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	<title>Usiglian del Vescovo &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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	<title>Usiglian del Vescovo &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>Chianti Lovers 2019. Diciamo la nostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 08:19:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Agricola Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[Badia Di Morrona]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 10 febbraio scorso, il Padiglione Cavaniglia della Fortezza da Basso di Firenze è stato testimone del consolidamento del successo di Chianti Lovers, l&#8217;anteprima organizzata dal Consorzio Vino Chianti, che ha registrato un nuovo record di partecipazione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 10 febbraio scorso, il <em>Padiglione Cavaniglia</em> della Fortezza da Basso di Firenze è stato testimone del consolidamento del successo di <b>Chianti Lovers</b>,<b> </b>l&#8217;anteprima organizzata dal <i>Consorzio Vino Chianti</i>, che ha registrato un nuovo record di partecipazione dei produttori – passati dai circa 100 del 2018 ai 150 di quest’anno – e attirato oltre 4.000 visitatori, confermando la grande presa che questo evento ha sul pubblico di consumatori e appassionati. Altro segnale del successo raggiunto è stata la massiccia presenza di giornalisti, <i>blogger</i> e <i>influencer </i>accreditati per questa edizione (circa 400).</p>
<p>Tra i tanti i vini protagonisti (<strong>Chianti 2018</strong>, <strong>Chianti 2017</strong>, <strong>Chianti Riserva 2016</strong>), ho avuto modo di assaggiare numerose etichette interessanti e alcune davvero stimolanti. Ecco le mie (brevi) note su quelle che mi hanno più impressionato.</p>
<p><b><i>Chianti DOCG 2018 &#8211; </i></b>In generale, gli assaggi hanno mostrato che l’annata 2018 appare più convincente della 2017, con diversi Chianti – davvero gradevoli – in cui la freschezza e la componente tannica sembrano mediamente ben equilibrate e la nota aromatica prevalente è quella fruttata.</p>
<p><b>TheBoss</b> <b>Agricola Tamburini </b>(90% Sangiovese, 10% Canaiolo)<b> &#8211; </b>Naso vivace, con note prevalenti di frutti di bosco e ciliegia. In bocca si presenta fresco e vivace, come si conviene alla sua gioventù, con un finale gustoso (<a href="http://www.agricolatamburini.it">www.agricolatamburini.it</a>).</p>
<p><b>I Sodi del Paretaio</b> <b>Badia Di Morrona </b>(Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah) &#8211; Naso fresco, con note floreali e fruttate (ciliegia e ribes); in bocca entra fresco, con un equilibrio ancora da raggiungere e tannini importanti, ma con un bel finale fresco a bilanciare una nota leggermente alcolica (<a href="http://www.badiadimorrona.it">www.badiadimorrona.it</a>).</p>
<p><b>Leonardo Cantine Leonardo</b> (85% Sangiovese, 10% Merlot, 5% altre uve rosse) &#8211; Naso intenso, floreale e con forte presenza di frutta rossa (lampone e ciliegia). In bocca è pieno e fresco, ma con tannini integrati, un piacevole retrogusto di acidità e un persistente finale dolce e fruttato: proprio una bella sorpresa (<a href="http://www.dallevigne.com">www.dallevigne.com</a>).</p>
<p><b>Santa Caterina</b> <b>Castelvecchio</b> (90% Sangiovese, 10% Canaiolo Nero) &#8211; Naso di buona intensità e vinoso, con erbe aromatiche e varietà di frutti rossi. In bocca è fresco, di media struttura e bella eleganza, con tannini asciutti e bel finale fresco (<a href="http://www.castelvecchio.it">www.castelvecchio.it</a>)<span style="color: #000000;">.</span></p>
<p><b>Terre di Poppiano Conte Guicciardini</b> (80% Sangiovese, 20% Canaiolo Nero, Colorino e Ciliegiolo) &#8211; Naso floreale, contornato da vari frutti rossi piuttosto freschi. In bocca è elegante, più complesso che intenso, abbastanza fresco e un po&#8217; caldo, con un finale asciugante che, unito alla sapidità, lascia in bocca lievi note piacevolmente amarognole (<a href="http://www.conteguicciardini.it">www.conteguicciardini.it</a>).</p>
<p><b>Rio Camerata</b> <b>Piazzano</b> (95% Sangiovese, 5% Colorino)<b> </b>&#8211; Naso elegante e fresco di erbe aromatiche e frutta rossa. In bocca ha un ingresso piacevolmente timido, ma alla distanza cresce fresco e con bella trama tannica, più lungo che largo, con finale persistente e complesso (<a href="http://www.fattoriadipiazzano.it">www.fattoriadipiazzano.it</a>).</p>
<p><b>Fattoria Uccelliera</b> (85% Sangiovese, 15% Canaiolo Nero) &#8211; Naso intenso e complesso, con lievi note floreali ed erbacee, seguite da ciliegia, mora, spezie e accenni di <i>boisé</i>. In bocca è intenso, fresco ma anche morbido, ben equilibrato e solare. Finale persistente, con lievi note amarognole<b> (</b><a href="http://www.uccelliera.com">www.uccelliera.com</a>).</p>
<p><b>Villa Chigi</b> <b>Poggio Bonelli</b> (100% Sangiovese)<b> </b>&#8211; Naso fresco e vinoso, poi frutta rossa e cenni di erbe aromatiche. In bocca ha un ingresso timido, ma poi si apre in freschezza e trama tannica dolce, come dolce è il finale, mediamente persistente (<a href="http://www.poggiobonelli.it">www.poggiobonelli.it</a>).</p>
<p><b>Chianti Colli Senesi Poggio Salvi </b>(90% Sangiovese, 5% Colorino, 5% Merlot)<b> &#8211; </b>Naso intenso e fresco, con note di viola mammola, ciliegia e altri frutti rossi. In bocca è intenso, fresco e sapido, con tannini di trama abbastanza morbida. Finale fruttato, gradevole e abbastanza persistente (<a href="http://www.poggiosalvi-sovicille.it">www.poggiosalvi-sovicille.it</a>).</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2650" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/Chianti-Lovers-collage-1024x416.png" alt="" width="1024" height="416" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/Chianti-Lovers-collage-1024x416.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/Chianti-Lovers-collage-300x122.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/Chianti-Lovers-collage-768x312.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/Chianti-Lovers-collage-465x189.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/03/Chianti-Lovers-collage-695x283.png 695w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Annata complessa, come sappiamo, quella del <b><i>Chianti DOCG 2017</i></b>: prima le gelate e poi la siccità hanno gravemente compromesso la produzione (meno 30%) e influito anche sulla qualità. Un’annata che ha richiesto gran lavoro in vigna e molta attenzione in cantina, ma che in alcuni casi ha dato risultati interessanti.</p>
<p><b>Chianti Superiore</b> <b>Castello del Trebbio</b> (85% Sangiovese, 15% Canaiolo Nero, Colorino e Ciliegiolo) &#8211; Naso pulito e piacevole, con note floreali e di frutti rossi, seguiti da accenni speziati. In bocca presenta una bella struttura, con tannini nobili ben integrati, impreziosita da gustose note di frutta rossa. Finale lungo e complesso, in cui si fanno notare una bella freschezza e una nota sapida asciugante, che lascia una gradevole scia amarognola (<a href="http://www.castellodeltrebbio.it">http://www.castellodeltrebbio.it</a>).</p>
<p><b>Chianti Superiore Usiglian del Vescovo</b> (Sangiovese, con piccole aggiunte di altri vitigni) &#8211; Naso intenso e fine, con note di viola e frutti di bosco. In bocca è intenso, con buona freschezza e trama tannica dolce, ben bilanciato. Finale piacevole fresco e fruttato<b> </b>(<a href="http://www.usigliandelvescovo.it">www.usigliandelvescovo.it</a>).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Chianti Colli Fiorentini Darno Tenuta San Vito</b> (90% Sangiovese, 10% Canaiolo) <b>&#8211; </b>Naso intenso e piacevole di frutti rossi, fra i quali spicca ovviamente la ciliegia. In bocca e ben bilanciato, più lungo che largo, con un bel finale fruttato. Fa della semplicità e dell’immediatezza la sua forza e non stanca mai, invitandoti a un nuovo sorso: un vino da bere e ri-bere (www.san-vito.com).</p>
<p>Ottima annata per i <b><i>Chianti DOCG Riserva 2016</i></b>, freschi e piacevoli, centrati sul frutto e in molti casi sull’eleganza, con struttura ricca di freschezza, caratteristica che la rende particolarmente godibile già nell’immediato.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Leonardo Riserva Cantine Leonardo</b> (85% Sangiovese, 10% Merlot, 5% altre uve rosse) &#8211; Naso intenso, tendente a note dolci di amarena, vaniglia e lieve tostatura. In bocca entra fresco, in compagnia di tannini dolci e morbidi, ma – come al naso – la sensazione fruttata la fa da padrona. Il finale è sorprendente, quando il fruttato è affiancato da freschezza e sapidità che lasciano la bocca asciutta e pronta a ri-bere (<a href="http://www.dallevigne.com">www.dallevigne.com</a>).</p>
<p><b>Vigna del 1928 Poggiotondo</b> (Sangiovese, Canaiolo Nero e Colorino) <b>&#8211;</b> Naso intenso e complesso, con viola, sottobosco e frutta rossa, seguiti da speziature. In bocca è intenso e ben equilibrato, con sapori delicati di frutta matura, mineralità e ancora spezie, che si confermano nell’interessante e persistente finale cioccolatoso (<a href="http://www.poggiotondowines.com">www.poggiotondowines.com</a>).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Bucerchiale Fattoria Selvapiana</b> (100% Sangiovese)<b> &#8211;</b> Naso complesso e fine su note di fiori (lavanda); in bocca è intenso e pieno, con bella acidità e superbo tannino nobile, con sensazioni di frutta matura (quasi confettura) e foglia di tabacco, assieme a una nota sapida di grande rilievo, che si fanno compagnia nel complesso finale, assieme a una nota di cioccolato. Un signor vino (<a href="http://www.selvapiana.it">www.selvapiana.it</a>).</p>
<p><b>Pian dei Sorbi Chianti Rùfina Marchesi Gondi </b>(80% Sangiovese, 20% Colorino)<b> &#8211;</b> Naso importante, intenso, fine e complesso, veramente elegante, con note floreali e di frutta rossa matura (lampone e ciliegia), oltre a speziature di pepe nero, tabacco e note più dolci di vaniglia e cannella. In bocca entra morbido, intenso ed elegante, e conferma le sensazioni olfattive di frutta rossa matura e tabacco, aggiungendo una bella sapidità e un&#8217;interessante nota balsamica. Nel finale – complesso, persistente e sapido – si evidenziano ciliegia e tabacco. Per me è “Mister Eleganza”: davvero una bella bevuta (<a href="http://www.tenutabossi.com">www.tenutabossi.com</a>).</p>
<p><b>Tegolaia Chianti Rùfina Villa Travignoli</b> (Sangiovese) <b>&#8211;</b> Naso fine ma non molto appariscente, in cui si evidenziano note di frutta rossa e tostatura. In bocca dà il meglio di sé, con freschezza e tannini nobili ben bilanciati: il finale è persistente, con note dolci accompagnate da buona sapidità<b> </b>(<a href="http://www.travignoli.com">www.travignoli.com</a>).</p>
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		<title>Usiglian del Vescovo e il suo MilleEottantatre, il Petit Verdot ‘dimenticato’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Matarazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 15:46:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Alviero Martini]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti]]></category>
		<category><![CDATA[Colline Pisane]]></category>
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		<category><![CDATA[Palaia]]></category>
		<category><![CDATA[peposo dell'Impruneta]]></category>
		<category><![CDATA[Petit Verdot]]></category>
		<category><![CDATA[Usiglian del Vescovo]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono molti luoghi della Toscana che sembrano non subire il lento scorrere del tempo. Me lo ha ricordato il viaggio da Palaia alla località Usiglian del Vescovo (ben nota anche a Matilde di Canossa), in una]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono molti luoghi della Toscana che sembrano non subire il lento scorrere del tempo. Me lo ha ricordato il viaggio da Palaia alla località <b><i>Usiglian del Vescovo</i></b> (ben nota anche a Matilde di Canossa), in una zona in cui il Chianti si incunea nelle colline pisane (e ne prende il nome) e dove – percorrendo uno sterrato tra vigne, ulivi e boschi – si giunge in cima a un colle dal panorama mozzafiato. In questo territorio – difficile per l&#8217;agricoltura, composto per oltre il 90% da sabbie compatte che tendono ad inaridirsi durante le stagioni secche – la proprietà ha creato una realtà di nicchia nel mondo vitivinicolo. Nei primi anni del secolo aveva rilevato, dai proprietari bergamaschi, un’azienda in cui veniva prodotto – con scarso successo – uno spumante, prevalentemente da Pinot Bianco. Cominciò quindi l&#8217;opera di estirpazione dei vecchi vigneti, sostituiti con vitigni internazionali, e la contemporanea costruzione di una nuova cantina su 2 livelli (piano terra e seminterrato, per consentire il passaggio delle uve nelle vasche di fermentazione &#8220;a caduta&#8221;, cioè sfruttando la gravità ed evitando eccessivi stress alle uve e al mosto), in cui temperatura e umidità furono rese costanti e il processo produttivo tecnologicamente funzionale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Federico Ricci – che segue attualmente sia la parte agronomica che enologica – ha imposto vendemmie parcellizzate, nuovi sesti di impianto (orientati verso il guyot e il cordone speronato ‘a 4 coppie di cornetti’), nonché l&#8217;irrigazione di soccorso, essenziale in terreni così poveri e dalla scarsa capacità di assorbimento e rilascio idrico, per portare l’azienda a una qualità sempre crescente. Rimontaggi, insufflazione di ossigeno e <i>délestage</i> sono operazioni di routine, per aumentare l’estrazione aromatica nel vino, che viene successivamente chiarificato con metodo <i>housing</i>, cioè utilizzando un filtro a cilindro fungente quasi da ‘rene artificiale’. Barriques e tonneaux di rovere francese e americano, oltre a grandi botti slovene utilizzate per il Chianti Superiore, completano il quadro di metodologie di affinamento calcolate al millesimo, che rispettano i più moderni standard tecnologici e qualitativi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ampia la gamma di vini (oltre 150.000 bottiglie annue prodotte, in formati che vanno dal mezzo litro ai 9 litri), che comprende un Metodo Classico rosé (<i>Il Bruvé</i> da Sangiovese, 36 mesi <i>sur lie</i>), un bianco (<i>Il Ginestraio</i> da Chardonnay e Viogner), un rosato (sempre da sangiovese in purezza) e cinque rossi degni di nota, tra cui spicca il top di gamma, il <b>MilleEottantatre, </b>da uve Petit Verdot, che andrò a degustare per voi, dopo aver ricordato come è nato. Il Petit Verdot, coltivato come uva da taglio, veniva fatto riposare in barrique, in attesa di utilizzarlo in blend. Un anno accadde che rimase in 2 barriques per oltre 24 mesi, tanto da essere chiamato ‘<i>il dimenticato</i>’, perché nessuno si ricordò della sua esistenza, fino a quando si scoprì, per puro caso, che il vino aveva sviluppato una complessità unica e si decise immediatamente di produrlo, a partire dalla vendemmia 2009.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1862" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/UDV-MilleEottantatre-bottiglia.png" alt="" width="227" height="369" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/UDV-MilleEottantatre-bottiglia.png 610w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/UDV-MilleEottantatre-bottiglia-184x300.png 184w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/UDV-MilleEottantatre-bottiglia-369x600.png 369w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2018/11/UDV-MilleEottantatre-bottiglia-307x500.png 307w" sizes="(max-width: 227px) 100vw, 227px" /></p>
<p>L’aspetto del <b>MilleEottantatre</b> è regale, di un profondissimo rubino denso, dalla trama fitta. Il naso è una <i>fusion </i>di rose appassite, succo di mirtilli, crema di cassis, con penetranti richiami speziati e balsamici, di pepe, vaniglia, eucalipto, ma anche erbe officinali (rosmarino e lavanda). Un sorso pieno, appagante, avvolgente, di frutta gelatinosa al lampone, pepe nero, forte acidità agrumata (arancia sanguinella) e tannini che regalano nerbo, eleganza e complessità all&#8217;intera struttura. Note lievemente amare, con aromi di bocca declinati su tostature di caffè, cacao e sigaro. Finale lungo e sapido, complice un terreno particolarmente sabbioso frammisto a calcare. 24 mesi tra barriques e tonneaux più altrettanti di bottiglia. Abbinamento – nel classico della tradizione toscana – con un peposo dell&#8217;Impruneta.</p>
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