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	<title>Regione Toscana &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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	<title>Regione Toscana &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>Vendemmia 2019, si preannuncia una grande annata per i vini della denominazione Vino Chianti DOCG</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2019 17:05:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Vino Chianti]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Busi]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA &#8211; Il 2019 promette di essere una grande annata per i vini della Denominazione Vino Chianti DOCG: il clima favorevole, soprattutto nella parte finale della stagione, e gli importanti investimenti fatti negli anni scorsi sui]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA &#8211; <b>Il 2019 promette di essere una grande annata per i vini della <em>Denominazione <span class="gmail_default">V</span>ino Chianti DOCG</em></b>: il clima favorevole, soprattutto nella parte finale della stagione, e gli importanti investimenti fatti negli anni scorsi sui vigneti daranno un prodotto di grande qualità alle aziende del <em>Consorzio Vino Chianti</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">«L&#8217;uva è molto sana, non ci sono problemi di natura fitosanitaria» dice il <b>presidente del <em>Consorzio Vino Chianti</em>, Giovanni Busi</b>. «Le quantità sono nella norma e, grazie all&#8217;abbattimento del 10% della produzione che abbiamo richiesto alla Regione Toscana, avremo volumi che ci consentiranno di non provocare una ripercussione sui prezzi».</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Il <em>Consorzio Vino Chianti</em> produce mediamente 850 mila ettolitri di vino: per la vendemmia 2019 ha ottenuto dalla Regione Toscana l&#8217;autorizzazione a ridurre le quantità prodotte del 10%</b>, per non generare un surplus produttivo che comporterebbe un abbassamento dei prezzi di vendita. Nel 2019, quindi, le aziende associate al <em>Consorzio Vino Chianti</em> immetteranno sul mercato circa 750 mila ettolitri di vino, pari a 100 milioni di bottiglie.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>La politica di riduzione dei volumi adottata dal <em>Consorzio Vino Chianti</em> è la strategia scelta per affrontare il calo delle vendite che si è registrato su alcuni mercati tradizionali nel corso del 2018.</b> In particolare, la Germania – che per il vino <strong><em>Chianti</em></strong> è il secondo mercato di sbocco, dopo gli Stati Uniti – ha registrato una riduzione delle masse esportate pari al 6-7%: «Si tratta di una contrazione dovuta al rallentamento dell&#8217;economia tedesca, che spinge i consumatori a orientarsi su vini meno costosi» spiega il presidente del <em>Consorzio Vino Chianti</em>. «Abbiamo scelto di ridurre le quantità prodotte per mitigare l&#8217;impatto sul prezzo, così da affrontare il calo delle esportazioni mantenendo comunque una remunerazione adeguata per tutti gli attori della nostra filiera, dai viticoltori agli imbottigliatori».</p>
<p align="JUSTIFY"> «Il clima di quest&#8217;anno, che ha provocato danni consistenti ad altre colture, per noi invece va benissimo» prosegue Busi. «La situazione è piuttosto omogenea su tutto il territorio: anche le zone che hanno risentito maggiormente della siccità, come l&#8217;empolese, stanno andando bene, perché la nostra uva d&#8217;elezione, il Sangiovese, è un&#8217;autentica spugna e bastano poche gocce d&#8217;acqua per tenere le viti in salute. Abbiamo avuto notizie da parte dei <em>media</em> su possibili danni arrecati dai temporali di domenica scorsa, fortunatamente solo in alcuni territori, ma al momento dalle aziende non abbiamo segnalazioni. Grazie all&#8217;andamento complessivamente favorevole della stagione e ai consistenti investimenti nei vigneti fatti negli ultimi anni dalle nostre aziende, si possono fare grandi vini: il 2019 sarà una grande annata per i vini della <em>Denominazione Chianti</em>».</p>
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		<title>PrimAnteprima, la Toscana che gioca d’anticipo</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/primanteprima-la-toscana-che-gioca-danticipo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 00:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[BuyWine]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Fattoria Del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[Fortezza da Basso]]></category>
		<category><![CDATA[Il Borro]]></category>
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		<category><![CDATA[Orcia DOC Cenerentola 2016]]></category>
		<category><![CDATA[PrimAnteprima]]></category>
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		<category><![CDATA[Valdarno di Sopra DOC Sangiovese Vigna dell’Impero 2015]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è svolta l’8 e il 9 febbraio, alla Fortezza da Basso di Firenze, la 9a edizione del BuyWine, l’evento promosso dalla Regione Toscana con PromoFirenze. Nato nel 2011 da un’idea di Toscana Promozione come occasione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta l’8 e il 9 febbraio, alla Fortezza da Basso di Firenze, la 9a edizione del <b>BuyWine</b>, l’evento promosso dalla Regione Toscana con <i>PromoFirenze</i>. Nato nel 2011 da un’idea di <em>Toscana Promozione</em> come occasione di incontro fra produttori e operatori, il <i>BuyWine si </i>è via via perfezionato e allargato – con incontri sempre più proficui fra <i>buyers</i> internazionali e produttori toscani di ogni dimensione – fino a diventare la più importante vetrina <i>B2B</i> dei vini a denominazione della Toscana. L’edizione 2019 ha visto impegnate circa 215 aziende –selezionate tramite bando regionale, delle quali ben 80 con certificazione biologica o biodinamica – che hanno avuto l’opportunità di interfacciarsi con 200 <i>buyers</i> provenienti da 44 Paesi, accuratamente selezionati da <i>PromoFirenze</i> in base a professionalità, competenza e interesse commerciale manifestato verso le denominazioni toscane. Oltre ai me<br />
rcati consolidati – Germania, USA, Canada, Scandinavia e Giappone – si sono avute quest’anno importanti <i>new entries</i>, come Macao, Malesia, Argentina, Cile, Filippine, India, Albania, Slovenia e Spagna.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-2618" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PrimAnteprima-1-253x300.jpg" alt="" width="226" height="268" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PrimAnteprima-1-253x300.jpg 253w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PrimAnteprima-1-465x552.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PrimAnteprima-1-421x500.jpg 421w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PrimAnteprima-1.jpg 584w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /></p>
<p>Da qualche anno gli organizzatori, nel contesto di <i>BuyWine</i>, hanno inserito un altro grande appuntamento, una particolare ‘preanteprima’, che ha offerto la possibilità di far degustare le annate appena immesse sul mercato da importanti consorzi toscani – Carmignano, Colline Lucchesi, Maremma Toscana, Montecarlo, Montecucco, Orcia, Pitigliano e Sovana, Terre di Pisa, Val di Cornia e Valdarno di Sopra – agli addetti ai lavori e alla stampa specializzata provenienti da tutto il mondo. Questo interessante evento, efficacemente denominato <b><i>PrimAnteprima</i></b> (9 febbraio e stessa <i>location</i>, cioè la Fortezza da Basso di Firenze), ha inaugurato ufficialmente la settimana delle vere e proprie <i>Anteprime</i> annuali degli altri grandi consorzi di Toscana.</p>
<p>Nel mio giro tra i banchi di assaggio ho degustato diversi vini. Ecco le mie impressioni su quelli che mi hanno maggiormente impressionato o incuriosito.</p>
<p><b>Orcia DOC Cenerentola 2016 (Fattoria Del Colle) &#8211; </b>Sangiovese e Foglia Tonda. Di un rosso rubino intenso e brillante, al naso è fine, elegante e complesso, con riconoscimenti di frutti di bosco, seguiti da note speziate. In bocca è intenso e altrettanto elegante, con morbidezza, acidità e tannini rotondi ben bilanciati dal frutto, che regala un finale piacevole e persistente. Lunga vita a Cenerentola e a Donatella Cinelli Colombini (<a href="http://www.cinellicolombini.it">www.cinellicolombini.it</a>).</p>
<p><b>Montecucco Sangiovese DOCG Santa Marta 2016 (Salustri) &#8211; </b>Sangiovese (clone aziendale). Rosso rubino carico, con bella densità nel bicchiere, al naso è vivace, intenso e complesso, con note di ciliegia, macchia mediterranea e speziatura. La bocca è fresca, viva e asciutta, con interessanti note di frutta matura e tannini vivi e nobili, che danno struttura. Intenso e pieno, chiude con una piacevole e persistente nota terrosa e minerale. Un signor Sangiovese, testimone della passione con cui viene prodotto<span class="Apple-converted-space">  </span>(<a href="http://www.salustri.it">www.salustri.it</a>).</p>
<p><b>Valdarno di Sopra DOC Sangiovese Vigna dell’Impero 2015 (Tenuta Sette Ponti)</b><span class="Apple-converted-space"> &#8211; </span>Rosso rubino intenso, con sfumature granate. Al naso è deciso, profondo, complesso e tipico, con riconoscimenti di fiori di campo e frutta fresca (ciliegia e cassis), seguiti da note evolute di foglia di tabacco e cuoio. In bocca è intenso e pieno, di buona freschezza e con tannini ben vivi, pur se eleganti e vellutati. Chiude con persistenti note sapide, figlie di una grande vigna di viti ottuagenarie e di un sottosuolo generoso (<a href="http://www.tenutasetteponti.it">www.tenutasetteponti.it</a>).</p>
<p><b>Maremma Toscana DOC Rosso Rocca di Frassinello 2016 (Rocca di Frassinello) &#8211; </b>60% Sangioveto, 20% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot. Rosso rubino cupo, con riflessi granati, ha naso intenso, fine e complesso, con lievi note floreali ed erbacee (peperone verde), ma soprattutto fruttate (frutti di bosco, marasca), impreziosite da una gradevole nota speziata. In bocca è pieno, intenso e rotondo, con una spiccata vivacità, un buon equilibrio e un lungo e piacevole finale fruttato. Un vino che definirei ‘solare’ (<a href="http://www.roccadifrassinello.it">www.roccadifrassinello.it</a>).</p>
<p><b>Maremma Toscana DOC Ciliegiolo San Lorenzo 2015 (Sassotondo)<span class="Apple-converted-space"> &#8211; </span></b>Ciliegiolo. Rosso rubino profondo. Al naso predomina ovviamente il fruttato di ciliegia (in parte sotto spirito), ma vi si riconoscono anche i frutti di bosco e una piacevolissima speziatura (pepe e chiodi di garofano). In bocca è intenso ed elegante, con freschezza e morbidezza ben bilanciate, e chiude con un ritorno speziato di buona persistenza (<a href="http://www.sassotondo.it">www.sassotondo.it</a>).</p>
<p><b>Toscana Rosso IGT Il Borro 2015 (Il Borro) &#8211; </b>50% Merlot, 35% Cabernet Sauvignon, 10% Syrah, 5% Petit Verdot. Rosso rubino molto carico. Naso intenso e complesso, con riconoscimenti di frutti di bosco, di sottobosco, di peperone verde e d’ erba, seguiti da una piacevole speziatura. In bocca è intenso e potente, fresco e con tannini ben bilanciati. Più largo che lungo, ha un interessante finale minerale leggermente amarognolo (<a href="http://www.ilborrowines.it">www.ilborrowines.it</a>).</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-2619" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PRIMANTEPRIMA-collage-1024x811.png" alt="" width="472" height="374" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PRIMANTEPRIMA-collage-1024x811.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PRIMANTEPRIMA-collage-300x238.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PRIMANTEPRIMA-collage-768x608.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PRIMANTEPRIMA-collage-465x368.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/PRIMANTEPRIMA-collage-631x500.png 631w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
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		<title>Recupero degli antichi terrazzamenti di Lamole: dalla Regione la medaglia d&#8217;oro a Paolo Socci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 06:01:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico]]></category>
		<category><![CDATA[Lamole]]></category>
		<category><![CDATA[paolo socci]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA. La Regione Toscana, rappresentata dall&#8217;assessore regionale all&#8217;urbanistica Vincenzo Ceccarelli, ha consegnato la medaglia d&#8217;oro con il Pegaso a Paolo Socci, imprenditore agricolo di Lamole, in Chianti, che ha portato avanti negli anni un&#8217;operazione da]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA.</p>
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<p>La Regione Toscana, rappresentata dall&#8217;assessore regionale all&#8217;urbanistica Vincenzo Ceccarelli, ha consegnato la medaglia d&#8217;oro con il Pegaso a <em>Paolo Socci</em>, imprenditore agricolo di Lamole, in Chianti, che ha portato avanti negli anni un&#8217;operazione da egli stesso definita &#8216;archeologica&#8217;, recuperando e restaurando gli antichi terrazzamenti (che caratterizzavano il paesaggio agricolo toscano prima dell&#8217;omologazione delle tecniche agricole negli anni &#8217;70) e vi ha reimpiantato i vitigni tradizionali. Il lavoro di Socci ha portato all&#8217;iscrizione dei terrazzamenti di Lamole nel registro dei paesaggi rurali istituito presso il ministero all&#8217;agricoltura, insieme al &#8216;paesaggio policolturale&#8217; di Trequanda e al &#8216;Parco del paesaggio appenninico di Moscheta&#8217;.</p>
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<div>
<p>La consegna della medaglia è avvenuta questa mattina al termine della prima parte del workshop &#8216;L&#8217;esperienza dell&#8217;osservatorio nazionale del paesaggio rurale&#8217;, svoltosi nell&#8217;auditorium di Santa Apollonia a Firenze. All&#8217;iniziativa hanno partecipato anche il presidente dell&#8217;Osservatorio regionale del paesaggio Mauro Agnoletti, che ha sottolineato l&#8217;importanza della tutela e del ripristino dei paesaggi rurali storici facendo il punto su aspetti scientifici e politiche internazionali, e l&#8217;assessore regionale all&#8217;agricoltura Marco Remaschi, che ha aperto il seminario ricordando che «il paesaggio toscano è per la grande maggioranza paesaggio rurale, un paesaggio antropizzato». «Le attività agricole e quelle connesse all&#8217;argicoltura, come la zootecnia o la gestione delle foreste – ha detto Remaschi – sono elementi fondamentali nel continuo modellamento del paesaggio, soprattutto ora che la Convenzione Europea del paesaggio ha posto fine alla tradizionale contrapposizione tra tutela del paesaggio e sviluppo. In Toscana il 92% del territorio è collinare o montano, un territorio nel quale l&#8217;agricoltura è vitale sia per la sicurezza alimentare sia per il presidio idrogeologico. Dobbiamo lavorare per rendere questa realtà<br />
sempre più efficiente e migliorare la qualità della vita nelle aree rurali, anche perchè altrimenti pagheremmo a caro prezzo un eventuale abbandono nelle aree agricole».</p>
</div>
<div>
<p>A concludere i lavori della mattinata è stato invece l&#8217;assessore Ceccarelli, che ha ricordato che la Toscana si è dotata di due strumenti urbanistici in difesa del paesaggio, la legge regionale 65/2014 e il PIT con valenza di Piano paesaggistico. Ha ricordato come la lotta al consumo di suolo e alla rendita non sia un modo per contrastare lo sviluppo, ma al contrario sia la difesa di un bene strettamente legato all&#8217;immagine della Toscana nel mondo e dunque anche allo sviluppo commerciale, turistico, manifatturiero. «Lamole è un esempio. – ha detto Ceccarelli – La ricostruzione dei terrazzamenti consente di fare un vino che trae il suo fascino anche dal paesaggio dal quale proviene. La Regione Toscana si è dotata nella scorsa legislatura di due strumenti, il Piano paesaggistico e la legge urbanistica 65/2014, che adesso sono in fase di attuazione e che hanno l&#8217;obiettivo di tutelare il paesaggio rurale contrastando il consumo di suolo. Questo non vuol dire contrastare il mondo dell&#8217;impresa agricola, al contrario sia la legge che il Piano vogliono valorizzare il territorio rurale e dare il massimo supporto agli imprenditori. Fare innovazione territoriale e paesaggistica rappresenta una sfida che dobbiamo raccogliere collettivamente, amministratori pubblici, progettisti, agronomi e imprenditori. L&#8217;agricoltura può crescere abbinando la qualità e la sicurezza dei suoi prodotti con il fascino dei territorio da cui questi arrivano e vediamo crescere sempre più questa consapevolezza anche tra gli imprenditori».</p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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