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	<title>Rondinella &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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	<title>Rondinella &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>I vini del tenore: i matrimoni tra vino e canto non si fermano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2021 14:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie e visite]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tempi duri, stramaledetto Covid. Teatri chiusi, degustazioni chiuse, non resta che ascoltare musica, riguardarsi qualche DVD, dare fondo alla cantina. E girottolare sul web. Così, di sito in sito, si scopre che <strong>Francesco Meli</strong> – quello che per me è il miglior tenore in circolazione, una voce che corre come poche ne ho sentite, bella presenza scenica (che non guasta mai) e grande tecnica – non solo è un grande tenore che ama il buon vino, ma una nota cantina veronese gli ha addirittura dedicato una linea di quattro vini, che portano in qualche modo il suo nome. Inutile dire che la mia curiosità è scattata all’istante.</p>
<p>Ho avuto modo di apprezzare il tenore genovese in diverse sue performance. Il suo modo di cantare e le sue interpretazioni, intelligenti e mai banali, non solo non mi hanno mai lasciato indifferente, ma mi hanno sempre suscitato emozioni profonde, fin da quando lo ascoltai – giovanissimo – prima in <i>Così fan tutte</i> di Mozart e poi in un memorabile <i>Elisir d’amore</i>, nel vecchio e sempre a me carissimo Teatro Comunale di Firenze.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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<p>Ho poi avuto modo di apprezzare alcune sue grandi interpretazioni verdiane: <i>Simon Boccanegra</i>, <i>I due Foscari</i>, <i>Messa da Requiem</i>, <i>Macbeth</i> (di cui ho anche scritto su queste pagine: <a href="https://www.ilsalottodelvino.it/recensioni-e-abbinamenti-inusuali-ascoltando-il-macbeth-di-giuseppe-verdi/">ricordate</a>?), <em>Aida</em>, sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti, e più recentemente – nell’effimera estate 2020, quando tutti ci eravamo convinti di essere fuori pericolo e quindi siamo ritornati a vivere e siamo rientrati nei Teatri («Ah, ma io ritorno a vivere», dice Violetta Valery nel finale della <i>Traviata</i>, prima di spirare) – nella cavea all’aperto del nuovo Teatro dell’Opera di Firenze, in un memorabile <i>Ballo in Maschera</i> e in una commovente e straordinaria <i>Messa da Requiem</i> diretta dal Maestro Zubin Mehta.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ma torniamo alla notizia. Venire a conoscenza che <em>Francesco Meli</em>, il mio tenore preferito, è anche un appassionato di vino, mi ha fatto grande piacere perché, come ho ripetuto più volte, il prezioso nettare che sgorga dalla vite – come dice il sommo poeta: <i>E perché meno ammiri la parola, guarda il calor del sol che si fa vino, giunto a l’omor che de la vite cola</i> (Dante, <i>Purgatorio</i> XXV, 76-78) – non è solo un’emozione di per sé, ma è un vero e proprio catalizzatore di emozioni, qualcosa che, quando è buono, non soddisfa solo il palato, ma apre mondi di emozioni in cui è bello perdersi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In <em>Francesco Meli</em> l’idea di coltivare questo interesse per il buon vino, specialmente italiano, è nata dall’amicizia che lo lega a <i>Dario Menegolli</i>, responsabile delle relazioni esterne della <i>Cantina Menegolli</i>, che si trova a nord-est di Verona, nella Valle degli Dei. Francesco, recandosi spesso in visita alla cantina, ha approfondito la conoscenza del vino e di tutto quello che c’è dietro una bottiglia, e noi sappiamo molto bene quali e quante emozioni possono regalare certe bottiglie.</p>
<p>Durante il <i>lockdown</i> – un momento di forzata riflessione per tutti – Dario ha proposto a Meli di dare il suo nome a dei vini aziendali che potessero rispecchiare i suoi gusti. Sono così nati quattro vini, due fermi e due spumanti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-5262" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-1024x692.png" alt="" width="570" height="385" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-1024x692.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-300x203.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-768x519.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-465x314.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-695x470.png 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini.png 1141w" sizes="(max-width: 570px) 100vw, 570px" /></p>
<p><b>VinCanto</b> è un vino rosso prodotto con uve Corvina Veronese e Rondinella.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>MeliDivino</b> è un blend di Corvina Veronese, Rondinella, Corvinone, Merlot e Cabernet, maturato in legno per due anni.</p>
<p><b>Melincanto</b> dà il nome a due spumanti metodo classico: un <b><i>rosé –</i></b> prodotto con una selezione dei migliori vitigni a bacca rossa, vinificate in rosato – e una <b><i>cuvée bianca</i></b>, prodotta con una selezione dei migliori vitigni a bacca bianca.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Tutte le bottiglie riportano il nome e la firma del tenore su una fascetta in metallo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La presentazione dei quattro <i>Vini del Tenore</i> è avvenuta in due occasioni speciali. La prima, il 5 dicembre 2020 – con la partecipazione di un gruppo di amici ristretti, tra i quali Plácido Domingo, impegnato con Meli ne <i>I due Foscari</i> all’Opéra de Monte-Carlo – e la seconda due giorni dopo, il 7 dicembre, durante le riprese dello spettacolo <i>A riveder le stelle</i>, con il quale il Teatro alla Scala ha onorato l’ultimo Sant’Ambrogio, condizionato dal Covid ma trasmesso da decine di televisioni in tutto il mondo, a partire da Rai1.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-5261" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-1024x549.png" alt="" width="571" height="306" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-1024x549.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-300x161.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-768x412.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-465x249.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-695x373.png 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light.png 1134w" sizes="(max-width: 571px) 100vw, 571px" /></p>
<p>Nell’occasione, Meli si è esibito magistralmente nell’aria <i>Ma se m’è forza perderti</i>, dal <i>Ballo in Maschera</i> di Verdi. In entrambe le occasioni, Dario Menegolli e Francesco Meli hanno presentato i vini e ne hanno regalato uno a tutti i partecipanti.</p>
<p>Io non li ho ancora assaggiati, ma ho l’acquolina in bocca dal momento in cui ho appreso la notizia e mi riprometto di cercarli e di degustarli quanto prima, per scoprire la storia che sapranno raccontarmi, naturalmente in musica. Mi piacerebbe davvero farlo in compagnia di qualche altro amante del buon vino e della bella musica, qualcuno che si emozioni ed emozioni degustando e – perché no, chissà? – magari proprio in compagnia del celebre tenore e del produttore, se capiterà.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Mi piace lasciarmi cullare dall’idea che, dopo averli assaggiati, il «negro grillo che trilla entro l’uom brillo» – come afferma il vecchio sir John Falstaff nell’ultimo capolavoro verdiano – riesca ad esaltare i risultati dei miei tardi studi tenorili, naturalmente senza arrivare al punto di disturbare troppo la mia pazientissima consorte. Magari un giorno vi racconterò come è andata.</p>
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		<title>Trabucchi d&#8217;Illasi. Assaporare l&#8217;aria.</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/trabucchi-dillasi-assaporare-laria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Chimenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 06:22:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Amarone della Valpolicella]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Passeggiare per questi colli crea un rapporto ancestrale che solleva la mente, aprendola a ritmi inconsueti. Con lo sguardo rivolto all’orizzonte, il degradare del paesaggio è sempre più netto: finisce la <strong>Valpolicella</strong>, ultimo lembo con <em><strong>Illasi</strong></em>, confine naturale che da lì sarà <strong>Soave</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3322" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Illasi-vigneto.png" alt="" width="588" height="347" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Illasi-vigneto.png 968w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Illasi-vigneto-300x177.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Illasi-vigneto-768x454.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Illasi-vigneto-465x275.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Illasi-vigneto-695x411.png 695w" sizes="auto, (max-width: 588px) 100vw, 588px" /></p>
<p>Si percepisce camminando che quanto avvolge ha un sapore diverso, il linguaggio delle emozioni si esprime per noi. È quel rispetto verso la natura – rispetto dei cicli vitali, incontaminati, salvati – a sancire un legame profondo con la famiglia <em><strong>Trabucchi</strong></em>. Dal 1924, anno di acquisizione dell’azienda <a href="https://www.trabucchidillasi.it"><strong>Trabucchi d&#8217;Illasi</strong></a>, il loro impegno è rimasto immutato, guidati da un’etica umanistica che ha trasformato il lavoro in impegno sociale, prima che professionale. <strong>Giuseppe</strong> e <strong>Raffaella Trabucchi</strong> rappresentano la terza generazione e proseguono oggi il lavoro del nonno <strong>Marco</strong> e del papà <strong>Alberto</strong>, forti di quella tempra filosofica che pone al centro di ogni priorità il benessere dell’ambiente, per lasciare intatto un bene prezioso alle generazioni a venire.</p>
<p>Vigneti e oliveti modellano le colline in un gioco di filari attraversati dai venti rinfrescanti che scendono dai <strong>Monti Lessini</strong>, fondamentali per la sanità delle uve. Dal vicino <em>Soave</em> le valli si aprono in anfiteatri, vestendosi di grande luminosità. <strong>Corvina</strong>, <strong>Corvinone</strong>, <strong>Rondinella</strong> e <strong>Oseleta</strong> crescono in un ambiente unico e fortemente vocato, grazie anche all&#8217;importante presenza di calcare nel sottosuolo. <em>Eleganza e pulizia</em> suonano come parole d’ordine mai disattese in tutti i vini dell’azienda <em>Trabucchi</em>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3325" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/trabucchi-vigneto-giardino-1024x517.jpg" alt="" width="595" height="300" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/trabucchi-vigneto-giardino.jpg 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/trabucchi-vigneto-giardino-300x151.jpg 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/trabucchi-vigneto-giardino-768x388.jpg 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/trabucchi-vigneto-giardino-465x235.jpg 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/trabucchi-vigneto-giardino-695x351.jpg 695w" sizes="auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px" /></p>
<p>La coerenza delle scelte produttive porterà ad abbracciare i dettami dell’agricoltura <strong>biologica</strong> fin dal 1993: un netto rifiuto verso quei sistemi convenzionali dai ritorni vantaggiosi in termini economici nel breve tempo, ma sicuramente dannosi per la natura e per l’uomo, una riflessione che tuona come un monito. Quanto si investe nella terra, la terra restituisce; il vino si esprime con il suo linguaggio, il solo che conosce: <strong>purezza dei profumi</strong>, <strong>profondità</strong> e <strong>complessità</strong> al gusto, <strong>longevità</strong>. Un viaggio introspettivo che anima il nostro inconscio con un potere evocativo capace di dar forma a ricordi lontanissimi e scuotere una memoria ormai sopita. È il racconto di sé stesso e di una terra, è il racconto di Giuseppe e Raffaella.</p>
<p>Dopo la vendemmia, tutte le uve sono sottoposte a vari periodi di appassimento naturale in luoghi aerati, per la produzione delle diverse tipologie di vino. Dalle stesse uve si ottengono vini diversi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3324" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage.png" alt="" width="577" height="554" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage.png 618w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage-300x288.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage-465x446.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage-521x500.png 521w" sizes="auto, (max-width: 577px) 100vw, 577px" /></p>
<p><strong>Valpolicella Superiore Doc 2013 </strong><em>(annata calda, appassimento delle uve per 10-15 giorni; affinamento in botti di rovere francese) – </em>Trasparenza e vivacità di un rubino purissimo. Ammiccano profumi fruttati intensi di ciliegie rosse mature, ibisco e alloro; spezie delicate sorreggono la rotondità olfattiva di grande pregio e pulizia. Coerenza che trova un’ampia conferma nell’assaggio, polposo ancora di frutto, che poi dilaga e si fonde in una freschezza gustativa costante, con limiti tannici vivaci e ben organizzati.</p>
<p><strong>Valpolicella Superiore Doc 2014 </strong><em>(appassimento delle uve per 10-15 giorni; affinamento in botti di rovere francese) – </em>La luminosità del colore tradisce qualche <em>nuance</em> purpurea. L’accorata intensità fruttata seduce l’olfatto con richiami netti di amarena matura, bacche di mirto, radice e violette appassite; spezie leggere e appena accennate arricchiscono il finale. In bocca rivela gioventù gustativa con un impatto generoso; la spalla acida svolge un ruolo da protagonista e rende vivo un assaggio ricco di estratto e tannini eccellenti, ma ancora tenaci.</p>
<p><strong>Valpolicella Superiore Doc 2009 Terre del Cereolo </strong><em>(appassimento delle uve per 20-25 giorni; affinamento in barriques di rovere francese) – </em>Granato acceso, di buona trasparenza. Al naso scandisce ritmi fruttati di visciole e more mature. Erbe aromatiche, anice stellato e fondo di china intrigano, determinando un <em>bouquet</em> elegante. Setoso al primo assaggio, lascia poi una libera ascesa alla freschezza, in cui convergono richiami fruttati e riverberi minerali palpabili. Il corpo si eleva snello, benché generoso di estratto, con un assetto tannico eccellente e integrato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3328" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage-vini-ok.png" alt="" width="651" height="253" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage-vini-ok.png 886w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage-vini-ok-300x116.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage-vini-ok-768x298.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage-vini-ok-465x181.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/12/Trabucchi-collage-vini-ok-695x270.png 695w" sizes="auto, (max-width: 651px) 100vw, 651px" /></p>
<p><strong>Valpolicella Superiore Doc 2010 – Terre del Cereolo </strong><em>(appassimento delle uve per 20-25 giorni; affinamento in barriques di rovere francese) – </em>Pennellate ancora purpuree su un manto rubino di delicata trasparenza. <em>Bouquet</em> rotondo, verticale nel frutto, con generose amarene mature, mirtilli e prugne. Anice stellato, una punta di grafite e terra si uniscono a essenze lievi di pino che affiorano nell’immediato assaggio. La freschezza gustativa traccia un percorso costante in cui si integra un tannino finissimo. L’estrema piacevolezza mette in ombra un apporto alcolico significativo, ma non debordante. Lunga persistenza fruttata, ancora viva e palpabile.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella 2010 Docg </strong><em>(appassimento delle uve per circa 50 giorni; affinamento in barriques di rovere francese; d</em><em>edicato a Giuseppe Trabucchi, riporta in etichetta una tenera e appassionata dedica della moglie Raffaella) – </em>Rubino intenso di straordinaria vivacità. Cauto al primo naso, ha bisogno di tempo per svelare la sua essenza. Attesa premiata con intensi affiori di visciole macerate in alcol, erbe aromatiche e anice, un filo terroso e balsamico, in cui inserti di cioccolato fondente tracciano i confini di un <em>bouquet</em> composto ed elegante. L’ampiezza gustativa asseconda un assaggio ricco e coerente nella pulizia aromatica. Avvolgente e a lungo polposo, con l’eco fruttata che rivive nell’espansione fresca e sapida, cesellata da un tannino morbido e convincente. La potenza dell’estratto si abbandona su una persistenza dogmatica.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella 2011 Docg </strong><em>(appassimento delle per circa 50 giorni; affinamento in barriques di rovere francese; d</em><em>edicato anch&#8217;esso a Giuseppe Trabucchi, riporta in etichetta una tenera e appassionata dedica della moglie</em> <em>Raffaella) – </em>Rubino di assoluta luminosità e profondità, al naso è commovente. Elegante e sottile, si concede in un <em>bouquet</em> ancorato a frutti rossi maturi e a delicate essenze floreali (marasche e mirtilli in confettura, peonie rosse). Le spezie sono dolci (cannella e macis), accompagnate da anice stellato e accenni di grafite, cacao e note piccanti sul finale. L’assaggio rievoca suggestioni antiche, un percorso di gravità e leggerezza che vola sul corpo deciso, con una freschezza palpabile. In divenire emergono le note sapide, che fondono nell’assetto tannico finissimo echi fruttati e balsamici di unica persistenza.</p>
<p><strong>Recioto della Valpolicella Doc 2007 </strong><em>(appassimento delle uve da metà settembre a marz; affinamento in barriques francesi) – </em>Granato dalla rotonda vivacità, prelude una ricchezza olfattiva molto articolata. Richiami di uva sultanina, tamarindo, carruba, datteri e prugne macerate si perdono nei profumi di sherry e cioccolatini alle ciliegie. Anice sellato, frutta secca e fieno sposano spezie dolcissime. L’assaggio conferma continuità decisa di uve appassite e coinvolge con morbidezza assoluta. La vena acida bilancia il residuo zuccherino importante, creando un equilibrio gustativo eccellente, a tratti snello, che porta con sé l’essenza dei profumi e ne scandisce la lunga persistenza.</p>
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		<title>Sorprese in GDO&#8230; Valpolicella Ripasso DOC Superiore Ripassa 2015 Zenato®</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/sorprese-in-gdo-valpolicella-ripasso-doc-superiore-ripassa-2015-zenato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2019 12:05:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
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					<description><![CDATA[Con questa recensione inauguriamo una serie di articoli – riconoscibili dal &#8216;cappello&#8217; Sorprese in GDO&#8230; – dedicata ad alcuni vini (di tutte le tipologie) che – acquistati a prezzi abbastanza contenuti in supermercati, ipermercati e simili –]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Con questa recensione inauguriamo una serie di articoli – riconoscibili dal &#8216;cappello&#8217; </i><b>Sorprese in GDO<i>&#8230;</i></b><i> – dedicata ad alcuni vini (di tutte le tipologie) che – acquistati a prezzi abbastanza contenuti in supermercati, ipermercati e simili – sono stati o saranno in qualche modo capaci di sorprendere per la loro eccellente qualità. Un contributo per tentare di sfatare uno dei tanti luoghi comuni della nostra (a volte disattenta) quotidianità.</i></p>
<p>Tra i tanti vini assaggiati nei numerosi ristoranti veronesi che ho frequentato durante le ultime edizioni del <i>Vinitaly</i>, conservavo un ricordo piuttosto nitido di un’ottimo <i>Valpolicella</i> in particolare, che mi aveva colpito per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, al punto da convincermi a ordinarlo più volte. Immaginate dunque la mia sorpresa nel ritrovarmelo davanti sugli scaffali di un supermercato di Firenze, a un prezzo non più stracciato come allora, ma ancora accessibile. Spinto dal ricordo e dalla curiosità, ho subito acquistato una bottiglia di questo<i> </i><b>Valpolicella Ripasso DOC Superiore <i>Ripassa</i> 2015 <a href="https://www.zenato.it/it/">Zenato</a></b><b>®</b><b> </b><i>(85% Corvina, 10% Rondinella, 5% Oseleta)</i>, che mi appresto molto volentieri a descrivere.</p>
<p>Non senza prima spendere due parole sull’affascinante tecnica del <i>ripasso</i>, per i lettori meno esperti. Al termine della fermentazione (10-12 giorni), il vino viene separato dalle bucce e conservato in acciaio inox fino a Gennaio, periodo in cui viene pigiata l’uva <i>appassita</i> destinata ad essere aggiunta al vino che diventerà il pregiatissimo <i>Amarone</i>. Il nostro<i> Valpolicella </i>base viene messo a contatto (cioè <i>ripassato</i>, per un periodo di 7-8 giorni) con le vinacce dell’uva appassita, in modo da ricevere una parte dell&#8217;aroma che è caratteristico dell’<i>Amarone</i>, prima di passare al riposo in tonneaux per 18 mesi e all’affinamento in bottiglia per altri 6 mesi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3158" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/10/Ripassa-Zenato-2015.png" alt="" width="209" height="397" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/10/Ripassa-Zenato-2015.png 425w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/10/Ripassa-Zenato-2015-158x300.png 158w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/10/Ripassa-Zenato-2015-316x600.png 316w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2019/10/Ripassa-Zenato-2015-263x500.png 263w" sizes="auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px" /></p>
<p>Ed eccoci dunque alla nostra bottiglia di <b><i>Ripassa</i></b>… Il colore è un impenetrabile rosso rubino e il grande numero di archetti sul calice fa intuire la sua struttura, che si conferma al naso, intenso, avvolgente e complesso, con riconoscimenti di confettura di frutti di bosco (mora e mirtillo), cannella, pepe, liquirizia, erbe balsamiche e cacao, insieme a una nota calda, presagio di un tenore alcolico importante. In bocca è avvolgente, largo, lungo e grasso, caldo, con tannini ancora in evoluzione ma già sufficientemente morbidi e vellutati, ben bilanciati da un’acidità che ripulisce la bocca. Il frutto è ben integrato e conferma quanto il naso aveva già evidenziato. Il finale – in cui al calore si alternano note fruttate, balsamiche e ancora liquirizia, cannella e spezie – è persistente, complesso e molto piacevole.</p>
<p>Davvero un bel vino, considerando anche il prezzo (intorno ai 18 Euro), in relazione alla tipologia del prodotto. Io l’ho provato su un tagliere di formaggi e salumi stagionati, con una soddisfazione che mi ha portato a valutarlo 92/100.</p>
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