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	<title>panada di agnello &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>Cannonau di Sardegna DOC Nepente di Oliena 2016 Cantina Oliena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Falconieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 17:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che sia un buon momento per far viaggiare la fantasia&#8230; Per questo ho scelto un vino che ci porta al centro del Mediterraneo, nella fiera Sardegna, e precisamente a Oliena, dove il <i>Cannonau</i> trova una delle sue massime esaltazioni, tanto da aver visto riconosciuto questo forte legame territoriale con l’istituzione della sottozona <b><i>Nepente di Oliena</i></b> all’interno della DOC regionale.</p>
<p>Oliena – 10 km a sud-est di Nuoro – è un borgo della Barbagia ai piedi del Monte Corrasi, la vetta più alta del Supramonte, lo straordinario massiccio calcareo-dolomitico che sovrasta il paese, quasi a volerlo sorvegliare. I suoi dintorni sono un immenso monumento naturale fatto di rilievi calcarei, profonde doline con fiumi sotterranei e valli rigogliose. Qui si produce un vino che preserva l’essenza e il fascino di questa terra: il nome <i>Nepente</i> – dal greco <i>nē </i>(prefisso negativo) e <i>pénthos</i> (dolore, inteso in tutte le sue espressioni, dalla tristezza al lutto) – significa appunto “<i>contro il dolore”</i> (o il lutto, o la tristezza). Il nome ha ispirato e accompagnato numerose storie fin dall’antichità, specialmente in relazione a bevande ipnotiche o sedative che riuscivano ad alleviare tristezze e malesseri: per esempio Omero, nel IV libro dell&#8217;<i>Odissea</i>, lo indica come la bevanda con cui Elena di Troia curava la tristezza del marito, Menelao, e lo cita in altri brani come una bevanda calmante, usata anche dai soldati per alleviare il dolore delle ferite.</p>
<p>Nel territorio di Oliena si parla di una notevole attività vitivinicola fin dal XVI secolo, grazie ai frati francescani, che – intorno al convento e alla chiesa di cui sono ancora visibili imponenti ruderi – avevano impiantato una vigna di oltre 10.000 ceppi con tanto di stabilimento enologico. In seguito furono i padri Gesuiti a dare un notevole impulso alla viticoltura, conservata e sviluppata fino ai giorni nostri. E nel tempo, a più riprese, sia funzionari governativi che poeti e scrittori hanno parlato del vino di Oliena come di «<i>un vino da annoverare tra i vini di lusso, da bere a piccoli sorsi per farci la bocca, e ogni sorso vi accomoda tutte le faccende del corpo e dell’anima</i>». Anche Gabriele D’Annunzio, nel 1909, volle elogiare il <b><i>Nepente di Oliena</i></b> nella prefazione alla guida <i>Osterie d’Italia</i> dell’amico Hans Bart, profondo conoscitore dei vini italiani, con queste parole: «<i>Non conoscete il </i>Nepente di Oliena<i> neppure per fama? Ahi lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall&#8217;ombra delle candide rupi</i>».</p>
<p>Parole che sono riportate proprio sui muri della cantina che produce questo <b><i>Cannonau di Sardegna DOC Nepente di Oliena 2016</i></b>. Fondata nel 1950 da un gruppo di viticoltori locali per valorizzare e diffondere ancor di più il <i>Cannonau</i>, <a href="https://www.cantinasocialeoliena.it"><b><i>Cantina Oliena</i></b></a> è una delle più importanti realtà cooperative sarde e da decenni porta avanti una filosofia basata sulla qualità, abbinando antichi metodi tradizionali a tecnologie molto avanzate. Le uve sono conferite da circa 100 piccoli soci e il 90% del vino – ormai riconosciuto tra i più importanti della produzione sarda – viene commercializzato fuori dall’isola, a livello nazionale e internazionale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La natura del Monte Corrasi caratterizza la tipologia dei terreni: sabbioni collinari di natura calcarea, di medio impasto, perfetti per la coltivazione della vite e in particolare per le forma di allevamento ad alberello basso, che non permette rese elevate – raramente si superano i 60 q/ha – ma consente la produzione di un vino dalle caratteristiche uniche. La presenza di alte rocce e la relativa vicinanza del mare contribuiscono al particolare microclima, con benedette escursioni termiche tra il giorno e la notte, ottimali per dare ai vini un buon corredo aromatico. Insomma, un <i>terroir</i> capace di dare mineralità, freschezza e finezza.</p>
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<p>Raccolta manuale e scelta dei grappoli ripetuta al momento del conferimento in cantina. Macerazione di 10-12 giorni a 24-26°C. Frequenti rimontaggi e<i> délestages</i> per ottimizzare gli scambi tra mosto e vinacce, assicurando colore e composti nobili. Maturazione in vasche di cemento e di acciaio a temperatura controllata. Infine, affinamento in bottiglia, per rendere più eleganti le sfumature fruttate e speziate. Dopo questo percorso, ecco finalmente il mio <b><i>Nepente di Oliena</i></b> nel bicchiere, col suo manto rubino che volge al granato. Al naso regala una trama articolata e accattivante, con note di frutti rossi, marasca, ciliegia sotto spirito e liquore di amarene. Seguono petali di rosa essiccati, viola, eleganti speziature di pepe verde, legno di ginepro, tabacco appena tostato e ricordi ferruginosi. Al palato è asciutto, caldo e avvolgente, con un perfetto bilanciamento tra calore e freschezza. Privo di incertezze, mostra equilibrio grazie a tannini morbidi e ben amalgamati con una vena sapida che dà spessore gustativo in chiusura. Un sorso appagante, che invoglia alla beva. Meraviglioso l&#8217;abbinamento con i piatti tipici sardi come la <i>panada</i> di agnello con carciofi e patate o con il capretto allo spiedo. Perfetto con i formaggi sardi (di pecora o di capra) freschi o semistagionati o con i salumi locali, come salsiccia secca o prosciutto crudo del Nuorese. Da non sottovalutare, infine, l’ottimo<span class="Apple-converted-space"> </span>rapporto qualità-prezzo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ogni occasione è buona per gustare il <i>Nepente di Oliena</i>, un nettare capace di accompagnare una splendida escursione nella natura selvaggia di questi luoghi, tra i profumi della macchia mediterranea, ma anche di accompagnare un piacevole spuntino con pane tradizionale <i>sas paneddas</i> (le <i>spianate</i> di Oliena) e formaggio. Buona degustazione, &#8216;nessun dolore&#8217; e&#8230; <em>al bando la tristezza</em>!</p>
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