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	<title>Marchesi Antinori &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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	<title>Marchesi Antinori &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>Da Firenze a Piesport è un attimo: il Mezzo Braccio di Tenuta Monteloro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 10:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bencini]]></category>
		<category><![CDATA[Marchesi Antinori]]></category>
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					<description><![CDATA[Per arrivare alla Tenuta Monteloro basta prendere la strada che da Firenze porta a Fiesole, proseguire lungo la Provinciale 54 fino alla località Olmo, svoltare verso Torre di Buiano e scendere a est in direzione di]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per arrivare alla <strong>Tenuta Monteloro</strong> basta prendere la strada che da Firenze porta a Fiesole, proseguire lungo la Provinciale 54 fino alla località Olmo, svoltare verso Torre di Buiano e scendere a est in direzione di Monteloro. Pochi chilometri e troviamo un&#8217;alta collina boschiva, su cui crescono piante di <strong>Riesling renano</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5023" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-1024x367.png" alt="" width="645" height="231" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-1024x367.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-300x107.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-768x275.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-1536x550.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-2048x734.png 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-465x167.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-695x249.png 695w" sizes="(max-width: 645px) 100vw, 645px" /></p>
<p>Certo, qui non ci sono il Reno e la Mosella a riflettere la luce sulle vigne, tuttavia la latitudine più meridionale e l’apertura della vallata sopperiscono efficacemente alla maturazione lenta dell’uva. Il frutto di queste piante di Riesling dà vita a un bianco assolutamente insolito per la Toscana, che fin dal primo sorso rimanda a uno <em>stile tedesco</em>, ovvero a quel rigore tecnico necessario per trovare un indispensabile bilanciamento fra l’acidità sferzante e il residuo zuccherino. L’invecchiamento in ambiente riduttivo prolungato per due anni esalta al massimo intensità e complessità aromatica.</p>
<p>Il mese scorso, durante una piccola verticale di questo Riesling, l’annata 2013 mi ha riportato ai vini di <strong>Piesport</strong>, cioè a quei vini falsi magri, ottenuti da vigneti pendenti, esposti a sud, in prossimità di una pittoresca ansa della <strong>Mosella</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-5024" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-1024x315.png" alt="" width="1024" height="315" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-1024x315.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-300x92.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-768x236.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-1536x473.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-2048x630.png 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-465x143.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-695x214.png 695w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ma torniamo in Toscana, dove gli Antinori, dopo essere entrati in possesso della <strong>Tenuta Monteloro</strong>, negli ultimi due decenni hanno ristrutturato i vigneti esistenti, costituiti da diverse parcelle circondate dal bosco, ad altitudini che arrivano quasi ai 600 metri. Per quanto le esposizioni possano variare, la proprietà si estende su un versante collinare che guarda a est e a nord-est, quello che gode del sole più fresco ed è sottoposto alle correnti più fresche (e anche fredde) provenienti dagli Appennini.</p>
<p>Per questo motivo sono state sostituite le varietà toscane preesistenti (Sangiovese compreso) con vitigni idonei a un <strong>clima tendenzialmente fresco</strong>. Molte di queste uve vanno ad arricchire altri bianchi prodotti dagli <em>Antinori</em>, ma dal 2007 – con una selezione delle migliori parcelle di Riesling renano – <em>Tenuta Monteloro</em> produce un proprio vino, il <strong><em>Mezzo Braccio Toscana IGT</em></strong>. A seguire con orgoglio le attività della tenuta è una persona competente e appassionata, <strong>Andrea Bencini</strong>, coinvolto tra l&#8217;altro nella maggior parte dei progetti enologici delle varie proprietà <em>Antinori</em>, in Italia e nel mondo.</p>
<p>Il <em><strong>Mezzo Braccio</strong></em> è un Riesling renano in purezza ottenuto da una vendemmia in più passaggi fra settembre e ottobre, così da combinare magistralmente l’acidità assoluta del vitigno con la ricchezza di sfumature di surmaturazione, se non addirittura di botritizzazione, proprio come avviene per i grandissimi Riesling d’Oltralpe. Fermentazione e maturazione avvengono rigorosamente in acciaio e il vino sosta quasi due anni in bottiglia, prima di essere messo in commercio: solo da agosto 2020, infatti, è sul mercato la vendemmia 2018. La scelta della bottiglia renana basta a fugare ogni dubbio sull’ispirazione teutonica e, proprio dall’annata 2018, anche la chiusura è poco toscana: il tappo <em>Stelvin</em>, quello a vite. Diciamo subito che ci pare una scelta felice per questa tipologia di vino, così sdoganiamo il tappo a vite una volta per tutte!</p>
<p>Con un prezzo di 15 euro a bottiglia, il <strong><em>Mezzo Braccio</em></strong> è anche un campione nel <em>rapporto qualità/prezzo</em>. E veniamo alla piccola verticale dell&#8217;8 ottobre scorso.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-5020" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Mezzo-Braccio-3-bottiglie.png" alt="" width="334" height="384" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Mezzo-Braccio-3-bottiglie.png 647w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Mezzo-Braccio-3-bottiglie-261x300.png 261w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Mezzo-Braccio-3-bottiglie-465x534.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Mezzo-Braccio-3-bottiglie-435x500.png 435w" sizes="(max-width: 334px) 100vw, 334px" /></p>
<p>Il <em><strong>Mezzo Braccio 2018</strong></em> è un vino strepitoso, dal vivace colore paglierino con sfumature dorate. Il profumo è potente e si apre a ventaglio: alle note fruttate di pera matura, pesca sciroppata e mela renetta seguono miele, rosmarino, pietra focaia, mandorla e anice. Il sorso in ingresso è avvolgente e dimostra struttura e pienezza, ma è la tensione fresca e minerale che si fa protagonista dello sviluppo e della lunga persistenza aromatica. Da provare con un risotto alla zucca profumato al <em>curry</em>.</p>
<p>L&#8217;anno in più di sosta in bottiglia del <em><strong>Mezzo Braccio 2017</strong></em> mette in evidenza al naso la componente minerale, che va a farsi protagonista a discapito delle sensazioni fruttate e si arricchisce poi di ricordi floreali e di erbe aromatiche. Ha un gusto esile, teso per la forza dell’acidità fin dal primo impatto, asciutto e citrino. Ha un carattere quasi algido, da vino alpino. Perfetto in abbinamento con dei crostacei.</p>
<p>Il <em><strong>Mezzo Braccio 2013</strong></em>, che ha riposato diversi anni in bottiglia, si presenta con un dorato completamente brillante. È particolarmente espressivo al naso, ordinato e nitido. Il profumo di pesca in confettura incontra quello della salvia, della mandorla e della pietra focaia, per poi lasciare campo al miele, alla propoli, alla gelatina di ananas e infine, ma solo più tardi, a quella sensazione penetrante che richiama gli idrocarburi e che lo rende così facilmente riconoscibile e identitario. In bocca è fresco e delicato, ma è grandiosa la progressione aromatica. Pur con soltanto l&#8217;11,5% di alcol è intenso, persistente, dinamico e ha una beva imbattibile. Da abbinare a ogni momento della giornata!</p>
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		<title>Il fascino eterno del Tignanello Marchesi Antinori</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/tignanello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Castellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 07:13:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi vi racconto l&#8217;affascinante storia della nascita di un vino rivoluzionario: il Tignanello Marchesi Antinori, l&#8217;antesignano dei Supertuscan creato oltre mezzo secolo fa dall&#8217;intuizione del Marchese Piero Antinori e di alcuni suoi lungimiranti collaboratori. La degustazione è dell&#8217;annata 2000.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi racconto l&#8217;affascinante storia della nascita di un vino rivoluzionario: il <em><strong>Tignanello </strong></em><a href="https://www.antinori.it/it/"><strong>Marchesi Antinori</strong></a><em><strong>,</strong></em> l&#8217;antesignano dei <em>Supertuscan</em> creato oltre mezzo secolo fa dall&#8217;intuizione del Marchese <strong>Piero Antinori</strong> e di alcuni suoi lungimiranti collaboratori. La degustazione è dell&#8217;annata <strong>2000</strong>.</p>
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<blockquote cite="https://www.facebook.com/aisdelegazionefirenze/videos/401164740857917/" class="fb-xfbml-parse-ignore"><p><a href="https://www.facebook.com/aisdelegazionefirenze/videos/401164740857917/"></a></p>
<p>Il Tignanello</p>
<p>Pubblicato da <a href="https://www.facebook.com/aisdelegazionefirenze/">AIS &#8211; Delegazione di Firenze</a> su Martedì 28 aprile 2020</p></blockquote>
</div>
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		<title>Cortona Syrah DOC Bramasole 2012 La Braccesca</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/cortona-syrah-doc-bramasole-2012-la-braccesca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Castellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 14:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
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					<description><![CDATA[È la volta di un vino di Cortona, prodotto dall&#8217;azienda La Braccesca. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È la volta di un vino di Cortona, prodotto dall&#8217;azienda <a href="https://www.antinori.it/it/tenuta/tenute-italia/la-braccesca/"><strong>La Braccesca</strong></a>.</p>
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<blockquote cite="https://www.facebook.com/massimo.castellani.332/videos/10158049842082145/" class="fb-xfbml-parse-ignore"><p><a href="https://www.facebook.com/massimo.castellani.332/videos/10158049842082145/"></a></p>
<p>Oggi una Syrah Cortona</p>
<p>Pubblicato da <a href="https://www.facebook.com/massimo.castellani.332">Massimo Castellani</a> su Sabato 21 marzo 2020</p></blockquote>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Supertuscans o Super Tuscans? Una (bella) storia toscana iniziata 50 anni fa</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/supertuscans-o-super-tuscans-una-bella-storia-toscana-iniziata-50-anni-fa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Marongiu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2018 19:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Qualche tempo fa, Noah May (Christie’s) aveva scritto: «Super Tuscans were the diametric opposite of the light, insipid Chiantis for which the region had become known, and at times mocked for». Oggi quella realtà è totalmente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, Noah May (<i>Christie’s</i>) aveva scritto: «<i>Super Tuscans were the diametric opposite of the light, insipid Chiantis for which the region had become known, and at times mocked for</i>». Oggi quella realtà è totalmente cambiata – tanto è vero che qualche settimana fa Jancis Robinson è arrivata a paragonare i vini del Chianti Classico a quelli di Bordeaux sul <em>Financial Times</em> (<a href="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-admin/post.php?post=2094&amp;action=edit"><em>Se sul Financial Times&#8230;</em></a>) – ma questo non toglie nulla all’enorme importanza dei <i>Supertuscans</i> nella storia enologica toscana.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ma veniamo al presente. Ero tra i fortunati partecipanti a una degustazione di 9 etichette di <b><i>Supertuscans</i></b>, preceduta da un interessante <i>excursus</i> di Massimo Castellani sulla loro origine e dalla storia di ciascuno di loro. Tanto per rinfrescare la memoria, i <i>Supertuscans</i> nacquero tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ‘70, sia per la voglia di alcuni produttori di uscire dai canoni dell’epoca – nei quali non si ritrovavano – sia per il desiderio di creare qualcosa di diverso e innovativo nel mercato toscano. Si decise quindi di utilizzare vitigni autoctoni in purezza o <i>blend</i> di vitigni internazionali, non permessi dai disciplinari in vigore, anche a costo – ed era una scelta davvero coraggiosa e rischiosa, all’epoca – di declassare un vino <i>DOC</i> dapprima a <i>Vino da Tavola</i>, che poi, con il crescente successo dei prodotti, sarebbe stato dapprima riclassificato <i>IGT</i> (inizio anni Novanta) e infine riportato a DOC (1994), almeno per il <b>Bolgheri</b> e il <b>Bolgheri Sassicaia</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sembra ormai accettato da tutti che il primo <i>Supertuscan</i> sul mercato sia stato il <b>Vigorello San Felice</b> (Castelnuovo Berardenga), uscito nel 1968, seguito proprio dal <b>Sassicaia</b>. Per dirla tutta, il <b>Marchese Incisa Della Rocchetta</b> aveva impiantato il Cabernet Sauvignon a Bolgheri fin dal 1944, ma il <i>Sassicaia</i> non veniva ancora commercializzato al di fuori della zona di produzione. Nei primi anni questi vini, considerati ovviamente un po’ eretici, non ebbero grande successo, ma a metà degli anni ‘70 avvennero due fatti, grazie ai quali la loro eccezionalità venne degnamente pubblicizzata in tutto il mondo e i <i>Supertuscans</i> partirono alla conquista dei mercati internazionali. Il primo fu la pubblicazione di un articolo di<span class="Apple-converted-space">  </span><b>Luigi Veronelli </b>– su <i>Panorama</i> del 14 novembre 1974 – dedicato integralmente alla prima vendemmia commercializzata (1968). Il secondo fu una degustazione bendata, organizzata da Hugh Johnson a Londra, in cui l’annata 1972 del <b>Sassicaia</b> si impose su tutti gli altri campioni, inclusi i nobili fratelli bordolesi. Così, grazie all’intuizione di qualche coraggioso produttore, che volle realizzare il proprio sogno muovendosi controcorrente, oggi possiamo vantare in Toscana tante referenze che si fregiano dell’appellativo di <i>Supertuscan</i>. E ora passiamo al resoconto della degustazione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2222" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Magnifici-9.png" alt="" width="755" height="432" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Magnifici-9.png 993w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Magnifici-9-300x172.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Magnifici-9-768x439.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Magnifici-9-465x266.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Magnifici-9-695x398.png 695w" sizes="auto, (max-width: 755px) 100vw, 755px" /></p>
<p><b>Syrah Collezione Privata Toscana IGT Isole e Olena 2015</b></p>
<p>Syrah 100%, con uve raccolte e selezionate a mano, fermentazione in acciaio, maturazione per 18 mesi in barriques di rovere francese e americano, cui fanno seguito 12 mesi in botti grandi; 5000 bottiglie prodotte. L’impronta visiva è di un profondo e vivo rosso-blu. L’attacco olfattivo è integro, con richiami di ciliegia e violetta che man mano cedono il passo a toni pepati e ferrosi, con la sensazione di un utilizzo del legno calibrato, che non sovrasta il varietale. In bocca ha un ingresso giovanile, spia di una certa lentezza nella maturazione, con freschezza e linearità gustativa e un finale che evoca le note minerali già avvertite al naso.</p>
<p><b>Lucente Toscana IGT Tenuta Luce 2016</b></p>
<p>Sangiovese e Merlot, matura per 12 mesi in barrique. Rosso rubino vivido che illumina il bicchiere. Ritroviamo sentori di lampone, violetta, lavanda e legno di cedro in elegante progressione. L’assaggio ci sorprende con un gusto agrumato e fresco ed è un vino di corpo, con tannino marcato e una piacevole chiusura di arancia amara.</p>
<p><b>Fontalloro Toscana IGT Fèlsina 2013</b></p>
<p>Sangiovese 100%, ottenuto selezionando le uve fra i vigneti di Chianti Classico e quelli del Chianti Colli Senesi, matura per 18-22 mesi in barriques nuove di rovere francese, per rinchiudersi poi per 8-12 mesi in bottiglia. È caratterizzato da una veste color rubino con accenni granati. I profumi, ricchi ed eleganti, spaziano da resina, pino e mentolo a mora di gelso, rosa rossa e note ematiche. Il tannino è domato e non scalpita, arricchito da una buona freschezza e da una progressione crescente, con accenni di alloro sul finale e una scia salina che aggiunge piacevole dinamicità.</p>
<p><b>Flaccianello della Pieve Colli della Toscana Centrale IGT Fontodi 2011</b></p>
<p>Sangiovese 100%, matura per 24 mesi in barrique. Il manto è rosso rubino di grande vivacità. <i>Incipit</i> olfattivo di ciliegia matura su una traccia balsamica di erbe aromatiche, rosmarino e timo, con eleganti <i>nuances</i> di noce moscata e vaniglia. Al gusto troviamo un tannino masticabile che prende volume a centro bocca ed esalta il frutto, accompagnato da un’interessante sapidità.</p>
<p><b>Tignanello Toscana IGT Marchesi Antinori 2012</b></p>
<p>Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon 15% e Cabernet Franc 5%, matura per 12-14 mesi in botti in parte nuove e in parte da primo passaggio, di rovere francese e ungherese. Il colore è rubino, vivo e luminoso. Al naso ricordi di mirto, legno di cedro, ginepro, frutti scuri e resina avvolgono il naso con estrema finezza. La bocca è caratterizzata da grande bevibilità e dinamismo, elegante e di grande lunghezza, con chiusura fruttata di lampone e agrumi.</p>
<p><b>Giramonte Toscana IGT Frescobaldi 2013</b></p>
<p>Merlot 88% e Sangiovese 12%, matura in barriques nuove per 16 mesi, per affinare in bottiglia per 6 mesi. Si presenta rubino compatto. Profumi netti e sottili di prugna, mirtillo e iris, su cenni tostati di polvere di caffè. Il sorso è pieno, di impatto e gustoso, con tannino integrato, buona freschezza e un intenso finale di nocciole.</p>
<p><b>L’Apparita Toscana IGT Castello di Ama 2013</b></p>
<p>Merlot 100%, matura in barriques, per metà nuove e per l’altra metà di secondo passaggio, per 18 mesi. Manto rubino profondo di grande luminosità. Richiami olfattivi raffinati che ricordano tabacco, scatola di sigari, mora e mirtillo. All’assaggio è sottile, fresco e minerale, con tannino setoso e grande progressione gustativa ricca nel frutto.</p>
<p><b>Bolgheri Sassicaia DOC Tenuta San Guido 2013</b></p>
<p>Cabernet Sauvignon 85% e Cabernet Franc 15%, matura in barriques di rovere francese per 24 mesi. Si mostra rubino vivace di grande intensità. Al naso, aromi timidi si presentano via via con note di mora, cassis, legno di cedro, sandalo, resina e pino silvestre. Eleganza e delicatezza accarezzano il palato, con salinità e dinamicità, accompagnati da un tannino di grande finezza</p>
<p><b>Solaia Toscana IGT Marchesi Antinori 2012</b></p>
<p>Cabernet Sauvignon 75%, Sangiovese 20% e Cabernet Franc 5%, matura per 18 mesi in botti nuove di rovere francese. Livrea rosso rubino compatto e luminoso. Profumi delicatissimi, caratterizzati da frutta matura (lampone e ciliegia <i>in primis</i>), tabacco biondo e petali di viola. Esuberante, brioso e solare, fresco, fruttato e speziato, ricchissimo e dinamico, ha un’infinita lunghezza, con scia minerale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2223" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Supertuscans-nel-calice.jpg" alt="" width="646" height="273" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Supertuscans-nel-calice.jpg 1006w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Supertuscans-nel-calice-300x127.jpg 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Supertuscans-nel-calice-768x324.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Supertuscans-nel-calice-465x196.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/Supertuscans-nel-calice-695x294.jpg 695w" sizes="auto, (max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
<p>Sarà anche perché non capita spesso, ma degustare questi vini dà sempre un piacere particolare e mettere a confronto così tante eccellenze fa sì che la serata si concluda sempre con un sorriso di soddisfazione stampato in faccia, come è successo a me (ma non soltanto a me) in questa occasione, in cui nove campioni – in tutti i sensi – hanno raccontato cinquanta anni di una bella storia toscana, fatta di iniziative, coraggio e tenacia.</p>
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