Si chiamano fornelle le socie del Club del Fornello di Rivalta, associazione esclusivamente al femminile di cuoche non professioniste, fondata oltre 40 anni fa. «Sfornellando due» è la seconda prova editoriale in cui si cimentano le fornelle della delegazione pratese del Club (il libro è stato pubblicato da Claudio Martini Editore nel 2017).

Le fornelle cucinano per passione, intendendo la cucina soprattutto come convivialità e condivisione, senza derogare tuttavia dall’approfondimento delle tecniche di cucina contemporanee né dall’esplorazione di ingredienti insoliti. Si alternano proposte classiche – come il baccalà mantecato e la crema di zolfini e mazzancolle – ad altre più originali, come il pane al cacao e la mousse di faraona e prosciutto di Praga.

Sfogliando il libro s’incontrano contaminazioni orientali – ad esempio nel nido di vermicelli di soia con gamberetti e verdure, fatti con ingredienti come lo zenzero fresco e la salsa di soia – mentre nella pagina accanto spiccano le tradizionalissime pappardelle con sugo di cinghiale descritte nella maniera più ortodossa, con tanto di immancabile marinatura iniziale della carne. Tradizione, innovazione e contaminazione convivono nelle proposte delle fornelle pratesi, che amano esplorare ingredienti esotici come zenzero, sesamo e curcuma, per insaporire il cavolfiore o utilizzare i kumqat nella cottura arrosto del carré di maiale.

Fra i classici non mancano il risotto al piccione, l’agnello in fricassea, l’inzimino di seppie e la zuppa inglese, per citarne solo alcuni. A volte la rivisitazione della ricetta riguarda la presentazione, che non è mai trascurata: nel brasato di guancia di vitello con polenta, ad esempio, la polenta diventa un crostone rotondo, rosolato nel burro, su cui poggiare la carne; il filetto di baccalà alla mediterranea è cotto con la curcuma per colorarlo di giallo. Anche se prevalgono i sapori della cucina toscana, sfogliando il libro si viaggia anche in altre regioni e in altri paesi. È sicilianissima la ricetta degli involtini di pesce sciabola ed è magrebino l’utilizzo della tajine per stufare il manzo con le prugne.

Il libro contiene 175 ricette, suddivise in 6 capitoli, e già dall’indice si capisce che queste cuoche sanno cosa vuol dire ospitalità, perché una sezione di stuzzichini precede quella degli antipasti e la supera addirittura nel numero di proposte (27 contro 24): le fornelle sanno come accogliere i loro ospiti, dando importanza al momento che precede la cena, l’aperitivo, così come a quelle occasioni in cui basta appunto uno stuzzichino per stare insieme.

È molto nutrito il capitolo dei primi piatti (35), che comprendono pasta, pasta ripiena, risotti e anche 3 minestre. Segue la sezione dei secondi piatti, 30 ricette di carne e di pesce e una ricetta per vegetariani. 23 contorni precedono il capitolo più cospicuo, che è quello dei dolci, con ben 36 diverse proposte fra budini, lievitati, crostate, torte classiche e preparazioni esotiche a base di frutta.

Niente è lasciato al caso, in questo libro, a partire dagli abbinamenti col vino, proposti per ciascuna ricetta da un sommelier d’eccezione come Massimo Castellani, che spaziano fra tutte le denominazioni italiane, valorizzando le specificità gastronomiche ed enologiche locali (solo in 2 casi si esce dei confini nazionali, per selezionare due versioni di Porto da abbinare a due dessert al cioccolato).