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	<title>Maledetto CoViD-19 &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>Stellenbosch WO Farm House Organic Chenin Blanc 2016 Spier 1692</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 11:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Farm House Organic Wines]]></category>
		<category><![CDATA[Maledetto CoViD-19]]></category>
		<category><![CDATA[Quarant-eno]]></category>
		<category><![CDATA[Spier 1692]]></category>
		<category><![CDATA[Stellenbosch Wine of Origin]]></category>
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		<category><![CDATA[Sudafrica Wine]]></category>
		<category><![CDATA[Tania Kleintjes]]></category>
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					<description><![CDATA[Tempi di quarantena obbligata, che ogni tanto cerchi disperatamente di trasformare in quaranteno, in barba al CoViD-19, e vai a vedere cosa ti può offrire la cantina di casa. Nell’ultima ricerca – siccome nel prossimo Ottobre]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tempi di quarantena obbligata, che ogni tanto cerchi disperatamente di trasformare in quarant<strong><i>eno</i></strong>, in barba al<em> CoViD-19</em>, e vai a vedere cosa ti può offrire la cantina di casa. Nell’ultima ricerca – siccome nel prossimo Ottobre vorrei, sempre <em>CoViD</em> permettendo, tornare in Sudafrica – la mia scelta è caduta su una delle rare bottiglie superstiti dal mio viaggio del 2018 in quello splendido Paese. Si tratta di uno <b><i>Stellenbosch W.O. Farm House Organic Chenin Blanc 2016</i></b> dell’azienda <a href="https://www.spier.co.za"><b><i>Spier 1692</i></b></a>. Lo avevo assaggiato assieme all’enologa <strong>Tania Kleintjes</strong> e ne rimasi talmente entusiasta che lei decise di donarmene una bottiglia. È un vino biologico prodotto vicino a Stellenbosch, nei vigneti adiacenti la cantina, e fa parte della linea aziendale <b>Farm House Organic Wines</b>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3957" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-1024x503.png" alt="" width="579" height="284" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-1024x503.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-300x147.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-768x377.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-1536x754.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-2048x1006.png 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-465x228.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-695x341.png 695w" sizes="(max-width: 579px) 100vw, 579px" /></p>
<p>Alla <b>Spier</b> le differenze di altitudine, allevamento ed esposizione si accompagnano a significative differenze mesoclimatiche, nonostante le brevi distanze fra i vari vigneti. Questo – unito alle differenti tipologie dei terreni (alluvionali profondi o ben drenati e aerati o granitici decomposti dalle colline pedemontane) – crea un <i>terroir</i> che garantisce vini pieni e complessi. Dopo la raccolta manuale, le uve selezionate vengono preraffreddate e sottoposte a pigiatura soffice, dopodiché passano a fermentare in botti di rovere francese da 300-400 litri a temperatura controllata. Durante e dopo la fermentazione vengono effettuati continui <i>barrel test</i>, in modo da selezionare i legni migliori per il processo evolutivo finale.</p>
<p>E veniamo alla degustazione. Già all’ingresso nel bicchiere il vino dimostra tutta la sua classe: di un luminosissimo giallo paglierino piuttosto carico, forma numerosi archetti che annunciano struttura. All’olfatto è una meraviglia di complessità e intensità: il primo impatto è di pepe nero fortissimo, poi si apre in belle note floreali, seguite da ananas, pera, agrumi, noce moscata e vaniglia che si alternano ad ogni sniffata. Il sorso è ricco, grasso, intenso, morbido e abbastanza fresco, con ritorni di frutta (ananas e pera) e note sapide, in una bella progressione che porta al finale lungo e complesso, rinfrescato dal ritorno di una piacevole acidità, agrumi, frutta e ancora sapidità. Un grande vino, che mi sono gustato con una bella schiacciata <i>homemade </i>(in questo periodo di quarantena ho anche imparato a fare il pane…), condita con olio e.v.o. toscano e accompagnata da degli ottimi affettati, sempre toscani.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Voti: 95 al vino e –100 (sì, meno 100!) al maledetto <em>CoViD-19</em>. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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