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	<title>Mittel Mosel &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>L’oro della Mosella. Erdener Prälat Riesling Auslese 2010 Dr. Loosen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Prendin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 13:54:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
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					<description><![CDATA[La visione dell’etichetta con il prelato – il prälat, rappresentato con un bicchiere in mano e l’aria felice – fa pensare che il nettare contenuto nella bottiglia non possa che trasmettere una gioia fuori dal comune]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La visione dell’etichetta con il prelato – il <i>prälat</i>, rappresentato con un bicchiere in mano e l’aria felice – fa pensare che il nettare contenuto nella bottiglia non possa che trasmettere una gioia fuori dal comune ai fortunati che ne incrociano la strada. Il vigneto <b>Erdener Prälat</b> (1 ettaro e mezzo con pendenze medie del 45%) è il più piccolo – ma, qualitativamente, forse il più grande – <i>cru</i> della Mosella (esattamente, della <i>Mittel Mosel</i>), una delle più importanti regioni vinicole tedesche. La piena esposizione a sud rende il <i>Prälat</i> una dei <i>cru</i> più caldi della zona. Le pendenze vertiginose, con lastre di ardesia di vari colori (grigie e blu, ma soprattutto rosse), sono il supporto da cui queste viti danno origine alla freschezza, alla complessità e alla mineralità di questi vini. Le viti a piede franco stanno lottando da oltre 100 anni contro le impervie condizioni ambientali, con l’aiuto della Mosella e dell’ardesia, le fonti di luce e calore senza le quali la vittoria sulle difficoltà sarebbe impossibile. Da Erden, guardando verso l’altra sponda della Mosella, si notano chiaramente le viti del <i>Prälat</i> allevate ad alberello con il classico sistema di potatura a forma di cuore, per facilitare l’attacco botritico. Le viti della parte bassa della collina sono normalmente esposte alle nebbie che si formano in questa zona, per la vicinanza del fiume. Il vigneto viene immerso nella caligine nebbiosa, che viene poi spazzata via dai venti, creando quel microclima necessario per dare origine a quello strabiliante fenomeno di stravolgimento sensoriale che è lo sviluppo della muffa nobile. La <i>botrytis</i> avvolge l’acino, entrando in simbiosi con esso e modificandone il metabolismo, per regalargli caratteristiche organolettiche straordinarie.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2514" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage.png" alt="" width="675" height="349" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage.png 991w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage-300x155.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage-768x398.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage-465x241.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage-695x360.png 695w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></p>
<p><b>Ernst Loosen</b> entra alla guida dell’azienda familiare <b>Dr. Loosen</b> – proprietaria di vari <i>cru</i> sparsi nella <i>Mittel Mosel</i>, tutti di Riesling – nel 1988. Al contrario del padre, capisce subito l’enorme potenziale dei vigneti di cui è venuto in possesso – soprattutto l’Erdener Prälat, con piante di quasi 100 anni – e ne modifica la conduzione agronomica, con l’abbandono dell’uso di fertilizzanti e trattamenti chimici nei vigneti. Lavorazioni manuali in vigna, completa maturazione delle uve, vendemmie manuali e solo acciaio in cantina: il vino che esce da questo connubio di forze naturali e umane diventa in poco tempo un archetipo del Riesling moselliano.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Una lucentezza dorata, quasi abbagliante, si sprigiona dal bicchiere. Al naso, il sentore idrocarburico è presente in maniera distintiva, accompagnato dalla nota fruttata di arancia e frutto della passione, con miele e biscotteria che completano lo spettro olfattivo. In bocca il vino ha la straordinaria capacità di espandersi e avvolgere completamente il palato con cremosità, dolcezza e potenza, ma allo stesso tempo con straordinaria eleganza. La freschezza tagliente (oltre 9 grammi/litro) è una sorta di equilibratore sensoriale, capace com’è di donare facilità di beva e piacevolezza davvero incredibili.</p>
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