Appena si parla di Barbagia, la mente corre all’aspra e spettacolare zona della Sardegna centrale affiancata ai monti del Gennargentu. Certo, siamo lì: ma non basta. Allora restringiamo il campo all’IGT Barbagia. Bene, ancora un piccolo passo e… Eccoci finalmente arrivati alla Barbagia che oggi ci interessa – la Granazza – un antico vitigno autoctono considerato anche in passato un prodotto di nicchia e rimasto per molto tempo sconosciuto al di fuori di questa zona (mentre un nome gemello si faceva largo nei vigneti del sud della Francia).

Diffusa nella zona di Mamoiada, la Granazza ha dimostrato negli ultimi anni di avere una forte identità, non accettando affatto di essere relegata a uno dei tanti modi di definire la Vernaccia, né tantomeno di essere considerata soltanto come vino de missa o de feminas, come qualcuno lo definiva, adatto cioè ai preti e alle donne.

Cantina Vikevike – un’azienda di Mamoiada nata dalla volontà e dalla passione di Simone Sedilesu – è una delle cantine che fanno parte dell’associazione Mamojà, che si propone di promuovere e tutelare il vino di questo particolare territorio attraverso un modello vitivinicolo basato sulla condivisione. Nello specifico, l’azienda declina la Granazza in modo veramente interessante.

Questa Barbagia IGT 2019 – dal colore paglierino intenso, lucente e vivace appena entra nel calice – colpisce al naso per un forte sentore di erbe aromatiche e una bellissima salinità. La bocca è una vera e propria esplosione dei profumi selvatici tipici di questa regione: ricorda la salicornia (l’asparago di mare), il carciofo sardo, l’alloro, la salvia e i capperi. Il sorso è lungo, pieno e sapido, addirittura rude, ma allo stesso tempo estremamente elegante. In certi momenti sembra quasi una Vernaccia che cerca di imitare un Sauvignon Blanc, anche se qualcuno potrebbe dire che è più probabile il contrario.

Piacevole e fresco, è un vino che colpisce, rapisce e convince. Bravo Simone.