Un centinaio sono gli ettari che vanno a comporre la Tenuta, battezzata Asinara perché affacciata sull’omonimo golfo dal cui orizzonte si staglia l’affascinante silhouette dell’isola, un tempo sede di un famoso penitenziario e attualmente area marina protetta. Dall’Asinara proviene anche una rarissima razza di asinelli albini – caratterizzati dal candido manto, dalle ridotte dimensioni e dal ceruleo colore degli occhi – presenti nella tenuta insieme ad altri capi di razza sarda tradizionale.

Una ventina gli ettari che si decise di destinare a vigneto, con suoli molto differenziati anche dal punto di vista cromatico, dal rosso delle parcelle più argillose al bianco di quelle caratterizzate dalla componente calcareo-sabbiosa. La massima autorità in tema di vitigni bordolesi, acclimatati grazie a lui con successo anche nella nostra isola, era al tempo Giacomo Tachis. E Roberto Sassu, cui certo non ha mai fatto difetto l’ambizione, per la messa a dimora del vigneto decise proprio di rivolgersi al Maestro, una sicurezza per la scelta del posizionamento migliore per le barbatelle di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Ma l’areale di Sorso ha dimostrato da sempre una particolare vocazione per la coltivazione di Cannonau e Vermentino, vitigni classici della produzione isolana, nonché di Moscato, cui è stata dedicata una piccola ma significativa DOC (Moscato di Sorso-Sennori). Negli anni successivi vennero quindi impiantati anche questi vitigni autoctoni, oltre al Syrah, creando una base di lavoro di grande interesse. Il team tecnico aziendale si è fin da subito stabilizzato sull’asse Sardegna-Toscana, visto che Roberto Sassu è stato supportato nella conduzione enologica dal lucchese Gaetano La Spina, cui si è recentemente affiancato il giovane empolese Daniele Giuntini. Dopo alcune vinificazioni sperimentali, la prima vendemmia effettivamente produttiva fu la 2011, dalla quale venne prodotto l’Herculis, prototipo dello stile aziendale, che prevedeva il blend di Cannonau, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, da cui sono poi derivate le altre etichette che tanti consensi – di pubblico e critica – hanno raccolto in questi anni. Attualmente la gamma aziendale comprende ben 11 referenze, fra le quali abbiamo avuto modo di degustare alcune delle più significative.

Vermentino di Sardegna DOC Indolente 2017

Un classico tra i bianchi isolani, declinato però secondo un’ispirazione ‘nordica’, tendente alla verticalità piuttosto che all’opulenza. Già il colore, paglierino con riflessi giovanili, mette le carte in tavola. Profumi ben definiti di agrumi ed erbe aromatiche compongono il corredo olfattivo, l’assaggio deciso e persistente sfuma in una lunga scia sapida. In produzione dalla vendemmia 2013, ha dimostrato anche un sorprendente potenziale evolutivo.

Isola dei Nuraghi IGT Hassan 2013

«È lui!» esclamò Roberto Sassu degustando il millesimo 2012 appena imbottigliato, soddisfatto per il raggiungimento dell’obiettivo, un grande vino sardo-bordolese, iniziale fonte d’ispirazione del progetto aziendale. Rigorosa selezione in vigna per questi grappoli di Cannonau, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, che hanno dato vita all’Hassan, affinato per 18 mesi in barrique nuove. A un anno dall’imbottigliamento, l’annata 2013 si dimostra davvero in splendida forma. Intensi sentori di frutti rossi in confettura e spezie, incorniciati da note balsamiche, preludono ad un assaggio ricco, avvolgente e dalla persistenza interminabile.

Isola dei Nuraghi IGT Cayenna 2013

L’appetito vien mangiando e quindi, con la vendemmia 2013, si è deciso di sperimentare l’aggiunta del Syrah al blend dell’Hassan, dando vita a questo fenomenale Cayenna. Affinato per due anni in barrique nuove, ha fatto centro al primo colpo, conquistando meritatamente (come l’anno prima l’Hassan) l’eccellenza della guida Vitae 2018. Un ampio spettro olfattivo, che affianca al frutto raffinate tostature, un sorso al tempo stesso potente e agile, con una batteria di tannini vellutati ed eleganti.

Moscato di Sardegna Indolente Passito 2015

Ultimo nato in casa Tenuta Asinara (in attesa del Cannonau Riserva, ancora in affinamento), si inserisce subito tra i più significativi passiti dell’areale. Le uve vengono vendemmiate presto, per preservare l’acidità, per poi essere sottoposte a lungo appassimento in celle climatizzate. Dopo la vinificazione, la massa sosta in barrique per poco più di un anno e si presenta nel bicchiere con uno smagliante e luminosissimo giallo dorato. Il naso è ricco di sentori mielati e frutta disidratata e il percorso gustativo è estremamente equilibrato e dinamico, grazie ad una decisa ed elegante sapidità (carattere peraltro comune a tutte le etichette aziendali).