<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Tempranillo &#8211; Il Salotto del Vino</title>
	<atom:link href="https://www.ilsalottodelvino.it/argomenti/tempranillo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilsalottodelvino.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Jul 2021 22:55:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/cropped-FVICON-scaled-1-32x32.png</url>
	<title>Tempranillo &#8211; Il Salotto del Vino</title>
	<link>https://www.ilsalottodelvino.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Habemus etichetta nera 2016 San Giovenale, un vino da amici</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/habemus-etichetta-nera-2016-san-giovenale-un-vino-da-amici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Scartoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jul 2021 12:05:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Blera]]></category>
		<category><![CDATA[Cabernet franc]]></category>
		<category><![CDATA[Carignan]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Pangrazi]]></category>
		<category><![CDATA[Grenache]]></category>
		<category><![CDATA[Monti Cimini]]></category>
		<category><![CDATA[Monti Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[Syrah]]></category>
		<category><![CDATA[Tempranillo]]></category>
		<category><![CDATA[Tuscia]]></category>
		<category><![CDATA[via italiana del cavallo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=6269</guid>

					<description><![CDATA[Capita di andare a trovare un’amica che ha un impegno a pranzo a casa di una sua amica che non conosci e tu – che ti fidi di lei – la segui senza farti troppi scrupoli.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capita di andare a trovare un’amica che ha un impegno a pranzo a casa di una sua amica che non conosci e tu – che ti fidi di lei – la segui senza farti troppi scrupoli. E fai bene. Perché scopri che quell’amica è una collega sommelier e questo aiuta a creare rapidamente un’atmosfera molto gioviale, piena di condivisioni e di convergenze di opinioni su molti argomenti. Quando poi ti siedi a tavola, senti crescere una certa aspettativa sulla bottiglia di vino che accompagnerà il pasto e ti predisponi alla sorpresa.</p>
<p>È in questo contesto che ho assaggiato il <b><i>Lazio Rosso IGT Habemus etichetta nera 2016</i></b>, un gioiello dell’<a href="http://www.sangiovenale.it/scheda_vino.php"><b>Agricola San Giovenale</b></a> di <b>Emanuele Pangrazi</b>, che ha altre tre etichette con lo stesso nome <b><i>Habemus</i></b>: la <b>bianca</b> e la <b>rossa</b> sono quelle dei due vini del catalogo aziendale, la<b> oro</b> e la <b>nera</b> indicano invece produzioni limitate. «<i>Fermi tutti!</i>» mi è venuto da dire dopo il primo assaggio. «<i>Raccontaci tutto quello che sai su questo amico produttore</i>».</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-6280 alignleft" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_8532-768x1024.jpg" alt="" width="394" height="525" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_8532-768x1024.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_8532-225x300.jpg 225w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_8532-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_8532-1536x2048.jpg 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_8532-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_8532-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_8532-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 394px) 100vw, 394px" /></p>
<p><b>San Giovenale</b> è a Blera, in Tuscia, tra il Lago di Vico e Tarquinia, su colline ricche di argilla e scheletro con vista sul medio Tirreno, tra i monti Sabatini sud e i Cimini a nord, un corridoio che consente una benefica ventilazione di aria marina pulita e asciutta che richiama alla mente una sorta di <i>mistral</i> locale. Le vigne sono impiantate tutte ad alberello (niente pali né fili) a 400 metri di altitudine, in mezzo a diversi parchi naturali tra Roma e la Toscana, lungo il percorso conosciuto come la <i>via italiana del cavallo</i>. Curiosamente, l’aria di mare che risale questo corridoio si riscalda d’inverno e si raffresca in estate, sottoponendo le viti a escursioni termiche notevoli, che possono raggiungere anche i 20 °C, con vantaggi aromatici per le uve facilmente intuibili.</p>
<p>L’ispirazione è nata dall’osservazione e dallo studio delle coste mediterranee più vocate alla viticoltura, con la loro salsedine e i loro venti (in particolare, il sud della Francia e la Catalogna) e trova conferma nei vitigni coltivati: Grenache, Syrah, Carignan, Cabernet Franc e Tempranillo.</p>
<p>In vigna si è scelto di rinunciare alla quantità, considerata una variabile, e di puntare su una qualità costante, perseguita con conduzione biologica, densità notevoli (l’alberello ha radici profonde!), piante resistenti e grappoli spargoli (a rimarcare l’importanza della buccia), cui seguono una vendemmia a mano molto rapida, una diraspatura immediata, due settimane in acciaio e poi almeno 20 mesi in legno e 6 in bottiglia. In cantina, niente cavatappi: si assaggia soltanto da barrique.</p>
<p>Il nostro <b><i>Habemus etichetta nera 2016</i></b> è un Syrah in purezza che affina per 30 mesi in barrique. Appena lo avvicino al naso, piccole perle di pepe di Sichuan si fanno largo tra note fruttate non ancora troppo mature, quindi sufficientemente dinamiche. Frutti di bosco, ciliegie e prugne mature aprono poi alle note speziate e balsamiche, che ritrovo anche in bocca, dove gli stessi frutti piroettano verso la confettura, il pepe diventa nero e le altre spezie (soprattutto cannella e caffè) diventano leggermente più morbide, quasi dolci, ma supportate da una discreta e ancora dinamica freschezza, che contribuisce a tenere a bada l’alcol, grazie anche a una struttura importante e a qualche accenno tannico.</p>
<p>Non è sicuramente un vino estivo, ma il servizio a temperatura più bassa e l’abbinamento con degli straccetti di pollo al curry e verdure grigliate hanno fatto sì che la bottiglia ci mostrasse il fondo molto prima del previsto, lasciandoci lucide e soddisfatte, oltre che grate a <i>San Giovenale</i> e alla sua filosofia produttiva, fatta di scelte precise che ritroviamo godibili nel calice. Altrimenti, non saremmo qui a scriverne così volentieri.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VEA, il nuovo Trebbiano Macerato di Pietro Beconcini</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/vea-il-nuovo-trebbiano-macerato-di-pietro-beconcini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2020 07:28:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Eva Bellagamba]]></category>
		<category><![CDATA[Galestro]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Beconcini]]></category>
		<category><![CDATA[macerazione]]></category>
		<category><![CDATA[San Miniato]]></category>
		<category><![CDATA[Tempranillo]]></category>
		<category><![CDATA[Trebbiano]]></category>
		<category><![CDATA[Trebbiano rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Trebbiano Toscano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsalottodelvino.it/?p=4542</guid>

					<description><![CDATA[Non è più utilizzato negli uvaggi con i vini rossi, se non rarissimamente. I passati tentativi di valorizzarlo (chi non ricorda il Galestro?) non hanno retto alla prova del tempo. La sua diffusione è in declino]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è più utilizzato negli uvaggi con i vini rossi, se non rarissimamente. I passati tentativi di valorizzarlo (chi non ricorda il <em>Galestro</em>?) non hanno retto alla prova del tempo. La sua diffusione è in declino da almeno 3 decenni. Nonostante questi dati non incoraggianti, il <em>Trebbiano Toscano</em> è ancora l&#8217;uva a bacca bianca più coltivata in Toscana e la seconda in Italia e diversi produttori (soprattutto toscani) continuano a utilizzarlo per cimentarsi nella produzione di vini ambiziosi.</p>
<p>Ma quali sono i pro e i contro di questo vitigno, che con nomi diversi è presente in molti paesi ed è probabilmente quello che produce più vino al mondo, grazie a rese particolarmente abbondanti? Innanzitutto è generoso nella produzione: rende molto. Inoltre, si adatta facilmente ad ambienti e sistemi di potatura diversi ed è relativamente resistente alle malattie più diffuse che affliggono la vite. Germoglia tardi, mettendosi al riparo dai danni delle gelate primaverili e matura mantenendo un’alta acidità.</p>
<p>Ha un solo punto debole: è neutro dal punto di vista aromatico e produce vini di struttura semplice. Di per sé, insomma, il Trebbiano non regala mai profumi originali e accattivanti – sempre ricercati nei vini bianchi – e dà per lo più vini semplici e a volte banali, se non si ricorre a vinificazioni con prolungata macerazione o a maturazione in legno, cioè vini considerati ancora di nicchia (non sono certo vini <em>mainstream</em>).</p>
<p>A questo gruppo di etichette di nicchia va aggiunto questo <strong>VEA Trebbiano Macerato 2019</strong> prodotto dall&#8217;azienda <strong><a href="https://www.pietrobeconcini.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)">Pietro Beconcini</a></strong> di San Miniato (Pisa), assaggiato in anteprima a Firenze ai primi di Luglio.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-4559 aligncenter" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/Beconcini-le-vigne.jpg" alt="" width="407" height="305" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/Beconcini-le-vigne.jpg 800w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/Beconcini-le-vigne-300x225.jpg 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/Beconcini-le-vigne-768x576.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/Beconcini-le-vigne-465x349.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/Beconcini-le-vigne-667x500.jpg 667w" sizes="(max-width: 407px) 100vw, 407px" /></p>
<p><strong>Leonardo Beconcini</strong>, insieme alla compagna <strong>Eva Bellagamba</strong>, guida dal 1990 l’azienda fondata dal padre Pietro. Conosciuto anche per la temeraria coltivazione del <em>Tempranillo</em> proprio sulla collina di San Miniato, ha deciso di stupirci oggi con un bianco da Trebbiano in purezza.</p>
<p>L’idea di partenza è tirare fuori una personalità forte da un’uva che di per sé non ha personalità. Per farlo, Leonardo ha selezionato dei cloni di Trebbiano che a fine maturazione vedono i loro acini pigmentarsi di rosa (suo nonno lo chiamava proprio <em>Trebbiano Rosa</em>). In realtà, opera una vendemmia quasi tardiva (nel 2019, a fine Ottobre), aspettando la maturazione completa dell’uva soprattutto dal punto di vista aromatico, che non arriva mai, e lo può fare grazie alla forte acidità del vitigno.</p>
<p>Leonardo dichiara di non voler fare un macerato come tanti ed evita l’ossidazione spinta. Il contatto con le bucce viene mantenuto per il tempo della fermentazione, che è svolta a temperatura controllata di 16 °C, in modo da non disperdere quegli aromi che ha aspettato con pazienza ritardando la vendemmia. Dopo un leggero passaggio in legno, il vino matura in cemento a contatto con le fecce fini fino al momento dell’imbottigliamento.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-4560 aligncenter" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/beconcici-vea-bottiglia.jpg" alt="" width="478" height="287" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/beconcici-vea-bottiglia.jpg 800w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/beconcici-vea-bottiglia-300x180.jpg 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/beconcici-vea-bottiglia-768x461.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/beconcici-vea-bottiglia-465x279.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/07/beconcici-vea-bottiglia-695x417.jpg 695w" sizes="(max-width: 478px) 100vw, 478px" /></p>
<p>Il <strong>VEA Trebbiano Macerato 2019</strong> di <strong>Pietro Beconcini</strong> (100% Trebbiano, 13,5% di alcol) sorprende alla vista per il colore particolarmente accentuato, di un giallo brillante come l’oro. I profumi sono evoluti e principalmente fruttati, ma con un’articolazione del frutto che è prima cotto (mela al forno e crostata di pere), poi sciroppato (pesca e albicocca) ma anche secco (mandorla) e infine fresco di scorza di agrumi. Oltre ai frutti, dispensa miele e camomilla. Il gusto è ricco, su toni prevalentemente morbidi, sebbene manifesti un <em>grip</em> tannico a centro bocca dovuto alla macerazione. L&#8217;astringenza viene tuttavia celata sotto una diffusa pseudodolcezza, che lo rende grasso e quasi mieloso. Un ruolo speciale è giocato infine dalla notevole salinità, che – più dell’acidità – provoca la salivazione, sostiene il lungo finale e bilancia l’alcol.</p>
<p>Che dire? Nel suo genere è originale, ha un profumo che fa quasi pensare a un vino dolce e l’ossidazione è mantenuta sotto controllo, distinguendolo da tanti vini bianchi macerati e ossidati, che tendono ad assomigliarsi un po&#8217; tutti. Come si è detto, è per scelta un vino di nicchia e non può (e non vuole) essere altrimenti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Rioja Reserva 2006 di Bodegas Ysios</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/il-rioja-di-bodegas-ysios/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Castellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 10:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Rioja]]></category>
		<category><![CDATA[Rioja Alavesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tempranillo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsalottodelvino.it/?p=3979</guid>

					<description><![CDATA[Oggi degustiamo insieme un grande vino spagnolo, il  Rioja Reserva 2006 Bodegas Ysios, prodotto a Laguardia, nella Rioja Alavesa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi degustiamo insieme un grande vino spagnolo, il <em><strong> Rioja Reserva 2006</strong> </em><a href="https://www.bodegasysios.com"><strong>Bodegas Ysios</strong></a>, prodotto a Laguardia, nella <strong>Rioja Alavesa</strong>.</p>
<div id="fb-root"></div>
<p><script async="1" defer="1" crossorigin="anonymous" src="https://connect.facebook.net/it_IT/sdk.js#xfbml=1&amp;version=v8.0" nonce="TII1NpEX"></script></p>
<div class="fb-video" data-href="https://www.facebook.com/massimo.castellani.332/videos/10158120171627145/" data-width="1260">
<blockquote cite="https://www.facebook.com/massimo.castellani.332/videos/10158120171627145/" class="fb-xfbml-parse-ignore"><p><a href="https://www.facebook.com/massimo.castellani.332/videos/10158120171627145/"></a></p>
<p>Oggi degusto Ysios Rioja</p>
<p>Pubblicato da <a href="https://www.facebook.com/massimo.castellani.332">Massimo Castellani</a> su Giovedì 9 aprile 2020</p></blockquote>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Matarromera Ribera del Duero Reserva 2012, un vino nella valigia del CMB</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/matarromera-ribera-del-duero-reserva-2012-un-vino-nella-valigia-del-cmb/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2019 13:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Aigle]]></category>
		<category><![CDATA[CMB]]></category>
		<category><![CDATA[Concours Mondial de Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Concours Mondial de Bruxelles 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Crianza]]></category>
		<category><![CDATA[delestage]]></category>
		<category><![CDATA[https://concoursmondial.com/it/edizione-2019/]]></category>
		<category><![CDATA[Matarromera]]></category>
		<category><![CDATA[Reserva]]></category>
		<category><![CDATA[Ribera del Duero]]></category>
		<category><![CDATA[Tempranillo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsalottodelvino.it/?p=2753</guid>

					<description><![CDATA[Si sta avvicinando a grandi passi la 26a edizione del CMB-Concours Mondial de Bruxelles 2019, che si svolgerà dal 2 al 5 maggio in Svizzera, ad Aigle, fra i cantoni Vaud e Vallese, proprio nel cuore]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sta avvicinando a grandi passi la 26<sup>a</sup> edizione del <a href="https://concoursmondial.com/it/edizione-2019/"><i>CMB-Concours Mondial de Bruxelles</i> 2019</a>, che si svolgerà dal 2 al 5 maggio in Svizzera, ad Aigle, fra i cantoni Vaud e Vallese, proprio nel cuore delle più rinomate regioni vitivinicole elvetiche. Anche quest’anno avrò l’onore di essere fra i giurati del CMB e potrò quindi assaggiare anche vini svizzeri, durante le sedute di valutazione e nelle visite programmate dagli organizzatori nei luoghi di produzione del paese ospitante. Visite e assaggi che saranno oggetto di articoli che scriverò per il nostro <i>Salotto</i>.</p>
<p>Per entrare nel clima del <i>CMB</i>, per le festività pasquali ho scelto un vino che avevo assaggiato nel 2017 in una delle aziende che potemmo visitare durante il Concorso, che quell’anno si svolse a Valladolid, in Spagna. Fu un’edizione che – come molte altre, per la verità – ricordo con molto piacere, anche perché ci fece scoprire luoghi fantastici, fra i quali proprio l’azienda <b><i>Matarromera</i></b> (<a href="https://matarromera.es/bodega-matarromera/">https://matarromera.es/bodega-matarromera/</a>). Ricordo che vi assaggiammo due vini, entrambi molto interessanti e, nel tornare a casa, ebbi l’occasione di trovarne uno in vendita all’aeroporto di Madrid e decisi di acquistarlo. Per questa Pasqua ho voluto aprire proprio quella bottiglia con mia moglie e mio figlio e – fin dal momento in cui la stappavo, e poi mentre versavo il vino e infine anche durante l’assaggio – mi sono sentito pervaso da un crescendo di emozioni, scaturite dal ricordo delle sensazioni provate durante quella piacevolissima visita.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2760" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/04/Matarromera-collage.png" alt="" width="570" height="305" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/04/Matarromera-collage.png 830w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/04/Matarromera-collage-300x161.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/04/Matarromera-collage-768x412.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/04/Matarromera-collage-465x249.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/04/Matarromera-collage-695x373.png 695w" sizes="auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px" /></p>
<p><b>Matarromera Reserva 2012</b> è un Tempranillo in purezza della DO <b>Ribera del Duero</b> che svolge la fermentazione alcolica in acciaio e durante la quale è sottoposto alla pratica del <i>delestage</i> (ricordate come si fa, vero?), per estrarre al meglio le sostanze migliori dalla parte solida del cappello del mosto. Il vino viene poi invecchiato per 18 mesi in barriques di rovere americano e francese, di media tostatura, e affinato in bottiglia per ulteriori 24 mesi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Di colore rosso rubino, tendente al granato, i numerosi archetti che il liquido lascia sui bordi del calice preannunciano una grande struttura, e vi dico subito che così sarà. Il naso è intenso e complesso e mostra una grande pulizia ed eleganza, con note di frutti neri maturi e in confettura (mora e ciliegia), che si integrano con sentori di tostatura e spezie (chiodo di garofano, pepe nero, tabacco da sigaro, liquirizia e ferro). In bocca esplode con tutta la sua potente struttura, ma senza perdere eleganza: intenso e pieno, ha una trama tannica dolce ben integrata ed equilibrata; è caldo e morbido, con alternanza di note aromatiche (le stesse già avvertite al naso), frutta matura, confettura di more, tostatura, tabacco da sigaro ed erbette aromatiche essiccate, accompagnate da balsamicità e mineralità. L’acidità non è il suo punto di forza, anche se alla fine se ne percepisce – anche se in misura poco evidente – una nota che ravviva l’interesse per il lungo e complesso finale, giocato su tabacco da sigaro, liquirizia e caffè. 94/100.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
