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	<title>Pietra de&#8217; Giorgi &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>Buttafuoco Storico Vigna Pianlong 2017 Cantina Scuropasso. L’ultimo gioiello di una piccola grande famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Comastri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2020 07:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Buttafuoco ci proietta in un Oltrepò Pavese insolito per l’immagine più radicata e ricorrente di questo territorio, delineata soprattutto dall’evoluzione vitivinicola che ha caratterizzato l’ultimo secolo: un bacino più improntato sulla quantità che sulla qualità, in]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <em><strong>Buttafuoco</strong></em> ci proietta in un <strong>Oltrepò Pavese</strong> insolito per l’immagine più radicata e ricorrente di questo territorio, delineata soprattutto dall’evoluzione vitivinicola che ha caratterizzato l’ultimo secolo: un bacino più improntato sulla quantità che sulla qualità, in grado di emergere ed eccellere quasi soltanto nell’ambito della produzione spumantistica.</p>
<p>Ma la tradizione più autentica e radicata – la più fedele estrinsecazione dell’alta vocazione qualitativa connaturata a questa zona – si esprime in grandi vini rossi fermi, possenti, alcolici e tannici, nonché estremamente longevi. Uno di questi è appunto il <em><strong>Buttafuoco</strong></em>, uvaggio dei quattro vitigni tradizionali della fascia più orientale dell’Oltrepò: <strong>Croatina</strong>, <strong>Barbera</strong>, <strong>Ughetta di Canneto</strong> (denominazione locale della <strong>Vespolina</strong>) e <strong>Uva Rara</strong>. Ed è proprio nell’alveo della <em>DOC Buttafuoco</em> che ha preso vita, nel 1996, il più organico e appassionato progetto di recupero e valorizzazione della suddetta tradizione: il <strong><em>Buttafuoco Storico</em></strong>, ottenuto da singole vigne, certificate storicamente come vocate alla produzione di vini della massima qualità e conformi a uno specifico regolamento produttivo, più rigido rispetto a quello della DOC in ogni fase del processo.</p>
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<p>Il 27 novembre 2020, operatori del settore, appassionati e amici del <em>Buttafuoco Storico</em> si sono incontrati virtualmente – in un’atmosfera comunque permeata di partecipazione ed entusiasmo – per la presentazione dell’ultimo nato di questa calorosa e coesa famiglia, che ad oggi consta di 16 produttori, che operano su <strong>17 vigne storiche</strong>: il <strong>Vigna Pianlong 2017 </strong>di <strong>Cantina Scuropasso</strong>, una piccola realtà a conduzione familiare – Fabio Marazzi, la moglie Manuela e la figlia Flavia –  con sede nel comune di <strong>Pietra de’ Giorgi</strong>, fortemente focalizzata sul rispetto dell’ambiente circostante e sull’assenza di invasività in vigna e in cantina (con applicazione di protocollo biologico, indipendenza energetica, grazie a pannelli fotovoltaici, fermentazioni il più possibile spontanee). Grande impulso in questo senso è venuto dalla componente femminile della famiglia, così come la sollecitazione al recupero di alcune vigne dormienti; fra queste, proprio la <em>Vigna Pianlong</em>, che dalla vendemmia 2017 ha ottenuto la certificazione di vigna storica e il relativo nullaosta alla produzione di <em>Buttafuoco Storico</em>.</p>
<p>Il substrato prevalente è qui costituito di <strong>ghiaie</strong> di origine marina inglobate in <strong>sabbie</strong>, e i vini che ne nascono sono connotati da una maggiore finezza, freschezza e sapidità, rispetto a quelli prodotti sugli altri due substrati principali che caratterizzano il territorio di produzione nel suo complesso (arenarie e argille).</p>
<p><em><strong>Buttafuoco Storico Vigna Pianlong 2017</strong></em> nasce dal seguente uvaggio: 50% Croatina, 25% Barbera, 25% fra Ughetta e Uva Rara. L’affinamento si è distribuito nei tre anni fra tonneau da 500 ettolitri, vasche di cemento e bottiglia. Come ogni <em>Buttafuoco</em> che si rispetti, il colore è rosso rubino intenso e impenetrabile, con ancora qualche reminiscenza porpora alle estremità. Portandolo al naso, ci si rende conto che l’obiettivo di preservare la <strong>spontaneità del corredo olfattivo</strong> è stato pienamente centrato; <strong>finezza</strong> e <strong>suadenza</strong> si esprimono in primis con un frutto marcato, ma in equilibrio fra dolcezza e fragranza, declinato su note di ciliegia fresca, mora e lampone. Il tutto è impreziosito e infiocchettato da un velo floreale e, dopo qualche minuto, dalla nota speziata tipica del <em>Buttafuoco</em>: il pepe nero, marchio di fabbrica dell’Ughetta, ma anche un richiamo goloso di noce moscata e cannella.</p>
<p>In bocca conquista per prima la ribalta una marcata freschezza, che diventa subito saporita e allieta il palato con una goduriosa ciliegia; l’abbondante salivazione che ne deriva viene poi a rivelare un’elegante e persistente sfumatura sapida. La voglia di un altro sorso si manifesta impellente ed ecco che il vino svela pian piano anche l’altra faccia della medaglia, quella più identitaria e caratterizzante del Buttafuoco: <strong>struttura</strong>, <strong>alcolicità</strong> e un <strong>tannino di classe</strong>, rotondo e integrato. <strong>Equilibrio</strong>, <strong>eleganza</strong> e <strong>bevibilità</strong> stupiscono, in un <em>Buttafuoco</em> così giovane, e pongono davanti a un dilemma di non facile soluzione: cosa fare della seconda bottiglia ancora intonsa? Aspettare, per far sì che le componenti più ribelli vengano addomesticate e per mettere alla prova la potenziale longevità di questo vino? Oppure cedere al momento e continuare ad alimentare il grande appagamento sensoriale e il caloroso conforto della prima bevuta, già pienamente soddisfacente?</p>
<p>Una certezza, però, la si porta a casa: il <em>Buttafuoco Storico</em> continua a stupire, non solo per la sua grande qualità, ma anche per la sua capacità di trasfondere nel calice l’essenza di un territorio e la viscerale passione dei suoi artefici. E soprattutto, in coloro che già ne sono innamorati, ogni conferma rinfocola lo stimolo alla sua divulgazione e alla sua promozione, perché sul palcoscenico dei grandi vini rossi italiani possa meritatamente recitare un attore protagonista in più.</p>
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