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	<title>Cannonau &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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	<title>Cannonau &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>Un giorno a Mamoiada: i vini della Cantina Canneddu</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/un-giorno-a-mamoiada-i-vini-della-cantina-canneddu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Cristina La Serra]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2022 10:22:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
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		<category><![CDATA[Cannonau]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Caneddu]]></category>
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		<category><![CDATA[Zibbo Rosé]]></category>
		<category><![CDATA[Zimò]]></category>
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					<description><![CDATA[Maggio 2022. In un caldo pomeriggio primaverile (diciamo pure estivo), eccoci a Mamoiada, nel cuore della Sardegna (esattamente nella Barbagia di Ollolai, tra il Gennargentu e il Supramonte), regione vocata per la produzione di vini tradizionali,]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Maggio 2022. In un caldo pomeriggio primaverile (diciamo pure estivo), eccoci a Mamoiada, nel cuore della Sardegna (esattamente nella Barbagia di Ollolai, tra il Gennargentu e il Supramonte), regione vocata per la produzione di vini tradizionali, nello specifico Cannonau e Granazza. Siamo ospiti di <strong>Marco Canneddu</strong>, giovane proprietario dell’azienda di famiglia <b>Cantina Canneddu</b>, che fin dalle prime battute ci trasmette la sua passione e la sua determinazione, parlandoci con entusiasmo del territorio e della sua voglia di farcelo ritrovare nel bicchiere: e dobbiamo riconoscere che ci riesce, perché la semplicità e l’autenticità dei suoi vini ci conquistano sorso dopo sorso.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il percorso comincia con un vino giovane da Granazza 100% dalla bella acidità, il <b><i>Delissia 2021</i></b>, che affina in acciaio per alcuni mesi per mantenere proprio i suoi sentori freschi. Dallo stesso vitigno – con grappoli raccolti da sei vigneti diversi, che hanno piante di età compresa fra i 75 e i 100 anni – nasce il <b><i>Delissia Strong</i></b>, un fratello con caratteristiche opposte, come due gemelli diversi. Il colore giallo tenue del primo si veste nel secondo di un dorato prezioso e brillante e, mentre nel primo la percezione era quella di frutta fresca e fiori bianchi, qui sono la mela cotogna, la mandorla la ginestra a farla da padrone. Ad occhi chiusi si sente una struttura che richiama quasi un vino rosso, mentre il nome (il termine dialettale <i>delissia</i> significa ovviamente delizia) è semplicemente l’attributo con cui veniva definito questo vino da molti di coloro che lo assaggiavano.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Dopo i due bianchi, Marco ci invita a provare lo <b><i>Zibbo Rosè 2021</i></b>, il suo Cannonau in purezza vinificato in bianco, che si tinge di un colore rosa acceso attraverso una pressatura soffice senza macerazione e affina poi per qualche mese in acciaio. Fresco e profumato di fragoline di bosco, colpisce per il suo tannino delicato e piacevole e per una lunga persistenza.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Poi passiamo a due rossi, lo <b><i>Zimò</i></b> e lo <b><i>Zibbo</i></b>, entrambi ottenuti da uve Cannonau di Mamoiada. <i>Zimò</i> è un acronimo ripreso dalle parole <strong>Zi</strong>bbo e Ma<strong>mo</strong>iada, per mantenere il filo conduttore fra la famiglia e la tradizione, mentre <i>Zibbo</i> era il nome con cui veniva chiamato il nonno dello stesso Marco. <b><i>Zimò 2020</i></b> è un vino di pronta beva, frutto di vigne giovani, che trasmettono al vino una delicatezza e una leggerezza inusuale quando si parla di Cannonau. Il colore è rubino, con una bella trasparenza; il naso è fresco di frutta croccante, di bacche di mirto ma anche di una speziatura di pepe nero.</p>
<p>Si chiude in bellezza con <b><i>Zibbo 2020</i></b>, il vino più rappresentativo, fiore all’occhiello della famiglia Canneddu. Vinificato in purezza da uve dei vigneti più antichi di Mamoiada, affina in botti di rovere esausto per oltre un anno. Qui il colore, pur non perdendo la sua trasparenza, diventa granato intenso, mentre i suoi sentori esplodono al naso e in bocca: si sentono il mirto, la liquirizia e una nota balsamica, poi anche la rosa rossa, la ciliegia matura e il pepe nero si uniscono a una bellissima acidità e ad una lunga persistenza per renderlo un vino unico, diremmo quasi perfetto.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-6892" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/05/Canneddu-5-vini.jpg" alt="" width="1247" height="702" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/05/Canneddu-5-vini.jpg 1247w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/05/Canneddu-5-vini-480x270.jpg 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/05/Canneddu-5-vini-1024x576.jpg 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/05/Canneddu-5-vini-768x432.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/05/Canneddu-5-vini-465x262.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/05/Canneddu-5-vini-695x391.jpg 695w" sizes="(max-width: 1247px) 100vw, 1247px" /></p>
<p>Che dire? È stato un bellissimo viaggio alla scoperta di un territorio stupendo, tutelato e valorizzato anche grazie ad associazioni come <em><b>Vignaioli in Mamoiada</b></em> e <em><b>Mamoja</b></em>, costituite da viticoltori e produttori di Mamoiada i quali, attraverso il vino e il patrimonio enogastronomico, esportano e fanno conoscere la vera essenza della Barbagia di Ollolai. Un grazie particolare a Marco per averci coccolato con i suoi vini, frutto di tradizione ma anche di innovazione, creazioni di un ragazzo giovane ma con una forte storia alle spalle che vuole raccontare, attraverso il territorio, quello che il Cannonau e la Granazza di questa zona rappresentano per la fiera gente del posto.</p>
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		<title>La sottozona Cannonau di Sardegna DOC Capo Ferrato e Cantina Castiadas: la rivincita del sud-est</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/la-sottozona-cannonau-di-sardegna-doc-capo-ferrato-e-cantina-castiadas-la-rivincita-del-sud-est/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Cristina La Serra]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2021 19:58:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Cannonau]]></category>
		<category><![CDATA[Capo ferrato]]></category>
		<category><![CDATA[Rei]]></category>
		<category><![CDATA[Sarrabus]]></category>
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					<description><![CDATA[L’importanza di valorizzare le proprie radici e l’attenzione verso il territorio dovrebbero essere i capisaldi delle prospettive di ogni azienda vitivinicola, a maggior ragione quando questa ricopre il ruolo di produttrice-guida nella sottozona di una denominazione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’importanza di valorizzare le proprie radici e l’attenzione verso il territorio dovrebbero essere i capisaldi delle prospettive di ogni azienda vitivinicola, a maggior ragione quando questa ricopre il ruolo di produttrice-guida nella sottozona di una denominazione importante. Siamo nel <i>Sarrabus</i>, nel sud-est sardo, esattamente nella zona di <b><i>Capo Ferrato</i></b>, dove le vigne hanno un re indiscusso, il Cannonau, e l’azienda è <b>Cantina Castiadas</b>.</p>
<p>Nata nel 1959 dall’<i>Ente per la trasformazione fondiaria e agraria in Sardegna</i> e supportata dai maggiori viticoltori della zona, questa società cooperativa riceveva alla fondazione le uve da 400 soci, che pian piano si sono ridotti, fino ad arrivare agli attuali 50, possessori di 130 ettari di vigneti e produttori di circa 130.000 bottiglie annue, suddivise oggi in 11 etichette, utilizzando vitigni autoctoni come Vermentino di Sardegna, Monica e Carignano, ma con un protagonista assoluto: il Cannonau. <i>Cantina Castiadas</i> riesce a far risaltare in modo magistrale questo vitigno in tre vini: <b><i>Capo Ferrato</i></b>, <b><i>Rei</i></b> e <b><i>Capo Ferrato Riserva</i></b>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-6289" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/08/Castiadas-collage-light.png" alt="" width="601" height="433" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/08/Castiadas-collage-light.png 850w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/08/Castiadas-collage-light-300x216.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/08/Castiadas-collage-light-768x554.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/08/Castiadas-collage-light-465x335.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/08/Castiadas-collage-light-693x500.png 693w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></p>
<p>Il <b><i>Cannonau di Sardegna Capo Ferrato 2020</i></b> rappresenta il prodotto d’ingresso dell’azienda ed è un vino giovane dal colore rubino intenso, con una bella vivacità. In bocca è fresco, con un’esplosione di piccoli frutti (mirtillo, mirto) e mora, amarena e ciliegia croccanti, oltre a una lieve speziatura. È un vino diretto e pronto, frutto dell’affinamento in acciaio, atto a preservare gli aromi giovani e fragranti del vitigno. Da abbinare ad antipasti di terra, piatti tipici sardi e carni arrosto.</p>
<p>Il <b><i>Cannonau di Sardegna Capo Ferrato Rei 2018 </i></b>rappresenta al meglio il <i>Sarrabus</i>, con una grande balsamicità – dovuta alla presenza di numerosi eucalipti intorno alle vigne – e un’aromaticità in bocca e al naso che ci ricordano l’amarena, il mirto e la liquirizia. È un vino strutturato e di corpo, che si distende bene in bocca, adatto ad abbinamenti con tutti i tipi di carne. È il vino per eccellenza dell’azienda e, facendo solo affinamento in acciaio e poi in vetro, ci fa apprezzare appieno quello che è il vero Cannonau di<i> Capo Ferrato</i>.</p>
<p>Il <b><i>Cannonau di Sardegna Capo Ferrato Riserva 2015</i></b> è affinato per 24 mesi in legno di rovere. Elegante e strutturato, ha una veste granata e al naso è delicato, con la presenza di frutti scuri sotto spirito (mora, ciliegia e amarena). In bocca è robusto e complesso: ai frutti rilevati all’olfatto si aggiungono una speziatura tostata che rimanda alla polvere di caffè e al cacao amaro e la tipica nota balsamica della zona (alla quale abbiamo fatto cenno poco sopra), che insieme contribuiscono a una setosa morbidezza e ad un’armonia disarmante. Vino unico e inimitabile, da meditazione, perfetto anche da solo o accompagnato a un pezzetto di cioccolato extra noir.</p>
<p>Oggi, come ieri, sono vini che continuano a racchiudere le numerose tradizioni, i sapori e i profumi di questa terra, dove mare e montagna si fondono, e <b>Cantina Castiadas</b> rappresenta la casa di questa denominazione: una casa accogliente che l’ha valorizzata e fatta conoscere, accompagnandola in un successo sempre crescente. E meritato.</p>
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		<title>Cannonau di Sardegna DOC Nepente di Oliena 2016 Cantina Oliena</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/cannonau-di-sardegna-doc-nepente-di-oliena-2016-cantina-oliena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Falconieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 17:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Ahi lasso!]]></category>
		<category><![CDATA[Barbagia]]></category>
		<category><![CDATA[Cannonau]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele D’Annunzio]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Corrasi]]></category>
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					<description><![CDATA[Penso che sia un buon momento per far viaggiare la fantasia&#8230; Per questo ho scelto un vino che ci porta al centro del Mediterraneo, nella fiera Sardegna, e precisamente a Oliena, dove il Cannonau trova una]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che sia un buon momento per far viaggiare la fantasia&#8230; Per questo ho scelto un vino che ci porta al centro del Mediterraneo, nella fiera Sardegna, e precisamente a Oliena, dove il <i>Cannonau</i> trova una delle sue massime esaltazioni, tanto da aver visto riconosciuto questo forte legame territoriale con l’istituzione della sottozona <b><i>Nepente di Oliena</i></b> all’interno della DOC regionale.</p>
<p>Oliena – 10 km a sud-est di Nuoro – è un borgo della Barbagia ai piedi del Monte Corrasi, la vetta più alta del Supramonte, lo straordinario massiccio calcareo-dolomitico che sovrasta il paese, quasi a volerlo sorvegliare. I suoi dintorni sono un immenso monumento naturale fatto di rilievi calcarei, profonde doline con fiumi sotterranei e valli rigogliose. Qui si produce un vino che preserva l’essenza e il fascino di questa terra: il nome <i>Nepente</i> – dal greco <i>nē </i>(prefisso negativo) e <i>pénthos</i> (dolore, inteso in tutte le sue espressioni, dalla tristezza al lutto) – significa appunto “<i>contro il dolore”</i> (o il lutto, o la tristezza). Il nome ha ispirato e accompagnato numerose storie fin dall’antichità, specialmente in relazione a bevande ipnotiche o sedative che riuscivano ad alleviare tristezze e malesseri: per esempio Omero, nel IV libro dell&#8217;<i>Odissea</i>, lo indica come la bevanda con cui Elena di Troia curava la tristezza del marito, Menelao, e lo cita in altri brani come una bevanda calmante, usata anche dai soldati per alleviare il dolore delle ferite.</p>
<p>Nel territorio di Oliena si parla di una notevole attività vitivinicola fin dal XVI secolo, grazie ai frati francescani, che – intorno al convento e alla chiesa di cui sono ancora visibili imponenti ruderi – avevano impiantato una vigna di oltre 10.000 ceppi con tanto di stabilimento enologico. In seguito furono i padri Gesuiti a dare un notevole impulso alla viticoltura, conservata e sviluppata fino ai giorni nostri. E nel tempo, a più riprese, sia funzionari governativi che poeti e scrittori hanno parlato del vino di Oliena come di «<i>un vino da annoverare tra i vini di lusso, da bere a piccoli sorsi per farci la bocca, e ogni sorso vi accomoda tutte le faccende del corpo e dell’anima</i>». Anche Gabriele D’Annunzio, nel 1909, volle elogiare il <b><i>Nepente di Oliena</i></b> nella prefazione alla guida <i>Osterie d’Italia</i> dell’amico Hans Bart, profondo conoscitore dei vini italiani, con queste parole: «<i>Non conoscete il </i>Nepente di Oliena<i> neppure per fama? Ahi lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall&#8217;ombra delle candide rupi</i>».</p>
<p>Parole che sono riportate proprio sui muri della cantina che produce questo <b><i>Cannonau di Sardegna DOC Nepente di Oliena 2016</i></b>. Fondata nel 1950 da un gruppo di viticoltori locali per valorizzare e diffondere ancor di più il <i>Cannonau</i>, <a href="https://www.cantinasocialeoliena.it"><b><i>Cantina Oliena</i></b></a> è una delle più importanti realtà cooperative sarde e da decenni porta avanti una filosofia basata sulla qualità, abbinando antichi metodi tradizionali a tecnologie molto avanzate. Le uve sono conferite da circa 100 piccoli soci e il 90% del vino – ormai riconosciuto tra i più importanti della produzione sarda – viene commercializzato fuori dall’isola, a livello nazionale e internazionale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La natura del Monte Corrasi caratterizza la tipologia dei terreni: sabbioni collinari di natura calcarea, di medio impasto, perfetti per la coltivazione della vite e in particolare per le forma di allevamento ad alberello basso, che non permette rese elevate – raramente si superano i 60 q/ha – ma consente la produzione di un vino dalle caratteristiche uniche. La presenza di alte rocce e la relativa vicinanza del mare contribuiscono al particolare microclima, con benedette escursioni termiche tra il giorno e la notte, ottimali per dare ai vini un buon corredo aromatico. Insomma, un <i>terroir</i> capace di dare mineralità, freschezza e finezza.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4125" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Cantina-Oliena-collage-1024x503.png" alt="" width="488" height="240" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Cantina-Oliena-collage-1024x503.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Cantina-Oliena-collage-300x147.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Cantina-Oliena-collage-768x377.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Cantina-Oliena-collage-465x228.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Cantina-Oliena-collage-695x341.png 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Cantina-Oliena-collage.png 1134w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></p>
<p>Raccolta manuale e scelta dei grappoli ripetuta al momento del conferimento in cantina. Macerazione di 10-12 giorni a 24-26°C. Frequenti rimontaggi e<i> délestages</i> per ottimizzare gli scambi tra mosto e vinacce, assicurando colore e composti nobili. Maturazione in vasche di cemento e di acciaio a temperatura controllata. Infine, affinamento in bottiglia, per rendere più eleganti le sfumature fruttate e speziate. Dopo questo percorso, ecco finalmente il mio <b><i>Nepente di Oliena</i></b> nel bicchiere, col suo manto rubino che volge al granato. Al naso regala una trama articolata e accattivante, con note di frutti rossi, marasca, ciliegia sotto spirito e liquore di amarene. Seguono petali di rosa essiccati, viola, eleganti speziature di pepe verde, legno di ginepro, tabacco appena tostato e ricordi ferruginosi. Al palato è asciutto, caldo e avvolgente, con un perfetto bilanciamento tra calore e freschezza. Privo di incertezze, mostra equilibrio grazie a tannini morbidi e ben amalgamati con una vena sapida che dà spessore gustativo in chiusura. Un sorso appagante, che invoglia alla beva. Meraviglioso l&#8217;abbinamento con i piatti tipici sardi come la <i>panada</i> di agnello con carciofi e patate o con il capretto allo spiedo. Perfetto con i formaggi sardi (di pecora o di capra) freschi o semistagionati o con i salumi locali, come salsiccia secca o prosciutto crudo del Nuorese. Da non sottovalutare, infine, l’ottimo<span class="Apple-converted-space"> </span>rapporto qualità-prezzo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ogni occasione è buona per gustare il <i>Nepente di Oliena</i>, un nettare capace di accompagnare una splendida escursione nella natura selvaggia di questi luoghi, tra i profumi della macchia mediterranea, ma anche di accompagnare un piacevole spuntino con pane tradizionale <i>sas paneddas</i> (le <i>spianate</i> di Oliena) e formaggio. Buona degustazione, &#8216;nessun dolore&#8217; e&#8230; <em>al bando la tristezza</em>!</p>
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		<item>
		<title>Interviste: Roberto Gariup (enologo)</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/interviste-roberto-gariup-enologo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Castellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2018 10:16:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Cannonau]]></category>
		<category><![CDATA[Gallura]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista all&#8217;enologo Roberto Gariup, che illustra la sua esperienza col Vermentino in Gallura.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista all&#8217;enologo <strong>Roberto Gariup,</strong> che illustra la sua esperienza col Vermentino in Gallura.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="1260" height="945" src="https://www.youtube.com/embed/RkDm_8VEjm4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Interviste: Francesco Puddu (Azienda Agricola F.lli Puddu)</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/interviste-francesco-puddu-azienda-f-lli-puddu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Castellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 06:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Cannonau]]></category>
		<category><![CDATA[Nepente di Oliena]]></category>
		<category><![CDATA[Oliena]]></category>
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					<description><![CDATA[Francesco Puddu, dell&#8217;Azienda Agricola F.lli Puddu di Oliena, descrive il territorio del Nepente di Oliena e i motivi per la rivendicazione di una DOCG specifica di questa sottozona del Cannonau.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Francesco Puddu</strong>, dell&#8217;<em><strong>Azienda Agricola F.lli Puddu</strong></em> di Oliena, descrive il territorio del <em>Nepente di Oliena</em> e i motivi per la rivendicazione di una DOCG specifica di questa sottozona del Cannonau.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="1260" height="709" src="https://www.youtube.com/embed/vtLxJa5kiI8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Interviste: Nina Puddu (Azienda Agricola F.lli Puddu)</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/interviste-nina-puddu-azienda-f-lli-puddu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Castellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2018 05:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Cannonau]]></category>
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					<description><![CDATA[Nina Puddu, dell&#8217;Azienda Agricola F.lli Puddu di Oliena, racconta l&#8217;esperienza familiare di intraprendere una vinificazione in proprio a partire dalle vigne di proprietà, dedicandosi alla produzione di Cannonau nella sottozona del Nepente di Oliena.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nina Puddu</strong>, dell&#8217;<em><strong>Azienda Agricola F.lli Puddu</strong></em> di Oliena<em>,</em> racconta l&#8217;esperienza familiare di intraprendere una vinificazione in proprio a partire dalle vigne di proprietà, dedicandosi alla produzione di Cannonau nella sottozona del <em>Nepente di Oliena</em>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Recensioni Libri: «Akinas. Uve di Sardegna» a cura di Gianni Lovicu</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/recensioni-gianni-lovicu-a-cura-di-akinas-uve-di-sardegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Castellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 23:34:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni e news]]></category>
		<category><![CDATA[Akinas]]></category>
		<category><![CDATA[Cannonau]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Lovicu]]></category>
		<category><![CDATA[Uve di Sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[Akinas. Uve di Sardegna, a cura di Gianni Lovicu &#8211; Collana Poliedro, Ilisso Edizioni Ed ecco qui, anche per la Sardegna, un vero e proprio repertorio di schede dei vitigni autoctoni dell’isola (sono oltre 90, quelli censiti), grazie a un]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1076" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/akinas.jpg" alt="" width="249" height="362" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/akinas.jpg 613w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/akinas-206x300.jpg 206w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/akinas-412x600.jpg 412w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/akinas-344x500.jpg 344w" sizes="auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Akinas. Uve di Sardegna</strong>, <em>a cura di </em><strong>Gianni Lovicu </strong>&#8211; Collana Poliedro, Ilisso Edizioni</p>
<p>Ed ecco qui, anche per la Sardegna, un vero e proprio repertorio di schede dei vitigni autoctoni dell’isola (sono oltre 90, quelli censiti), grazie a un progetto denominato Antigas Kastas de Ide pro Novas Arratzas de inu de Sardinna (cioè, antichi vitigni per nuove tipologie di vino della Sardegna), il cui acronimo è proprio AKINAS, il titolo del volume. Oltre al curatore Gianni Lovicu, alla redazione dello studio hanno collaborato Frau, Rigoldi, Farci, Craviero, Piras, Bonello e Petrozziello. Oltre alle utilissime schede delle uve, si ritrova anche un ottimo approfondimento sui vitigni più noti (come il Cannonau) e i loro terroir e sul comportamento ecofisiologico di alcuni vitigni autoctoni minori e meno conosciuti.</p>
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		<title>Zibbo Rosé – Cannonau di Sardegna DOC Rosato 2017 – Cantina Marco Canneddu</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/zibbo-rose-cannonau-di-sardegna-doc-rosato-2017-cantina-marco-canneddu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Demuru]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 21:14:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Cannonau]]></category>
		<category><![CDATA[Mamoiada]]></category>
		<category><![CDATA[Rosato]]></category>
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					<description><![CDATA[Mamoiada, sicuramente una delle patrie elettive del Cannonau di Sardegna, è famosa anche per l’altitudine a cui sono collocati i vigneti, con i benefìci facilmente immaginabili su colore, profumi e acidità. L’azienda di Marco Canneddu, certificata bio,]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1093" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Zibbo-Rosé-f-205x300.png" alt="" width="210" height="307" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Zibbo-Rosé-f-205x300.png 205w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Zibbo-Rosé-f-410x600.png 410w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Zibbo-Rosé-f-342x500.png 342w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Zibbo-Rosé-f.png 433w" sizes="auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px" />Mamoiada, sicuramente una delle patrie elettive del Cannonau di Sardegna, è famosa anche per l’altitudine a cui sono collocati i vigneti, con i benefìci facilmente immaginabili su colore, profumi e acidità. L’azienda di Marco Canneddu, certificata bio, è entrata recentemente nei circuiti commerciali, dando seguito a una lunga tradizione familiare. Dalle vigne più alte, oltre i 900 metri, provengono le uve utilizzate per la produzione di questo <strong><em>Zibbo Rosé</em></strong> 2017 – interamente lavorato in acciaio – che tanti consensi ha raccolto nelle degustazioni a margine della tappa sassarese della <em>Giornata Nazionale della cultura del Vino e dell’Olio</em> 2018.</p>
<p>Il vivacissimo e compatto colore cerasuolo fa volare il pensiero verso panorami abruzzesi, ma l’altitudine a cui si è fatto prima riferimento lo riporta alla realtà isolana. L’intenso impatto olfattivo affascina con il frutto rosso perfettamente maturo, incorniciato da un bouquet di rose e garofani che lascia spazio, qua e là, a sentori selvatici di mirto e lentisco. In bocca è un vero tripudio di piacevolezza. La formidabile acidità si traduce in una beva “pericolosamente” facile e la struttura e l’alcol (14,5%) – sorprendenti in un rosato – non sono per niente invadenti e un leggero grip tannico completa il quadro, cui non fa certo difetto l’eleganza. Un vino da bevute estive trasversali, con cui sperimentare abbinamenti solo apparentemente poco ortodossi. Una robusta merenda a base di salumi e formaggi locali (nota anche come “colazione del pastore”) o un allegro barbecue sotto il cielo stellato, a due passi dal mare, mi sembrano un buon punto di partenza.</p>
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		<title>100 Kent’annos Gold – Mandrolisai Rosso Superiore DOC – Cantina del Mandrolisai</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/100-kentannos-gold-mandrolisai-superiore-doc-cantina-del-mandrolisai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Demuru]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 21:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Bovale sardo]]></category>
		<category><![CDATA[Cannonau]]></category>
		<category><![CDATA[Mandrolisai]]></category>
		<category><![CDATA[Monica]]></category>
		<category><![CDATA[Muristellu]]></category>
		<category><![CDATA[Sorgono]]></category>
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					<description><![CDATA[La Cantina del Mandrolisai – nata a Sorgono, in provincia di Nuoro, nel 1950 – è una realtà cooperativa portabandiera, fin dal nome, di un territorio collocato al centro esatto della Sardegna e caratterizzato da condizioni pedoclimatiche e]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1094" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Schermata-2018-04-27-alle-23.06.29-97x300.png" alt="" width="109" height="337" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Schermata-2018-04-27-alle-23.06.29-97x300.png 97w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Schermata-2018-04-27-alle-23.06.29.png 295w" sizes="auto, (max-width: 109px) 100vw, 109px" />La <em>Cantina del Mandrolisai</em> – nata a Sorgono, in provincia di Nuoro, nel 1950 – è una realtà cooperativa portabandiera, fin dal nome, di un territorio collocato al centro esatto della Sardegna e caratterizzato da condizioni pedoclimatiche e ambientali uniche che, unite alla secolare e riconosciuta capacità dei vignaioli locali, ne fanno un vero e proprio gioiello enologico L’omonima DOC è l’unica nell’isola che preveda obbligatoriamente l’utilizzo di tre vitigni (Bovale Sardo o Muristellu, Cannonau e Monica), che devono altresì essere coltivati nella medesima vigna. Richiamando la rinomata longevità del popolo sardo, la cantina ha creato la linea<em> 100 Kent’anno</em>s, un chiaro riferimento alla saggezza della maturità, bilanciato dalla freschezza delle nuove etichette e corroborato della recente acquisizione nel team tecnico aziendale di una giovanissima e grintosa enologa, Emanuela Flore.Nella linea delle etichette DOC a marchio <em>100 Kent’annos</em>, rappresentative di tutte le tipologie previste dal disciplinare, il prodotto di punta è senz’altro il <em>Mandrolisai Superiore Gold</em> 2013, affinato per 24 mesi in barrique, che ho avuto modo di degustare al recente Vinitaly.</p>
<p>Il colore, pulito e vivacissimo, è un rubino che inizia a palesare riflessi granati, già di per sé chiaro indizio di qualità. Il ricco corredo olfattivo propone in sequenza sentori ben definiti di more in confettura, fiori appassiti e macchia mediterranea, trovando ulteriore completamento in una variegata speziatura (tabacco biondo e liquirizia in evidenza), arricchita da riverberi balsamici. La fase gustativa ripropone fedelmente il quadro aromatico, disegnando un sorso fresco ed equilibrato, con tannini pulsanti ma composti e con una struttura imponente e raffinata da gigante gentile. Il lungo ed elegante finale ripropone il rimbalzo tra frutto e spezie, mediato dai toni balsamici. Da proporre con piatti strutturati e territoriali, come il cinghiale in umido.</p>
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		<title>Cannonau di Sardegna DOC Mamuthone 2015 Giampietro Puggioni</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/mamuthone-cannonau-di-sardegna-doc-2015-g-puggioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 13:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Cannonau]]></category>
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					<description><![CDATA[Fra i luoghi di coltivazione del Cannonau in Sardegna, Mamoiada è quello con la maggior altitudine: 600-700 metri; qui sono coltivate le piante da cui deriva il celebre Mamuthone della cantina Puggioni: sono viti di almeno 30]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fra i luoghi di coltivazione del Cannonau in Sardegna, <strong>Mamoiada</strong> è quello con la maggior altitudine: 600-700 metri; qui sono coltivate le piante da cui deriva il celebre Mamuthone della cantina Puggioni: sono viti di almeno 30 anni, coltivate ad alberello su un terreno che è di disfacimento granitico, poco fertile e ben drenato.</p>
<p>A neanche 3 anni dalla vendemmia, il Mamuthone 2015 dimostra un&#8217;evoluzione importante alla vista, presentandosi di rosso granato con sfumatura diluita sul bordo. Il carattere evolutivo trova conferma anche al naso: emana, infatti, profumi di frutta cotta al forno e in confettura, ciliegia sciroppata e sotto spirito, tabacco e carne. Ma in bocca è tutta un’altra cosa: è dinamico e articolato; lo vivacizzano una spalla acida inaspettata e la sua ricchezza aromatica. È un vino di grande morbidezza e di notevole struttura, dotato di bevibilità e persistente finale di bocca, che vorrei definire entusiasmante. Le condizioni climatiche di cui godono le vigne a questa altitudine, soprattutto per le notevoli escursioni termiche, fanno trattenere un alto livello di acidità nell&#8217;uva, risultando determinanti nel caratterizzare il profilo gustativo del vino. È vinificato con lunga macerazione e matura in botti grandi. Ideale compagno di un capretto arrosto.<a href="http://www.ilsalottodelvino.it/puggioni-mamuthone/"><br />
</a></p>
<figure id="attachment_734" aria-describedby="caption-attachment-734" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilsalottodelvino.it/mamuthone-cannonau-di-sardegna-doc-2015-g-puggioni/puggioni-mamuthone-2/"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-734 size-medium" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Puggioni-Mamuthone-1-300x275.jpg" alt="Puggioni, Mamuthone" width="300" height="275" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Puggioni-Mamuthone-1-300x275.jpg 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Puggioni-Mamuthone-1-768x704.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Puggioni-Mamuthone-1-465x426.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Puggioni-Mamuthone-1-546x500.jpg 546w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Puggioni-Mamuthone-1.jpg 838w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-734" class="wp-caption-text">Cannonau di Sardegna DOC &#8220;Mamuthone&#8221; di Puggioni</figcaption></figure>
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