Mamoiada, sicuramente una delle patrie elettive del Cannonau di Sardegna, è famosa anche per l’altitudine a cui sono collocati i vigneti, con i benefìci facilmente immaginabili su colore, profumi e acidità. L’azienda di Marco Canneddu, certificata bio, è entrata recentemente nei circuiti commerciali, dando seguito a una lunga tradizione familiare. Dalle vigne più alte, oltre i 900 metri, provengono le uve utilizzate per la produzione di questo Zibbo Rosé 2017 – interamente lavorato in acciaio – che tanti consensi ha raccolto nelle degustazioni a margine della tappa sassarese della Giornata Nazionale della cultura del Vino e dell’Olio 2018.

Il vivacissimo e compatto colore cerasuolo fa volare il pensiero verso panorami abruzzesi, ma l’altitudine a cui si è fatto prima riferimento lo riporta alla realtà isolana. L’intenso impatto olfattivo affascina con il frutto rosso perfettamente maturo, incorniciato da un bouquet di rose e garofani che lascia spazio, qua e là, a sentori selvatici di mirto e lentisco. In bocca è un vero tripudio di piacevolezza. La formidabile acidità si traduce in una beva “pericolosamente” facile e la struttura e l’alcol (14,5%) – sorprendenti in un rosato – non sono per niente invadenti e un leggero grip tannico completa il quadro, cui non fa certo difetto l’eleganza. Un vino da bevute estive trasversali, con cui sperimentare abbinamenti solo apparentemente poco ortodossi. Una robusta merenda a base di salumi e formaggi locali (nota anche come “colazione del pastore”) o un allegro barbecue sotto il cielo stellato, a due passi dal mare, mi sembrano un buon punto di partenza.