Continua il nostro viaggio nella Sonoma County, dove ci rendiamo conto di quanto la zona – ricca sia di fertili terreni agricoli che di terroir nati per accogliere vigneti – continui ad attrarre agricoltori e produttori di vino, oggi come 80 anni fa, tanto da essere considerata una sorta di wine country heart della California settentrionale.

Come abbiamo già avuto modo di dire, la costa del Pacifico, le foreste di sequoie, le valli e le montagne creano una serie di microclimi che rendono Sonoma County un’area ad elevata vocazione vitivinicola. Ciascuna delle sue 18 sub-AVA ha una geografia diversa e composizioni differenti del terreno (argilloso, sabbioso, roccioso, vulcanico) che si correlano direttamente al vino nel calice.

Nel 2019 Wine Enthusiast l’ha nominata Wine Region of the Year. Le sue circa 430 aziende vinicole mettono in risalto questi terroir unici, il resto lo fanno l’ospitalità rustica delle piccole cantine a conduzione familiare e la lussuosa accoglienza delle cantine di fama internazionale: si può scegliere l’una o l’altra o alternarle, per un’esplorazione piacevolmente personalizzata.

La passione per il vino mi ha condotto in una zona della Russian River Valley nei pressi di Windsor, conosciuta come Middle Reach, con una sosta lungo la Westside Road, in mezzo ai circa 15 ettari di vigneti (14 di Pinot Noir e 1 di Chardonnay, in 15 parcelle separate) di Bucher Wines, che fanno parte della più grande Bucher Farms, un caseificio biologico avviato nel 1958 dai genitori di John Bucher emigrati dalla Svizzera. Dal 1997 John – dopo un’attenta analisi dei suoli, dei pendii e i pareri confortanti dei viticoltori confinanti – ha integrato l’attività di famiglia con la produzione di uva da vino. Così negli anni è notevolmente aumentato il numero di viti e oggi la Bucher Farms – che nella tenuta di famiglia, accanto ai vigneti, alleva circa 700 mucche da latte – non solo vende le sue uve di Pinot Noir a numerose aziende vinicole della Sonoma County, ma produce anche vini con proprie etichette.

Le pratiche sostenibili organiche utilizzate nel caseificio sono comuni alle pratiche sostenibili utilizzate nel vigneto, introducendo nel terreno i micronutrienti di cui le viti hanno bisogno per produrre frutti di alta qualità. Questo permette anche di irrigare di meno, perché il compost agisce come un pacciame protettivo sotto le viti mentre si irriga a goccia. John Bucher gestisce tutte le operazioni quotidiane del caseificio e delle vigne, mentre sua moglie Diane ci accoglie nella sala degustazione del Grand Cru Custom Crush, a Windsor, condividendo con noi i loro vini, caratterizzati da ottimi punteggi e accreditati da buone recensioni.

La nostra degustazione privata – con tutte etichette a denominazione Russian River Valley – ha incluso un Rosé of Pinot Noir 2020, un Sauvignon Blanc 2020, un Sonoma Rossa Red Wine Blend 2019, un Pinot Noir 2018 (selezionato come uno dei migliori 100 vini del 2018 dal Sonoma Magazine), un Pinot Noir Pommard Clone 2018 (un vino con una buona struttura tannica e acida, adatto per invecchiare magnificamente) e un Pinot Noir Three Sixty 2018.

Interloquendo con Diane – dopo una dettagliata descrizione dei differenti cloni di Pinot Noir – ci siamo accorti di esserci soffermati più volte, in particolare, sui termini aroma, palate e finish. È stato un interessante viaggio dalla vigna alla bottiglia che ci ha mostrato la raffinata intensità dei vini Bucher, disponibili in quantità limitata e non esportati in Europa. Ma una consegna in Tennessee è garantita… e un’altra bottiglia troverà sicuramente posto in una valigia per l’Italia!