Fra i vari vini della Valtellina e del Trentino assaggiati al Vinitaly, ce ne sono alcuni che mi hanno particolarmente colpito e che meritano di essere ricordati. Iniziamo da 4 Valtellina Superiore.

Le Prudenze – Valtellina Superiore DOCG 2013 – Marsetti – Granato molto luminoso. Colpisce la profondità e la concentrazione al naso, che ricorda sciroppo di liquirizia, cassis, viola, foglie di tè e cuoio. Ha un buon volume di bocca e la trama tannica, fitta ed elegante, si fonde con una sapidità spiccata. L’acidità prolunga il gusto, che chiude con chinotto e note ferrose.

Valtellina Superiore DOCG Grumello 2013 – Marsetti – Granato trasparente. Al naso le note di mora, lampone e pesca macerata incontrano spezie orientali e semi di anice. In bocca ha un ingresso ampio, in cui spicca la sapidità, e i tannini sono setosi ed equilibrati; il sorso si assottiglia poi con classe, senza scomparire, anzi, incanalandosi in una persistenza entusiasmante di arancia e liquirizia.

Grisone – Valtellina Superiore DOCG Sassella 2014 – Alfio Mozzi – La tonalità rubino che vira al granato è davvero vivace. L’olfatto è ben definito e anche particolarmente brioso, per l’esuberante fruttato fresco di lampone e ciliegia, cui si sommano – evolvendo nel bicchiere – un tocco di timo, menta, gelatina di frutta e violetta. I tannini, fini e sottili, sono di buona qualità. Il sorso ha un ingresso molto sottile e si espande lentamente, diventando magnifico nel lunghissimo finale dal timbro fruttato e floreale. Una dimostrazione di eleganza pura.

Valtellina Superiore DOCG Inferno Riserva 2010 – Nera – Il colore granato non nasconde i suoi anni. Al naso è interessante il profumo iniziale di albicocca, che anticipa quello di lampone ancora fragrante e che poi vira verso ginepro ed erbe essiccate. In bocca scorre agilmente, grazie a tannini setosi ed equilibrati, ha spessore e una vena acida che dà grinta e carattere al finale minerale.

In Trentino mi sono soffermato soprattutto sui Trentodoc, ma con un paio di piacevoli divagazioni.

Maso Nero – Trento DOC Brut Riserva 2012 – Zeni – Chardonnay 100% – 40 mesi sui lieviti. Paglierino carico, al naso ricorda pesca, burro e nocciola. La bocca è fresca e cremosa, con una piacevole evoluzione e una chiusura coerente e lunga.

Maso Nero – Trento DOC Rosé 2012 – Zeni – Pinot Nero 60%, Chardonnay 40% – 40 mesi sui lieviti. Color buccia di cipolla, solcata da un perlage finissimo. Il profumo ricorda una crostatina di ribes e fragola, con un tocco di erbe aromatiche. Ha buona freschezza gustativa, messa in evidenza dalla pungenza della CO2. L’acidità sposa aromi fruttati di arancia e ribes rosso, che caratterizzano la chiusura di bocca.

Maso Nero – Trento DOC Dosaggio zero 2012 – Zeni – Pinot Bianco 100% – Sboccatura Agosto 2017. La vendemmia con leggera sovramaturazione e l’uso del legno per il vino base regalano un colore profondo di oro fuso. All’olfatto appare evoluto, con sentori di marmellata di limoni, camomilla e panettone. La bocca è piena e cremosa, con effervescenza particolarmente soffice e squisita acidità, che allunga la beva. Chiude con un ricordo di torta di mele. È un non dosato morbido, grazie all’uso sapiente del legno, che non sovrasta mai il frutto.

Trento DOC Brut – Balter – Chardonnay – 36 mesi sui lieviti. È un metodo classico paradigmatico, dal colore paglierino tenue e profumi di banana, pesca e biscotti al burro. Il gusto è nervoso, per l’effetto dell’anidride carbonica, che accentua l’acidità del sorso in una struttura tutto sommato semplice e lineare. Nel finale restano note di agrumi.

Trento DOC Rosé – Balter – Pinot Nero 80%, Chardonnay 20% – 24 mesi sui lieviti. Veste il bicchiere di rosa salmone, trafitto da bollicine finissime. Al naso si trasforma in un pasticcino con crema e fragolina di bosco. È abbastanza corposo al gusto, con l’effervescenza vivace protagonista, per rilasciare poi ricordi di ribes.

Trento DOC Riserva 2011 – Balter – Chardonnay 80%, Pinot Nero 20% – 60 mesi sui lieviti. Paglierino con sfumatura di oro verde. Al naso spicca la freschezza del lime e del mandarino verde su spezie ed erbe balsamiche. La bocca è tesa, elegante e profonda. L’acidità è gustosa e si lega al sapore di agrumi, con la CO2 perfettamente integrata e carezzevole sulle gengive. Ha note di nocciola e lungo finale di bergamotto.

Lezèr – Vigneti delle Dolomiti IGT 2017 – Foradori – Una grandinata ha colpito il vigneto destinato alla produzione del Teroldego Trentino Foradori e quindi, con le uve danneggiate, l’azienda ha deciso di procedere a una vinificazione più semplice, in rosato. ‘Più semplice’ per modo di dire, perché si è arrivati all’ottimo risultato finale con vari esperimenti di micro-vinificazioni di piccole partite di uva in diversi tipi di contenitori (acciaio, cemento e legno), con un massimo di 24 ore di macerazione. Nel calice questo Lezèr (leggero, in dialetto) è rosso fragola acceso; il profumo è un’esplosione di frutta fresca: fragola, lampone, pesca e arancia, con uno sfondo floreale di violetta; il gusto è saporito, tendenzialmente morbido e prolungato nella persistenza di ciliegia croccante, grazie alla vena acida che lo ravviva. L’auspicio è che l’azienda non abbia intenzione di limitare la produzione del Lezèr solamente a questa annata poco fortunata.

A Madruzzo – sempre in Trentino, nella Valle dei Laghi – l’azienda Salvetta propone due interessanti vinificazioni della Nosiola: secca e passita (il prezioso Vino Santo trentino). La versione secca è ottenuta con una settimana di macerazione e con maturazione in legno d’acacia, con uno stile che esalta l’aromaticità e la naturale morbidezza del vitigno. Dagli assaggi delle due annate presentate (2015 e 2016), emerge che la tipica nota di nocciola risulta più evidente dopo un anno di bottiglia ed è comunque affiancata, all’olfatto, da agrumi, nespola e fiori di camomilla. Il vino è saporito, quasi grasso, con una spiccata vena sapida, che bilancia la morbidezza di fondo del sorso. Nel finale si respira l’aroma del finocchietto selvatico, che nella bottiglia più evoluta lascia in bocca una scia balsamica. Il Vino Santo 2009 è denso nel bicchiere e il colore ambrato è brillante. La concentrazione dovuta all’appassimento e la lunga sosta in legno regalano un bouquet sgargiante, in cui scorrono ordinatamente noce, miele, corbezzola, pesca in confettura, anice stellato ed erbe aromatiche. In bocca è coerente nella sua ricchezza aromatica e risulta bilanciato da un carattere salino e balsamico, che non ci abbandona facilmente.