<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Storie e visite &#8211; Il Salotto del Vino</title>
	<atom:link href="https://www.ilsalottodelvino.it/rubrica/storie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilsalottodelvino.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 07 Jun 2026 06:57:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/cropped-FVICON-scaled-1-32x32.png</url>
	<title>Storie e visite &#8211; Il Salotto del Vino</title>
	<link>https://www.ilsalottodelvino.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Dopo i Supertuscan: eleganza e territorio nella  visione di Ilaria Tachis</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/dopo-i-supertuscan-eleganza-e-territorio-nella-visione-di-ilaria-tachis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ana Lorena Garay Ramos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 06:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo tachis]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Tachis]]></category>
		<category><![CDATA[Podere La Villa]]></category>
		<category><![CDATA[San Casciano in Val di Pesa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=7796</guid>

					<description><![CDATA[Arrivando a Podere La Villa, tra le colline di San Casciano, in una mattina di Maggio già calda dopo una settimana di piogge intense, ad accogliermi in cantina c’è Ilaria Tachis. Fin dal primo momento colpiscono]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Arrivando a Podere La Villa, tra le colline di San Casciano, in una mattina di Maggio già calda dopo una settimana di piogge intense, ad accogliermi in cantina c’è Ilaria Tachis. Fin dal primo momento colpiscono la cordialità, l’ospitalità e la semplicità con cui ti riceve. Una sensazione quasi sorprendente, considerando la storia e il peso del cognome che porta con sé. Eppure l’impressione è subito quella di sentirsi accolti con naturalezza, come ospiti in casa sua.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">La vallata dove si trova Podere La Villa ha qualcosa di molto particolare. Le colline si aprono in una conca naturale, con vigne che scendono fino a un lago che chiude il paesaggio sul fondo della proprietà. È una cartolina mozzafiato, resa ancora più unica dalla luminosità intensa che avvolge tutta la vallata e dai terreni ricchi di argilla e grandi ciottoli di fiume, capaci di trattenere il calore in modo diverso rispetto ad altre zone del Chianti Classico. Passeggiando tra i filari insieme a Ilaria, la conversazione si sposta naturalmente sulla sua idea di vino e sul rapporto profondo che lega queste vigne al territorio che le circonda.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7798" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6785-1-480x360.jpg" alt="" width="480" height="360" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6785-1-480x360.jpg 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6785-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6785-1-768x576.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6785-1-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6785-1-2048x1536.jpg 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6785-1-465x349.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6785-1-667x500.jpg 667w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">La cosa speciale di questo luogo non è soltanto il paesaggio, ma il modo in cui lo si vive. Tutto avviene con una naturalezza rara, senza formalità costruite o accoglienze studiate. A un certo punto ci sediamo su una panchina color rosso mattone affacciata sulla vallata, con davanti una vista incredibile sulle vigne e sul lago. E forse uno dei momenti più belli dell’intervista è proprio quel silenzio condiviso, così semplice ma allo stesso tempo così pieno. Non solo parlare di vino, ma fermarsi ad osservare il paesaggio, ascoltare la campagna e lasciarsi prendere da quella calma che riesce a trasformare certi momenti in ricordi.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Uno dei vigneti che più mi è rimasto impresso è sicuramente quello del vecchio Merlot, piantato oltre quarant’anni fa. Entrandoci, il paesaggio cambia improvvisamente. Si cammina tra i filari e dopo pochi metri arriva una pendenza molto pronunciata, quasi inaspettata, che dà persino una leggera sensazione di vertigine. La vigna sembra aprirsi all’improvviso davanti agli occhi, fino a terminare contro un’area di bosco che fa parte della proprietà. È un luogo che trasmette una sensazione di grande equilibrio e freschezza, soprattutto per il rapporto continuo tra l’esposizione della vallata, le forti escursioni tra giorno e notte e la vicinanza del bosco che circonda quella parte della tenuta.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Una delle cose più belle durante il percorso è la naturalezza con cui Ilaria ti accompagna tra la sua casa, la cantina e le vigne. Non c’è nulla di costruito o distante. Tutto viene vissuto con semplicità, nel rapporto quotidiano con le persone che lavorano accanto a lei e condividono la stessa idea di vino. Più che una realtà costruita sul lusso o sullo status, Podere La Villa trasmette soprattutto una forte dimensione umana.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Ilaria racconta che fin dall’inizio una delle sue priorità è stata l’ospitalità. Negli anni ha maturato esperienza sia in altre cantine sia direttamente a casa sua, intraprendendo un percorso molto legato al mondo dell’accoglienza. Ed è forse anche per questo che oggi considera autenticità e ospitalità due elementi inseparabili nel modo di raccontare il vino. Per lei, prima di tutto, il vino resta convivialità.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Portare il cognome Tachis significa inevitabilmente convivere con un’eredità importante. Giacomo Tachis non è stato soltanto uno degli enologi più influenti del vino italiano moderno; è stato anche una presenza costante nella sua vita quotidiana.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Il suo percorso però non nasce dall’enologia. Fin da giovane si è sentita molto più vicina al mondo delle lingue, della letteratura e della storia dell’arte. Eppure il vino è sempre stato parte della sua vita. È qualcosa che suo padre le ha trasmesso naturalmente, attraverso ricordi d’infanzia che oggi racconta ancora con grande affetto. Momenti mai monotoni, ma pieni di esperienze, incontri e insegnamenti che ancora adesso, quando li ricorda, riescono a farla sorridere.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">La parte più tecnica del suo percorso arriva più tardi, quasi in modo spontaneo, iniziando a lavorare con traduzioni, interviste e documenti legati al lavoro del padre, collaborando nel tempo anche con altre cantine.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;"> Accanto a lei oggi c’è anche Alessandro Cellai, storico collaboratore di Giacomo Tachis.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">C’è poi un dettaglio che racconta molto bene il senso di questo progetto: nonostante abbia cambiato la storia del vino italiano con Sassicaia e Tignanello, Giacomo Tachis non ha mai avuto una cantina tutta sua.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Quando arrivò il momento di decidere cosa fare del vecchio vigneto di famiglia, consigliò inizialmente di affittarlo.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Lei invece scelse di produrre vino.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Il momento in cui nasce davvero Podere La Villa arriva con le prime bottiglie del Pargolo. Ed è proprio parlando di quel periodo che Ilaria racconta uno degli episodi più divertenti dell’intervista. All’inizio Giacomo Tachis le aveva persino consigliato di non entrare nel mondo della produzione, ma quando assaggiò il risultato delle prime bottiglie cambiò completamente atteggiamento. Era così orgoglioso del lavoro fatto dalla figlia che iniziò a regalare quasi tutta la produzione agli amici e alle persone più vicine. Ilaria racconta sorridendo che continuava a ripetergli che quelle bottiglie avrebbe dovuto anche venderle, ma lui voleva soprattutto condividere e mostrare con entusiasmo il lavoro che lei era riuscita a costruire.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Parlando di vino, Ilaria è molto chiara nella direzione che vuole seguire. Non cerca vini costruiti sulla potenza, segnati da troppo legno o da interventi eccessivi che rischiano di allontanare il vino dalla sua identità più naturale. La sua idea va verso vini eleganti, vivi, piacevoli da bere, capaci di lasciare spazio al frutto e alla personalità del vitigno nel territorio in cui nasce. Una ricerca che punta soprattutto a portare il vitigno all’apice della sua espressione, senza coprirne il carattere con la tecnica. Non vini costruiti per impressionare, ma vini che riescono a emozionare. E proprio sull’emozione torna spesso durante la conversazione, perché secondo lei è una delle cose che il vino italiano sa ancora fare meglio di tanti altri paesi.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Anche quando parla dei vini che ammira, il discorso torna sempre lì. Di Angelo Gaja apprezza soprattutto la capacità di costruire vini eleganti, raffinati, mai pesanti. Del Sassicaia invece parla come di un grande esempio di identità territoriale, un vino riconoscibile e profondamente legato al luogo da cui nasce. Due aspetti diversi, ma entrambi molto presenti nel modo in cui oggi immagina i propri vini.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Anche il lavoro che oggi viene fatto a Podere La Villa sulle macerazioni segue questa stessa filosofia. L’obiettivo è ottenere vini più vivi, più bevibili e meno pesanti, lasciando che il frutto e il carattere del vitigno rimangano sempre centrali. Perché, prima di tutto, il vino deve essere bevuto. Deve restare accessibile, conviviale e legato alla quotidianità delle persone.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-7800 aligncenter" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6805-480x360.jpg" alt="" width="480" height="360" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6805-480x360.jpg 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6805-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6805-768x576.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6805-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6805-2048x1536.jpg 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6805-465x349.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6805-667x500.jpg 667w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Parlando di comunicazione, emerge spesso una riflessione molto chiara: secondo Ilaria oggi il vino viene raccontato troppo attraverso il marketing e troppo poco attraverso il territorio. Il punto di partenza, nella sua idea di vino, dovrebbe essere sempre il luogo da cui nasce tutto. Prima ancora della bottiglia o del brand, conta raccontare la vigna, il lavoro quotidiano, le caratteristiche del territorio e l’identità agricola che esiste dietro ogni vino.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">La conversazione verte naturalmente anche sul tema della cultura alimentare e sul modo in</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">cui oggi il vino viene oggi spesso demonizzato. Secondo lei si è perso in parte il rapporto equilibrato e quotidiano che da sempre esiste nella cultura italiana. Il vino resta un alimento culturale e conviviale, ma deve essere accompagnato da educazione alla moderazione, alla misura e a un consumo più consapevole.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Allo stesso tempo guarda con ottimismo al presente del vino italiano. Secondo lei uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni riguarda la crescita qualitativa delle piccole e medie aziende, che oggi stanno lavorando molto bene sia sulla sostenibilità sia sulla qualità dei vini.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Un altro aspetto fondamentale è il recupero dei vitigni autoctoni e della biodiversità. L’Italia possiede un patrimonio enorme che, secondo lei, deve essere preservato e valorizzato molto di più.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Un altro tema molto interessante affrontato durante la conversazione è stato quello del cambiamento climatico e di come oggi venga vissuto concretamente nel lavoro in vigna. Per Ilaria il cambiamento climatico non riguarda soltanto il vino, ma anche le persone che lavorano ogni giorno tra i filari. Per questo una delle priorità è proteggere sia le vigne sia chi lavora in campagna, attraverso orari ridotti nelle ore più calde, giornate organizzate diversamente e pratiche agronomiche studiate per difendere i grappoli dall’eccessiva luminosità e dal calore, lasciando per esempio una maggiore presenza di foglie a protezione dell’uva.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">È un lavoro continuo di osservazione e adattamento, perché ogni annata richiede risposte diverse. Ma una delle cose più interessanti emerse durante l’intervista è la convinzione che anche la vite, nel tempo, impari ad adattarsi alle nuove condizioni climatiche. Le vigne cambiano, si evolvono e convivono con il clima in modo sempre diverso. Ed è proprio questa capacità di adattamento che oggi obbliga i produttori a innovare continuamente il lavoro in vigna, cercando un equilibrio sempre più attento tra qualità del vino, territorio e benessere delle persone.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Da sempre l’azienda non utilizza erbicidi né glifosati e dal 2025 arriverà ufficialmente anche la certificazione biologica. Ma ascoltandola parlare si capisce che la sostenibilità qui non è uno slogan da usare in comunicazione. Fa semplicemente parte del lavoro quotidiano. Questo vale anche per le persone.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Uno degli aspetti che racconta con più entusiasmo riguarda infatti il lavoro di squadra. Le piace circondarsi di ragazzi giovani, studenti, tirocinanti, agronomi, enologi e persone provenienti da percorsi diversi. Tutti contribuiscono a creare quell’equilibrio umano che oggi considera fondamentale dentro un’azienda agricola.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Ci sono anche progetti sociali molto concreti, dove alcune persone hanno la possibilità di imparare un mestiere e costruirsi una nuova stabilità attraverso il lavoro agricolo.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">La giovane agronoma Benedetta Del Rosso segue con attenzione lo stato di salute delle vigne e porta nuove energie nel lavoro quotidiano.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">E poi, finalmente, arrivano i vini. Ed è qui che tutto quello che abbiamo visto e vissuto durante la visita si traduce davvero nel bicchiere.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Il primo vino nato in azienda è stato il Pargolo, Chianti Classico legato simbolicamente alla nascita del primo figlio. È forse il vino più immediato della gamma. Fresco, diretto, molto gastronomico.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Negli anni sta prendendo forma anche l’idea di un vino bianco, ancora in fase progettuale.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Tra le etichette più importanti c’è invece il Giacomo, Merlot dedicato al padre. Nasce proprio dal vecchio vigneto che domina la vallata. Qui il frutto rimane profondo ma controllato, accompagnato da note di amarena, prugna scura, erbe mediterranee, tabacco dolce e cacao amaro.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Poi c’è l’Expecta, la Chianti Classico Riserva dell’azienda.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">È probabilmente il vino che racconta meglio la direzione stilistica della cantina. Il Sangiovese mantiene energia e tensione senza diventare pesante. Nel bicchiere emergono ciliegia nera, mora selvatica, melograno, pepe nero, erbe officinali e leggere note floreali.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">L’uso del legno resta molto misurato e gli interventi in cantina vengono ridotti al minimo. I vini sono quasi non filtrati, proprio per lasciare il più possibile intatta l’identità del frutto e della vigna.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Dopo qualche ora passata tra vigne, botti e racconti di vendemmia, la sensazione è quella di aver incontrato una produttrice che sta cercando una strada molto personale.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">Una strada meno legata agli eccessi che hanno segnato parte del vino toscano degli anni passati e molto più vicina alla terra, alla bevibilità e all’identità del territorio.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-weight: 400;">“Alla fine tutto torna sempre lì: al territorio, all’eleganza e alle persone. Perché un vino, per emozionare davvero, deve riuscire a raccontare il luogo da cui nasce senza perdere autenticità. E forse è proprio questa la direzione che oggi Ilaria Tachis sta cercando: vini capaci di arrivare all’espressione più alta del vitigno, senza dimenticare che il vino, prima di tutto, resta convivialità.”</span></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-7802 aligncenter" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/copy_2669DC9B-7AF3-41C4-AE60-3F97F24092BA-480x320.jpeg" alt="" width="480" height="320" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/copy_2669DC9B-7AF3-41C4-AE60-3F97F24092BA-480x320.jpeg 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/copy_2669DC9B-7AF3-41C4-AE60-3F97F24092BA-1024x682.jpeg 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/copy_2669DC9B-7AF3-41C4-AE60-3F97F24092BA-768x512.jpeg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/copy_2669DC9B-7AF3-41C4-AE60-3F97F24092BA-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/copy_2669DC9B-7AF3-41C4-AE60-3F97F24092BA-465x310.jpeg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/copy_2669DC9B-7AF3-41C4-AE60-3F97F24092BA-695x463.jpeg 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2026/06/copy_2669DC9B-7AF3-41C4-AE60-3F97F24092BA.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Cantine Lento” : attestato di eccellenza Tastevin Vitae Ais 2024</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/cantine-lento-eccellenza-tastevin-vitae-ais-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Cristina La Serra]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 09:18:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=7479</guid>

					<description><![CDATA[In un ventoso mattino di giugno, tramite l’associazione italiana Sommelier Calabria, ho avuto il piacere di visitare le Cantine Lento che si trovano ad Amato, in provincia di Catanzaro fra il mar Ionio e il mar]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un ventoso mattino di giugno, tramite l’associazione italiana Sommelier Calabria, ho avuto il piacere di visitare le Cantine Lento che si trovano ad Amato, in provincia di Catanzaro fra il mar Ionio e il mar Tirreno. Ad accoglierci c’era Danila, depositaria, insieme alla sorella, del sapere e delle redini di questa realtà che oltre a produrre vini di qualità, valorizza il territorio, con attenzione alle varietà autoctone della zona interessata dalla denominazione. Proprio Danila ci ha spiegato in modo attento, preciso ed esaustivo, tutte le fasi della produzione: dalla vendemmia, in mezzo ai filari, perché potessimo vedere dal vivo il vigneto, alla produzione e filtrazione, all’interno dell’azienda, per poi passare in bottaia, definita dalla stessa il cuore pulsante di tutta la tenuta e dei ricordi di quattro generazioni di Lento che hanno reso questo nome, sinonimo di autenticità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7488" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_113258-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_113258-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_113258-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_113258-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_113258.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p>Non è stata una visita “normale”, mi trovavo infatti,  in questa bellissima azienda, per un motivo molto importante: la consegna del prestigioso attestato di eccellenza da parte dell’Associazione Italiana Sommelier.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7487" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_113329-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_113329-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_113329-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_113329-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_113329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p>Il Lamezia Rosso Riserva 2019 è stato infatti il vincitore del Tastevin 2024 per quanto riguarda la Regione Calabria. Un premio ambito e di altissimo valore, assegnato ad un vino unico e che abbiamo avuto il piacere di degustare insieme anche al Greco dell’azienda. Dal colore carminio intenso, questo vino rosso doc, composto da Magliocco canino 45%, Greco nero 35% e Nerello 20%, matura per 6 mesi in acciaio per poi passare al legno grande dove sosta per 24 mesi. Il naso è molto intenso e complesso poiché va da una frutta matura di more, quasi confetturata per poi passare alla liquirizia, a note dolci di vaniglia nera e un finale di erbe aromatiche che in bocca si arricchisce di sentori di cuoio e cacao. Un vino dalla forte personalità, che è stata una vera e propria scoperta. Un vino che mette d’accordo tutti per la sua oggettiva piacevolezza e beva e che quindi è stato degno depositario del riconoscimento ricevuto. Una visita, quella alle Cantine Lento, istruttiva e interessante, sicuramente da ripetere in futuro e da approfondire con ulteriori degustazioni delle altre etichette di loro produzione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7486" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_115824-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_115824-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_115824-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_115824-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_115824.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7485" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124046-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124046-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124046-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124046-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124046.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7484" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124054-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124054-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124054-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124054-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124054.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7483" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124443-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124443-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124443-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124443-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/20240622_124443.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7482" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/cov20240622_115607-1-480x309.jpg" alt="" width="480" height="309" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/cov20240622_115607-1-480x309.jpg 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/cov20240622_115607-1-1024x658.jpg 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/cov20240622_115607-1-768x494.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/cov20240622_115607-1-465x299.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/cov20240622_115607-1-695x447.jpg 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/07/cov20240622_115607-1.jpg 1120w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Istine. Intervista ad Angela Fronti</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/istine-intervista-ad-angela-fronti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2024 07:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico]]></category>
		<category><![CDATA[Radda]]></category>
		<category><![CDATA[Radda in Chianti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=7450</guid>

					<description><![CDATA[Abbiamo intervistato la giovane star di Radda, Angela Fronti, fondatrice della cantina Istine a Radda in Chianti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo intervistato la giovane star di Radda, Angela Fronti, fondatrice della cantina Istine a Radda in Chianti.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Ultima versione Intervista ANGELA" width="1260" height="709" src="https://www.youtube.com/embed/K_p2JcFq5Z0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marco Buvoli. Da Avize a Gambugliano: il rispetto di attendere.</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/marco-buvoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Costacurta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 17:02:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Champagne]]></category>
		<category><![CDATA[Pinot nero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=7436</guid>

					<description><![CDATA[Il racconto di Marco quando accoglie clienti in cantina è un premessa che và sempre riportata per capire la partenza della sua filosofia di vinificazione. Il suo passato di commerciale nel settore automotive lo ha portato]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il racconto di Marco quando accoglie clienti in cantina è un premessa che và sempre riportata per capire la partenza della sua filosofia di vinificazione. Il suo passato di commerciale nel settore automotive lo ha portato spesso a viaggiare in Francia negli anni ’90. Iniziò così a girare per la Borgogna e nella Champagne, da consumatore medio, da curioso, scoprendo che esisteva un mondo di piccoli produttori oltre alle grandi maison conosciute in italia ed appassionandosi a quelle realtà che vendevano uva ma imbottgliavano 20/30.000 bottiglie a loro marchio. Chi lo colpì di più era una oggi nota cantina chiamata Selosse. Ci riporta anche i commenti dei ristoratori : ‘Quello non è Champagne’. Da qui iniziò la sua passione per il Pinot Nero e per il terroir.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7437" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/OPIFICIO-480x202.jpg" alt="" width="480" height="202" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/OPIFICIO-480x202.jpg 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/OPIFICIO-768x323.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/OPIFICIO-465x196.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/OPIFICIO-695x292.jpg 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/OPIFICIO.jpg 932w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Da questo concetto di terreno e del delicato uvaggio, sono stati scelti dei terreni con tre fattori: calcare o gesso,  orientamento a Nord Nord-est e areali ben ventilati. Dove la protezione dal forte sole pomeridiano protegge i delicati aromi del Pinot Nero ed il vento asciuga bene gli stretti acini proteggendoli da marciumi interni non visibili. Calcare/Gesso e Pinot Nero sono un connubio d’amore di cui non serve narrare. Le tecniche agronomiche ridotte all’osso aiutano le viti a compiere uno sforzo di profondità che aiuta la concentrazione fenolica e portano a stress positivo la pianta.</p>
<p>Nel corso degli anni i suoi studi e la sua curiosità dell’affascinante mondo delle cuvee con i vini di riserva ha portato a strutturare una bottaia composta non solo per affinare i vini ma anche per conservare barrique con vini di ogni annata prodotta in stile perpetuelle. Questo bacino di vini di riserva crea un puzzle degno dei grandi chef de cave della champagne, in quanto la cuvee diventa chiave in ogni annata per creare il vino desiderato. Infatti non tutte le bottiglie hanno uno stile evolutivo, ad esempio la TRE e la CINQUE hanno stile opposti, la prima con larghezza e complessità , la seconda grande frutto e beva.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PFITSHER , l’Alto Adige e i vini di “Montagna”</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/pfitsher-alto-adige/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Cristina La Serra]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 16:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=7427</guid>

					<description><![CDATA[Esistono vini capaci di farti immaginare immediatamente il posto di provenienza grazie alla loro identità e alla loro profondità. Nel caso di specie siamo in Alto Adige, precisamente a Montagna, provincia di Bolzano, l’azienda in questione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono vini capaci di farti immaginare immediatamente il posto di provenienza grazie alla loro identità e alla loro profondità. Nel caso di specie siamo in Alto Adige, precisamente a Montagna, provincia di Bolzano, l’azienda in questione è Pfitsher e i vini degustati sono il loro Lagrein Rivus e il Chardonnay Arvum. Produttori di vino fin dal 1861, durante questi 150 anni hanno rivoluzionato completamente il loro concetto di produzione del vino ed in particolare Klaus Pfitsher 40 anni fa, comprese l’importanza dell’evoluzione e puntò alla vinificazione di vitigni più ambiziosi e particolari della zona.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-7429 alignleft" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0086-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0086-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0086-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0086-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0086.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7431" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0101-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0101-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0101-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0101-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0101.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p>L’azienda poi , nel 2011, ha realizzato una nuova tenuta a una certa distanza dal paese, tenendo in mente soprattutto una cosa fondamentale ; la Natura doveva far parte della costruzione, senza turbarne la bellezza e mantenendo la massima funzionalità. La struttura stessa, inoltre, doveva rimanere sullo sfondo lasciando spazio ai veri protagonisti il paesaggio e il vino. Grazie al suo immenso fronte vetrato nella sala degustazione si apre un panorama mozzafiato sulla Bassa Atesina e sui monti che la circondano. Degustare cosi è veramente un privilegio ed essere ospiti dei Pfitscher è un onore. Diretti e sinceri come i loro vini, lavorano in sintonia con l’obiettivo comune di offrire sempre il meglio a chi, amante del vino, si ferma per una visita e per acquistare le loro etichette capaci di conquistare con il proprio fascino naturale.  Daniel, responsabile commerciale e marketing ci ha condotti in modo esemplare spiegandoci tutte le fasi di produzione e tutta la loro storia e le loro idee. Dopo aver assaggiato il loro favoloso Pinot noir Matan e il Sauvignon Blanc Riserva Mathias, decido di acquistare il Lagrein Rivus e il sauvignon blanc Arvum ed eccomi qui qualche anno più tardi ad apprezzarne le caratteristiche, nell’intimità di casa ma con impresso negli occhi il ricordo di quelle montagne meravigliose in un pomeriggio d’ Agosto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-7430 alignleft" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0093-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0093-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0093-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0093-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0093.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7432" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0087-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0087-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0087-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0087-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20200802-WA0087.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p>Il Lagrein Rivus 2019 , dalle intense tonalità rubino con riflessi amaranto al naso sprigiona sensazioni speziate e fruttate. In bocca il mirtillo la violetta e la mora sono ancora succose cosi come la freschezza del sorso, lungo e piacevole. Proveniente da viti in parte quasi centenarie, possiede un tannino importante. La sua lavorazione prevede un costante rimescolamento del cappello di vinaccia a temperatura controllata, in botti d’acciaio inox. Successivamente svolge un affinamento di sei mesi in piccole botti di rovere e di qualche mese in bottiglia.  Buono da solo, ma ottimo in abbinamento per esempio con un filetto al sangue, è un vino versatile ed energico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-7433 alignleft" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/20240219_113745-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/20240219_113745-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/20240219_113745-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/20240219_113745-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/20240219_113745.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7434" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/20240219_113913-360x480.jpg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/20240219_113913-360x480.jpg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/20240219_113913-450x600.jpg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/20240219_113913-375x500.jpg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/20240219_113913.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p>Discorso un po&#8217; diverso per lo Chardonnay Arvum. Vino bianco paglierino con riflessi che virano verso l’oro, è fresco ed elegante con un naso delicato di frutta esotica che va dall’ananas ma anche alla mela matura e alla noce pecan. La bocca di arricchisce anche di una speziatura dolce di vaniglia nera e burro d’arachidi. Riposa in botti d’acciaio e barrique a 18° C. in questo caso l’abbinamento che più ho apprezzato è stato un buon pollo al curry che con la particolare speziatura del piatto, andava a richiamare quella nel bicchiere.</p>
<p>Vini ottimi, azienda esemplare, esperienza sicuramente da ripetere!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Monte Santoccio. Un Syrah in Valpolicella Classica</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/monte-santoccio-valpolicella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Costacurta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 05:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Valpolicella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=7418</guid>

					<description><![CDATA[C’era una volta la Valpolicella. Oppure, ci sarà un giorno la Valpolicella? La cantina Monte Santoccio si trova nella collina a salire da Fumane, nel cuore della Valpolicella Classica, oggi con tre ettari di proprietà; il]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una volta la Valpolicella. Oppure, ci sarà un giorno la Valpolicella?</p>
<p>La cantina Monte Santoccio si trova nella collina a salire da Fumane, nel cuore della Valpolicella Classica, oggi con tre ettari di proprietà; il comandante è Nicola Ferrari, enologo con, a mio avviso, una moderna visione sui trend di mercato e la vinificazione attuale. Le ossa rafforzate in Valpolicella con un periodo di dieci anni dal grande maestro Quintarelli. Forse qui ha cementato la sua ideologia sui vitigni atavici della Valpolicella.</p>
<p>“Non mi piace la frase: vini da meditazione”, ha dichiarato in una intervista, che c’è di più moderno?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7421" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-1-480x240.png" alt="" width="480" height="240" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-1-480x240.png 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-1-1024x512.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-1-768x384.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-1-1536x768.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-1-2048x1024.png 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-1-465x232.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-1-695x347.png 695w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I vitigni sono quelli classici: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara.  Dove Corvina e Corvinone conferiscono struttura e spezia, Rondinella e Molinara acidità e frutto. I fil rouge di questi vini sono infatti una grande beva, potenziale evolutivo, un colore scarico e grande eleganza. In controtendenza alle grandi Maison dove troviamo opulenza, frutti molto maturi e struttura di palato, con un occhio al residuo zuccherino presente. Ed è proprio questo colore scarico, il finale leggermente speziato di pepe sia al naso che al gusto, e la grande beva, che mi porta stilisticamente nel grande Alto Rodano.</p>
<p>Un concetto di vinificazione gastronomica che bene si abbina ai piatti della tradizione veneta, dove tannini fruttati che donano lunghe persistenze ed il finale acido sapido ben bilanciano l’untuosità delle lunghe cotture venete. Un vino da percorso degustazione, che chiama un altro bicchiere, che lascia la bocca molto leggera con una persistenza che gioca sulla amarena, la ciliegia, ed il finale leggermente balsamico e speziato, nota di spezia che si evidenzia con l’invecchiamento, dote in grembo della Corvina matura.</p>
<p>Pare evidente il messaggio di Nicola, creare vini DA BERE. Può sembrare anacronisticamente semplice come concetto, ma bisogna però realizzarlo; il cambiamento climatico è una realtà che porrà molte domande nei prossimi dieci anni perché le due maturazioni andranno in dissonanza crescente. Porre delle basi stilistiche, magari mai affrontate nei vari areali italiani potrebbe creare una compensazione tra stile e cambiamento climatico. A mio parere Nicola sta già assaporando questo concetto anche in termini di gestione del vigneto, non è certificato biologico, ma usa un concetto ancestrale del ‘meno possibile’.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7422" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-2-480x174.png" alt="" width="480" height="174" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-2-480x174.png 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-2-1024x371.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-2-768x279.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-2-1536x557.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-2-465x169.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-2-695x252.png 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-2.png 1552w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>VALPOLICELLA CLASSICO SUPERIORE RIPASSO<br />
Secco. Intenso colore rubino in piena evoluzione. L’olfatto fruttato di ciliegia, amarena e piccoli frutti rossi è in prevalenza iniziale, amplia con un fondo balsamico mentolato e speziato di foglia di tabacco biondo e pepe nero. Verticale, apre fruttato e scende snello e dinamico. Finale con tannino maturo fruttato di piccoli frutti rossi e pepe. Un concetto di ripasso dinamico e di grande beva. Non struttura ma stratificazione dinamica. Abbinamento: bigoli al  ragù di manzo e tartufo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7423" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-3-480x158.png" alt="" width="480" height="158" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-3-480x158.png 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-3-1024x337.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-3-768x253.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-3-1536x505.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-3-465x153.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-3-695x229.png 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/03/valpolicella-3.png 1556w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>VALPOLICELLA CLASSICO SUPERIORE<br />
Un vino voluto da Nicola come un vino di tutti i giorni, una semplice quotidianità legata ad una golosa beva. Vino rubino lucente con riflessi violacei. Il naso è un concentrato di frutta rossa da amarene a piccoli frutti rossi. Al palato è snello e dinamico, tannino delicato e maturo, entra e chiude fruttato con un finale piacevolmente minerale. Abbinamento: vino da accompagnare a salumi e formaggi non stagionati, antipasti o cicchetti veneti. Un vino a tutto pasto di convivialità.</p>
<p>Nota a Margine<br />
Tutti i vini assaggiati, dal Valpolicella classico sino all’Amarone, fanno intuire subito che c’è una evoluzione in movimento nel bicchiere. Le note fruttate in tutti i vini sono frutti croccanti e freschi, le note speziate sono un velo finale di accompagnamento; e l’affinamento in legno è appena percettibile con note speziate dolci e di frutta secca, ma proprio un accenno finale andandole a cercare. In degustazione Nicola ha aperto una Valpolicella Classico Superiore con 3 anni di bottiglia, ed effettivamente aveva preso una stratificazione di note evolutive davvero ben integrate senza intaccare la fragranza dei varietali.  Questo mi infonde una certa curiosità per il futuro di Monte Santoccio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pacherhof. La Val d&#8217;Isarco</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/pacherhof/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Costacurta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 17:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Valle Isarco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=7382</guid>

					<description><![CDATA[Proseguendo verso nord-est da Bolzano, si entra in un anfiteatro naturale che prosegue verso nord che si chiama Val d’Isarco. Siamo nella Doc Alto Adige Val d’Isarco, l’areale vitivinicolo più a Nord d’Italia. In questa valle]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguendo verso nord-est da Bolzano, si entra in un anfiteatro naturale che prosegue verso nord che si chiama Val d’Isarco. Siamo nella Doc Alto Adige Val d’Isarco, l’areale vitivinicolo più a Nord d’Italia. In questa valle le vigne splendono per una serie di fattori che rendono unici i vini a bacca bianca.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7384" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/pacherhof-1-480x188.jpg" alt="" width="480" height="188" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/pacherhof-1-480x188.jpg 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/pacherhof-1-465x182.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/pacherhof-1.jpg 482w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Le temperature medio-basse e le grandi escursioni termiche creano una concentrazione polifenolica importante di note agrumate e di frutta croccante, note molto fini ed eleganti, uno stile riscontrabile nelle zone di nord-ovest della Germania. I terreni sono depositi morenici permeabili composti di micascisti, gneis e quarzite; un terreno ricchissimo di minerali dove le radici profonde delle vigne riescono ad esprimere una mineralità al sorso molto rara; qui le vigne vecchie sono le vere protagoniste. La viticoltura di altura qui è già realtà in quanto le vigne arrivano a 950 metri sul livello del mare.</p>
<p>La cantina Pacherhof, che in struttura gestisce anche un Hotel, di proprietà della famiglia Huber da generazioni, oggi a conduzione enologica di Andreas, interpreta in maniera magistrale le potenzialità dei vitigni a bacca bianca nella vallata. Da apprezzare l’idea di mettere il terroir al centro dell’idea di vinificazione, la finezza e l’eleganza dei loro vini bianchi; insieme al magistrale uso delle botti grandi che donano texture e rotondità, ma senza mai sovrastare il varietale dei vari vitigni; nascono vini verticali ma suadenti, minerali, freschi ed agrumati. Infatti queste sono le caratteristiche principali dei loro vini, che in una orizzontale di produzione si ritrovano su tutte le bottiglie, cosa ad oggi molto rara e molto apprezzabile in una ottica anche di abbinamento gastronomico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7383" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-25-alle-18.42.19-480x402.png" alt="" width="480" height="402" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-25-alle-18.42.19-480x402.png 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-25-alle-18.42.19-1024x859.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-25-alle-18.42.19-768x644.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-25-alle-18.42.19-465x390.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-25-alle-18.42.19-596x500.png 596w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-25-alle-18.42.19.png 1362w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<h3>Kerner 2022</h3>
<p>Brillante alla vista con riflessi verdolini. All’olfatto frutta croccante dalla mela verde al seltz di limone, menta piperita, basilico. Il sorso è snello e verticale, grande acidità finale e sapidità agrumata, torna piacevole il limone ed una pesca bianca fresca. Il vino parla di Val d’Isarco, il legno si sente solo nella rotondità di palato che è appena accentuata nella sua velocità di sorso. Un vino che mi permetto di dire molto moderno, anche nell’abbinamento gastronomico in una cucina acida gourmet. Da grande ristorante.</p>
<h3>Grüner Veltliner 2022</h3>
<p>A mio parere il più moderno dei vini assaggiati grazie a queste note tra il fumé ed il biosé che tanto piacciono agli appassionati di vino, leggere, nel retropalco, ma ben distinte tanto da creare una stratificazione tra il varietale, vegetale e speziato.</p>
<p>Sembra un semiaromatico per la precisione della pesca bianca e l’agrumato, speziatura ai lati di pepe bianco e note di nocciolina tostata, si allarga con note di erbe di montagna e chiude una nota fumè meravigliosamente elegante. In bocca più largo e strutturato del Kerner, la percezione alcolica ed il finale agrumato e tropicale ricordano stili austriaci. Il timbro Pacherhof finale, grande sapidità agrumata croccante. Altro vino da ristorante gourmet.</p>
<h3>Sylvaner Alte Reber 2021</h3>
<p>Il capitano della degustazione. Come nell’alto Rodano, su questi terreni simili nel versante ovest del massiccio, le vecchie viti riescono ad arricchirsi in maniera unica di minerali ed estratto. L’espressione vera della val d’Isarco. Già alla vista il dorato brillante a riflessi paglierini indica un vino in piena evoluzione qualitativa.</p>
<p>Un riassunto al cubo, l’olfatto danza tra agrumi freschi, erbe balsamiche e note tostate leggere tra la nocciolina ed il tabacco biondo, niente forzature del moderno e ricercato burro o latte caldo grazie all’uso sapiente di botti grandi di rovere. Ampio e linearmente stratificato.</p>
<p>Il sorso è largo e morbido, ma con richiami acerbi di lime ed erbe aromatiche alpine, una carica minerale importante che rallenta la beva allungando la persistenza in maniera importante. Dinamica acidità che ci interroga: era il momento di berlo? Penso che il potenziale evolutivo sia marcato dal citrino della frutta e dalle fondamenta acide.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>San Martino alle “Cantine Artese”</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/san-martino-alle-cantine-artese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Cristina La Serra]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 18:38:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=7305</guid>

					<description><![CDATA[“A San Martino ogni mosto è vino” diceva il famoso proverbio! Ormai si sa che non è più così ma la piacevole tradizione dell’ 11 Novembre, giorno di San Martino, vuole che i festeggiamenti prevedano vino]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“A San Martino ogni mosto è vino” diceva il famoso proverbio! Ormai si sa che non è più così ma la piacevole tradizione dell’ 11 Novembre, giorno di San Martino, vuole che i festeggiamenti prevedano vino novello e caldarroste. Quest’anno ho deciso di onorare questa festa partecipando ad un evento organizzato da una cantina della mia provincia d’origine.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7308" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0066-dimensioni-grandi-317x480.jpeg" alt="" width="317" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0066-dimensioni-grandi-317x480.jpeg 317w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0066-dimensioni-grandi-676x1024.jpeg 676w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0066-dimensioni-grandi-768x1163.jpeg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0066-dimensioni-grandi-396x600.jpeg 396w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0066-dimensioni-grandi-330x500.jpeg 330w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0066-dimensioni-grandi.jpeg 845w" sizes="auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px" /><br />
Cantine Artese,  nata nel 2009 per opera di Antonio Artese, si colloca a Portosalvo (VV) ma i vigneti comprendono anche la zona della limitrofa Zambrone e sono situati ad un’altitudine di circa 150 metri sul livello del mare. Nel 2017 l’azienda ha visto il subentro di Giovanna, figlia del proprietario e di suo marito, che hanno apportato alla stessa un’impronta giovane e dinamica. Ed è proprio questo spirito di iniziativa che ho notato nell’organizzazione della festa di San Martino.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7307" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0064-dimensioni-grandi-360x480.jpeg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0064-dimensioni-grandi-360x480.jpeg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0064-dimensioni-grandi-768x1024.jpeg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0064-dimensioni-grandi-450x600.jpeg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0064-dimensioni-grandi-375x500.jpeg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG-20231122-WA0064-dimensioni-grandi.jpeg 960w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" />Per l’occasione infatti, c’è stata la partecipazione dello chef Simonluca Barbieri, delegato Regione Calabria dell’associazione italiana cuochi, il quale ha ideato per la serata due piatti gourmet da abbinare a due vini dell’azienda, l’Esetra rosso e il passito Aurum Deum.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7306" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231111_192839_830-dimensioni-grandi-270x480.jpeg" alt="" width="270" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231111_192839_830-dimensioni-grandi-270x480.jpeg 270w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231111_192839_830-dimensioni-grandi-576x1024.jpeg 576w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231111_192839_830-dimensioni-grandi-338x600.jpeg 338w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231111_192839_830-dimensioni-grandi-281x500.jpeg 281w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_20231111_192839_830-dimensioni-grandi.jpeg 720w" sizes="auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px" />Nello specifico il primo piatto consisteva in  un risotto con colatura di caciocavallo silano, nocciole tostate, cacao amaro e riduzione di Limàni (altro vino dell’azienda), abbinato all’Esetra rosso, vino rosso rubino brillante composto per il 60 % da uve Calabrese e il 40% Malvasia nera. Questo vino nonostante il suo carattere forte e deciso ben si abbinava alla delicatezza del risotto che nel complesso aveva un finale importante data dalla riduzione di Limàmi, magliocco canino in purezza .</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7309" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_184428-dimensioni-grandi-360x480.jpeg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_184428-dimensioni-grandi-360x480.jpeg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_184428-dimensioni-grandi-768x1024.jpeg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_184428-dimensioni-grandi-450x600.jpeg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_184428-dimensioni-grandi-375x500.jpeg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_184428-dimensioni-grandi.jpeg 960w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" />La seconda portata era un raviolo trasparente allo zibibbo Aurum Deum con mousse di arancia candita e croccante di cantucci, abbinato all’Aurum Deum, vero fiore all’occhiello dell’azienda essendo un passito di uve zibibbo 100% dal colore, profumo e palato veramente intensi. Grazie alla sua morbidezza e complessità, questo vino sprigiona un bouquet di profumi veramente vario che va dalla confettura di albicocche al miele alla vaniglia fino ad arrivare all’arancia candita che proprio lo chef proponeva nella sua mousse.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7310" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183949-dimensioni-grandi-360x480.jpeg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183949-dimensioni-grandi-360x480.jpeg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183949-dimensioni-grandi-768x1024.jpeg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183949-dimensioni-grandi-450x600.jpeg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183949-dimensioni-grandi-375x500.jpeg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183949-dimensioni-grandi.jpeg 960w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" />Entrambe le portate sono state realizzate in diretta show cooking dallo chef davanti ad una platea di almeno 60 commensali, i quali a inizio serata hanno anche potuto assaggiare grandi classici della tradizione culinaria calabrese serviti come apripista insieme al vino “novello” che ogni partecipante poteva degustare direttamente dalla botte.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7311" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183944-dimensioni-grandi-360x480.jpeg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183944-dimensioni-grandi-360x480.jpeg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183944-dimensioni-grandi-768x1024.jpeg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183944-dimensioni-grandi-450x600.jpeg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183944-dimensioni-grandi-375x500.jpeg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_183944-dimensioni-grandi.jpeg 960w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" />È stata una serata di convivialità e condivisione dove il vino e gli abbinamenti sono stati protagonisti indiscussi. Una serata di quelle in cui torni a casa pienamente soddisfatta e arricchita ma che soprattutto ti lascia impresso il ricordo di una realtà che, anche se piccola ha una sua grande personalità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7312" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181641-dimensioni-grandi-360x480.jpeg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181641-dimensioni-grandi-360x480.jpeg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181641-dimensioni-grandi-768x1024.jpeg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181641-dimensioni-grandi-450x600.jpeg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181641-dimensioni-grandi-375x500.jpeg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181641-dimensioni-grandi.jpeg 960w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" />Le Cantine Artese con i propri vini vogliono infatti rappresentare la Calabria attraverso la peculiarità dello zibibbo secco e passito, la territorialità del Magliocco Canino del calabrese e della malvasia nera,  nonchè i valori di questa terra, a volte poco conosciuta ma che tanto può dare, soprattutto a livello enogastronomico!.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7313" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181135-dimensioni-grandi-360x480.jpeg" alt="" width="360" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181135-dimensioni-grandi-360x480.jpeg 360w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181135-dimensioni-grandi-768x1024.jpeg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181135-dimensioni-grandi-450x600.jpeg 450w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181135-dimensioni-grandi-375x500.jpeg 375w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/12/20231111_181135-dimensioni-grandi.jpeg 960w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le declinazioni del Durello metodo classico. Sandro de Bruno e le sue tre interpretazioni</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/durello-metodo-classico-sandro-de-bruno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Costacurta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 07:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Durella]]></category>
		<category><![CDATA[Lessini Durello]]></category>
		<category><![CDATA[metodo classico]]></category>
		<category><![CDATA[Monti Lessini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=7275</guid>

					<description><![CDATA[La cantina Sandro de Bruno vive della simbiosi di tre fattori, l’estro di Sandro, la determinazione di Marina ed i terreni vulcanici. Siamo a Montecchia di Crosara in un casale di quasi 2.000 metri quadri ristrutturato,]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>La cantina Sandro de Bruno vive della simbiosi di tre fattori, l’estro di Sandro, la determinazione di Marina ed i terreni vulcanici. Siamo a Montecchia di Crosara in un casale di quasi 2.000 metri quadri ristrutturato, tutto nasce nel 2004 e la prima vendemmia nel 2007.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7279" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.23-480x157.png" alt="" width="480" height="157" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.23-480x157.png 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.23-1024x335.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.23-768x251.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.23-1536x502.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.23-465x152.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.23-695x227.png 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.23.png 1706w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>L’idea di fare vino è la più antica e sacra del mondo, portare il terroir nel bicchiere, tanto che è il terreno Basaltico profondo che comanda sia lo stile di vinificazione che le tecniche nel vigneto; trattamenti in vigna ridotti all’osso quando serve, uniti a sovesci che aiutano al sostentamento e vigoria delle vigne.</p>
<p>In cantina la tecnologia è a servizio dell’uva, non del cantiniere, infatti si ha anticipato la moderna teoria che per combattere il cambiamento climatico una delle idee è tenere le uve al freddo, portando a vini più eleganti e fini con la loro grande massa minerale tipica del territorio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7278" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.38-176x480.png" alt="" width="176" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.38-176x480.png 176w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.38-376x1024.png 376w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.38-220x600.png 220w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.43.38.png 390w" sizes="auto, (max-width: 176px) 100vw, 176px" /></p>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Lessini durello doc riserva 36 mesi metodo classico</strong></p>
<p>Macerazione pellicolare e pressatura a freddo. Il vino di color paglierino apre al naso con note di lime, agrumi, crosta di pane, per finire con un fondo speziato tipico dei Lessini quasi di zenzero. Il sorso è verticale e fruttato, la bollicina fine con finale tipicamente sapido con ritorni di agrume di buon lunghezza.</p>
<p><strong>Lessini durello doc riserva 60 mesi metodo classico</strong></p>
<p>Qui inizia la magia, sempre macerazione pellicolare e pressatura a freddo. Vino paglierino con riflesso dorato in evoluzione. L’evoluzione porta a note citrine più verso il limone, bergamotto, pesca matura; la nota fragrante vira verso una pasticceria tipo lemon pie, escono note iodate con i primi accenni a pietra focaia e gesso polveroso. Il sorso inizia ad allargarsi, il vino prende peso e le bollicine sono più lente ed educate, finale lungo leggermente amarognolo di mandola e agrume maturo.</p>
<p><strong>Lessini durello doc riserva 100 mesi metodo classico</strong></p>
<p>La fine del viaggio (se mai dovesse essere la fine) , sempre macerazione pellicolare e pressatura a freddo. Dorato e lucente, l’agrume diventa maturo, le note fragranti virano verso la piccola pasticceria a crema pasticcera, le note iodate sgomitano e il sottofondo apre ai tratti evolutivi con thè inglese e miele. Il sorso è tridimensionale, esplode in ingresso, si apre e lavora orizzontale, chiude fresco e lunghissimo.</p>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Riflessione</strong></p>
<p>Il connubio tra pinot bianco e durella è qualcosa che forse la durella non vuole, ma di cui ha bisogno. Il pinot bianco aggiunge texture e rotondità senza il quale forse il metodo classico da monovitigno sarebbe un po’ troppo mascolino e tagliente.</p>
<p>Veniamo a noi, perché “le tre declinazioni del durello”. La bellezza di questa degustazione è stato vedere come il durello metodo classico mutasse nel tempo, dal 36 al 60 al 100 mesi, è evidente come il vino in primis sia verticale, per poi trasformarsi in equilibrio nel 60 mesi, e l’apoteosi di beva e complessità con il 100; da aperitivo diventa gastronomico, da gastronomico a meditativo. E degustando varie realtà nella denominazione, siamo solo all’inizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roccolo Grassi. Mezzane e la Valpolicella orientale</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/roccolo-grassi-mezzane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Costacurta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 07:38:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
		<category><![CDATA[Soave]]></category>
		<category><![CDATA[Valpolicella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilsalottodelvino.it/?p=7264</guid>

					<description><![CDATA[Siamo a Mezzane, l’azienda nasce nel 1996 ed il nome deriva da un prestigioso vigneto di proprietà: Roccolo Grassi. Marco e Francesca guidano l’azienda nata dal padre, ma è Marco con la sua iniziativa post-studi accademici]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Siamo a Mezzane, l’azienda nasce nel 1996 ed il nome deriva da un prestigioso vigneto di proprietà: Roccolo Grassi. Marco e Francesca guidano l’azienda nata dal padre, ma è Marco con la sua iniziativa post-studi accademici ad iniziare a produrre vini di qualità dal quale il motto ‘Capire ed interpretare il territorio’. La passione e la cultura dei grandi vini mondiali, in particolare la Borgona, si riflette nelle scelte enologiche di Marco, ed il timbro di precisione ed eleganza dei vini balza immediato a chi li assaggia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7267" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.35.49-480x199.png" alt="" width="480" height="199" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.35.49-480x199.png 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.35.49-1024x423.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.35.49-768x318.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.35.49-1536x635.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.35.49-465x192.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.35.49-695x287.png 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.35.49.png 1712w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Broia Soave doc</strong></p>
<p>L’amore per la Borgogna di Marco si manifesta qui. Precisione del fru􏰁o, pesca bianca e mela golden, fondo minerale ed agrumato, il finale di burro fuso che richiama quasi uno s􏰀le alla Mersault. Il sorso è pieno e lento, elegante ma mascolino con un finale di ritorno speziato ed agrumato. L’uso del legno è integrato ed educatamente lascia il varietale a prendere il primo applauso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-7266" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.34.44-218x480.png" alt="" width="218" height="480" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.34.44-218x480.png 218w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.34.44-272x600.png 272w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.34.44-227x500.png 227w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-13-alle-09.34.44.png 406w" sizes="auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px" /></p>
<p><strong>Valpolicella Superiore Valfresca Doc</strong></p>
<p>Eleganza, concentrazione, potenza controllata, finale. Calore ed eleganza, questo il riassunto di uno spettro odoroso che parte dal frutto rosso di ciliegia e lampone, note erbacee balsamiche e mediterranee, tocchi di vaniglia e legno dolce, finisce con Vermouth ed arancia quasi candita. In bocca è elegante, massiccio, concentrato, apre con grande frutto e passo largo, finisce con una freschezza che richiama il vermouth, frutta rossa ed agrumi.</p>
</div>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Riflessione</strong></p>
</div>
</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il cambiamento climatico a volte non ha solo effetti negativi, in Valpolicella si sfoglia meno, si irriga di più, si cambiano le temperature, le rese ed i tempi di appassimento per proteggere sua maestà amarone. Ma &#8230;.. se stesse uscendo uno dei nuovi grandi vini italiani? Se dalla valpolicella uscisse un vino sotto i 15% di alcool di grande eleganza e piacevolezza? Vedremo tra una decina di anni, ma qualcuno si sta già muovendo.</p>
</div>
</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p style="text-align: right;">Giovanni Costacurta</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
