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	<title>Mont-sur-Rolle &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>Gli assaggi elvetici a margine del Concours Mondial de Bruxelles 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 00:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[L’edizione 2019 del CMB si è tenuta dal 2 al 5 Maggio nell’insolita location del ciclovelodromo di Aigle, in Svizzera, nel cuore delle principali zone di produzione di vino elvetico. Qui, nel mio articolo, sono riportati]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’edizione 2019 del <b>CMB</b> si è tenuta dal 2 al 5 Maggio nell’insolita <i>location</i> del ciclovelodromo di Aigle, in Svizzera, nel cuore delle principali zone di produzione di vino elvetico. <a href="https://concoursmondial.com/it/risultati/"><b>Qui</b></a>, nel mio articolo, sono riportati i risultati del concorso e le <i>performances</i> della produzione italiana. Adesso voglio occuparmi invece del paese ospitante e dei vini conosciuti nel corso delle visite effettuate nelle giornate svizzere.</p>
<p>La Svizzera può attualmente contare su 15 mila ettari di vigneti (0,2% della superficie vitata mondiale), con una produzione annua di circa 1,1 milioni di ettolitri di vino, assorbiti quasi per intero dal mercato interno, tanto è vero che meno del 2% delle bottiglie esce dai confini nazionali, a prezzi tutt’altro che accessibili.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2837" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-zone-e-vigne-collage-1024x639.png" alt="" width="726" height="453" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-zone-e-vigne-collage-1024x639.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-zone-e-vigne-collage-300x187.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-zone-e-vigne-collage-768x479.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-zone-e-vigne-collage-465x290.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-zone-e-vigne-collage-695x434.png 695w" sizes="(max-width: 726px) 100vw, 726px" /></p>
<p>La Svizzera – il cui territorio è costituito per il 70% da montagne – è suddivisa in 6 regioni vinicole: la regione di <b>Ginevra</b>, a ovest dell’omonimo lago, quasi incuneata in territorio francese; il<b> Vaud</b>, intorno al lago stesso e lungo l’alto corso del Rodano; il <b>Vallese</b>, la regione più produttiva (1/3 del totale), all’estremità sud-occidentale, nel cuore delle Alpi; la zona dei <b>Tre Laghi</b>, a nord-ovest, a ridosso del massiccio del Giura; il <b>Ticino</b>, al confine con Piemonte e Lombardia; la <b>Svizzera tedesca</b>, con tutti i cantoni di lingua tedesca, ai confini con Germania e Austria.</p>
<p>La viticoltura elvetica è caratterizzatada una grande complessità pedoclimatica, dovuta alla grande differenziazione altimetrica dei vigneti – dai 270 metri del<i> Ticino</i> fino agli oltre 1000 del <i>Vallese</i> – e dalla forte influenza esercitata sui microclimi dalla presenza di fiumi, laghi e alte montagne. I quattro vitigni più coltivati – che da soli occupano il 72% della superficie vitata – sono il Pinot Noir (29%), lo Chasselas (27%), il Gamay (10%) e il Merlot (7%). Gli autoctoni coprono il 36% dei vigneti svizzeri e lo Chasselas è seguito (a distanza siderale) dai bianchi Arvine e Amigne e dai rossi Gamaret e Garanoir. Gli internazionali – soprattutto Chardonnay, Sauvignon Blanc e Syrah – stanno diventando però sempre più centrali nel nuovo corso intrapreso dall’enologia elvetica. Enologia che prevede una classificazione per AOC (suddivise il regionali, cantonali e locali) come in Francia, concentrate soprattutto nelle regioni occidentali e che prevedono anche la menzione di merito <i>Grand Cru</i>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Nella giornata dedicata alle visite di approfondimento, abbiamo assaggiato vini della AOC<i> La Côte</i> (Vaud), dapprima nell’organizzatissimo <b><i>Caveau des Vignerons de Mont-sur-Rolle</i></b> e poi nel bellissimo <b><i>Château de Nyon</i></b>. Anche qui il vitigno principe lo Chasselas, ma abbiamo assaggiato anche altri vini, da vitigni autoctoni e internazionali.</p>
<p>Devo dire che tutti i vini fanno trasparire la grande passione che guida i produttori, che si percepisce già alla vista, per come sono riusciti a strappare alla montagna i terreni per i vigneti, a tratti irti a picco sulle rive del lago. La stessa passione che i viticoltori cercano di trasmettere ai loro vini, che nel complesso presentano aromi eleganti e fini, anche se non intensi, con una prevalenza di note minerali e sapide rispetto alla pur viva acidità, con sorprese molto interessanti.</p>
<p>Durante la prima degustazione, quella al <i>Caveau des Vignerons de Mont-sur-Rolle, </i>ho preso i seguenti appunti.</p>
<p><b>Domaine de Autecour 1</b><b><sup>er</sup></b><b> Grand Cru Mont-sur-Rolle AOC La Côte 2017</b> (Chasselas) &#8211; Naso elegante e fine, con prevalenza di note floreali e fruttate (fiori di tiglio e frutti tropicali), mentre in bocca è sapido e abbastanza fresco, con un persistente finale minerale.</p>
<p><b>Domaine de Beau-Soleil Grand Cru Reserve AOC La Côte 2017</b> (Chasselas) &#8211; Al naso spiccano le note fruttate, mentre la bocca è ancora una volta più sapida che fresca, con un finale ancora minerale piuttosto elegante.</p>
<p><b>Domaine de Beau-Soleil Grand Cru <i>Gewürztraminer</i> AOC La Côte 2017 &#8211; </b>Al naso ha sentori di rosa bianca, in bocca è intenso e caldo, più fresco che sapido, con un bel finale ancora floreale.</p>
<p><b>Château de Mont Grand Cru</b> <b>Mont-sur-Rolle AOC La Côte 2017</b> (Chasselas)<b> &#8211; </b>Naso fine di media intensità, con frutti tropicali e sentori minerali; in bocca<b> </b>si presenta con un bel fruttato fresco e note minerali, persistenti nel finale.</p>
<p><b>La Grande Vigne Mont-sur-Rolle<i> Garanoir</i> AOC La Côte 2018 &#8211; </b>Un assaggio che attendevo con curiosità. Il Garanoir – un incrocio fra Gamay e Reichensteiner, per rendere il Gamay più resistente – è un vitigno precoce ed estremamente resistente alla botrite coltivato solo in Svizzera. Al naso è intenso, floreale e fruttato, con note evolute; in bocca la gioventù si fa sentire, con acidità viva e tannini duri e croccanti, bilanciati dall’alcolicità. La struttura non è la sua dote migliore, ma il finale è di buona persistenza e di gradevole mineralità.</p>
<p><b>Haute-Cour Mont Mont-sur-Rolle Grand Cru AOC La Côte 2018</b> (Chasselas)<b> &#8211; </b>Naso fine e fruttato e sorso di grande intensità, con una nota sapida marcata rispetto all’acidità e una nota amabile che accompagna il finale.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-2836" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-degu-collage-1024x460.png" alt="" width="730" height="328" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-degu-collage-1024x460.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-degu-collage-300x135.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-degu-collage-768x345.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-degu-collage-465x209.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Svizzera-degu-collage-695x313.png 695w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></p>
<p>Il momento più interessante di questa prima visita è stata però una verticale di cinque annate (tra il 2017 e il 1990) di <b>Domaine de Autecour 1</b><b><sup>er</sup></b><b> Grand Cru Mont-sur-Rolle AOC La Côte</b>, che ci hanno fatto constatare come lo Chasselas, che si presta anche a produrre uva da tavola, dia grandi risultati anche in invecchiamenti a lungo termine.</p>
<p><b>2017</b> &#8211; Per questa annata ripeto quanto già scritto poco sopra. Naso elegante e fine, con prevalenza di note floreali e fruttate (fiori di tiglio e frutti tropicali), mentre in bocca è sapido e abbastanza fresco, con un persistente finale minerale.</p>
<p><b>2015</b> &#8211; Naso fine,<b> </b>su note<b> </b>fruttate e richiami minerali; in bocca predomina ancora una volta la mineralità sulla freschezza e il finale è ancora fruttato, con note minerali di buona persistenza.</p>
<p><b>2010 </b>&#8211; Qui, più che i profumi (comunque ancora puliti), colpiscono all’assaggio la freschezza e la mineralità del sorso, specialmente nel finale, persistente e per niente stancante.</p>
<p><b>2005</b> &#8211; Questa annata richiama il giudizio della 2010, con una freschezza ancora più evidente.</p>
<p><b>1990</b> &#8211; Devo dire che mi sono avvicinato a un vino bianco così ‘vecchio’ (29 anni suonati) con un certo scetticismo, che si è però mutato presto in stupore. Al naso si presenta forse un pochino stanco, ma con interessanti note di fiori appassiti, frutta disidratata e sentori quasi di caseificio e panetteria, non certo spiacevoli. In bocca sorprende invece per l’acidità ancora viva, assieme alla ormai consueta mineralità e ad un certo calore. Il finale è lungo e complesso e vi si alternano ancora le note di panetteria-caseificio, fiori secchi e mandorla, impreziositi (udite, udite) da un risveglio dell’acidità. Il produttore ci aveva detto che il 1990 era stata un’annata <i>monstre</i>, un <i>supermillesimo</i>, e aveva ragione.</p>
<p>La seconda tappa della visita aveva come meta lo splendido <b>Château de Nyon</b>, sul lago di Ginevra, con una splendida vista – dicono, perché noi non abbiamo potuto goderne a causa del maltempo – sul Monte Bianco. Qui sono stato incuriosito soprattutto da due etichette del <i>Vaud</i>.</p>
<p><b>Château De Duillier <i>Mara</i> AOC La Côte 2017</b> &#8211; Il <i>Mara</i> è un vitigno rosso, fratello del Gamaret e del Garanoir. Al naso, il vino è intenso, floreale, fruttato e vinoso, con note speziate, ma non proprio elegante e fine. In bocca la struttura è determinata soprattutto dall’alcolicità (14,8% in etichetta) e dai tannini, dolci e integrati nel frutto, con un finale di media persistenza, fruttato, caldo e minerale.</p>
<p><b>Domaine de la Recorbe Cabernet Franc Merlot AOC La Côte 2017</b> &#8211; Al naso si presenta intenso e complesso, con evidenti note erbacee, ma anche di frutti rossi e neri (mirtillo) e spezie. In bocca conferma intensità, freschezza, sapidità e tannini ben integrati. Il finale è lungo, su note erbacee e minerali.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-2835" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Chateau-de-Nyon-collage-1024x573.png" alt="" width="756" height="423" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Chateau-de-Nyon-collage-1024x573.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Chateau-de-Nyon-collage-300x168.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Chateau-de-Nyon-collage-768x430.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Chateau-de-Nyon-collage-465x260.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/05/Chateau-de-Nyon-collage-695x389.png 695w" sizes="(max-width: 756px) 100vw, 756px" /></p>
<p>Nel complesso, questa giornata – dedicata a un paese produttore di antiche origini, ma ancora poco conosciute – ha evidenziato vini prodotti con vitigni più o meno noti, coltivati in splendidi vigneti <i>eroici</i> da viticoltori innamorati della propria terra e del proprio lavoro. <i>Châpeau</i>.<span class="Apple-converted-space">   </span></p>
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