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	<title>Riesling &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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	<title>Riesling &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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	<item>
		<title>Alsace Riesling Grand Cru Brand 2016 Josmeyer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Garbarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 20:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Salotto Junior]]></category>
		<category><![CDATA[Alsace AOC]]></category>
		<category><![CDATA[Alsazia]]></category>
		<category><![CDATA[Riesling]]></category>
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					<description><![CDATA[Insieme ad alcuni compagni di studio ho seguito un percorso di degustazione per approfondire la conoscenza delle peculiarità del Riesling, in riferimento alle zone, ai terroir e agli stili di vinificazione. Il viaggio ha interessato prima]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme ad alcuni compagni di studio ho seguito un percorso di degustazione per approfondire la conoscenza delle peculiarità del Riesling, in riferimento alle zone, ai terroir e agli stili di vinificazione. Il viaggio ha interessato prima la Germania (Mosella e Rheingau) e poi, ovviamente, la Francia, nella regione in cui si producono vini tedeschi in stile francese, cioè l’Alsazia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Qui, vicino a Colmar, abbiamo fatto la conoscenza di <b><i>Josmeyer</i></b>, un’azienda ricca di tradizione, di storia e di estrema attenzione e grande rispetto per le vigne, in cui sono coltivati con cura Pinot Blanc, Pinot Gris, Pinot Auxerrois, Sylvaner, Muscat Ottonel, Muscat d’Alsace, Gewürztraminer e Riesling, che permettono a <b>Josmeyer</b> di produrre circa 30 etichette, tra cui il nostro <b><i>Alsace AOC Riesling Grand Cru Brand 2016</i></b>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6118" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/05/Josmeyer-collage.png" alt="" width="307" height="346" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/05/Josmeyer-collage.png 588w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/05/Josmeyer-collage-266x300.png 266w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/05/Josmeyer-collage-465x524.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/05/Josmeyer-collage-443x500.png 443w" sizes="(max-width: 307px) 100vw, 307px" /></p>
<p>Nel calice il vino ha un colore intenso, di un giallo che volge verso il dorato; il profumo ci parla di frutta matura, in particolare di pesca, ma la memoria ci porta anche al panettone, allo zabaione e al succo di pesca; ruoto il calice e arriva una nota sulfurea, quasi ferrosa, quindi una spezia quasi dolce, di pepe bianco.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In bocca restiamo un po’ sorpresi quando compaiono l’arancia e il pompelmo rosa. L’emozione dell’assaggio è inoltre supportata dalla percezione di grande freschezza, con un gusto centrale ampio, complesso, intenso e persistente, che ci fa comprendere appieno la grandezza di questa bottiglia, unica ma allo stesso tempo tipica dello stile alsaziano.</p>
<p>La degustazione di questo <em>Grand Cru</em> ha arricchito il percorso didattico e personale di ciascuno di noi, contribuendo a costruire quella memoria di gusti ed emozioni che, uniti al desiderio e alla curiosità di conoscenza, riescono col tempo a trasformare un assaggiatore appassionato in un degustatore consapevole e preparato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Riesling Aristos 2019 Cantina Valle Isarco</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/riesling-aristos-2019-cantina-valle-isarco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Cristina La Serra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2021 10:14:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige Valle Isarco DOC]]></category>
		<category><![CDATA[Chiusa]]></category>
		<category><![CDATA[Eisacktaler Kellerei]]></category>
		<category><![CDATA[Riesling]]></category>
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					<description><![CDATA[Non so voi, ma a me non sorprende che si possa essere rapiti da un vitigno come il Riesling, coi suoi profumi mai banali e con un carattere e una finezza che non vengono mai meno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so voi, ma a me non sorprende che si possa essere rapiti da un vitigno come il Riesling, coi suoi profumi mai banali e con un carattere e una finezza che non vengono mai meno.</p>
<p>Come si sa, è un’uva che ama il freddo, tanto da resistere anche alle temperature più rigide e non è quindi un caso che la sua produzione, in Italia, sia concentrata quasi unicamente nel nord della penisola.</p>
<p>La <b>DOC Alto Adige-Südtiroler</b> è la zona vinicola più settentrionale d’Italia e la <i>sottozona</i> <b>Valle Isarco</b> occupa la parte nord-orientale, fra suggestivi paesaggi naturali, stupende montagne, antichi masi, castelli e villaggi. <em>Valle Isarco</em> è ormai riconosciuta come una fra le regioni viticole più interessanti d’Europa per la produzione di vini bianchi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La <a href="https://www.eisacktalerkellerei.it/it"><b><i>Cantina Valle Isarco</i></b></a> (<i>Eisacktaler Kellerei</i>) – che ha sede a Chiusa – fu fondata nel 1961 per iniziativa di 24 famiglie, che oggi sono diventati 135 soci, con 150 ettari di vigneti in 12 Comuni, che vanno da Fiè allo Sciliar, a sud, fino a nord di Bressanone. L’azienda può contare su vigne fra i 500 e i 950 metri esposte a sud, su pendenze scoscese e terrazzamenti, con grandi potenzialità per ottenere vini d’eccellenza.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-5609" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/03/Aristos-Riesling-e-ostriche.jpeg" alt="" width="252" height="421" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/03/Aristos-Riesling-e-ostriche.jpeg 383w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/03/Aristos-Riesling-e-ostriche-180x300.jpeg 180w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/03/Aristos-Riesling-e-ostriche-359x600.jpeg 359w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/03/Aristos-Riesling-e-ostriche-299x500.jpeg 299w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" />Questo<b><i> Alto Adige Valle Isarco DOC Riesling Aristos 2019 </i></b>nasce da uve coltivate in terreni alluvionali ricchi di scheletro e poco profondi e, dopo una breve macerazione, vede solo acciaio e riposa per sette mesi sulle fecce, senza malolattica.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il colore è di un verdolino quasi trasparente, vivace e splendente.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Al naso alterna profumi delicati di intensità variabile, esordendo con la pesca bianca, croccante e quasi acerba, ed evidenziando poi una bella mineralità, come di roccia granitica, e un fiore bianco appena sbocciato.</p>
<p>In bocca è elegante e molto minerale, con acidità spiccata, una succosità di pesca bianca coerente col naso, una nota agrumata di lime e un’altra sapida, come di arselle. Fine, ricco di aromi variegati, dalla struttura notevole e nel complesso raffinato, è un vino quotidiano di grande eleganza ed estrema piacevolezza.</p>
<p>Nel mio abbinamento – rivelato dalla foto di fianco – ho rischiato molto, almeno in teoria, ma nella pratica ha funzionato molto piacevolmente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Da Firenze a Piesport è un attimo: il Mezzo Braccio di Tenuta Monteloro</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/da-firenze-a-piesport-e-un-attimo-il-mezzo-braccio-di-tenuta-monteloro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 10:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bencini]]></category>
		<category><![CDATA[Marchesi Antinori]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzo Braccio Toscana IGT]]></category>
		<category><![CDATA[Monteloro]]></category>
		<category><![CDATA[Mosella]]></category>
		<category><![CDATA[Riesling]]></category>
		<category><![CDATA[Riesling renano]]></category>
		<category><![CDATA[stile tedesco]]></category>
		<category><![CDATA[tappo Stelvin]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta Monteloro]]></category>
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					<description><![CDATA[Per arrivare alla Tenuta Monteloro basta prendere la strada che da Firenze porta a Fiesole, proseguire lungo la Provinciale 54 fino alla località Olmo, svoltare verso Torre di Buiano e scendere a est in direzione di]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per arrivare alla <strong>Tenuta Monteloro</strong> basta prendere la strada che da Firenze porta a Fiesole, proseguire lungo la Provinciale 54 fino alla località Olmo, svoltare verso Torre di Buiano e scendere a est in direzione di Monteloro. Pochi chilometri e troviamo un&#8217;alta collina boschiva, su cui crescono piante di <strong>Riesling renano</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-5023" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-1024x367.png" alt="" width="645" height="231" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-1024x367.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-300x107.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-768x275.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-1536x550.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-2048x734.png 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-465x167.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-1-panorami-695x249.png 695w" sizes="(max-width: 645px) 100vw, 645px" /></p>
<p>Certo, qui non ci sono il Reno e la Mosella a riflettere la luce sulle vigne, tuttavia la latitudine più meridionale e l’apertura della vallata sopperiscono efficacemente alla maturazione lenta dell’uva. Il frutto di queste piante di Riesling dà vita a un bianco assolutamente insolito per la Toscana, che fin dal primo sorso rimanda a uno <em>stile tedesco</em>, ovvero a quel rigore tecnico necessario per trovare un indispensabile bilanciamento fra l’acidità sferzante e il residuo zuccherino. L’invecchiamento in ambiente riduttivo prolungato per due anni esalta al massimo intensità e complessità aromatica.</p>
<p>Il mese scorso, durante una piccola verticale di questo Riesling, l’annata 2013 mi ha riportato ai vini di <strong>Piesport</strong>, cioè a quei vini falsi magri, ottenuti da vigneti pendenti, esposti a sud, in prossimità di una pittoresca ansa della <strong>Mosella</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-5024" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-1024x315.png" alt="" width="1024" height="315" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-1024x315.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-300x92.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-768x236.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-1536x473.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-2048x630.png 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-465x143.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Monteloro-collage-2-vigne-695x214.png 695w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ma torniamo in Toscana, dove gli Antinori, dopo essere entrati in possesso della <strong>Tenuta Monteloro</strong>, negli ultimi due decenni hanno ristrutturato i vigneti esistenti, costituiti da diverse parcelle circondate dal bosco, ad altitudini che arrivano quasi ai 600 metri. Per quanto le esposizioni possano variare, la proprietà si estende su un versante collinare che guarda a est e a nord-est, quello che gode del sole più fresco ed è sottoposto alle correnti più fresche (e anche fredde) provenienti dagli Appennini.</p>
<p>Per questo motivo sono state sostituite le varietà toscane preesistenti (Sangiovese compreso) con vitigni idonei a un <strong>clima tendenzialmente fresco</strong>. Molte di queste uve vanno ad arricchire altri bianchi prodotti dagli <em>Antinori</em>, ma dal 2007 – con una selezione delle migliori parcelle di Riesling renano – <em>Tenuta Monteloro</em> produce un proprio vino, il <strong><em>Mezzo Braccio Toscana IGT</em></strong>. A seguire con orgoglio le attività della tenuta è una persona competente e appassionata, <strong>Andrea Bencini</strong>, coinvolto tra l&#8217;altro nella maggior parte dei progetti enologici delle varie proprietà <em>Antinori</em>, in Italia e nel mondo.</p>
<p>Il <em><strong>Mezzo Braccio</strong></em> è un Riesling renano in purezza ottenuto da una vendemmia in più passaggi fra settembre e ottobre, così da combinare magistralmente l’acidità assoluta del vitigno con la ricchezza di sfumature di surmaturazione, se non addirittura di botritizzazione, proprio come avviene per i grandissimi Riesling d’Oltralpe. Fermentazione e maturazione avvengono rigorosamente in acciaio e il vino sosta quasi due anni in bottiglia, prima di essere messo in commercio: solo da agosto 2020, infatti, è sul mercato la vendemmia 2018. La scelta della bottiglia renana basta a fugare ogni dubbio sull’ispirazione teutonica e, proprio dall’annata 2018, anche la chiusura è poco toscana: il tappo <em>Stelvin</em>, quello a vite. Diciamo subito che ci pare una scelta felice per questa tipologia di vino, così sdoganiamo il tappo a vite una volta per tutte!</p>
<p>Con un prezzo di 15 euro a bottiglia, il <strong><em>Mezzo Braccio</em></strong> è anche un campione nel <em>rapporto qualità/prezzo</em>. E veniamo alla piccola verticale dell&#8217;8 ottobre scorso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5020" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Mezzo-Braccio-3-bottiglie.png" alt="" width="334" height="384" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Mezzo-Braccio-3-bottiglie.png 647w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Mezzo-Braccio-3-bottiglie-261x300.png 261w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Mezzo-Braccio-3-bottiglie-465x534.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/11/Mezzo-Braccio-3-bottiglie-435x500.png 435w" sizes="auto, (max-width: 334px) 100vw, 334px" /></p>
<p>Il <em><strong>Mezzo Braccio 2018</strong></em> è un vino strepitoso, dal vivace colore paglierino con sfumature dorate. Il profumo è potente e si apre a ventaglio: alle note fruttate di pera matura, pesca sciroppata e mela renetta seguono miele, rosmarino, pietra focaia, mandorla e anice. Il sorso in ingresso è avvolgente e dimostra struttura e pienezza, ma è la tensione fresca e minerale che si fa protagonista dello sviluppo e della lunga persistenza aromatica. Da provare con un risotto alla zucca profumato al <em>curry</em>.</p>
<p>L&#8217;anno in più di sosta in bottiglia del <em><strong>Mezzo Braccio 2017</strong></em> mette in evidenza al naso la componente minerale, che va a farsi protagonista a discapito delle sensazioni fruttate e si arricchisce poi di ricordi floreali e di erbe aromatiche. Ha un gusto esile, teso per la forza dell’acidità fin dal primo impatto, asciutto e citrino. Ha un carattere quasi algido, da vino alpino. Perfetto in abbinamento con dei crostacei.</p>
<p>Il <em><strong>Mezzo Braccio 2013</strong></em>, che ha riposato diversi anni in bottiglia, si presenta con un dorato completamente brillante. È particolarmente espressivo al naso, ordinato e nitido. Il profumo di pesca in confettura incontra quello della salvia, della mandorla e della pietra focaia, per poi lasciare campo al miele, alla propoli, alla gelatina di ananas e infine, ma solo più tardi, a quella sensazione penetrante che richiama gli idrocarburi e che lo rende così facilmente riconoscibile e identitario. In bocca è fresco e delicato, ma è grandiosa la progressione aromatica. Pur con soltanto l&#8217;11,5% di alcol è intenso, persistente, dinamico e ha una beva imbattibile. Da abbinare a ogni momento della giornata!</p>
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		<title>Il Riesling della Mosella raccontato da Cristina Tincu</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/il-riesling-della-mosella-raccontato-da-cristina-tincu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Cristina Tincu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 07:11:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Mosella]]></category>
		<category><![CDATA[Piesport]]></category>
		<category><![CDATA[Riesling]]></category>
		<category><![CDATA[Riesling renano]]></category>
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					<description><![CDATA[Cristina Tincu racconta e degusta due Riesling della Mosella per il Salotto del Vino.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cristina Tincu racconta e degusta due Riesling della Mosella per il Salotto del Vino.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Il Riesling della Mosella" width="1260" height="709" src="https://www.youtube.com/embed/Oj8IIjhEZ-k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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			</item>
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		<title>L’oro della Mosella. Erdener Prälat Riesling Auslese 2010 Dr. Loosen</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/loro-della-mosella-erdener-pralat-riesling-auslese-2010-dr-loosen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Prendin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 13:54:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Auslese]]></category>
		<category><![CDATA[botrytis]]></category>
		<category><![CDATA[Dr. Loosen]]></category>
		<category><![CDATA[Erdener Prälat]]></category>
		<category><![CDATA[Ernst Loosen]]></category>
		<category><![CDATA[Mittel Mosel]]></category>
		<category><![CDATA[Mosella]]></category>
		<category><![CDATA[Riesling]]></category>
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					<description><![CDATA[La visione dell’etichetta con il prelato – il prälat, rappresentato con un bicchiere in mano e l’aria felice – fa pensare che il nettare contenuto nella bottiglia non possa che trasmettere una gioia fuori dal comune]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La visione dell’etichetta con il prelato – il <i>prälat</i>, rappresentato con un bicchiere in mano e l’aria felice – fa pensare che il nettare contenuto nella bottiglia non possa che trasmettere una gioia fuori dal comune ai fortunati che ne incrociano la strada. Il vigneto <b>Erdener Prälat</b> (1 ettaro e mezzo con pendenze medie del 45%) è il più piccolo – ma, qualitativamente, forse il più grande – <i>cru</i> della Mosella (esattamente, della <i>Mittel Mosel</i>), una delle più importanti regioni vinicole tedesche. La piena esposizione a sud rende il <i>Prälat</i> una dei <i>cru</i> più caldi della zona. Le pendenze vertiginose, con lastre di ardesia di vari colori (grigie e blu, ma soprattutto rosse), sono il supporto da cui queste viti danno origine alla freschezza, alla complessità e alla mineralità di questi vini. Le viti a piede franco stanno lottando da oltre 100 anni contro le impervie condizioni ambientali, con l’aiuto della Mosella e dell’ardesia, le fonti di luce e calore senza le quali la vittoria sulle difficoltà sarebbe impossibile. Da Erden, guardando verso l’altra sponda della Mosella, si notano chiaramente le viti del <i>Prälat</i> allevate ad alberello con il classico sistema di potatura a forma di cuore, per facilitare l’attacco botritico. Le viti della parte bassa della collina sono normalmente esposte alle nebbie che si formano in questa zona, per la vicinanza del fiume. Il vigneto viene immerso nella caligine nebbiosa, che viene poi spazzata via dai venti, creando quel microclima necessario per dare origine a quello strabiliante fenomeno di stravolgimento sensoriale che è lo sviluppo della muffa nobile. La <i>botrytis</i> avvolge l’acino, entrando in simbiosi con esso e modificandone il metabolismo, per regalargli caratteristiche organolettiche straordinarie.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2514" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage.png" alt="" width="675" height="349" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage.png 991w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage-300x155.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage-768x398.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage-465x241.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/02/Dr-Loosen-Prälat-collage-695x360.png 695w" sizes="auto, (max-width: 675px) 100vw, 675px" /></p>
<p><b>Ernst Loosen</b> entra alla guida dell’azienda familiare <b>Dr. Loosen</b> – proprietaria di vari <i>cru</i> sparsi nella <i>Mittel Mosel</i>, tutti di Riesling – nel 1988. Al contrario del padre, capisce subito l’enorme potenziale dei vigneti di cui è venuto in possesso – soprattutto l’Erdener Prälat, con piante di quasi 100 anni – e ne modifica la conduzione agronomica, con l’abbandono dell’uso di fertilizzanti e trattamenti chimici nei vigneti. Lavorazioni manuali in vigna, completa maturazione delle uve, vendemmie manuali e solo acciaio in cantina: il vino che esce da questo connubio di forze naturali e umane diventa in poco tempo un archetipo del Riesling moselliano.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Una lucentezza dorata, quasi abbagliante, si sprigiona dal bicchiere. Al naso, il sentore idrocarburico è presente in maniera distintiva, accompagnato dalla nota fruttata di arancia e frutto della passione, con miele e biscotteria che completano lo spettro olfattivo. In bocca il vino ha la straordinaria capacità di espandersi e avvolgere completamente il palato con cremosità, dolcezza e potenza, ma allo stesso tempo con straordinaria eleganza. La freschezza tagliente (oltre 9 grammi/litro) è una sorta di equilibratore sensoriale, capace com’è di donare facilità di beva e piacevolezza davvero incredibili.</p>
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		<title>Scharzhofberger 2011, il Riesling Trockenbeerenauslese di Van Volxem che fa cantare «Deutschland über alles»</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/scharzhofberger-2011-il-riesling-trockenbeerenauslese-di-van-volxem-che-fa-cantare-deutschland-uber-alles/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Matarazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2018 15:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Altenberg]]></category>
		<category><![CDATA[Food & Wine in Progress 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Mosel-Saar-Ruwer]]></category>
		<category><![CDATA[Riesling]]></category>
		<category><![CDATA[Roman Niewodniczanski]]></category>
		<category><![CDATA[Saar]]></category>
		<category><![CDATA[Scharzhofberger]]></category>
		<category><![CDATA[TBA]]></category>
		<category><![CDATA[Trockenbeerenauslese]]></category>
		<category><![CDATA[Van Volxem]]></category>
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					<description><![CDATA[Parlare del Riesling non è mai semplice, neppure quando si professa esperienza e competenza. Da parte mia, ho sempre pensato che il termine stesso fosse uno scrigno che racchiudeva numerose sensazioni da quando mi capitò di]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare del Riesling non è mai semplice, neppure quando si professa esperienza e competenza. Da parte mia, ho sempre pensato che il termine stesso fosse uno scrigno che racchiudeva numerose sensazioni da quando mi capitò di ritrovarmi al cospetto di cotanta maestà in una serata natalizia di qualche anno addietro. Come in ogni favola che si rispetti, tutto ebbe inizio con «c’era una volta». E quella volta c’era un Riesling della Mosella, vendemmiato nel 1979 e amorevolmente versato in una caraffa per attenuare l’odore di cherosene e armadio chiuso tipico dei vini bianchi dalla lunghissima evoluzione. Fu amore a prima vista, che fece di questo nettare una passione di vita, al punto che devo soffermarmi ovunque ci sia un banco degustazione con un Riesling, in particolare di produttori tedeschi e austriaci, pur senza disdegnare alcune aziende dello Stivale, ormai abilissime a crearne notevoli esempi.</p>
<p>E così, nel movimentato appuntamento fiorentino di <b>Food &amp; Wine in Progress</b> 2018, ho colto l’occasione di poter degustare vari Riesling, tra cui faceva spicco un <b><i>TBA</i></b> (il benedetto acronimo dell’interminabile Trockenbeerenauslese) di gran classe, ideato e vinificato dall&#8217;azienda <b>Van Volxem</b> di <b>Roman Niewodniczanski.<span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p>Non voglio certo mettermi a scrivere – qui e ora – un trattato storico-scientifico sul Riesling e sul vino tedesco: ne esistono già di ottimi, a partire dalla colonizzazione romana di quei territori per arrivare ai nostri giorni. Sappiamo tutti che il vino è stato per secoli una fonte di sostentamento, un prodotto totalmente energetico e salutare, grazie alle proprietà antisettiche dell&#8217;alcool post-fermentativo. E sappiamo molto sulla Mosella, ma molto meno sulla <i>Saar (</i>Mosel-Saar-Ruwer, per la precisione<i>)</i> della quale si è parlato poco o nulla, rispetto ai vicini di casa, ma deve esserci un buon motivo se la zona di <i>Altenberg</i> viene paragonata addirittura a <i>Montrachet</i> per qualità, spiccata acidità e longevità, con sentori meno morbidi e meno dolci di zone vitate a Riesling anche più celebrate.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2122" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/collage-immagini.png" alt="" width="709" height="365" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/collage-immagini.png 709w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/collage-immagini-300x154.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/collage-immagini-465x239.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/12/collage-immagini-695x358.png 695w" sizes="auto, (max-width: 709px) 100vw, 709px" /></p>
<p>C&#8217;è chi afferma che l&#8217;acidità sia tutto nel vino; non è vero, o – meglio – non basta. La struttura è sempre fondamentale e quella presente nel <b><i>Riesling TBA Scharzhofberger 2011</i></b> di <i>Van Volxem</i> è davvero impressionante, non soltanto per i ben 351 g/l di zuccheri a fronte degli 11,8 g/l di acidi organici. Ha un colore giallo oro talmente luminoso che metterebbe in ombra i gioielli della Corona, una densità cremosa e una scorrevolezza appena accennata che ci rendono impazienti, mentre al naso emerge un coro polifonico di sentori che colpiscono i sensi da ogni lato: miele di acacia, zenzero, pepe bianco, cannella, ma anche pesca sciroppata, cedro candito, albicocche disidratate, maracuja e mandorle tostate. Potrebbe bastare questo elenco a dare l&#8217;dea di cosa abbiamo di fronte, e invece manca ancora la parte finale e decisiva, il possente convitato di pietra di mozartiana memoria: l&#8217;assaggio. E qui si evidenzia la difficoltà del sottoscritto a descrivere un gusto praticamente immortale, che mi fa pensare a quel ‘velluto’ storpiato da George Clooney nella pubblicità di una nota marca di caffè, un aroma di torrefazione che – coincidenza… – non manca tra quelli di bocca avvertiti. Equilibratissimo, il sorso avanza con passo sicuro attraverso tutte le sensazioni olfattive precedentemente individuate, fermandosi su un altopiano di sapidità unico nel suo genere. Solo con grande fatica riesco a ricordarmi che possiede un’importante componente glicerica; in realtà, l&#8217;unica cosa che resta fissa nella mente è la grande pulizia di bocca, che lo rende perfetto non tanto con dessert e dolci della tradizione (zelten, panforte o pampepato che dir si voglia), quanto piuttosto con formaggi erborinati di grande carattere e invecchiamento. A voi la scelta, tanto non sbaglierete.</p>
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		<title>Tre volte Riesling (Renano, ça va sans dire&#8230;)</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/tre-volte-riesling-renano-ca-va-sans-dire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2018 20:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ettore Germano]]></category>
		<category><![CDATA[Hérzu]]></category>
		<category><![CDATA[Köfererhof]]></category>
		<category><![CDATA[Riesling]]></category>
		<category><![CDATA[Riesling renano]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta Monteloro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Riesling è un vitigno tedesco, da sempre e per sempre. In Germania è la varietà più coltivata in assoluto e la Germania è il paese che ne produce di più al mondo. I tedeschi sono maestri]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <em>Riesling</em> è un vitigno tedesco, da sempre e per sempre. In Germania è la varietà più coltivata in assoluto e la Germania è il paese che ne produce di più al mondo. I tedeschi sono maestri nella vinificazione di questo vitigno e lo fanno con una molteplicità di stili irripetibili e impensabili altrove.</p>
<p>La varietà di cui parliamo è naturalmente il <em>Riesling Renano</em>, da non confondere col vitigno che noi italiani chiamiamo <em>Riesling Italico</em> e che i tedeschi chiamano <em>Welschrieslin</em>g. <em>Welsch</em> significa straniero, quindi non tedesco e quindi non autentico. Il <em>Riesling Italico</em> è infatti tutta un&#8217;altra cosa, che non ha niente a che vedere col <em>Riesling Renano</em>, né dal punto di vista genetico, né dal punto di vista organolettico: è una varietà a sé stante diffusa nell’Europa centrale (ed è anche la più coltivata in Croazia).</p>
<p>Una volta chiarito che qui, a noi, interessa solo l’<em>autentico</em> <em>Riesling</em>, il <em>Renano</em>, veniamo ai vini che ne derivano. Questi vini possono essere assai longevi, tanto quanto i grandi rossi, hanno profumi riconoscibili e pungenti, sono capaci di sviluppare col tempo sentori minerali caratteristici e possono essere strutturati e potenti, anche con bassa gradazione alcolica, perché la loro forza sta nell’acidità.</p>
<p>In Italia il <em>Riesling Renano</em> è poco diffuso e lo troviamo quasi solo al nord, perché è un vitigno che si adatta bene ai climi più rigidi, sopporta il freddo e germoglia tardi, pur avendo bisogno di molte ore di luce per maturare, al punto che è spesso necessario ritardarne la vendemmia.</p>
<p><span style="color: #000000;">Giovedì 19</span> Aprile – nella <a href="http://www.54rosso.it/">Vineria 54 Rosso,</a> a Firenze – abbiamo degustato 3 Riesling, prodotti in 3 diverse regioni italiane (Alto Adige, Piemonte, Toscana), per farci un’idea della personalità che questa varietà può assumere nel nostro paese. Di tutti abbiamo assaggiato l’ultima annata uscita, che per i primi due è la 2016 e per il terzo la 2015. Tutti e 3 sono vinificati solo in acciaio, ma le differenze stilistiche e territoriali si fanno sentire, eccome: risulta esile e preciso l’altoatesino, strutturato il piemontese, complesso il toscano.</p>
<h4><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-976" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Tre-Riesling-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Tre-Riesling-300x300.jpg 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Tre-Riesling-150x150.jpg 150w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Tre-Riesling-768x768.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Tre-Riesling-465x465.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Tre-Riesling-500x500.jpg 500w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/04/Tre-Riesling.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></h4>
<h4><span style="color: #000000;">Dall’Alto Adige</span>: Alto Adige Doc Valle Isarco Riesling di Köfererhof</h4>
<p>In Alto Adige si producono alcuni dei Riesling italiani più rinomati. Ne abbiamo scelto uno dalla Valle Isarco, quello di <strong>Köfererhof</strong>, le cui vigne sono fra le più settentrionali d’Italia, a 600-700 m sul livello del mare, al di sopra dell’Abbazia di Novacella, vicino a Bressanone, in mezzo alle Alpi. In passato le uve dell&#8217;azienda venivano conferite all’abbazia, ma oggi Günther Kerschbaumer vinifica in proprio.</p>
<p>Il suo Riesling 2016 spicca per la luminosità del colore e al naso mette in evidenza sensazioni dolci, sintomo di una completa maturazione dell’uva: lo caratterizzano pesca, fiori di sambuco, salvia e un tocco di miele d’acacia. Il gusto è molto sottile e si sente la pratica tedesca di lasciare un residuo zuccherino quasi percettibile, che svolge una duplice funzione: attenuare la forza dell’acidità e legare gli aromi di lime e erbe alpine, aumentandone la persistenza. È un vino gustoso e quasi tagliente, con basso tenore alcolico (12,5% in etichetta), ma la sua nervosità è decisamente smorzata da quella parte di zuccheri non svolti, che simulano una sensazione di morbidezza all’ingresso in bocca.</p>
<h4>Dal Piemonte: Hérzu Langhe Doc Riesling di Ettore Germano</h4>
<p>Il secondo vino che abbiamo assaggiato è di tutt’altro carattere e origine, dato che proviene da una zona fra le più vocate d’Italia per la produzione di vini rossi: le Langhe. <strong>Ettore Germano </strong>è produttore famoso per i suoi <em>Barolo</em> a Serralunga d’Alba, ma ha delle vigne anche più a sud, nel territorio di Dogliani, dove, per l’altitudine (500-550 m) e il clima più fresco, il <em>Nebbiolo</em> non riesce a maturare e cede il campo al <em>Dolcetto</em>. Fu quanto meno originale – per non dire azzardata, negli anni ’90 – la decisione di piantare <em>Riesling Renano</em> in terra di Langa. Questo <em>Riesling</em>, chiamato <strong>Hérzu</strong>, ha fatto parlare di sé, è stato premiato e ha vinto concorsi. L’intensità colorante di questa annata 2016 è scarica e mostra sfumature di giallo verdolino; il profumo, ancora molto giovane, insiste su un fruttato meno maturo, consistente soprattutto in note di agrumi e mela verde, ma capace di aprirsi con biancospino e verbena. In bocca è potente e intenso, anche grazie alla forza alcolica (14% in etichetta), ed è fresco, completamente secco, corposo e con ottima sapidità. Antitetico rispetto all’altoatesino, ha un impatto impetuoso al palato che si smorza poi nella progressione. Nella vinificazione è poco tedesco, in quanto gli zuccheri sono completamente svolti, assomigliando da questo punto di vista alla maggior parte dei vini bianchi italiani.</p>
<h4>Dalla Toscana: Mezzo Braccio Toscana Igt di Tenuta Monteloro</h4>
<p>Sposa invece un’ispirazione transalpina il terzo <em>Riesling</em> della nostra batteria, che proviene – sorprendentemente – dalla Toscana: si chiama <strong>Mezzo Braccio </strong>ed è prodotto dalla <strong>Tenuta Monteloro</strong>,<strong> </strong>sulle colline alle spalle di Fiesole. La proprietà della tenuta è dei Marchesi Antinori, che hanno scelto di coltivare qui soltanto uve bianche e, in particolare, le varietà più resistenti al freddo, essendo i vigneti impiantati in una vallata quasi appenninica, ad altitudini che raggiungono i 600 metri, con esposizione a sud-ovest. Il <em>Mezzo Braccio</em> 2015, con un anno di affinamento in bottiglia in più rispetto ai precedenti, è un vino ricco da ogni punto di vista, sebbene non raggiunga neanche il 12% di alcol. È brillante nel bicchiere, ha profumi intensi e articolati, con note fruttate che spaziano dal pompelmo rosa alla frutta esotica, ma anche erbe balsamiche, fiori gialli, pappa reale e un accenno di pietra focaia. Il gusto è raffinato e delicato, per risultare poi scattante in virtù di un’acidità notevole e una sapidità netta. Il residuo zuccherino, che è comunque presente, non lo rende abboccato, ma avvolge la corsa dell’acidità e conferisce al sorso una persistenza grandiosa, che si arricchisce, dopo la deglutizione, di aromi minerali e balsamici.</p>
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