<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Montefalco Sagrantino &#8211; Il Salotto del Vino</title>
	<atom:link href="https://www.ilsalottodelvino.it/argomenti/montefalco-sagrantino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilsalottodelvino.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Apr 2019 09:47:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/cropped-FVICON-scaled-1-32x32.png</url>
	<title>Montefalco Sagrantino &#8211; Il Salotto del Vino</title>
	<link>https://www.ilsalottodelvino.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Tenute del Cerro Spa stringe un accordo in esclusiva con Villa Russiz</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/tenute-del-cerro-spa-stringe-un-accordo-in-esclusiva-con-villa-russiz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 08:43:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Brunello di Montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[Collio]]></category>
		<category><![CDATA[Còlpetrone]]></category>
		<category><![CDATA[Fattoria del Cerro]]></category>
		<category><![CDATA[Grafin De La Tour]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Unipol]]></category>
		<category><![CDATA[La Poderina]]></category>
		<category><![CDATA[Montefalco Sagrantino]]></category>
		<category><![CDATA[Monterufoli]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta di Montecorona]]></category>
		<category><![CDATA[Tenute del Cerro]]></category>
		<category><![CDATA[Tre Bicchieri Gambero Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Russiz]]></category>
		<category><![CDATA[Vino Nobile di Montepulciano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsalottodelvino.it/?p=2678</guid>

					<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA &#8211; Una partnership strategica: tre Regioni – Toscana, Umbria e Friuli Venezia Giulia – tra le più importanti nel settore vitivinicolo italiano e due Aziende protagoniste della “qualità” assoluta dei loro prodotti. Tenute del]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA &#8211;<em> Una partnership strategica: tre Regioni – Toscana, Umbria e Friuli Venezia Giulia – tra le più importanti nel settore vitivinicolo italiano e due Aziende protagoniste della “qualità” assoluta dei loro prodotti.</em></p>
<div title="Page 1">
<div>
<div>
<p><strong>Tenute del Cerro Spa</strong> e <strong>Villa Russiz</strong> hanno firmato oggi un importante accordo per la distribuzione dei propri pregiati vini. L’obiettivo èquello di rafforzare sinergicamente la propria presenza sia sul mercato italiano sia all’estero, con particolare attenzione nei riguardi di quei Paesi a forte sviluppo come Cina, Russia,Canada, Asia e Nord Europa. L’accordo in esclusiva ha validità 4 anni e verrà presentato in anteprima in occasione del prossimo <em>Vinitaly</em>.</p>
<div title="Page 1">
<div>
<div>
<p>Antonio Donato, Direttore Generale di <em>Tenute del Cerro</em> e Responsabile <em>Società Agricole</em> del Gruppo Unipol, commenta «Questa sinergia è sicuramente un valido completamento del nostro portafoglio vitivinicolo con un produttore di eccellenze del <em>Collio</em>, come ad esempio il Sauvignon, il Pinot Grigio e i vitigni autoctoni friulani. Queste referenze bene si integrano con le nostre produzioni, principalmente centrate su vini rossi importanti come il <em>Nobile di Montepulcian</em>o, il <em>Montefalco Sagrantino</em> e il <em>Brunello di Montalcino</em>».</p>
<div title="Page 1">
<div>
<div>
<p><strong><em>Tenute del Cerro Spa</em></strong> è la Società agricola e vitivinicola che fa parte del Gruppo Unipol. Cinque tenute di proprietà, di cui 4 vinicole tra Toscana e Umbria, per un totale di 5.000 ettari, di cui circa 300 coltivati a vigneto. I marchi con cui opera sono: <em>Fattoria del Cerro</em>, la più grande realtà privata della denominazione del Nobile, con i suoi 600 ettari di tenuta, di cui 180 vitati e 94 iscritti all’albo del Nobile di Montepulciano, <em>La Poderina</em> (Brunello di Montalcino), <em>Monterufoli</em> (Vermentino), <em>Còlpetrone</em> (Sagrantino) e <em>Tenuta di Montecorona</em> (pluripremiata per il proprio olio Dop). Nata nel 1978 come impresa dedicata agli investimenti in agricoltura, nel corso degli anni è divenuta una importante realtà nel settore vitivinicolo, crescendo esponenzialmente, scoprendo e valorizzando le caratteristiche uniche di ogni cantina. Ogni anno produce vini di altissima qualità, nel pieno rispetto delle denominazioni di appartenenza, e li esporta in oltre 20 Paesi. Con una produzione di un milione e seicentomila bottiglie, riceve ogni anno importanti riconoscimenti dalla stampa specializzata italiana e internazionale, ottenendo nelle ultime tre annate i <em>Tre Bicchieri Gambero Rosso</em> sul proprio <em>Vino Nobile di Montepulcian</em>o.</p>
<div title="Page 1">
<div>
<div>
<p><em><strong>Villa Russiz</strong></em> è la storica cantina del Friuli, nata nel 1868 ad opera di Elvine Ritter de Zàhony e del conte Theodor Karl Leopold Anton De la Tour Voivré, esponente di un’antica e nobile famiglia francese di religione cattolica. Per primo, il conte introdusse nel Collio le varietà di viti francesi, cogliendo le potenzialità di un territorio particolarmente vocato alla viticoltura. L’azienda agricola consta di 45 ettari di vigneti <em>Doc Collio</em>, adagiati tra morbidi colli e aspri gradoni, con vigne che trovano dimora solo dove devono essere coltivate, coniugando esperienza, antichi saperi e scienza.</p>
<div title="Page 2">
<div>
<div>
<p>La Cantina unisce l’alta qualità agricola, mantenendo nel processo di vinificazione un’impeccabile conduzione tecnica. Le uve raccolte hanno un forte temperamento e una qualità eccellente. Vengono trasformate in modo onesto e virtuoso per essere il quanto più possibile fedeli al territorio del Collio. Una costante ricerca di equilibrio per ottenere vini eccezionali degustati sulle tavole di diverse Case Reali europee sino alla corte dello Zar di Russia. <em>Villa Russiz</em> è tra i soci fondatori del <em>Consorzio Collio</em>, che nel 1968 ottiene la DOC. La cantina ha vinto, ad oggi, 400 tra premi e riconoscimenti, tra cui i <em>Tre Bicchieri Gambero Rosso</em> 2019 per il <em>Grafin De La Tour 2014</em>. Collabora con diverse eccellenze italiane del<em> luxur</em>y, tra le quali l’Hotel Danieli di Venezia, e viene servito nelle suggestive carrozze del prestigioso <em>Orient Expres</em>s.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A passeggio per le vigne di Paolo Bea, dove la natura ha diritto di precedenza</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/a-passeggio-per-le-vigne-di-paolo-bea-dove-la-natura-ha-diritto-di-precedenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Matarazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2019 16:27:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Arboreus]]></category>
		<category><![CDATA[Cerrete]]></category>
		<category><![CDATA[Giampiero Bea]]></category>
		<category><![CDATA[Montefalco Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Montefalco Sagrantino]]></category>
		<category><![CDATA[Montepulciano]]></category>
		<category><![CDATA[Pagliaro]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Bea]]></category>
		<category><![CDATA[Pipparello]]></category>
		<category><![CDATA[Rosso De Véo]]></category>
		<category><![CDATA[Sagrantino]]></category>
		<category><![CDATA[Sangiovese]]></category>
		<category><![CDATA[Trebbiano Spoletino]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura biodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura biologica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsalottodelvino.it/?p=2336</guid>

					<description><![CDATA[Italia, terra di poeti, santi e navigatori. Ma anche di paesaggi incontaminati, grazie ad agricoltori che, alla qualità dei loro prodotti, uniscono il rispetto per l&#8217;ambiente, patrimonio di tutti. Proprio in quest’ottica Paolo Bea (un uomo ‘prestato’ al mondo del vino)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italia, terra di poeti, santi e navigatori. Ma anche di paesaggi incontaminati, grazie ad agricoltori che, alla qualità dei loro prodotti, uniscono il rispetto per l&#8217;ambiente, patrimonio di tutti. Proprio in quest’ottica <b>Paolo Bea</b> (un uomo ‘prestato’ al mondo del vino) volle creare, nell’ormai lontano 1973, una delle realtà più affascinanti del territorio di Montefalco. Una classica azienda, nata come ‘casa e podere’, che solo nel 2005 – grazie al figlio Giampiero (architetto, anch’egli rapito dal fascino del succo d’uva fermentato) – è stata rivoluzionata e dotata una cantina di rara bellezza immersa nel verde.</p>
<p>Sulla strada, che domina colline dai dolci declivi, mi sembra che il tempo non passi mai. Giunto a destinazione, nel complesso perfettamente mimetizzato con la natura circostante, trovo ad accogliermi Sergio Dominici, assistente e consulente agrario di famiglia, il quale, con la squisita ospitalità che contraddistingue gli abitanti del luogo, mi avvisa che <b>Giampiero Bea</b> arriverà a momenti, perché vuole presentarmi personalmente i suoi ‘figli acquisiti’, le preziose bottiglie curate a mano, contenenti – prima ancora del magico nettare che tanto ci appassiona – una splendida filosofia di vita. Ai Bea non interessa avere un ente istituzionale che ne certifichi il lavoro, perché questo li distrarrebbe dall’obiettivo principale: conservare nel prodotto i suoi caratteri di genuinità con i minori interventi possibili, sia in vigna che in cantina.</p>
<p>Ciò si traduce nel rispetto totale dei cicli di vita della pianta; nell’abolizione di qualsiasi tipo di additivo chimico, che andrebbe ad impattare inesorabilmente sulle proprietà organolettiche; nell’uso di un torchio a pistoni al posto delle normali presse; nessun lievito selezionato, ma soltanto quelli di origine autoctona. Infine, la riduzione al minimo di rimontaggi e stabilizzazioni forzate, perché, sempre secondo i Bea, «meno si modifica il contenuto, ricco di sostanze dalle mille sfaccettature (pregi e difetti inclusi), meglio si rispetta il prodotto finale». Ogni bottiglia e ogni annata devono mantenere il proprio personalissimo carattere, un corredo aromatico non replicabile, invece che costruito come in una catena di montaggio. 13 ettari complessivi di superficie vitata e ben 7 dedicati al Sagrantino, alla cui diffusione a livello internazionale Bea ha dato un contributo fondamentale, coniando anche il motto (testuali parole, forse sibilline per qualcuno) «Il vino non lo facciamo, ma cerchiamo di generarlo».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il terreno – vulcanico in profondità, con sedimenti lacustro-calcarei in superficie, poco fertili, dove la vite ‘soffre’ – limita la produzione, ma aumenta considerevolmente la qualità. Dopo la vendemmia, le uve vengono lavorate all’esterno, con selezioni manuali, dopodiché i vinaccioli, la polpa e il mosto vengono trasferiti in contenitori inox riempiti per tre quarti, senza solforosa aggiunta, per iniziare la fermentazione alcolica. Nessun controllo della temperatura, neppure in fase di malolattica. Lunghissime le macerazioni (30 giorni per i bianchi e 40 per i rossi), per estrarre la maggior quantità possibile di materia, prima del naturale riposo in botti grandi di Slavonia.</p>
<p>Non basterebbe un’ora per descrivere la moltitudine di sensazioni provate ad ascoltare Giampiero, ma occorre necessariamente passare alla degustazione dei vini, guidata da lui stesso.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2341" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/01/Bea-collage-evidenza-scont..png" alt="" width="456" height="331" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/01/Bea-collage-evidenza-scont..png 714w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/01/Bea-collage-evidenza-scont.-300x218.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/01/Bea-collage-evidenza-scont.-465x337.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/01/Bea-collage-evidenza-scont.-690x500.png 690w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/01/Bea-collage-evidenza-scont.-689x500.png 689w" sizes="(max-width: 456px) 100vw, 456px" /></p>
<p>Iniziamo con l’<b><i>Arboreus</i> Umbria Bianco IGT 2012</b>: dovendo restare su scontati <i>clichés</i>, potremmo definirlo un perfetto esempio di <i>orange wine</i>. Trebbiano Spoletino in purezza (è <em>la nuova frontiera del Consorzio di Montefalco</em>), coltivato in vigne alberate costituite da piante antichissime (similmente all’Asprinio di Aversa), affina per 36 mesi in inox. Giallo bruno lucente, al naso si inerpica – come le sue viti – in piacevoli caramelle d’orzo, fiori di mimosa, ginestra, mandorlo, talco e una balsamicità indomabile. Al gusto esplode per freschezza di pompelmo, macchia mediterranea, coriandolo e noce, con <i>peppermint</i> e sapidità finali.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Segue il <b><i>Pipparello</i> Montefalco DOC Rosso Riserva 2011</b> (blend da <i>single vineyard</i> di 60% Sangiovese, 25% Montepulciano e 15% Sagrantino). Dopo ben 51 giorni sulle bucce, invecchia 12 mesi in inox e 26 mesi in botte grande. Al naso, la lieve riduzione iniziale viene poi ben superata da frutta agrumata, rosa rossa e peonia, con bocca perfettamente coerente, tannini già levigati e integrati.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Proseguiamo con il <b><i>Rosso De Véo</i> Umbria Rosso IGT 2010</b>. Nato inizialmente come Sagrantino non classificato (con uve da vigne ancora troppo giovani), oggi vi confluiscono invece le uve che non vengono scelte per i top di gamma. Stupisce per la morbidezza dei tannini, grazie non tanto all&#8217;uso del legno, quanto piuttosto alle tecniche colturali applicate. A riprova di ciò, ho potuto assaggiare un campione di botte del 2017 dall&#8217;incredibile setosità e limpidezza.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Con il <b><i>Pagliaro</i> Montefalco Sagrantino DOCG Secco 2010</b>, invece, il colore rosso rubino vira verso i tipici toni granati. Molto balsamico e floreale, esalta punte di ribes nero, pompelmo rosa e fiori freschi. Al gusto si avverte subito un attacco agrumato di particolare intensità, con speziature varie (chiodi di garofano, cannella, noce moscata). Carnaceo e succoso, ha tannini potenti, che seccano le mucose per poi ritornare su sensazioni di bocca molto fresche.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Chiudiamo questa splendida carrellata assaggiando il <b><i>Cerrete</i> Montefalco Sagrantino DOCG Secco 2009</b>, con colore granato quasi impenetrabile e fitta trama tannica. All’olfatto miscela sapientemente marmellata di more, prugne sotto spirito, pot-pourri di fiori rossi, mandorla tostata e torrefazione. Sanguigno e denso, si distingue dal precedente per un anno in più di riposo e per la selezione dei grappoli migliori. Lungo e iodato, è risultato pazzesco nell’abbinamento proposto da Giampiero con una fetta di crostata di mirtilli sfornata da poco.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Mi sono sentito davvero a casa: e sentirsi a casa è facile, quando a guidarci è la passione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
