<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Trentino &#8211; Il Salotto del Vino</title>
	<atom:link href="https://www.ilsalottodelvino.it/argomenti/trentino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilsalottodelvino.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Aug 2020 08:34:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/cropped-FVICON-scaled-1-32x32.png</url>
	<title>Trentino &#8211; Il Salotto del Vino</title>
	<link>https://www.ilsalottodelvino.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Interviste: Giulio De Vescovi (De Vescovi Ulzbach)</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/interviste-giulio-de-vescovi-de-vescovi-ulzbach/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Castellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 20:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Piana rotaliana]]></category>
		<category><![CDATA[Teroldego]]></category>
		<category><![CDATA[TeRoldeGO Evolution]]></category>
		<category><![CDATA[Teroldego Rotaliano]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsalottodelvino.it/?p=3147</guid>

					<description><![CDATA[Il giovane Giulio De Vescovi ci racconta la propria esperienza come produttore di Teroldego nella Piana Rotaliana con la sua azienda De Vescovi Ulzbach.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giovane <strong>Giulio De Vescovi</strong> ci racconta la propria esperienza come produttore di Teroldego nella Piana Rotaliana con la sua azienda <a href="http://www.devescoviulzbach.it"><strong>De Vescovi Ulzbach</strong></a>.</p>
<p><iframe title="Giulio De Vescovi" width="1260" height="709" src="https://www.youtube.com/embed/0mSKtdY0_vs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La rivoluzione del Teroldego</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/la-rivoluzione-del-teroldego/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 23:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Malfer]]></category>
		<category><![CDATA[Piana rotaliana]]></category>
		<category><![CDATA[Settembre Rotaliano]]></category>
		<category><![CDATA[Teroldego]]></category>
		<category><![CDATA[TeRoldeGO Evolution]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsalottodelvino.it/?p=1874</guid>

					<description><![CDATA[«Un fantasma si aggira per la Piana Rotaliana», verrebbe da dire, citando un incipit famoso; in questo caso il fantasma che aleggia è la spinta propulsiva di una nuova generazione di produttori, che sta tentando di rivoluzionare]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Un fantasma si aggira per la Piana Rotaliana», verrebbe da dire, citando un <em>incipit</em> famoso; in questo caso il fantasma che aleggia è la spinta propulsiva di una nuova generazione di produttori, che sta tentando di rivoluzionare una delle più tradizionali denominazioni del Trentino – quella del <b>Teroldego Rotaliano</b> – e lo sta facendo con vini di grande spessore, capaci di sfidare il tempo. Durante l’edizione 2018 del <i>Settembre Rotaliano</i>, che si è svolta a Mezzocorona dal 31 agosto al 2 settembre, in due occasioni si è capito che questa trasformazione è già iniziata.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La prima è stata la degustazione <i>Teroldego l’eclettico</i> – organizzata dall’ONAV e guidata dall’enologo Paolo Malfer, fondatore della cantina spumantistica <i>Revì</i> – per mettere in risalto la versatilità del Teroldego, attraverso assaggi di diverse tipologie. Nell&#8217;occasione, Malfer ha esordito col botto, sostenendo che è tempo per il <em>Teroldego Rotaliano</em> di ambire alla DOCG, che sarebbe la prima per la regione. Egli argomenta che il Teroldego è un’uva autoctona della Piana Rotaliana nota e apprezzata per il suo vino fin dall’epoca del Concilio di Trento. Inoltre, anche se in Trentino i vitigni internazionali sono arrivati prima che in altre zone d&#8217;Italia (a partire dagli anni ’30), il Teroldego si è comunque distinto e affermato come vino di terroir e il passaggio alla DOCG appare del tutto giustificato, individuando ovviamente i territori migliori, limitando le rese e imponendo criteri di qualità alla gestione della vigna e della vinificazione.</p>
<p>La seconda occasione a gettar luce sul fermento che si è sviluppato nella Piana Rotaliana è stata la degustazione organizzata dall’associazione <strong>TeRoldeGO Evolution</strong>, un gruppo di giovani produttori di 9 cantine, uniti dall’obiettivo di condividere un protocollo produttivo di elevato livello qualitativo. L’associazione è nata ufficialmente nel maggio 2018, con la voglia di emergere attraverso una visione comune del Teroldego che possa ambire all’eccellenza. L&#8217;atmosfera in sala era tesa e toccante e si avvertiva un&#8217;energia positiva che coinvolgeva un po&#8217; tutti. A guidare la serata è stato un giovane sommelier, Gianni Pasolini, dell’<i>Osteria Le Due Spade</i> di Trento e autore del blog <i>Vinotube</i>. Egli ha sottolineato come, per la prima volta, si assista ad uno slancio di questo tipo in Trentino, regione molto legata alla tradizione e in un certo senso, enologicamente parlando, conservatrice. Sono due i punti principali che i <i>Teroldego boys</i> condividono: 1) abbassare le rese massime previste per la DOC dagli attuali 160 q/ha a 100 q/ha, e ancora meno per la tipologia Riserva; 2) avere una mappatura del territorio e delle vigne migliori.<span style="color: #0000ff;"> </span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1932" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/teroldegoboys.jpg" alt="" width="713" height="283" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/teroldegoboys.jpg 800w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/teroldegoboys-300x119.jpg 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/teroldegoboys-768x305.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/teroldegoboys-465x185.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/teroldegoboys-695x276.jpg 695w" sizes="(max-width: 713px) 100vw, 713px" /></span></p>
<p>Il <b>Teroldego Rotaliano</b> è una DOC dal 1971 e vanta oltre 400 ha di vigneti, allevati a pergola (salvo qualche eccezione). Gran parte delle uve vendemmiate viene conferita alle cantine sociali, accanto alle quali ci sono anche privati che da decenni mettono sul mercato etichette significative. Il nuovo gruppo di giovani vignaioli, entusiasti e agguerriti, provenienti da realtà private rinomate, si è presentato al pubblico con grande rispetto del passato, mettendosi in gioco pubblicamente con diversi vini dell’<strong>annata 2009</strong>, realizzati per lo più dai padri. Questo dimostra che non c&#8217;è la volontà di rompere col passato, ma di compiere una <em>rivoluzione</em> che è un&#8217;<em>evoluzione</em>. Dai 9 assaggi che andiamo a raccontare emerge il profilo di un vino strutturato e dalla personalità generosa, caratterizzato da profumi e aromi intensamente fruttati, tannini morbidi e acidità importante, che regala potenziale evolutivo.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1933" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/tasting-teroldego.jpg" alt="" width="710" height="317" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/tasting-teroldego.jpg 800w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/tasting-teroldego-300x134.jpg 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/tasting-teroldego-768x343.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/tasting-teroldego-465x208.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/tasting-teroldego-695x310.jpg 695w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></p>
<p>I primi <i>Teroldego</i> proposti erano di annate recenti, a partire da un’anteprima della <b>Cantina DeVigili</b>, che ha ripreso a vinificare in proprio solo dal 2015 e che ha presentato la <b><i>Riserva Ottavio 2016</i></b>, prodotta con uve di una vecchia vigna e con un’ottima definizione olfattiva di ribes nero, con un tocco speziato di liquirizia. In bocca ha grande equilibrio fra morbidezza e acidità ed è intensamente fruttato, con tannini felpati e finale anche un po’ piccante.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il secondo <i>Teroldego</i> proposto ci porta al 2013, con la <b><i>Selezione Maso Chini 2013</i></b> della <b>Cantina Martinelli</b>, una delle più grandi della zona, che è stata riaperta, dopo 30 anni di chiusura, dalla nuova generazione rappresentata da Giulio e Andrea. Il vino veste un colore rubino non completamente impenetrabile e ha un olfatto dolce che ricorda quasi una pralina, in cui il frutto si fonde con cioccolato e vaniglia insieme a sensazioni balsamiche e ferrose. Sorprende al gusto la grande acidità, sa quasi di arancio e ha tannini setosi che rendono agile la beva.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Con un balzo indietro di altri due anni giungiamo al terzo assaggio, il <b><i>Teroldego Rotaliano Superiore 2011</i></b> di <b>Gaierhof</b>: quasi nero alla vista, con riflessi evoluti, profuma di prugna e scorza d’arancia e ha una componente speziata di chiodi di garofano e liquirizia. In bocca è morbido, i tannini sono completamente integrati e creano volume senza graffiare; nel finale resta protagonista l’aroma di ciliegia.</p>
<p>La carrellata dell’<em>annata 2009</em> inizia con il <b><i>Sangue di Drago</i></b> di <b>Marco Donat</b><strong>i</strong>, che proviene da una vecchia vigna, con alcune piante quasi centenarie. È rosso granato impenetrabile eppur luminoso, al naso propone confettura e ciliegia cotta al forno, ma anche carne ed erbe essiccate. Il fruttato è protagonista anche al gusto, benché il sorso chiuda balsamico ed è bilanciato fra morbidezza e freschezza.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Molto evoluto risulta il <b><i>Vigilius</i></b> dell’azienda <b>De Vescovi Ulzbach</b>, in cui sembrano prevalere note terziarie dovute alla maturazione in barrique: menta, liquirizia e macchia mediterranea accompagnano il fruttato di ribes, amarena e scorza d’arancio. Ha pienezza gustativa, grazie a tannini fitti e vivaci che animano il percorso e chiude con note di china e rabarbaro.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La <b><i>Riserva Diedri</i></b> di <b>Dorigati</b>, dal singolo vigneto <i>Bagolari</i>, colpisce per l’ottima tenuta del colore rubino fitto e anche per il profumo poco scalfito dal tempo trascorso: le note fruttate sono integre, con un cenno floreale, insieme a legno di cedro e caffè in grani. Dei tannini perfetti rendono vellutato il sorso, che ha struttura decisa e intensità aromatica fruttata che si arricchisce in chiusura di una scia speziata.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’azienda di <b>Elisabetta Foradori</b>, oggi guidata dal figlio Emilio, presenta la prima annata in legno grande del suo <b><i>Granato</i></b>, che a dispetto del nome appare ancora rubino vivace e al naso, oltre al fruttato (mora, mirtillo), profuma di pepe e grafite e ha grande mineralità con note ferrose e di carne. Al gusto ha un’acidità spiccata, ma lo sviluppo è dinamico e articolato, con forte sapidità e tannini integrati artefici del volume di bocca, per chiudere speziato.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La <b><i>Riserva Pini</i></b> di <b>Zeni</b> si distingue nella concezione enologica in quanto viene vinificato dopo un appassimento di 4 settimane, per cercare maggiore concentrazione polifenolica. Il vino si presenta di un granato completamente impenetrabile. L’evoluzione domina nel <em>bouquet</em>, con ciliegia sotto spirito, sottobosco e chiodi di garofano. La fitta trama tannica determina una potente struttura gustativa, con note ossidative negli aromi di bocca.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Con 3 mesi di appassimento di una parte delle uve è ottenuto anche il <b><i>Gran Masetto </i></b>di <b>Endrizzi</b>. Di un rosso granato intenso e luminoso, al naso prevalgono nettamente sentori evoluti molto concentrati: terra, tartufo, confetture. In bocca è potente, con prevalenza di aromi fruttati ancora freschi; si avverte un’importante spinta calorica, soprattutto in chiusura di bocca, che lascia con sé una scia di amarena sciroppata.</p>
<p>Non resta che augurare un grande in bocca al lupo al Teroldego e alla squadra dei <strong>TeRoldeGO Evolution</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>San Leonardo 2010 &#8211; Vigneti delle Dolomiti Rosso IGT &#8211; Tenuta San Leonardo</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/san-leonardo-2010-vigneti-delle-dolomiti-rosso-igt-tenuta-san-leonardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Marchiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 09:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Cabernet sauvignon]]></category>
		<category><![CDATA[carmenère]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo tachis]]></category>
		<category><![CDATA[Merlot]]></category>
		<category><![CDATA[tenuta san leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsalottodelvino.it/?p=1580</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono dei vini che lasciano dei segni indelebili nella nostra memoria, un sommarsi di ricordi nitidi scaturiti da sensazioni organolettiche uniche e molto caratterizzanti. Uno di questi è certamente il San Leonardo dell’omonima Tenuta di Borghetto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono dei vini che lasciano dei segni indelebili nella nostra memoria, un sommarsi di ricordi nitidi scaturiti da sensazioni organolettiche uniche e molto caratterizzanti. Uno di questi è certamente il <em><strong>San Leonardo</strong></em> dell’omonima Tenuta di Borghetto All’Adige, frutto dell’unione tra il terroir trentino e il <em>blend</em> francofono di Cabernet Sauvignon, Carmenère e Merlot. Nato nel 1982 e perfezionato nel 1985 dalle sapienti mani di <em>Giacomo Tachis</em>, è oggi una delle migliori risposte italiche al pluripremiato stile bordolese, da cui mutua la scelta dei vitigni e l’affinamento in legno piccolo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-1583" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/06/San-Leonardo-2010-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/06/San-Leonardo-2010-225x300.jpg 225w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/06/San-Leonardo-2010-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/06/San-Leonardo-2010-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/06/San-Leonardo-2010.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>È un vino dallo stile chiaro, rigoroso e mai esagerato, capace di distillare al suo interno tutta la bellezza e la fascinosità dello splendido panorama dolomitico che lo circonda, con un proprio carattere ben definito, che gli permette di essere riconoscibile anche in una degustazione alla cieca… È proprio durante un recente <i>blind tasting</i> tra amici che ne ho saputo comprendere e delineare – con una rapidità non frequente – gli eleganti tratti che lo definiscono, scrutandone prima il colore – rubino scuro e impenetrabile nel centro, con una lieve bordatura granata, che mi rimandava immediatamente a vitigni bordolesi – e poi decifrandone la ricchezza olfattiva.<br />
Al naso impattava con superba verticalità ed elegante complessità, creando una serie infinita di suggestioni che partivano dai tocchi balsamici di cappero e ginepro e continuavano con la succosità di un’amarena matura, per arricchirsi poi di timbri speziati e <i>boisé</i>, ricordandomi cioccolato fondente, torrefazione, noce moscata e legno di cedro. In bocca avvolgeva con polpa di frutta scura, pepe nero e salamoia – un mix reso dinamico da un tannino centrato e di ottima fattura – e si superava nell’interminabile finale, caratterizzato ancora da coerenti e persistenti note di torrefazione e cioccolato fondente, creando un movimento setoso che mi avvolgeva in un soffice ed elegante abbraccio.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Un vino dall’animo ricco e signorile, capace di mutare continuamente, mantenendo solide basi aristocratiche e graziose che lo rendono sempre scattante, mostrando anche richiami di scorza d’agrume e arancia amara. Territoriale e allo stesso tempo internazionale, da molti è considerato il taglio bordolese più francese d’Italia, capace di ripetersi a ogni grande vendemmia su un eccellente standard qualitativo. Lo vorrei gustare in un terrazzino sul Lungarno fiorentino, durante una romantica cena <i>tète-a-tète</i>, per suggellare con grazia ed eleganza un momento di massima empatia tra due innamorati.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vinitaly 2018 &#8211; Appunti (sparsi ma ordinati) dalla Valtellina e dal Trentino</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/appunti-sparsi-dal-vinitaly-valtellina-e-trentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2018 23:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alfio Mozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Balter]]></category>
		<category><![CDATA[Foradori]]></category>
		<category><![CDATA[Grumello]]></category>
		<category><![CDATA[Inferno]]></category>
		<category><![CDATA[Lezèr]]></category>
		<category><![CDATA[Marsetti]]></category>
		<category><![CDATA[Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Salvetta]]></category>
		<category><![CDATA[Sassella]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>
		<category><![CDATA[Trentodoc]]></category>
		<category><![CDATA[Valtellina Superiore]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[Vino Santo]]></category>
		<category><![CDATA[Zeni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilsalottodelvino.it/?p=1320</guid>

					<description><![CDATA[Fra i vari vini della Valtellina e del Trentino assaggiati al Vinitaly, ce ne sono alcuni che mi hanno particolarmente colpito e che meritano di essere ricordati. Iniziamo da 4 Valtellina Superiore. Le Prudenze &#8211; Valtellina Superiore DOCG]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fra i vari vini della <b><i>Valtellina</i></b> e del <b><i>Trentino</i></b> assaggiati al <em>Vinitaly</em>, ce ne sono alcuni che mi hanno particolarmente colpito e che meritano di essere ricordati. Iniziamo da 4 <b><i>Valtellina Superiore</i></b>.</p>
<p><b>Le Prudenze &#8211; Valtellina Superiore DOCG 2013 &#8211; Marsetti &#8211; </b>Granato molto luminoso. Colpisce la profondità e la concentrazione al naso, che ricorda sciroppo di liquirizia, cassis, viola, foglie di tè e cuoio. Ha un buon volume di bocca e la trama tannica, fitta ed elegante, si fonde con una sapidità spiccata. L’acidità prolunga il gusto, che chiude con chinotto e note ferrose.</p>
<p><b>Valtellina Superiore DOCG Grumello 2013 &#8211; Marsetti &#8211; </b>Granato trasparente. Al naso le note di mora, lampone e pesca macerata incontrano spezie orientali e semi di anice. In bocca ha un ingresso ampio, in cui spicca la sapidità, e i tannini sono setosi ed equilibrati; il sorso si assottiglia poi con classe, senza scomparire, anzi, incanalandosi in una persistenza entusiasmante di arancia e liquirizia.</p>
<p><b>Grisone &#8211; Valtellina Superiore DOCG Sassella 2014 &#8211; Alfio Mozzi &#8211; </b>La tonalità rubino che vira al granato è davvero vivace. L’olfatto è ben definito e anche particolarmente brioso, per l’esuberante fruttato fresco di lampone e ciliegia, cui si sommano – evolvendo nel bicchiere – un tocco di timo, menta, gelatina di frutta e violetta. I tannini, fini e sottili, sono di buona qualità. Il sorso ha un ingresso molto sottile e si espande lentamente, diventando magnifico nel lunghissimo finale dal timbro fruttato e floreale. Una dimostrazione di eleganza pura.</p>
<p><b>Valtellina Superiore DOCG Inferno Riserva 2010 &#8211; Nera &#8211; </b>Il colore granato non nasconde i suoi anni. Al naso è interessante il profumo iniziale di albicocca, che anticipa quello di lampone ancora fragrante e che poi vira verso ginepro ed erbe essiccate. In bocca scorre agilmente, grazie a tannini setosi ed equilibrati, ha spessore e una vena acida che dà grinta e carattere al finale minerale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1323" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Valtellina-1-2-3-4.png" alt="" width="327" height="338" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Valtellina-1-2-3-4.png 425w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Valtellina-1-2-3-4-290x300.png 290w" sizes="auto, (max-width: 327px) 100vw, 327px" /></p>
<p>In Trentino mi sono soffermato soprattutto sui <b><i>Trentodoc</i></b>, ma con un paio di piacevoli divagazioni.</p>
<p><b>Maso Nero &#8211; Trento DOC Brut Riserva 2012 &#8211; Zeni &#8211; </b>Chardonnay 100% &#8211; 40 mesi sui lieviti. Paglierino carico, al naso ricorda pesca, burro e nocciola. La bocca è fresca e cremosa, con una piacevole evoluzione e una chiusura coerente e lunga.</p>
<p><b>Maso Nero &#8211; Trento DOC Rosé 2012 &#8211; Zeni &#8211; </b>Pinot Nero 60%, Chardonnay 40% &#8211; 40 mesi sui lieviti. Color buccia di cipolla, solcata da un perlage finissimo. Il profumo ricorda una crostatina di ribes e fragola, con un tocco di erbe aromatiche. Ha buona freschezza gustativa, messa in evidenza dalla pungenza della CO2. L’acidità sposa aromi fruttati di arancia e ribes rosso, che caratterizzano la chiusura di bocca.</p>
<p><b>Maso Nero &#8211; Trento DOC Dosaggio zero 2012 &#8211; Zeni &#8211; </b>Pinot Bianco 100% &#8211; Sboccatura Agosto 2017. La vendemmia con leggera sovramaturazione e l’uso del legno per il vino base regalano un colore profondo di oro fuso. All’olfatto appare evoluto, con sentori di marmellata di limoni, camomilla e panettone. La bocca è piena e cremosa, con effervescenza particolarmente soffice e squisita acidità, che allunga la beva. Chiude con un ricordo di torta di mele. È un <i>non dosato</i> morbido, grazie all’uso sapiente del legno, che non sovrasta mai il frutto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1324" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Maso-Nero-3.png" alt="" width="277" height="349" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Maso-Nero-3.png 425w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Maso-Nero-3-238x300.png 238w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Maso-Nero-3-397x500.png 397w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /></p>
<p><b>Trento DOC Brut &#8211; Balter &#8211; </b>Chardonnay &#8211; 36 mesi sui lieviti. È un metodo classico paradigmatico, dal colore paglierino tenue e profumi di banana, pesca e biscotti al burro. Il gusto è nervoso, per l’effetto dell’anidride carbonica, che accentua l’acidità del sorso in una struttura tutto sommato semplice e lineare. Nel finale restano note di agrumi.</p>
<p><b>Trento DOC Rosé &#8211; Balter &#8211; </b>Pinot Nero 80%, Chardonnay 20% &#8211; 24 mesi sui lieviti. Veste il bicchiere di rosa salmone, trafitto da bollicine finissime. Al naso si trasforma in un pasticcino con crema e fragolina di bosco. È abbastanza corposo al gusto, con l&#8217;effervescenza vivace protagonista, per rilasciare poi ricordi di ribes.</p>
<p><b>Trento DOC Riserva 2011 &#8211; Balter &#8211; </b>Chardonnay 80%, Pinot Nero 20% &#8211; 60 mesi sui lieviti. Paglierino con sfumatura di oro verde. Al naso spicca la freschezza del lime e del mandarino verde su spezie ed erbe balsamiche. La bocca è tesa, elegante e profonda. L’acidità è gustosa e si lega al sapore di agrumi, con la CO2 perfettamente integrata e carezzevole sulle gengive. Ha note di nocciola e lungo finale di bergamotto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1325" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Balter-3.png" alt="" width="386" height="287" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Balter-3.png 425w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Balter-3-300x223.png 300w" sizes="auto, (max-width: 386px) 100vw, 386px" /></p>
<p><b>Lezèr &#8211; Vigneti delle Dolomiti IGT 2017 &#8211; Foradori &#8211; </b>Una grandinata ha colpito il vigneto destinato alla produzione del Teroldego Trentino Foradori e quindi, con le uve danneggiate, l’azienda ha deciso di procedere a una vinificazione più semplice, in rosato. ‘Più semplice’ per modo di dire, perché si è arrivati all’ottimo risultato finale con vari esperimenti di micro-vinificazioni di piccole partite di uva in diversi tipi di contenitori (acciaio, cemento e legno), con un massimo di 24 ore di macerazione. Nel calice questo <i>Lezèr</i> (<i>leggero</i>, in dialetto) è rosso fragola acceso; il profumo è un’esplosione di frutta fresca: fragola, lampone, pesca e arancia, con uno sfondo floreale di violetta; il gusto è saporito, tendenzialmente morbido e prolungato nella persistenza di ciliegia croccante, grazie alla vena acida che lo ravviva. L’auspicio è che l’azienda non abbia intenzione di limitare la produzione del <i>Lezèr </i>solamente a questa annata poco fortunata.</p>
<p>A Madruzzo – sempre in Trentino, nella Valle dei Laghi – l’azienda <b>Salvetta</b> propone due interessanti vinificazioni della <strong><em>Nosiola</em></strong>: secca e passita (il prezioso <i>Vino Santo</i> trentino). La <strong>versione secca</strong> è ottenuta con una settimana di macerazione e con maturazione in legno d’acacia, con uno stile che esalta l’aromaticità e la naturale morbidezza del vitigno. Dagli assaggi delle due annate presentate (2015 e 2016), emerge che la tipica nota di nocciola risulta più evidente dopo un anno di bottiglia ed è comunque affiancata, all’olfatto, da agrumi, nespola e fiori di camomilla. Il vino è saporito, quasi grasso, con una spiccata vena sapida, che bilancia la morbidezza di fondo del sorso. Nel finale si respira l’aroma del finocchietto selvatico, che nella bottiglia più evoluta lascia in bocca una scia balsamica. Il <b>Vino Santo 2009</b> è denso nel bicchiere e il colore ambrato è brillante. La concentrazione dovuta all’appassimento e la lunga sosta in legno regalano un bouquet sgargiante, in cui scorrono ordinatamente noce, miele, corbezzola, pesca in confettura, anice stellato ed erbe aromatiche. In bocca è coerente nella sua ricchezza aromatica e risulta bilanciato da un carattere salino e balsamico, che non ci abbandona facilmente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1326" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Trentino-fermi.png" alt="" width="431" height="235" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Trentino-fermi.png 658w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Trentino-fermi-300x164.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/05/Trentino-fermi-465x254.png 465w" sizes="auto, (max-width: 431px) 100vw, 431px" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
