Nella splendida cornice di Palazzo Portinari Salviati di Firenze, il giovane winemaker Julian Reneaud presenta Colline Albelle, un progetto ambizioso a 360° di cantina e accoglienza, che mira a valorizzare e plasmare un territorio composto di terreni eterogenei in cui il leitmotiv è: “Una particella, una varietà, un vino”, il tutto in un’ottica biodinamica di sostenibilità e di rispetto degli equilibri naturali. Dieci ettari di vigna, venti ettari di bosco, nove ettari di colture, bestiame, insetti, convivono in sinergia per creare un ecosistema in armonia.
Proprio in questa prospettiva si concretizza la scelta enologica di Julian attraverso la  realizzazione di vini concepiti con il medesimo fil rouge, pochi aromi definiti e intensi per dare risalto all’identità del vitigno in tutte le sue sfumature più genuine.
La cucina dello chef stellato Vito Mollica nel suo ristorante “Atto” ci accompagna nel percorso di  degustazione.


L’entrée, insalata di mare tiepida su crema di fagioli Rotonda, ben si sposa con Inbianco 2022, vermentino in purezza. La raccolta precoce delle uve, è avvenuta a metà agosto e le doghe delle barrique in cui il vino affina per breve periodo, sono piegate al vapore proprio per preservarne la freschezza aromatica. Il vino veste di un manto paglierino vivido che introduce a nuance mediterranee di ginestra, camomilla e agrumi seguendo un percorso gustativo di verticalità e freschezza.


La connessione tra animelle e porcini e Inrosso 2021, merlot in purezza, è indubbia.
Il piatto è una vera coccola per il palato, aromaticità e souplesse sono ben bilanciate ed esaltate dalle sfumature balsamiche del vino e dai suoi sentori fruttati, delicati ma intensi. Una leggera nota pirazinica di foglia di pomodoro crea un elemento di prosecuzione aromatica e introduce un tannino deciso che dà nerbo al vino per dissolversi in una chiusura di bocca delicatamente speziata.


Gustoso, varietale, espressivo nel suo frutto croccante, il Serto 2020, sangiovese in purezza, ben si abbina ai cannelloni di fagianella con cipolla di Certaldo e salsa al tuorlo d’uovo e a un succulento lombetto di capriolo arrostito con sedano rapa e radicchio tardivo.


Inbianco 2020 con le sue note di evoluzione vanigliate e garbatamente fruttate, accompagna in conclusione il savarin al diospero con gelato al miele.


Nuovi progetti per l’inarrestabile Julien si prospettano all’orizzonte con le prossime uscite di Halid canaiolo bianco, Altenubi ciliegiolo, e un vino dolce da petit manseng.