Le dolci colline soleggiate tra le province di Ascoli Piceno e Fermo, costituite principalmente da terreni argillosi, sono colorate dai vigneti di Passerina, Montepulciano e soprattutto Pecorino, un’uva non ancora completamente valorizzata per quanto merita, anche se qui ha avuto un ruolo importante per far nascere la DOCG più recente delle Marche, cioè Offida. 

La DOCG prende nome dall’omonima cittadina marchigiana, centro nevralgico di produzione e sede dell’Enoteca Regionale, e comprende tre tipologie: Offida Rosso (minimo 85% Montepulciano) Offida Passerina e Offida Pecorino (vini bianchi con un minimo dell’85% dei vitigni omonimi, apprezzati anche in versione spumantizzata, soprattutto con il primo vitigno). La zona di produzione dell’Offida Pecorino interessa 26 Comuni, con territori collinari nelle province di Fermo e Ascoli Piceno racchiuse tra i fiumi Aso e Tronto, con al centro proprio Offida.

Recente è la riscoperta di questo vitigno autoctono, che ha rischiato l’estinzione a causa della sua bassa resa; in passato non veniva quasi mai vinificato in purezza, ma utilizzato per tagliare vini dalle scarse proprietà organolettiche. Il buon lavoro di alcune aziende marchigiane e abruzzesi ha permesso di esaltare e far conoscere le sue peculiarità, aiutandolo a rivelarsi come un bianco di carattere e di grande acidità e di mostrarsi anche come vino sorprendentemente longevo, potente e piacevolmente sapido, capace di stupire sia nell’immediato sia dopo un periodo di invecchiamento in bottiglia.

Ho avuto modo di far visita alla Tenuta De Angelis, a Castel di Lama, un’azienda di primo piano dell’areale piceno che aderisce ai protocolli di agricoltura biologica e che ha come cardini della propria filosofia produttiva la passione per la propria terra e la costante ricerca della qualità. 

La prima cantina di Tenuta De Angelis venne realizzata negli anni ’50, per iniziare a vinificare sia le proprie uve che quelle di altri produttori vicini. Seguirono anni di intenso lavoro, con impianti di nuovi vigneti, sempre a Castel di Lama e a Offida. Fu durante la guida di Quinto Fausti che vennero riscoperte le potenzialità dei tre principali vitigni autoctoni (Montepulciano, Pecorino e Passerina) e, nel 1985, venne finalmente realizzata una nuova cantina, che permettesse di svolgere l’intero ciclo lavorativo dal vigneto alla bottiglia. La terza generazione della famiglia punta oggi esclusivamente al biologico e, per quanto riguarda il Pecorino, la produzione De Angelis raccoglie 3 etichette: l’Offida Pecorino DOCG è un vino fresco, sapido e caldo, che è stato affinato in bottiglia per circa 5 mesi; l’Offida Pecorino DOCG Quiete è anch’esso un vino ricco, fresco e sapido, che affina in acciaio inox per almeno 6 mesi senza alcuna filtrazione, in modo da mantenere concentrati gli aromi del vitigno; l’Offida Pecorino DOCG Oro Bianco è un vino nato per sfidare il tempo e per questo viene custodito in una curiosa bottiglia di vetro nero impenetrabile con etichetta di legno, dopo un affinamento in barrique di almeno 12 mesi.

Tre progetti molto interessanti, che mirano a sottolineare e ad aprire la strada al concetto di longevità dei vini bianchi, quando sono prodotti con un vitigno adatto.

Ho naturalmente assaggiato altre etichette De Angelis, sia all’interno della denominazione Offida (Passerina e Rosso), sia della DOC Falerio, sia delle IGT regionali (bianchi, rossi e rosati), sia di uno sconfinamento in territorio abruzzese (Montepulciano d’Abruzzo DOC), e quando riparto mi sembra ancora troppo presto per lasciare la quieta bellezza di questo borgo medievale, perché sento ancora forte il desiderio di continuare a lasciarmi andare e perdermi tra questi stupendi panorami delle colline marchigiane.