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	<title>Franco Ignesti &#8211; Il Salotto del Vino</title>
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		<title>Abbinamenti inusuali &#8211; «Il trovatore» di Giuseppe Verdi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2022 12:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni e news]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’ambito del Festival d’Autunno che il Maggio Musicale Fiorentino ha dedicato a Giuseppe Verdi (in particolare, alle sue opere ambientate in Spagna), ho assistito a Il trovatore, che fa parte (assieme a Rigoletto e Traviata) della]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito del <strong><i>Festival d’Autunno</i></strong> che il <b>Maggio Musicale Fiorentino</b> ha dedicato a Giuseppe Verdi (in particolare, alle sue opere ambientate in Spagna), ho assistito a <b><i>Il trovatore</i></b>,<b> </b>che fa parte (assieme a <i>Rigoletto</i> e <i>Traviata</i>) della cosiddetta <i>trilogia popolare</i>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Fuoco, Amore, Odio, Gelosia e Vendetta sono i sentimenti che dominano quest’opera sanguigna e con una storia a tratti violenta. Il libretto di Salvatore Cammarano è tratto da un dramma romantico dello spagnolo Antonio García Gutièrrez, un seguace di Victor Hugo, e alla prima lettura impressionò talmente Verdi da definirlo «<i>bellissimo, immaginoso e con situazioni potenti</i>» e da indurlo a chiedere al librettista una versione ridotta per lui.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-6981" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Trovatore-collage-1.png" alt="" width="876" height="333" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Trovatore-collage-1.png 876w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Trovatore-collage-1-480x182.png 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Trovatore-collage-1-768x292.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Trovatore-collage-1-465x177.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Trovatore-collage-1-695x264.png 695w" sizes="(max-width: 876px) 100vw, 876px" /></p>
<p><b><i>Il trovatore</i></b> si può definire un’opera notturna (tutto avviene di notte o alle prime luci dell’alba), buia, disperata e romantica, che porta in scena il dramma di un personaggio ai margini della società, la zingara Azucena, una donna vittima di pregiudizi come la madre, perseguitata come strega. Una tragica storia su cui Verdi pone grande attenzione, tanto da voler inizialmente dedicare a lei l’opera, intitolandola <i>La gitana</i>.</p>
<p>Il Maestro Zubin Mehta – alla guida della superba orchestra del caro Maggio Musicale Fiorentino – ne coglie gli aspetti più profondi e li restituisce con una lettura meditata e con una suadente tinta ‘lunare’ che riesce a ottenere dall&#8217;orchestra, sottolineando gli aspetti più romantici di questo capolavoro. Commoventi e memorabili soprattutto gli accompagnamenti delle due arie di Eleonora (specialmente del <i>D’amor sull’ali rosee),</i> il duetto fra Manrico e Azucena del secondo atto, <i>Il balen del suo sorriso</i> e il <i>Miserere</i>.</p>
<p>In questa edizione fiorentina Azucena era interpretata dalla mezzosoprano bielorussa Ekaterina Semenchuk, dotata di una voce estesissima e di una tecnica vocale sopraffina, che ci hanno regalato una <i>Gitana</i> straordinaria, intensa, attenta a ogni sfaccettatura, assolutamente magnetica: raramente ho ascoltato questa parte così ben interpretata e definirla emozionante è dire poco.</p>
<p>Manrico era il tenore trevigiano Fabio Sartori, bella voce e capacità interpretative maturate con gli anni. Il suo è un Manrico più eroico che innamorato e con timbro e fraseggio non disprezzabili affronta con sicurezza e intensità la partitura, con ottimi risultati.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-6982" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/trovatore-collage-2.png" alt="" width="910" height="295" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/trovatore-collage-2.png 910w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/trovatore-collage-2-480x156.png 480w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/trovatore-collage-2-768x249.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/trovatore-collage-2-465x151.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/trovatore-collage-2-695x225.png 695w" sizes="(max-width: 910px) 100vw, 910px" /></p>
<p>L’acerrimo e spietato rivale di Manrico, Il Conte di Luna, era interpretato dal baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat, voce bella e naturalmente scura, ampia, potente, omogenea e sicura in tutta la gamma: hanno sorpreso la sua perfetta dizione e una tecnica eccezionale, che gli hanno permesso di disegnare con efficacia il personaggio, anche se forse più basato sulle sue enormi doti vocali che sulla ricerca introspettiva, che probabilmente imparerà presto a maturare.</p>
<p>María Josè Siri – di recente ascoltata spesso a Firenze (Trittico pucciniano, <i>Nabucco</i>, <i>Adriana Lecouvreur</i>, <i>I due Foscari</i>) e prossima interprete del ruolo di Elvira in <i>Ernani</i> – è stata un’Eleonora molto efficace: la voce è bella, di discreto colore e sonora nell&#8217;ottava superiore, e porta in fondo una parte molto lunga e difficile con tranquillità, anche se mi è apparsa leggermente affaticata.</p>
<p>Il basso Riccardo Fassi<b> </b>– eccellente per presenza vocale e scenica e per incisività nel fraseggio – fa emergere il suo personaggio (Ferrando) come se fosse – e con lui lo diventa – uno dei personaggi principali.</p>
<p>Della regia, mi taccio.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-6983 alignleft" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Il-trovatore-2022-locandina.png" alt="" width="162" height="232" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Il-trovatore-2022-locandina.png 1753w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Il-trovatore-2022-locandina-335x480.png 335w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Il-trovatore-2022-locandina-714x1024.png 714w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Il-trovatore-2022-locandina-768x1101.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Il-trovatore-2022-locandina-1071x1536.png 1071w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Il-trovatore-2022-locandina-1429x2048.png 1429w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Il-trovatore-2022-locandina-419x600.png 419w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2022/11/Il-trovatore-2022-locandina-349x500.png 349w" sizes="(max-width: 162px) 100vw, 162px" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><b>Individuare un vino</b></span> per <b><i>Il trovatore</i></b> non è cosa da poco. Scuramente rosso, con corpo tendente al robusto; spigoloso e quasi mosso, per abbinarsi alle numerose <i>cabalette</i> e agli <i>accelerando</i>, ma anche morbido, per abbinarsi alle arie straordinarie degli interpreti principali.</p>
<p>Un vino che non lasci dubbi a chi lo assaggia, un vino con riconoscimenti immediati e di pronta beva; un vino semplice e solare (in contrapposizione all’opera notturna) che piaccia fin dal primo sorso ma che poi non stanchi, perché <b><i>Il trovatore</i></b> è un&#8217;opera che ti prende subito ma che poi ascolti e riascolti senza stancarti.</p>
<p>Mi viene da pensare a una <b>Barbera d’Alba</b> di ottima annata e di ottima fattura, ben strutturata e ricca ma al contempo viva e vivace, che soddisfi il sorso e persista abbastanza a lungo per accompagnare una necessaria e piacevole meditazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abbinamenti inusuali (post-Covid) &#8211; «Tosca» di Giacomo Puccini per gli 85 anni di Zubin Mehta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 09:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni e news]]></category>
		<category><![CDATA[Alicante]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Maggio Musicale Fiorentino]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Meli]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Salsi]]></category>
		<category><![CDATA[Maggio Musicale Fiorentino]]></category>
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		<category><![CDATA[uva Tosca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente si riparte. Dopo il secondo stop per questo ultramaledetto Covid, l’attività artistica del <i>Teatro del Maggio Musicale Fiorentino</i> è ripartita alla grande. Devo dire che il termine <i>ripartita</i> non è del tutto appropriato, perché il teatro fiorentino non ha mai davvero chiuso i battenti, come hanno fatto altri e ben più rinomati teatri italiani e non, ma per forza di cose la sovrintendenza si è dovuta limitare a produzioni in streaming di opere e concerti, che non sono esattamente la stessa cosa (un po’ come «bere una <i>Tourtel</i> invece che una <i>Guinness</i>», si diceva negli ambienti della palla ovale).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In questo modo, riprogrammando il più possibile gli spettacoli e tenendo sempre sul chi vive artisti e maestranze, il 26 aprile, giorno della riapertura (parziale e con un pubblico limitato), si è inaugurato il <i>Festival del Maggio Musicale Fiorentino</i> con una splendida edizione dell’<i>Adriana Lecouvreur</i> di Cilea e con una serie di concerti sinfonici. Ma non è della splendida <i>Adriana</i> (mi ripeto, ma era veramente così) che voglio parlare in questo contesto, bensì della speciale <b><i>Tosca</i></b> organizzata il 19 Maggio per festeggiare gli 85 anni del maestro <b>Zubin Mehta</b>, direttore onorario a vita del nostro teatro. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6234 aligncenter" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-2021-manifesto.png" alt="" width="291" height="389" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-2021-manifesto.png 683w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-2021-manifesto-225x300.png 225w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-2021-manifesto-449x600.png 449w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-2021-manifesto-374x500.png 374w" sizes="auto, (max-width: 291px) 100vw, 291px" /></p>
<p>Fin dai primi accordi capisci di assistere a una serata magica, di quelle che ti entrano dentro e ci restano per un pezzo; una di quelle serate che fanno del teatro – e soprattutto dell’opera lirica – il modo più esaltante e bello per vivere un evento memorabile. Sì, proprio <i>me-mo-ra-bi-le</i>, perché sotto la bacchetta del maestro Zubin Mehta avevamo un’orchestra in grande spolvero, un coro che – nonostante le difficoltà imposte dalle esigenze di distanziamento e dalle mascherine – ha reso al meglio e un cast vocale da far invidia a tanti altri osannati teatri. Tutte componenti che, in un’atmosfera molto emozionante, hanno contribuito a realizzare una serata unica. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Avevo già ascoltato molte volte questo capolavoro pucciniano diretto da Mehta, in diverse edizioni, ma devo dire che questa è stata la rappresentazione più bella: non molto dissimile dalle altre nell’impostazione generale, ha però mostrato un pathos interpretativo, una ricerca meticolosa delle sonorità più nascoste e una partecipazione emotiva che non avevo riscontrato neppure nelle migliori esecuzioni precedenti.</p>
<p>Ho accennato al cast vocale di primissimo ordine, che ha saputo dare la propria impronta personale a ciascun personaggio, attenendosi al contempo all’impostazione del Maestro con grande attenzione. Quello che più si è calato nel ruolo seguendo i dettami di Mehta, soprattutto nei momenti più lirici del primo e del terzo atto, è stato <b>Francesco Meli</b>, apparso in ottima forma: voce ferma, sonora e facile alle smorzature, senza perdere il suo caratteristico colore e senza scadere nel falsetto, mantenendo sempre un timbro molto bello e giovanile. Il suo è un Cavaradossi più innamorato che rivoluzionario, più “amante di Tosca” che “uom sospetto e volterriano”, come lo definisce il Barone Scarpia. Un Cavardossi riflessivo e fragile (fragile, non debole), con un lirismo per certi versi inedito, almeno per i Cavaradossi che ho ascoltato dal vivo: un personaggio tutto suo, che culmina con lo struggente addio alla vita di <i>E lucevan le stelle</i>, cantato e diretto in una simbiosi così palpabile dal duo Meli-Metha che mi ha letteralmente commosso. Non mi era mai successo di avere gli occhi così lucidi al termine della romanza&#8230; Ma non credo di essere stato il solo a rimanere colpito dalla splendida esecuzione, perché il pubblico non la finiva mai di applaudire e di richiedere un bis che alla fine è stato concesso, nell’entusiasmo generale.</p>
<p><i>Tosca</i> era interpretata dalla soprano spagnola <b>Saioa Hernández</b>: voce potente, gran volume, bel colore, acuti sicuri e ottima tecnica sono le caratteristiche che la contraddistinguono e che ha ampiamente dimostrato anche in questa occasione, anche a scapito di un pathos interpretativo non sempre convincente, che si è concentrato soprattutto nella esecuzione della celeberrima romanza del secondo atto <i>Vissi d’arte</i>.</p>
<p><b>Luca Salsi</b> ha invece disegnato da par suo uno grande Scarpia, molto più incline a rappresentarci l’aspetto feroce e animalesco del personaggio piuttosto che quello di sottile servitore della polizia papalina. «<i>Bramo la preda bramata, perseguo, me ne sazio e via la getto. Dio creò diverse beltà, vini diversi, io vo gustar quanto più posso dell’opra divina</i>»: questo ci dichiara Scarpia all&#8217;inizio del secondo atto questa è la linea interpretativa che Salsi ci propone. A me manca un po’ la sottigliezza del «<i>bigotto satiro che affina con le devote pratiche la foia libertina</i>» (così lo descrive Cavaradossi nel primo atto) che avevo riscontrato nelle interpretazioni di altri baritoni, ma il suo è in ogni caso uno Scarpia convincentissimo, che ricalca le orme di grandi Scarpia del passato.</p>
<p>La festa per il compleanno del maestro Mehta non era però finita. Gli applausi trionfali che tutto il pubblico stava rivolgendo a lui e agli interpreti sono stati simpaticamente interrotti dal sovrintendente Alexander Pereira, che è salito sul palco assieme al Sindaco di Firenze Dario Nardella con una grande cesta con 85 peonie, consegnate a Mehta per i suoi 85 anni e per la lunghissima collaborazione con il <i>Maggio Musicale Fiorentino</i> che dura ormai da oltre 50 anni. Dario Nardella poi, a nome della città, ha fatto omaggio al maestro di una lettera autografa del compositore tedesco Johannes Brahms, del quale Mehta eseguirà il ciclo completo dei concerti nei prossimi mesi alla guida dell’orchestra del <i>Maggio</i>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6232" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-collage-saluti-1024x317.png" alt="" width="732" height="226" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-collage-saluti-1024x317.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-collage-saluti-300x93.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-collage-saluti-768x238.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-collage-saluti-1536x475.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-collage-saluti-2048x634.png 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-collage-saluti-465x144.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/06/Tosca-collage-saluti-695x215.png 695w" sizes="auto, (max-width: 732px) 100vw, 732px" /></p>
<p>È seguito poi un breve filmato che ha ripercorso il cammino fiorentino del festeggiato, prima che l’orchestra del <i>Maggio</i> intonasse il canonico <i>Tanti auguri a te</i>, che il pubblico e i solisti si sono messi a cantare con partecipazione e divertimento. Mi è passato diverse volte per la testa di suggerire al <i>Teatro</i> di inserire questa rappresentazione nella collezione <i>Maggio Live</i>, la collana di CD che raccoglie le esecuzioni storiche eseguite da grandi artisti a Firenze. Esecuzioni come questa, che ha avuto anche una piacevole sorpresa finale: torta al cioccolato (ottima!) e bollicine per tutti.</p>
<p>E le bollicine fanno scattare immediatamente la domanda: che vino abbinare all’ascolto di questa splendida <i>Tosca</i>? <i>Tosca</i> è un’opera per certi versi ruvida e tosta, sia nella storia che negli accordi trasudanti modernità, ma che quando si scioglie nelle sue melodie immortali (su tutte <i>E lucevan le stelle</i> e <i>Vissi d’arte</i>) ti avvolge, ti coinvolge, ti impregna di armonie e di melodie che ti si radicano nella memoria.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ci vuole un grande vino rosso, ancora tendente più verso le note dure (acidità e sapidità, piuttosto che tannicità) che morbide, ma che successivamente sappia essere avvolgente e corposo, con un gran finale persistente e su note anche amaricanti, come amaro è il finale, ma sempre piacevoli, come è piacevole la musica del genio lucchese.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il Barone Scarpia, che come abbiamo detto adora diverse beltà e anche vini diversi, spedito il povero Mario al patibolo dopo averlo fatto torturare, suggerisce a Tosca «<i>vin di Spagna, un sorso per rincuorarvi</i>». Il primo pensiero sarebbe quindi quello di dare ascolto al suggerimento del cattivone e rivolgersi alle produzioni ispaniche, ma fra i vini che conosco di quella terra non ne ricordo uno che abbia quei picchi di durezza che richiamino il percorso tragico e duro della storia e di parte della musica. Un secondo pensiero – banale e scontato, quindi scartato subito – porterebbe all’uva Tosca, coltivata sul versante nord dell’Appennino Tosco-Emiliano, e per questo detta ‘uva de monte’.</p>
<p>Ma in questo caso, caro il mio perfido barone, trovo più convincente un buon vino toscano (toscanissimo, come Puccini), capace di fornire sia le durezze necessarie sia una morbidezza che rincuori. Un vino con prevalenza di Sangiovese, quindi (che ci posso fare se lo amo come si ama un babbo, magari ormai anziano ma sempre saggio, energico e vitale?), magari associato con un Alicante, vitigno di origine spagnola (per accontentare un pochino il vendicativo Scarpia) ormai radicato da oltre un secolo in Toscana, in una parte ben definita della regione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>E quale DOCG Toscana consente di associare al Sangiovese un massimo del 15% di Alicante? Non avete certo bisogno che ve lo dica io, vero?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I vini del tenore: i matrimoni tra vino e canto non si fermano</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/i-vini-del-tenore-i-matrimoni-tra-vino-e-canto-non-si-fermano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2021 14:50:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tempi duri, stramaledetto Covid. Teatri chiusi, degustazioni chiuse, non resta che ascoltare musica, riguardarsi qualche DVD, dare fondo alla cantina. E girottolare sul web. Così, di sito in sito, si scopre che Francesco Meli – quello]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tempi duri, stramaledetto Covid. Teatri chiusi, degustazioni chiuse, non resta che ascoltare musica, riguardarsi qualche DVD, dare fondo alla cantina. E girottolare sul web. Così, di sito in sito, si scopre che <strong>Francesco Meli</strong> – quello che per me è il miglior tenore in circolazione, una voce che corre come poche ne ho sentite, bella presenza scenica (che non guasta mai) e grande tecnica – non solo è un grande tenore che ama il buon vino, ma una nota cantina veronese gli ha addirittura dedicato una linea di quattro vini, che portano in qualche modo il suo nome. Inutile dire che la mia curiosità è scattata all’istante.</p>
<p>Ho avuto modo di apprezzare il tenore genovese in diverse sue performance. Il suo modo di cantare e le sue interpretazioni, intelligenti e mai banali, non solo non mi hanno mai lasciato indifferente, ma mi hanno sempre suscitato emozioni profonde, fin da quando lo ascoltai – giovanissimo – prima in <i>Così fan tutte</i> di Mozart e poi in un memorabile <i>Elisir d’amore</i>, nel vecchio e sempre a me carissimo Teatro Comunale di Firenze.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5269 aligncenter" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/2-Meli-e-Ignesti-1024x739.png" alt="" width="359" height="259" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/2-Meli-e-Ignesti-1024x739.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/2-Meli-e-Ignesti-300x217.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/2-Meli-e-Ignesti-768x555.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/2-Meli-e-Ignesti-1536x1109.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/2-Meli-e-Ignesti-2048x1479.png 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/2-Meli-e-Ignesti-465x336.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/2-Meli-e-Ignesti-690x500.png 690w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/2-Meli-e-Ignesti-692x500.png 692w" sizes="auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px" /></p>
<p>Ho poi avuto modo di apprezzare alcune sue grandi interpretazioni verdiane: <i>Simon Boccanegra</i>, <i>I due Foscari</i>, <i>Messa da Requiem</i>, <i>Macbeth</i> (di cui ho anche scritto su queste pagine: <a href="https://www.ilsalottodelvino.it/recensioni-e-abbinamenti-inusuali-ascoltando-il-macbeth-di-giuseppe-verdi/">ricordate</a>?), <em>Aida</em>, sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti, e più recentemente – nell’effimera estate 2020, quando tutti ci eravamo convinti di essere fuori pericolo e quindi siamo ritornati a vivere e siamo rientrati nei Teatri («Ah, ma io ritorno a vivere», dice Violetta Valery nel finale della <i>Traviata</i>, prima di spirare) – nella cavea all’aperto del nuovo Teatro dell’Opera di Firenze, in un memorabile <i>Ballo in Maschera</i> e in una commovente e straordinaria <i>Messa da Requiem</i> diretta dal Maestro Zubin Mehta.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ma torniamo alla notizia. Venire a conoscenza che <em>Francesco Meli</em>, il mio tenore preferito, è anche un appassionato di vino, mi ha fatto grande piacere perché, come ho ripetuto più volte, il prezioso nettare che sgorga dalla vite – come dice il sommo poeta: <i>E perché meno ammiri la parola, guarda il calor del sol che si fa vino, giunto a l’omor che de la vite cola</i> (Dante, <i>Purgatorio</i> XXV, 76-78) – non è solo un’emozione di per sé, ma è un vero e proprio catalizzatore di emozioni, qualcosa che, quando è buono, non soddisfa solo il palato, ma apre mondi di emozioni in cui è bello perdersi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In <em>Francesco Meli</em> l’idea di coltivare questo interesse per il buon vino, specialmente italiano, è nata dall’amicizia che lo lega a <i>Dario Menegolli</i>, responsabile delle relazioni esterne della <i>Cantina Menegolli</i>, che si trova a nord-est di Verona, nella Valle degli Dei. Francesco, recandosi spesso in visita alla cantina, ha approfondito la conoscenza del vino e di tutto quello che c’è dietro una bottiglia, e noi sappiamo molto bene quali e quante emozioni possono regalare certe bottiglie.</p>
<p>Durante il <i>lockdown</i> – un momento di forzata riflessione per tutti – Dario ha proposto a Meli di dare il suo nome a dei vini aziendali che potessero rispecchiare i suoi gusti. Sono così nati quattro vini, due fermi e due spumanti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5262" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-1024x692.png" alt="" width="570" height="385" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-1024x692.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-300x203.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-768x519.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-465x314.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini-695x470.png 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-coi-suoi-vini.png 1141w" sizes="auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px" /></p>
<p><b>VinCanto</b> è un vino rosso prodotto con uve Corvina Veronese e Rondinella.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>MeliDivino</b> è un blend di Corvina Veronese, Rondinella, Corvinone, Merlot e Cabernet, maturato in legno per due anni.</p>
<p><b>Melincanto</b> dà il nome a due spumanti metodo classico: un <b><i>rosé –</i></b> prodotto con una selezione dei migliori vitigni a bacca rossa, vinificate in rosato – e una <b><i>cuvée bianca</i></b>, prodotta con una selezione dei migliori vitigni a bacca bianca.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Tutte le bottiglie riportano il nome e la firma del tenore su una fascetta in metallo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La presentazione dei quattro <i>Vini del Tenore</i> è avvenuta in due occasioni speciali. La prima, il 5 dicembre 2020 – con la partecipazione di un gruppo di amici ristretti, tra i quali Plácido Domingo, impegnato con Meli ne <i>I due Foscari</i> all’Opéra de Monte-Carlo – e la seconda due giorni dopo, il 7 dicembre, durante le riprese dello spettacolo <i>A riveder le stelle</i>, con il quale il Teatro alla Scala ha onorato l’ultimo Sant’Ambrogio, condizionato dal Covid ma trasmesso da decine di televisioni in tutto il mondo, a partire da Rai1.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5261" src="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-1024x549.png" alt="" width="571" height="306" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-1024x549.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-300x161.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-768x412.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-465x249.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light-695x373.png 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2021/01/0-Meli-collage-light.png 1134w" sizes="auto, (max-width: 571px) 100vw, 571px" /></p>
<p>Nell’occasione, Meli si è esibito magistralmente nell’aria <i>Ma se m’è forza perderti</i>, dal <i>Ballo in Maschera</i> di Verdi. In entrambe le occasioni, Dario Menegolli e Francesco Meli hanno presentato i vini e ne hanno regalato uno a tutti i partecipanti.</p>
<p>Io non li ho ancora assaggiati, ma ho l’acquolina in bocca dal momento in cui ho appreso la notizia e mi riprometto di cercarli e di degustarli quanto prima, per scoprire la storia che sapranno raccontarmi, naturalmente in musica. Mi piacerebbe davvero farlo in compagnia di qualche altro amante del buon vino e della bella musica, qualcuno che si emozioni ed emozioni degustando e – perché no, chissà? – magari proprio in compagnia del celebre tenore e del produttore, se capiterà.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Mi piace lasciarmi cullare dall’idea che, dopo averli assaggiati, il «negro grillo che trilla entro l’uom brillo» – come afferma il vecchio sir John Falstaff nell’ultimo capolavoro verdiano – riesca ad esaltare i risultati dei miei tardi studi tenorili, naturalmente senza arrivare al punto di disturbare troppo la mia pazientissima consorte. Magari un giorno vi racconterò come è andata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Benvenuto Brunello 2020. Ultimi assaggi prima della quarantena</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/benvenuto-brunello-2020-ultimi-assaggi-prima-della-quarantena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 23:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Benvenuto Brunello 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio del Vino Brunello di Montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[CoViD-19]]></category>
		<category><![CDATA[Sangiovese Grosso]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima che iniziasse la quarantena da CoViD-19 (sia maledetto in sempiterna saecula), ho fatto in tempo a partecipare a Benvenuto Brunello 2020, la manifestazione organizzata dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino nel corso della quale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima che iniziasse la quarantena da CoViD-19 (sia maledetto <i>in sempiterna saecula</i>), ho fatto in tempo a partecipare a <b><i>Benvenuto Brunello 2020</i></b><i>,</i> la manifestazione organizzata dal <i>Consorzio del Vino Brunello di Montalcino</i> nel corso della quale vengono assegnate le stelle all’ultima vendemmia (2019: 5 stelle) e presentate in anteprima le ultime edizioni messe in commercio; in questo caso, l’attesissima 2015 e la Riserva 2014. Una primavera mite, seguita da un’estate calda e soleggiata, con le giuste piogge a metà Agosto, belle giornate tra fine Settembre e inizio Ottobre: questo il clima ideale per avere una buona vendemmia e un’annata da ricordare. E così è stata la 2015, che tutti aspettavamo (con la speranzosa consapevolezza che la 2016 possa essere addirittura migliore&#8230;), e le attese non sono andate deluse.</p>
<p>Ma questa 2015 non ha trovato tutti concordi: c’è chi la giudica degna delle 5 stelle ottenute a suo tempo e chi ha invece riscontrato una certa delusione. Personalmente mi schiero più con i primi che con i secondi, trovo che questa vendemmia raggiunga – pur nella diversità di suoli ed esposizioni fra i versanti, che si fanno comunque sentire – un livello medio molto alto e picchi altissimi. Ho trovato vini di buona bevibilità, ma anche potenti e di grande longevità, con tannini integrati ma giustamente ancora esuberanti e freschezza che apporta dinamicità. Certo, non si raggiunge il livello delle vendemmie 2001 e 2010, come potrebbe forse essere la 2016, ma il 2015 ci farà sicuramente godere almeno per 10-15 anni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4361" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/05/BB-2020-Franco-e-Ciccio-a-Montalcino.png" alt="" width="314" height="431" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/05/BB-2020-Franco-e-Ciccio-a-Montalcino.png 567w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/05/BB-2020-Franco-e-Ciccio-a-Montalcino-219x300.png 219w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/05/BB-2020-Franco-e-Ciccio-a-Montalcino-437x600.png 437w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/05/BB-2020-Franco-e-Ciccio-a-Montalcino-364x500.png 364w" sizes="auto, (max-width: 314px) 100vw, 314px" /></p>
<p>E veniamo agli assaggi che mi hanno più emozionato. Nel primo gruppo ho raccolto l’annata 2015, nel secondo i <i>Crus</i> e le <i>Selezioni</i> aziendali (la tipologia <i>Riserva</i> era presente con troppo poche etichette, per la diffusa scelta di non produrla nel 2014).</p>
<p><span style="color: #993300;"><em><b>Brunello di Montalcino DOCG 2015</b></em></span></p>
<p><b>Collemattoni</b> – Naso intenso, con note di ciliegia e frutti di bosco, ginepro e piccantezza di pepe. In bocca è altrettanto intenso, con tannini ben integrati nel frutto e buona freschezza, con un sorso fruttato e sapido che si prolunga in un finale ancora fruttato di bella bevibilità (<a href="http://www.collemattoni.it">www.collemattoni.it</a>).</p>
<p><b>Corte dei Venti</b> – Naso intenso e complesso su base fruttata di ciliegia e mirtillo, con belle note floreali di rosa rossa completate da spezie dolci di vaniglia e sapidità. In bocca è elegante, riempie ma non invade, i tannini sono vibranti e integrati, la freschezza pulisce e persiste anche nel retrogusto, il finale è lungo, fruttato e ferroso. Un vino che intriga, già bevibile eppure destinato a durare, con una storia di passione e tenacia da raccontare, e mi riprometto di ascoltarla con calma (<a href="http://www.lacortedeiventi.it">www.lacortedeiventi.it</a>).</p>
<p><b>Cupano </b>– Bel naso, fruttato di fragola e lampone, con note speziate di vaniglia e noce. In bocca è vibrante, con tannini che si fanno sentire e bella freschezza, il sorso pieno e fruttato porta a un finale persistente di fragola e ferro (<a href="http://www.cupano.it">www.cupano.it</a>).</p>
<p><b>Casato Prime Donne Donatella Cinelli Colombini</b> – Al naso è ampio, con note di viola mammola, frutti di bosco, note di ginepro. In bocca è intenso, con una spiccata nota di frutta fresca (anche arancia sanguinella), tannini evoluti, buona freschezza e un finale di medio-alta persistenza, caldo, fruttato e ferroso (<a href="http://www.cinellicolombini.it">www.cinellicolombini.it</a>).</p>
<p><b>Giodo </b>–<b> </b>Naso complesso di rosa selvatica e ciliegia, speziatura (vaniglia e cannella), tostatura e tabacco da pipa. In bocca è avvolgente e molto piacevole, con tannini integrati nel frutto e giusta freschezza, con una vena sapida intrigante e gustosa e un finale lungo e fruttato. Di notevole bevibilità già ora (<a href="mailto:bianca.ferrini@giodo.it">bianca.ferrini@giodo.it</a>).</p>
<p><b>Il Poggione </b>– Naso intrigante (presago di una bella bevuta), in cui note floreali di viola si alternato a frutta rossa e agrumi, completati da una nota minerale e speziata. In bocca entra da padrone, avvolgente, caldo e intenso, con tannini integrati ma vibranti. La nota agrumata torna e dona freschezza e sapore a un finale succoso, caldo, agrumato e ferroso (<a href="http://www.tenutailpoggione.it">www.tenutailpoggione.it</a>).</p>
<p><b>Le Chiuse </b>– Naso intenso e avvolgente, che preannuncia una morbidezza quasi inconsueta, con profumi di frutta rossa (matura e in confettura), mora, mirtillo, spezie, erbe aromatiche e legno che si alternano, formando un intrigante e invitante bouquet. In bocca è pieno, elegante, caldo e morbido, anche se i tannini, ben integrati nel frutto, sono ancora vivi e l’acidità pulisce e prolunga il bel finale fruttato, lasciando la bocca buona. Bevibile e gustoso, lo riassaggerei volentieri fra qualche anno (<a href="http://www.lechiuse.com">www.lechiuse.com</a>).</p>
<p><b>Lisini </b>– Naso molto piacevole, con note di arancia sanguinella, carne e frutti di bosco maturi; quindi affiorano ginepro, liquirizia, noce moscata e tabacco da sigaro. In bocca è intenso, caldo e ricco, con tannini fitti e integrati, poi la freschezza ripulisce e prepara al bellissimo finale minerale e di amarena (<a href="http://www.lisini.com">www.lisini.com</a>).</p>
<p><b>Pietroso </b>– Profumi tendenti al dolce, con note di amarena, arancia, rosa appassita, erbe aromatiche, vaniglia, noce moscata e un’intrigante nota sapida che riconduce al nome dell’azienda. In bocca entra pieno, ricco, abbastanza fresco e caldo. I tannini sono ben integrati in un frutto che esprime una potenza che si prolunga nel finale, impreziosito dal ritorno di una bella nota minerale (<a href="http://www.pietroso.it">www.pietroso.it</a>).</p>
<p><b>Podere Brizio </b>– Un naso accattivante, che invita a bere e crea aspettative, con note di viola, ciliegia, noce, cardamomo e noce moscata. In bocca non delude, anzi, entra da padrone ma senza prepotenze, molto suadente, ricco e morbido, con tannini levigati, freschezza e sapidità ben bilanciate che creano una sensazione equilibrata che si prolunga in un lungo finale. Da bere e ribere subito, ma anche da aspettare con fiducia (<a href="http://www.poderebrizio.it">www.poderebrizio.it</a>).</p>
<p><b>Podere Le Ripi</b> <b>Amore e Magia </b>–<b> </b>Al naso è intenso e profondo; le note di frutta matura (prugna) si alternano a spezie dolci (vaniglia), mineralità e una simpatica nota piccante. In bocca si conferma intenso e potente, l’acidità e il calore sono ben bilanciati, i tannini sono vivi ma nobili, il finale è lunghissimo, fruttato e minerale (<a href="http://www.podereleripi.com">www.podereleripi.com</a>).</p>
<p><b>Salvioni La Cerbaiola</b> – Cosa dire ancora, di questo vino? Siamo di fronte a un cavallo di razza della denominazione, un vino quasi iconico, un cantastorie di classe. Nel bicchiere si presenta con un rosso rubino scarico dai riflessi granati, è quasi brillante e mostra i giusti ‘archetti’. Il naso è elegantissimo: ciliegia e prugna, nota sanguigna e balsamica, tostatura nobile. In bocca è un’apoteosi, con tannini fitti bilanciati da quell’acidità che ci si aspetta da un Brunello di classe, con la sapidità e le note ferrose che proseguono nel lunghissimo finale fruttato e succoso. Veramente un grande vino, che rappresenta in modo eccellente il territorio, dal quale vorresti ascoltare la storia che canta magistralmente (<a href="http://www.aziendasalvioni.com">www.aziendasalvioni.com</a>).</p>
<p><b>San Lorenzo</b> – Naso intenso e complesso, con note floreali e di erbe aromatiche, quindi amarena, mora, spezie, lievi note ematiche e di terra. In bocca è intenso, pieno e caldo; tannini e freschezza bilanciano una bella struttura e il sorso è succoso e gradevole. Berlo ora dà certamente piacere, ma la pazienza è la virtù dei forti: chi ce l’ha lo dimentichi in cantina e tra qualche anno ne godrà totalmente (<a href="http://www.poderesanlorenzo.net">www.poderesanlorenzo.net</a>).</p>
<p><b>Sesti</b> – Buon naso, giocato sull’alternarsi di fiori secchi, arancia sanguinella e carne, inseguiti da profumi più evoluti (legno, cuoio, iodio). In bocca mostra struttura e calore, con tannini evoluti, sapidi e ben integrati, fino al finale caldo, fruttato ed etereo (<a href="http://www.sestiwine.com">www.sestiwine.com</a>).</p>
<p><b>Talenti </b>– Note fresche di ciliegia e lampone, poi spezie (cannella, vaniglia e altre note tostate). In bocca è caldo e abbastanza morbido, con tannini dolci integrati in un frutto che si conferma pieno (ciliegia) e una bella acidità dinamica che si prolunga nel bel finale fresco e lungo, ancora fruttato, minerale e tostatura di caffè (<a href="http://www.talentimontalcino.it">www.talentimontalcino.it</a>).</p>
<p><b>Agostina Pieri</b> – Bei toni fruttati di ciliegia e frutti di bosco, con una bella nota sapida e terrosa. In bocca è intenso, ha tannini vivi in evoluzione, con freschezza e calore bilanciati e un lungo finale fruttato e minerale. Un vino da vedere in prospettiva: migliorerà molto, col passare degli anni (<a href="http://www.pieriagostina.it">www.pieriagostina.it</a>).</p>
<p><b>Beatesca</b> – Naso intrigante ed elegante: note di ginestra, amarena, pepe e vaniglia. In bocca conferma l’eleganza, con tannini nobili in corso avanzato di evoluzione e freschezza, sapidità e calore che si equilibrano. Sorso pieno e saporito, con finale che recupera una bella acidità che riporta alla frutta fresca, con una piacevole nota minerale (<a href="http://www.beatesca.com">www.beatesca.com</a>).</p>
<p><b>Baricci </b>–<b> </b>Azienda storica, ancora oggi custode di una tradizione importante riscontrabile nel vino, che si presenta intenso e complesso, con note di frutti rossi e scuri, sottobosco, speziatura di cannella e note balsamiche. In bocca è vivace e saporito, i tannini si fanno legittimamente sentire (come si conviene a un Brunello storico), così come freschezza e sapidità; nel finale, molto lungo e minerale, si fa più morbido e accattivante, quasi setoso. Un gran bel Brunello (<a href="http://www.baricci.it">www.baricci.it</a>).</p>
<p><span style="color: #993300;"><em><b>Brunello di Montalcino DOCG &#8211; Cru e Selezioni aziendali 2015</b></em></span></p>
<p><b>Corte Pavone. <i>Campo Marzio</i></b> – Intenso complesso: lavanda, viola, amarena, noci moscate, sentori tostati e minerali creano un’aspettativa che la bocca non delude affatto. Pieno e ricco, ha tannini fitti, ben integrati ma ancora vivi, con il sorso fresco e agrumato che conduce a un finale sapido con piacevoli note di liquirizia<b> </b>(<a href="http://www.loacker.bio">www.loacker.bio</a>).</p>
<p><b>Casato Prime Donne Donatella Cinelli Colombini. <i>Prime Donne</i></b> – Un vino che più delle donne di così non si può: proprietaria, enologa e cantiniere (al plurale!), tutte unite in questo progetto, che produce <i>Brunello</i> solo nelle annate migliori e con l’eleganza come <i>mission</i>. Così è anche per questo 2015, un vino elegante da subito, con profumi di petali di rosa e ciliegia polposa, che si alternano e si completano con frutti di bosco e sentori di ginepro, cannella, richiami minerali e lievemente tostati. In bocca entra con eleganza, poi sapidità e freschezza la fanno da padrone e la trama tannica è quella che ti aspetti da un <i>Brunello</i>, cioè viva, integrata nel frutto (prugna) ed equilibrata; il finale è lungo e gradevolissimo, con un ritorno delle sensazioni captate all’olfatto (<a href="http://www.cinellicolombini.it">www.cinellicolombini.it</a>).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Fanti. <i>Vallocchio</i></b> – Un curiosa nota morbida (quasi di cappuccino) arricchisce i profumi fruttati di ciliegia e prugna, cui seguono note di pepe nero. In bocca entra educatamente e, sentendosi gradito, inonda di ricchezza il sorso fruttato, in cui spiccano tannini tipici e bella acidità, che si prolunga nel lungo finale, minerale e di liquirizia (<a href="http://www.tenutafanti.it">www.tenutafanti.it</a>). <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Il Marroneto. <i>Madonna delle Grazie</i></b> – Ecco a voi Mister Eleganza! Così si presenta questo splendido vino, intenso, complesso e soprattutto delizioso e invitante, con note di rosa rossa, finocchietto, agrumi, carne e altro ancora e ancora&#8230; In bocca entra da gran signore ed è subito festa: elegantissimo, ricco, accattivante, quasi sensuale, con tannini levigati e delicati e una freschezza agrumata che deterge. Il finale, lunghissimo e complesso, innamora con profonde note balsamiche, minerali e ferrose. Giù il cappello, signori, giù il cappello<b> </b>(<a href="http://www.ilmarroneto.it">www.ilmarroneto.it</a>).</p>
<p><b>La Fiorita. NO </b>– Naso di delicata intensità, con note di lavanda e viola mammola, ciliegia, prugna e una bella nota legnosa. In bocca entra elegante e ricco, con una bella freschezza e una trama tannica fitta, nobile e ben bilanciata; il finale è lungo, su note ferrose e amaricante.</p>
<p><b>Mastrojanni. <i>Vigna Loreto</i></b><i> </i>– «<i>Guarda il calor del sol che si fa vino, giunto a l’omor che de la vite cola</i>» (<i>Purgatorio</i>, XXIV): il Sommo Poeta, per bocca di Stazio, descrive il vino con questi versi, che mi sono tornati in mente assaggiando questo Brunello. Se si parla di solarità, infatti, questo <i>Vigna Loreto</i> è un esempio proprio <i>solare</i>, a partire dallo spunto di calore che emana al primo avvicinarsi al naso, circondato da frutta rossa matura e impreziosito da spezie orientali, foglia di tabacco dolce e piccantezza. In bocca è un padrone a casa sua: ricco, avvolgente, elegante, oltre che saporito e gustoso. La freschezza non manca, la trama tannica è già ben integrata e setosa, il bellissimo e lungo finale è minerale e agrumato. Una bevuta divertente, da ripetere e non fermarsi (<a href="http://www.mastrojanni.com">www.mastrojanni.com</a>).</p>
<p><b>Mocali.</b> <b><i>Selezione Vigna delle Raunate</i></b> – Naso intenso che preannuncia godibilità, con frutti di bosco e ciliegia che si alternano a erbe aromatiche e speziatura dolce. In bocca l’intensità e aggiunge ricchezza e godibilità, con tannini nobili, calore, freschezza e sapidità ben amalgamati. Il finale è lungo e saporito, con le note fruttate e minerali che lasciano in bocca una bella piacevolezza (<a href="http://www.mocali.eu">www.mocali.eu</a>).</p>
<p><b>Tassi di Franci Franca. <i>Selezione Franci</i></b> – Al naso prevalgono note di frutta matura mista a spezie e erbe aromatiche, che preannunciano un stato di evoluzione quasi completo che si conferma in bocca. Il sorso è pieno e largo, i tannini sono ben evoluti, la freschezza c’è ma non prevale e il finale è piacevolissimo, morbido, fruttato e minerale. Un bel vino, senza dubbio, forse leggermente maturo (<a href="http://www.tassimontalcino.com">www.tassimontalcino.com</a>).</p>
<p><b>Tenute Silvio Nardi. <i>Manachiara</i></b> – Naso intenso e di buona profondità, con note di ribes rosso e lampone impreziosite da una delicata speziatura. In bocca è prevalentemente fresco, con tannini in evoluzione e una nota calorica che accompagna un finale ferroso e di frutta sotto spirito, molto piacevole e direi insolito (<a href="http://www.tenutenardi.com">www.tenutenardi.com</a>).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Tenute Silvio Nardi. <i>Poggio Doria</i></b> – Somiglia al fratellino <i>Manachiara</i> nella cura e nella profondità olfattiva, ma apre con note di rosa e lavanda che si alternano ad amarena e prugna e si completano con note minerali (grafite) e speziate (chiodo di garofano). In bocca è intenso allo stesso tempo elegante, fresco e caldo; i tannini sono fitti e vellutati e nel complesso risulta più snello del fratello e ha un finale lungo e gustoso di liquirizia e ferro (<a href="http://www.tenutenardi.com">www.tenutenardi.com</a>).</p>
<p><b>Val di Suga. <i>Vigna Spuntali</i></b> – Naso gradevole e fine, con note principali di frutta rossa fresca (arancia rossa) e speziatura. In bocca è pulito, fresco e succoso, con tannini in avanzato stato di integrazione e finale di grande persistenza, succoso, ancora aranciato e minerale.</p>
<p><b>Altesino.<i> Montosoli</i></b> – Naso intenso, complesso, di grande finezza, con note minerali e terrose che si alternano ad amarena e frutti di bosco. Anche in bocca è intenso, largo e lungo, la trama tannica è fitta e viva e non mancano freschezza e sapidità, che conducono a un finale gradevolissimo lungo e succoso (<a href="http://www.altesino.it">www.altesino.it</a>).</p>
<p><b>Banfi. <i>Poggio alle Mura</i></b> – Non mi resta facile descrivere un Brunello iperconosciuto come questo, ma ci prov. Al naso è complesso e intenso, con note di amarena e spezie dolci. Il sorso si conferma intenso e ricco, con tannini fini e fitti, freschezza e sapidità dosate perfettamente fino al finale lunghissimo, minerale e fruttato. Da bere o conservare, non sbaglierete (<a href="http://www.castellobanfi.it">www.castellobanfi.it</a>).</p>
<p><b>Barbi. <i>Vigna del Fiore</i></b> – Altro prodotto ipernoto, un’altra storica bandiera del territorio, che al naso si presenta molto interessante e pulito, con note intense di viola mammola, amarena frutti di bosco neri, impreziosite e completate da cannella, tabacco e cuoio. In bocca si fanno sentire i tannini vibranti e una bella freschezza, che arricchiscono il frutto e lo accompagnano al lungo finale, sempre fruttato e minerale<b> </b>(<a href="http://www.fattoriadeibarbi.it">www.fattoriadeibarbi.it</a>).</p>
<p><b>Casanova di Neri. <i>Tenuta Nuova</i></b> – Al naso è subito intenso e complesso e già dimostra di essere un cavallo di razza, con fresche note floreali e fruttate che si alternano con sbuffi balsamici e speziatura, invitando al bere. In bocca non delude, anzi: è gustoso, i tannini sono di sentinella ma non disturbano il finale lunghissimo, fruttato e balsamico. Davvero una bella bevuta (<a href="http://www.casanovadineri.it">www.casanovadineri.it</a>).</p>
<p><b>Castello di Romitorio. <i>Filo di Seta Rubino</i></b> – Naso intenso, con note di frutta matura, tra le quali fanno capolino lievi note smaltate. In bocca è prepotente ma non volgare: ampio e ricco, con tannini ben integrati, freschezza e note caloriche che combattono e lasciano una sensazione quasi morbida che perdura nel lungo finale, fruttato e minerale (<a href="http://www.castelloromitorio.com">www.castelloromitorio.com</a>).</p>
<p><b>Cava d’Onice. <i>Colombaio</i></b> – Naso accattivante e invitante, quasi piacione, con evidenti note di amarena e arancia rossa, integrate da speziatura dolce. In bocca è pieno e ricco, con tannini in bella progressione, una piacevole freschezza e una leggera nota calorica intorno a un sorso succoso, che si prolunga nel piacevolissimo finale, più minerale che fruttato. Un Brunello di godibilità immediata (<a href="http://www.cavadonice.it">www.cavadonice.it</a>).</p>
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		<title>L’Anteprima 2020 della Vernaccia di San Gimignano</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/lanteprima-2020-della-vernaccia-di-san-gimignano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 22:13:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anteprime toscane]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Martino IV da Tours]]></category>
		<category><![CDATA[Rocca di Montestaffoli]]></category>
		<category><![CDATA[Vernaccia di San Gimignano DOCG]]></category>
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					<description><![CDATA[La quinta giornata delle Anteprime toscane è stata dedicata alla presentazione delle nuove annate della Vernaccia di San Gimignano, organizzata con estrema cura dal Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano nella prestigiosa sede storica della]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La quinta giornata delle <i>Anteprime</i> toscane è stata dedicata alla presentazione delle nuove annate della <b><i>Vernaccia di San Gimignano</i></b>, organizzata con estrema cura dal <i>Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano</i> nella prestigiosa sede storica della Rocca di Montestaffoli, che domina il paese e offre alla vista panorami mozzafiato sull’intera zona, fra le più belle della Toscana, per non dire del mondo, ma forse esagero.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La <b>Vernaccia di San Gimignano</b> è un vino pieno di storia: conosciuto fin dal 1200, è l’unico vino citato da Dante Alighieri nella <i>Divina Commedia</i>, al canto XXIV del Purgatorio, dove – nella sesta cornice, fra i golosi – incontra l’amico Forese Donati, che gli indica fra gli altri dannati Papa Martino IV da Tours, che in vita era golosissimo di anguille e Vernaccia, dicendo: «<i>&#8230; e quella faccia / di là da lui più che l’altre trapunta / ebbe la Santa Chiesa in le sue braccia: / dal Torso fu, e purga per digiuno / l’anguille di Bolsena e la vernaccia</i>». Sono note altre citazioni medievali, che per brevità non citerò. Mi limiterò a ricordare che la <i>Vernaccia di San Gimignano</i> è stato il primo vino italiano ad ottenere la Denominazione di Origine Controllata (G.U. 6-5-1966) e la dodicesima ad avere la DOCG (G.U. 21-7-1993). Per un’approfondita storia di questo grande vino, il nostro <strong>Massimo Castellani</strong> ha pubblicato<span class="Apple-converted-space"> </span>un’esaustiva e autorevole <i>video-lezione</i>, visibile cliccando <a href="http://www.ilsalottodelvino.it/storia-della-vernaccia-di-san-gimignano/"><b>qui</b></a>.</p>
<p><b>L&#8217;annata 2019</b> – caratterizzata da un inverno asciutto e da una primavera anticipata, dapprima calda e poi molto piovosa – ha visto la fase vegetativa anticipata ai primi di Marzo e poi rallentata da un fresco Maggio, riportando così quasi nella media il ciclo vegetativo, che ha visto un leggero ritardo nella maturazione delle uve, con la vendemmia iniziata nella seconda decade di Settembre. Dal punto di vista organolettico, la 2019 si annuncia con un’interessante carica aromatica, buoni profumi e una bella impronta acida, con vini caratterizzati da fragranza, equilibrio e finezza, anche se per esprimersi completamente necessiteranno di un periodo di affinamento un po’ più lungo del solito. In quanto ai numeri, i 693 ettari ufficiali coltivati a Vernaccia hanno dato 39.381 hl di vino, dato pressoché stabile rispetto al 2018 (39.618 hl). Anche la <b>Vernaccia di San Gimignano Riserva 2018</b> è frutto di un’annata nella norma, con interessanti diversità rilevate tra le varie microzone e le diverse scelte produttive.</p>
<p>In quanto ai mercati, il 52,7% della <i>Vernaccia di San Gimignano </i>è destinata all’export: 30% al mercato europeo, 18% a quello americano, 4,7% ai mercati asiatici. Circa la metà del 47,3% destinato al mercato italiano viene venduta direttamente a San Gimignano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3971" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Franco-Anteprima-1024x597.png" alt="" width="557" height="325" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Franco-Anteprima-1024x597.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Franco-Anteprima-300x175.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Franco-Anteprima-768x448.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Franco-Anteprima-1536x896.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Franco-Anteprima-2048x1194.png 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Franco-Anteprima-465x271.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Franco-Anteprima-695x405.png 695w" sizes="auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px" /></p>
<p>E passiamo ora ai 35 assaggi che mi hanno più impressionato, a partire dall’ottima annata <b>2019</b>,<b> </b>con una qualità medio-alta raggiunta in tutto il variegatissimo territorio e con alcune eccellenze. In generale ho trovato vini con evidenti note di erbe aromatiche (timo, rosmarino, salvia), una bella mineralità e una freschezza da grande vino bianco, anche se – lo ripeto – la Vernaccia dà il meglio sé dopo un lungo affinamento in bottiglia e quindi non è riscontrabile, ma solo immaginabile, in un’Anteprima.</p>
<p><b>Casa alle Vacche I Macchioni 2019</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Bel naso fruttato (agrumi e mela renetta), bocca fresca e sapida, con finale piacevolmente ammandorlato (<a href="http://www.casallevacche.it">www.casallevacche.it</a>).</p>
<p><b>Casale Falchini Vigna a Solatìo 2019 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano ) – Al naso è fine e ampio, con note evidenti di salvia e pesca bianca; in bocca è intenso e pieno, con bella freschezza e sapidità e con finale lungo e fruttato (mandarino) (<a href="http://www.casale.falchini.it">www.casale.falchini.it</a>).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Cesani 2019</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso fine, giocato su note più floreali che fruttate, con sentori di gelsomino e tiglio che si alternato a mela croccante ed erbe aromatiche (salvia e finocchietto). In bocca è elegante e pieno, fresco e minerale, con finale ancora minerale e ammandorlato. Devo dire questo è uno dei casi di assaggio prematuro, sono certo che fra qualche mese questo vino darà grandi soddisfazioni (<a href="http://www.cesani.it">www.cesani.it</a>).</p>
<p><b>Fattoria di Fugnano Da Fugnano 2019 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso intenso, con note di salvia e pesca; in bocca ha bella freschezza e sapidità e un finale ammandorlato piacevole e abbastanza prolungato. Anche questo è un vino che migliorerà fra qualche mese (<a href="http://www.fattoriadifugnano.it">www.fattoriadifugnano.it</a>).</p>
<p><b>Guicciardini Strozzi Titolato 2019 </b>(95% Vernaccia di San Gimignano, 5% Chardonnay) – Il naso è fine, con note floreali di biancospino e frutti (pesca e pera kaiser); in bocca dà il meglio di sé: intenso e pieno, con freschezza e sapidità come si conviene, fino al finale minerale e ammandorlato (<a href="http://www.guicciardinistrozzi.it">www.guicciardinistrozzi.it</a>).</p>
<p><b>Il Colombaio di Santa Chiara Selvabianca 2019</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso intenso, con note di biancospino, <i>lime</i>, gesso e iodio; in bocca è fresco e pieno, quasi salato, e ha un piacevolissimo finale di mandorla (<a href="http://www.colombaiosantachiara.it">www.colombaiosantachiara.it</a>).</p>
<p><b>Il Lebbio 2019 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso profondo, con note di gelsomino e frutti bianchi (pesca bianca e mela Ambrosia), impreziosite da sentori di pietra focaia; in bocca è intenso e abbastanza morbido, pur senza mancare di freschezza, con finale fresco e ammandorlato (<a href="http://www.illebbio.it">www.illebbio.it</a>).</p>
<p><b>Macinatico-Massi 2019</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso fine e intenso, con note di fiori di campo, <i>lime</i> e mandorla; in bocca è fresco di agrumi e minerale, con finale sapido e ancora ammandorlato (<a href="http://www.macinatico1.it">www.macinatico1.it</a>).</p>
<p><b>Poderi Arcangelo Terra del Lago 2019 </b>(95% Vernaccia di San Gimignano, 5% Chardonnay) – Naso complesso, con note floreali di biancospino e poi salvia, pesca gialla e pietra focaia; in bocca è intenso e fresco, con note minerali e agrumate che si prolungano nel finale di buona persistenza (<a href="http://www.poderiarcangelo.it">www.poderiarcangelo.it</a>).</p>
<p><b>San Quirico 2019</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Un vino fresco che sa di frutta che più frutta non si può, bello nella sua semplicità. Al naso predominano le note agrumate e di mela Fuji, in bocca ha una bella intensità e un gustoso sapore fresco e agrumato, che si prolunga nel bel finale sapido e ammandorlato (<a href="http://www.aziendasanquirico.it">www.aziendasanquirico.it</a>).</p>
<p><b>Signano</b> <b>Poggiarelli 2019 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Bel naso intenso e fine, con note di fiori di campo, fiori di tiglio e agrumi (<i>lime</i> e cedro); in bocca è intenso, fresco e agrumato, facile da bere come vorrebbe la tradizione, con finale ammandorlato e sapido di ottima persistenza (<a href="http://www.casolaredibucciano.it">www.casolaredibucciano.it</a>).</p>
<p><b>L’annata 2018</b> si presenta più disomogenea rispetto alla 2019, con picchi di ottima qualità e assaggi meno interessanti, verificati attraverso il confronto degli stessi vini delle due annate.</p>
<p><b>Casale Falchini Vigna a Solatìo 2018 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano ) – Naso intenso, con note floreali e fruttate (mela renetta); in bocca è intenso, pieno e morbido: emerge la componente fruttata e non manca la freschezza, con una nota alcolica che fa compagnia al frutto nel persistente finale.</p>
<p><b>Cesani Clamys 2018 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Vino che prende nome dalle numerose conchiglie fossili che si trovano in questa vigna con suolo ricco di argille. Forse per questo al naso predomina un’intensa nota minerale, surrogata da intriganti note floreali e fruttate che ritornano all’assaggio; in bocca è intenso e di corpo, con frutta in primo piano (pesca e albicocca in maturazione) e bella freschezza, che equilibra un finale sapido e ammandorlato che sprizza eleganza. Un vino che definirei solare, come il sorriso aperto e sincero della produttrice.</p>
<p><b>Il Colombaio di Santa Chiara Campo della Pieve 2018</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso intenso e profondo, con note di salvia, mughetto, pesca bianca e mela renetta; in bocca entra subito diretto e pieno, senza chiedere permesso, e occupa il cavo orale con buona struttura e morbidezza, fino al finale fruttato e abbastanza lungo.</p>
<p><b>Montenidoli Tradizionale 2018 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Il suo nome dice tutto. Tradizionale nella vinificazione e nel sapore, che sa da subito di <i>old style</i>, senza perdere raffinatezza. Il naso è floreale di ginestra e fruttato di pesca gialla, ma è in bocca che dà il meglio di sé, con corpo ‘ignorante’ e immediato, fresco e pieno, e con finale ammandorlato e minerale. Un vino che immagino con un buon piatto di formaggi molli o su preparazioni mediterranee a base di olio e.v.o. (<a href="http://www.montenidoli.com">www.montenidoli.com</a>).</p>
<p><b>Montenidoli Fiore 2018 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – «<i>Diverso tutti gli anni e tutti gli anni uguale</i>» direbbe il grande maestro Francesco Guccini. Rispetto al vino precedente (<i>Tradizionale</i>), il naso è più complesso ed elegante: una nota piccante di zenzero, la pesca bianca e l’arancia si mescolano con una bella sensazione sapida e una nota balsamica che ritornerà nel finale. In bocca è elegante e ricco, minerale e fruttato, con una freschezza che pulisce e si prolunga nel lungo finale minerale, dolce-amaro, balsamico e ammandorlato.</p>
<p><b>Mormoraia Ostrea 2018 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso complesso e intenso, floreale, agrumato e speziato, con note di tostatura che non disturbano e non coprono i sentori primari; in bocca si conferma intenso e ricco, quasi grasso, ma non perde la sua freschezza, che accompagna tutto il finale fruttato e molto minerale (<a href="http://www.mormoraia.it">www.mormoraia.it</a>).</p>
<p><b>Panizzi Vigna Santa Margherita 2018</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso complesso e fine, con note floreali (biancospino e magnolia), ananas, arancia e sentori dolci, con lieve tostatura di vaniglia; in bocca entra con educazione, ma poi si espande con freschezza saporita ed esplode in un lungo e piacevole finale fruttato, minerale e balsamico (<a href="http://www.panizzi.it">www.panizzi.it</a>).</p>
<p>E adesso passiamo alle <b>altre annate.</b></p>
<p><b>Casale Falchini Ab Vinea Doni 2017 </b>(95% Vernaccia di San Gimignano, 5% Chardonnay) – Al naso è fine, con note floreali di gelso e speziatura (zafferano); in bocca è intenso e corposo: la nota fruttata si evidenzia nel calore e nella freschezza e il finale è persistente, caldo e ammandorlato.</p>
<p><b>Il Palagione Lyra 2017 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso si presenta complesso, con note fruttate di pesca e agrumi, poi erbe aromatiche e una lieve ed elegante nota legnosa, che completa un bouquet di tutto rispetto. In bocca entra da padrone, corposo e fresco, con note minerali e calde ad accompagnare il frutto verso il lungo finale (<a href="http://www.ilpalagione.com">www.ilpalagione.com</a>).</p>
<p><b>Cesani Clamys 2017 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Un’annata non in anteprima, assaggiata al banco assieme alla produttrice. Al naso è intenso, con belle note di erbe aromatiche (finocchietto e rosmarino), poi ananas e pietra focaia; in bocca è intenso e pieno, con freschezza e sapidità che si prolungano nel piacevole finale, in cui torna l’ananas. Per niente male!</p>
<p><b>Montenidoli Carato 2016</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Se esiste un vino bianco cantastorie, capace di trasmettere passione ed eleganza, non posso non pensare a questo vino, al sentimento, alla tenacia e all’entusiasmo con cui Maria Elisabetta Fagiuoli lo prepara, lo cura e lo presenta al mondo. È una <i>Vernaccia di San Gimignano</i> del tutto particolare, direi unica, che narra la lunga storia di una coppia straordinaria che si stabilì lassù, sul “Monte dei nidi”, e che un giorno racconterò. Ma veniamo a questo straordinario 2016. Al naso è profondo, complesso ed elegante, con note di pietra focaia, terrose, fruttate (pesca gialla, mela renetta e agrumi), speziate e piccanti, un incanto già prima di avvicinarlo alla bocca, dove entra con forza ed eleganza e pretende quell’attenzione che tu le concedi, perché sai che quella storia ti affascinerà.. Intenso, ricco e pieno, il sorso è un insieme di mela e agrumi misti a sapidità e freschezza, che ritorna e continua nel lunghissimo finale sapido e appagante che ti invoglia a ribere. Sono sicuro che questa annata avrà lunga vita, come un grande bianco borgognone, a cui sicuramente si ispira. Vorrei proprio riassaggiarla fra una decina di anni.</p>
<p><b>Casale Falchini Vigna a Solatìo 2015</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Assaggiare un vino e commentarlo al banchetto assieme al produttore è una bella soddisfazione&#8230; Il naso è ampio, con note di salvia, poi ananas, pesca e pietra focaia; in bocca è ricco e morbido, caldo e fruttato, con una bella nota sapida ma anche straordinariamente fresco, con una acidità che ritorna e completa il lungo finale ammandorlato.</p>
<p><b>Riserva 2017</b></p>
<p><b>Casa alle Vacche Crocus </b>(95% Vernaccia di San Gimignano, 5% Chardonnay) – Prende il nome dal fiore omonimo (<i>crocus sativus</i>), dal cui stigma si ricava con fatica il preziosissimo zafferano. Mai nome fu azzeccato: al naso il profumo è floreale e speziato proprio di zafferano, ma anche fruttato (pesca gialla), con una nota di erbe aromatiche (salvia) e di sale marino; in bocca è intenso e ricco, fresco e sapido, con un piacevole richiamo di salvia e mandorla dolce nel finale.</p>
<p><b>Cesani Sanice </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso è intenso e fine: note floreali di rosa bianca e ginestra si alternano a quelle di ananas e mela croccante, impreziosite da un nota importante di pietra focaia; in bocca è intenso e di grande eleganza, con la struttura che tiene in equilibrio morbidezza e freschezza fino al tipico finale ammandorlato.</p>
<p><b>Guicciardini Strozzi </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Naso profondo, con belle note di frutta secca (nocciola), pesca gialla e pera kaiser. In bocca è intenso e di bella struttura, con sentori di pesca e frutti tropicali, mentre nel lungo finale emergono erbe aromatiche e mineralità.</p>
<p><b>Il Colombaio di Santa Chiara L’Albereta</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso è intrigante e complesso, con aromi che vanno dalla rosa bianca alla pietra focaia, passando per una bella piccantezza di zenzero e terminando con spezie dolci tostate di vaniglia. In bocca è intenso e pieno: calore e freschezza si bilanciano, creando un bell’equilibrio che porta al finale minerale.</p>
<p><b>San Donato Benedetta</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso è intenso, agrumato (arancia e mandarino) e speziato (vaniglia); in bocca entra pieno, con sorso ricco, fruttato, sapido e con buona freschezza, prima del finale, minerale e ammandorlato (<a href="http://www.sandonato.it">www.sandonato.it</a>).</p>
<p><b>San Quirico Isabella </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso sembra – e sottolineo sembra – un vino maturo, date le note di mela renetta e pesca gialla in confettura, impreziosite da una bella nota sapida; la prima cosa che noti in bocca è invece l’acidità, che arricchisce il frutto e perdura nel finale minerale: un’acidità che non disturba, anzi, che donerà un interessante futuro a questa bella Riserva.</p>
<p><b>Tenuta Le Calcinaie Vigna ai Sassi</b> (95% Vernaccia di San Gimignano, 5% Chardonnay) – Già al naso si preannuncia una gran bella bevuta; intenso e complesso, innumerevoli aromi si alternano uno dietro l’altro: albicocca, mandarino, buccia d’arancia candita, susina goccia d’oro e balsamicità. In bocca è intenso e molto ricco, le sensanzioni nasali si ripetono nel sorso, impreziosite da un’intrigante nota salino-minerale nel lungo e piacevolissimo finale (<a href="http://www.tenutalecalcinaie.it">www.tenutalecalcinaie.it</a>).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Teruzzi Sant’Elena</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso è intenso e complesso, con note agrumate di mandarino e fior d’arancio, poi rosa bianca e pietra focaia; in bocca è fine e ricco, con sorso pieno, fruttato e sapido, e dimostra la sua bella struttura nel piacevolissimo finale minerale e ammandorlato (<a href="http://www.teruzziwine.it">www.teruzziwine.it</a>).</p>
<p><b>Altre annate Riserva</b></p>
<p><b>Panizzi 2016</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Al naso ha note di erbe aromatiche (menta), agrumi e spezie dolci (cannella e vaniglia); in bocca è intenso e ricco, il finale è piacevole su note minerali e fruttate.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Casa Lucii Mareterra 2015</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Vernaccia Vecchia fa buon vino: un bianco di 5 anni e tuttora giovane. Anche in questo caso il nome annuncia qualcosa che il naso conferma subito: profumi di mare, sale iodato e ostrica, oltre che di terra, erbe aromatiche (salvia, timo), agrumi e spezie. In bocca è intenso e ricco di frutto (mela renetta), note pseudocaloriche e una gran bella freschezza (e ha 5 anni&#8230;). Un grande equilibrio accompagna l’ottimo finale, ancora minerale e fruttato (<a href="http://www.casalucii.it">www.casalucii.it</a>).</p>
<p><b>Cesani Sanice 2014 </b>(100% Vernaccia di San Gimignano) – Anche quest’annata era al banchetto della produttrice e ne ho ricavato grande emozione. Al naso, assieme al consueto fruttato, scopri un’insieme di erbe aromatiche (salvia, finocchietto, rosmarino), poi pietra focaia, una bella nota di zafferano e un’intrigante nota <i>fumé</i>, inconsueta da queste parti, almeno per me, che mi ricorda la Loira. In bocca è intenso, largo e lungo, con sorso fruttato (fresco, dopo 6 anni!) e finale lungo e piacevole di mandorla e pietra focaia.</p>
<p><b>Casale Falchini Vigna a Solatìo Riserva 2014</b> (100% Vernaccia di San Gimignano) – Altra Vernaccia ‘stagionata’ assaggiata al banchetto del produttore e altra bella emozione. Naso fruttato e con note minerali, gusto intenso, molto ricco, caldo e fresco, fruttato e sapido, con lungo finale ammandorlato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stellenbosch WO Farm House Organic Chenin Blanc 2016 Spier 1692</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/stellenbosch-wo-farm-house-organic-chenin-blanc-2016-spier-1692/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 11:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vini in vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Farm House Organic Wines]]></category>
		<category><![CDATA[Maledetto CoViD-19]]></category>
		<category><![CDATA[Quarant-eno]]></category>
		<category><![CDATA[Spier 1692]]></category>
		<category><![CDATA[Stellenbosch Wine of Origin]]></category>
		<category><![CDATA[sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica Wine]]></category>
		<category><![CDATA[Tania Kleintjes]]></category>
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					<description><![CDATA[Tempi di quarantena obbligata, che ogni tanto cerchi disperatamente di trasformare in quaranteno, in barba al CoViD-19, e vai a vedere cosa ti può offrire la cantina di casa. Nell’ultima ricerca – siccome nel prossimo Ottobre]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tempi di quarantena obbligata, che ogni tanto cerchi disperatamente di trasformare in quarant<strong><i>eno</i></strong>, in barba al<em> CoViD-19</em>, e vai a vedere cosa ti può offrire la cantina di casa. Nell’ultima ricerca – siccome nel prossimo Ottobre vorrei, sempre <em>CoViD</em> permettendo, tornare in Sudafrica – la mia scelta è caduta su una delle rare bottiglie superstiti dal mio viaggio del 2018 in quello splendido Paese. Si tratta di uno <b><i>Stellenbosch W.O. Farm House Organic Chenin Blanc 2016</i></b> dell’azienda <a href="https://www.spier.co.za"><b><i>Spier 1692</i></b></a>. Lo avevo assaggiato assieme all’enologa <strong>Tania Kleintjes</strong> e ne rimasi talmente entusiasta che lei decise di donarmene una bottiglia. È un vino biologico prodotto vicino a Stellenbosch, nei vigneti adiacenti la cantina, e fa parte della linea aziendale <b>Farm House Organic Wines</b>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3957" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-1024x503.png" alt="" width="579" height="284" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-1024x503.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-300x147.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-768x377.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-1536x754.png 1536w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-2048x1006.png 2048w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-465x228.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/04/Spier-1692-collage-695x341.png 695w" sizes="auto, (max-width: 579px) 100vw, 579px" /></p>
<p>Alla <b>Spier</b> le differenze di altitudine, allevamento ed esposizione si accompagnano a significative differenze mesoclimatiche, nonostante le brevi distanze fra i vari vigneti. Questo – unito alle differenti tipologie dei terreni (alluvionali profondi o ben drenati e aerati o granitici decomposti dalle colline pedemontane) – crea un <i>terroir</i> che garantisce vini pieni e complessi. Dopo la raccolta manuale, le uve selezionate vengono preraffreddate e sottoposte a pigiatura soffice, dopodiché passano a fermentare in botti di rovere francese da 300-400 litri a temperatura controllata. Durante e dopo la fermentazione vengono effettuati continui <i>barrel test</i>, in modo da selezionare i legni migliori per il processo evolutivo finale.</p>
<p>E veniamo alla degustazione. Già all’ingresso nel bicchiere il vino dimostra tutta la sua classe: di un luminosissimo giallo paglierino piuttosto carico, forma numerosi archetti che annunciano struttura. All’olfatto è una meraviglia di complessità e intensità: il primo impatto è di pepe nero fortissimo, poi si apre in belle note floreali, seguite da ananas, pera, agrumi, noce moscata e vaniglia che si alternano ad ogni sniffata. Il sorso è ricco, grasso, intenso, morbido e abbastanza fresco, con ritorni di frutta (ananas e pera) e note sapide, in una bella progressione che porta al finale lungo e complesso, rinfrescato dal ritorno di una piacevole acidità, agrumi, frutta e ancora sapidità. Un grande vino, che mi sono gustato con una bella schiacciata <i>homemade </i>(in questo periodo di quarantena ho anche imparato a fare il pane…), condita con olio e.v.o. toscano e accompagnata da degli ottimi affettati, sempre toscani.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Voti: 95 al vino e –100 (sì, meno 100!) al maledetto <em>CoViD-19</em>. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chianti Classico Collection 2020 &#8211; 2. Riserva e Gran Selezione</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/chianti-classico-collection-2020-2-riserva-e-gran-selezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 19:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico DOCG Gran Selezione]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico DOCG Riserva]]></category>
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					<description><![CDATA[Ed eccoci alla seconda parte di questa spettacolare kermesse. Nel complesso, in tutti i Chianti Classico – sia annata che Riserva che Gran Selezione – ho riscontrato un costante aumento dello standard qualitativo complessivo e i]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccoci alla seconda parte di questa spettacolare <em>kermesse</em>. Nel complesso, in tutti i <b>Chianti Classico</b> – sia annata che <b>Riserva</b> che <b>Gran Selezione</b> – ho riscontrato un costante aumento dello standard qualitativo complessivo e i campioni assaggiati hanno raggiunto livelli assoluti, rendendo difficile fare delle scelte. Questo è sicuramente un risultato del grande impegno e della grande passione di tutti i produttori, grazie ai quali il <b>Chianti Classico</b> ha ottenuto nel 2019 importanti riconoscimenti internazionali, potendo anche contare su una vendemmia iconica come la 2016, la trecentesima da quel primo ufficiale riconoscimento <i>ante litteram</i> del <i>Chianti</i> come zona a denominazione di origine.</p>
<p>Iniziamo questa seconda parte con i <em><b>Chianti Classico Riserva</b></em>. La non felicissima annata <b>2017</b> aveva fatto presagire vini poco equilibrati, spesso maturi di frutto e ancora duri nel tannino. Gli assaggi confermano in parte questi timori, ma non mancano gradite sorprese. Il <b>2016</b> conferma invece le aspettative di un’annata magnifica, di quelle da ricordare e conservare in cantina (gli assaggi indicati con l’asterisco * sono campioni da botte).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3672" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-1-1024x324.png" alt="" width="578" height="183" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-1-1024x324.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-1-300x95.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-1-768x243.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-1-465x147.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-1-695x220.png 695w" sizes="auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px" /></p>
<p><b>*Castello di Meleto Riserva Vigna Poggiarso 2017</b> (100% Sangiovese) – Naso intenso, con sentori fruttati (amarene, arancia rossa), floreali e speziati; in bocca si conferma intenso, fresco, godibile e fruttato nella sua semplicità, i tannini sono ancora in evoluzione e il lungo finale fruttato e minerale lascia la bocca buona (<a href="http://www.vino.castellomeleto.it">www.vino.castellomeleto.it</a>).</p>
<p><b>*San Giusto a Rentennano Riserva Le Baròncole 2017</b> (97% Sangiovese, 3% Canaiolo) – Naso intenso di frutta rossa matura e in confettura (frutti di bosco e amarena), prima di note speziate (cipria). In bocca è intenso, con tannini ancora in evoluzione ma già di buona morbidezza e piacevole freschezza finale, su note fruttate e minerali (<a href="http://www.fattoriasangiusto.it">www.fattoriasangiusto.it</a>).</p>
<p><b>Fèlsina Riserva Rancia 2017 </b>(100% Sangiovese) – Naso fine e ampio, con sentori di viola e frutti rossi (arancia sanguinella) e neri, spezie dolci tostate e <i>nuances</i> ferrose. In bocca è molto educato, nel senso che entra in bocca con il garbo discreto di un ospite di classe, di quelli che accogli con gioia: è caldo, con tannini morbidi integrati e bella freschezza agrumata, che si prolunga nel finale, piacevole e persistente, completato da belle note ferrose e balsamiche (<a href="http://www.felsina.it">www.felsina.it</a>).</p>
<p><b>Luiano Riserva Oro 2017</b> (100% Sangiovese) – All’olfatto è fruttato (ciliegia), con note di rosa appassita, liquirizia e leggera nota calorica, che si conferma in bocca, bilanciando i tannini ben integrati nel frutto e prolungandosi anche nel finale balsamico, minerale e ancora di liquirizia. Un bel vino vecchio stile (<a href="http://www.luiano.it">www.luiano.it</a>).</p>
<p><b>*Monteraponi Riserva Il Campitello 2017</b> (90% Sangiovese, 7% Canaiolo, 3% Colorino) – Bellissimo naso, complesso e intenso: vi si riconoscono lavanda, ginestra, erbe aromatiche, frutti di bosco, ciliegia, arancia sanguinella, spezie, note ematiche e mineralità. In bocca è intenso, largo e lungo, e accanto a una bella spalla acida mostra tannini nobili e vellutati; il finale lungamente persistente mantiene la freschezza iniziale, assieme a sapidità, arancia sanguinella e liquirizia. Un gran bel vino (<a href="http://www.monteraponi.it">www.monteraponi.it</a>).</p>
<p><b>Poggerino Riserva Bugialla 2017</b> (100% Sangiovese) – Naso intenso e ampio, in cui si alternano note di more e ciliegie, seguite da <i>nuances</i> di liquirizia, grafite e tabacco. In bocca è potente e ha una bella acidità, mentre i tannini sono buoni ma ancora un po’ ruvidi; il finale è persistente, su note fruttate e minerali. È un vino già godibile, ma, se ce lo dimentichiamo in cantina per un po’, ci darà delle belle emozioni (<a href="http://www.poggerino.com">www.poggerino.com</a>).</p>
<p><b>Badia a Coltibuono Riserva 2016</b> (90% Sangiovese, 10% Canaiolo, Colorino e Ciliegiolo) – Naso fine ed elegante, floreale (rosa appassita) e fruttato (ciliegia e arancia rossa), prima delle spezie. In bocca entra con grande eleganza: freschezza e note calde si bilanciano con tannini perfettamente integrati e il lunghissimo finale è agrumato e molto, molto gustoso (<a href="http://www.coltibuono.com">www.coltibuono.com</a>).</p>
<p><b>Brancaia Riserva 2016 </b>(80% Sangiovese, 20% Merlot) – Naso intenso e profondo, con sentori di fiori secchi, prugna, mora di rovo, arancia rossa, erbe aromatiche, tostatura e note minerali. In bocca è intenso, potente ed equilibrato, con tannini nobili ben integrati e bella acidità, che si protrae nel lungo finale agrumato (arancia) e sapido (<a href="http://www.brancaia.it">www.brancaia.it</a>).</p>
<p><b>Casale dello Sparviero Riserva 2016 </b>(100% Sangiovese) – Naso profondo e complesso, quasi selvatico: sottobosco, fiori secchi, ciliegia, amarena, pepe, tabacco da pipa e gessosità preannunciano grande struttura, che in bocca si fa sentire, ma senza disturbare; i tannini, già evoluti, hanno una bella trama e il sorso è deciso e ricco di frutta e balsamicità. Finale lungo, gessoso, balsamico e agrumato (<a href="http://www.casaledellosparviero.it">www.casaledellosparviero.it</a>).</p>
<p><b>Monsanto Riserva 2016 </b>(90% Sangiovese, 5% Canaiolo, 5% Colorino) – Si presenta al naso con bella eleganza: è complesso e profondo, con sentori di viola, rosa, fiori essiccati, frutti rossi, mora, speziatura tostata, tabacco da sigaro, spinta calorica e nota ferrosa. In bocca conferma eleganza e struttura, con tannini perfettamente integrati nel frutto e vivace freschezza, che si protrae nel lunghissimo e piacevole finale, sui toni fruttati e ferrosi (<a href="http://www.castellodimonsanto.it">www.castellodimonsanto.it</a>).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3673" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-2-1024x348.png" alt="" width="567" height="193" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-2-1024x348.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-2-300x102.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-2-768x261.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-2-465x158.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-2-695x236.png 695w" sizes="auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px" /></p>
<p><b>Colle Bereto Riserva 2016</b> (100% Sangiovese) – Naso intenso, con sentori di frutti di bosco, confettura di frutti scuri, spezie, tostatura (caffè) e fine nota balsamica. In bocca entra avvolgente, con tannini levigati e buona freschezza che si completano in un fruttato che ricorda il frutto primario, l’uva; il finale non è lunghissimo ma interessante, su note balsamiche, minerali e speziate. Da riassaggiare sicuramente, dopo qualche mese di bottiglia. (<a href="http://www.collebereto.it">www.collebereto.it</a>).</p>
<p><b>Villa Calcinaia</b> <b>Riserva 2016</b> (100% Sangiovese) – Naso intenso e ampio, con aromi maturi di mora e amarena, prima delle note speziate; in bocca manifesta una struttura austera e importante, tannini già morbidi, bella freschezza, un sorso carnoso e pieno e un finale persistente, fruttato e ferroso (<a href="http://www.conticapponi.it">www.conticapponi.it</a>).</p>
<p><b>Fattoria della Aiola Riserva 2016</b> (90% Sangiovese, 5% Colorino, 5% Merlot) – Impatto olfattivo ampio, con iris e fragole in confettura, spezie dolci (vaniglia, tostatura e leggeri richiami di smalto); in bocca è intenso e fresco, con tannini levigati e vibranti, e anche nel lungo finale si mantiene fresco, con piacevoli note minerali, agrumate (arancia sanguinella) e tostate (caffè) (<a href="http://www.aiolanews.com/">www.aiolawines.com</a>).</p>
<p><b>Fattoria Le Fonti Riserva 2016</b> (100% Sangiovese) – Naso molto intenso, con sentori di caramella alla frutta, frutta in confettura, spezie dolci e balsamicità. In bocca entra con elegante morbidezza ma materico, con tannini levigati e integrati e con una freschezza capace di dare dinamicità al tutto; il sorso è avvolgente e il lungo finale è piacevolmente fruttato (amarena) e ferroso (<a href="http://www.lefontipoggibonsi.it">www.lefontipoggibonsi.it</a>).</p>
<p><b>Istine Riserva Levigne 2016</b> (100% Sangiovese) – Bella e sottile eleganza complessiva, in questo vino, che al naso si presenta intenso e accattivante, con riconoscimenti di viola, erbe aromatiche, frutti di bosco e arancia, seguiti da note speziate e ferrose. In bocca è intenso e largo, con trama tannica ben integrata e bella freschezza; bello e persistente il finale, agrumato (arancia) e leggermente amaricante (<a href="http://www.istine.it">www.istine.it</a>).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>*La Montanina Riserva 2016</b> (90% Sangiovese, 10% Merlot) – Naso fine, di fiori e frutti tipici (iris, viola, ciliegia, arancia sanguinella), spezie e balsamicità. In bocca esprime tutta la sua gustosità, intenso e pieno, con tannini levigati accompagnati dalla freschezza. Finale agrumato e balsamico. Proprio una bella bevuta (<a href="http://www.aziendaagricolalamontanina.it">www.aziendaagricolalamontanina.it</a>).</p>
<p><b>La Sala Riserva 2016</b> (90% Sangiovese, 10% Cabernet Sauvignon) – Un bel naso intenso e complesso: viola e lavanda, frutti rossi, scorza di agrume, spezie dolci; in bocca entra intenso e raffinato, con un bel sorso fruttato e tannini nobili e morbidi, guidati da una bella freschezza. Il finale è lunghissimo, fruttato e minerale. Un altro vino che emoziona e invita ad ascoltarne la storia (<a href="http://www.lasala.it">www.lasala.it</a>).</p>
<p><b>Le Fonti di Panzano Riserva 2016</b> (90% Sangiovese, 7% Merlot, 3% Cabernet Sauvignon) – «<i>Narrami, o vino, la tua bella storia, che voglio ascoltarla con attenzione</i>». Ecco, questo è quello che io chiamo un vino cantastorie, che richiede attenzione fin dal momento in cui lo avvicini al naso, che è subito intenso, avvolgente, pieno di profumi floreali, fruttati, di erbe aromatiche e tabacco. E se il naso crea grandi aspettative, la bocca non le delude; anzi! Entra da padrone, senza bussare, come fosse casa sua: ha struttura importante ed elegante; ha trama tannica fitta e morbida, perfettamente integrata nel frutto, che ricorda la ciliegia e l’arancia; ha spalla acida che sostiene e bilancia il tutto e ha un finale lunghissimo, su note minerali e di agrumi rossi. Sì, è proprio un signor cantastorie! (<a href="http://www.fattorialefonti.it">www.fattorialefonti.it</a>).</p>
<p><b>Marchesi Antinori Riserva Villa Antinori 2016</b> (Sangiovese e altre uve complementari) – Naso intenso e molto piacevole di frutta rossa matura (ciliegia visciola) e fiori secchi, aromi di cannella, tostatura e balsamicità. In bocca è equilibrato e pulito; la trama tannica è fitta e levigata e insieme a una buona freschezza affiora una leggera nota alcolica, che si protrae nel finale: ma qui, finalmente, il vino recupera tutte le buone promesse fatte al naso, rimaste un po’ nell’ombra nel sorso centrale (<a href="http://www.antinori.it">www.antinori.it</a> ).</p>
<p><b>Fattoria Rodáno Riserva Viacosta 2016</b> (100% Sangiovese) – Al naso si presenta potente, ma ancora non espresso totalmente: vi si intuiscono sentori terrosi, fruttati e floreali, uniti a lievi <i>nuances</i> di sigaro toscano. In bocca esprime il meglio di sé con grande potenza: trama tannica fitta, ancora in evoluzione, ma di qualità; salinità e mineralità ferrosa, oltre a freschezza importante, che si manifesta anche dopo la deglutizione e si prolunga nel finale, fruttato e lievemente balsamico. È un vino già pronto per chi ha fretta di berlo, ma regalerà sicuramente grandi emozioni a chi avrà la pazienza di aspettarlo almeno un anno (<a href="http://www.rodano-chianticlassico.it">www.rodano-chianticlassico.it</a>).</p>
<p>Ed eccoci ai <em><b>Chianti Classico Gran Selezione</b></em>, di cui ho assaggiato – tra tutte quelle proposte – solo le annate 2015 e 2016. Devo dire che alla lunga ho apprezzato un po’ di più la finezza e l’eleganza complessiva del 2016 rispetto alla potenza e alla ricchezza del 2015. Sia comunque chiaro che, in entrambi i casi, si tratta di annate che passeranno alla storia, con una qualità complessiva di livello assoluto.</p>
<p><b>Bindi Sergardi Gran Selezione Mocenni 89 2016</b> (100% Sangiovese) – Manifesta eleganza fin dalla prima sniffata. Fine e ampio, ha profumi di viola, rosa appassita, ciliegia, arancia rossa e note speziate (pepe e cannella). In bocca si conferma elegante e sottile, con tannini fitti e vellutati e buona acidità, ma anche succulento, pieno e di grande bevibilità; il piacevole e lungo finale (fruttato e minerale) completa una bella bevuta (<a href="http://www.bindisergardi.it">www.bindisergardi.it</a>).</p>
<p><b>Casa Emma Gran Selezione Vigna di Bufati 2016</b> (100% Sangiovese) – Naso profondo e complesso, in cui prevale inizialmente una nota tostata, ma poi si apre con frutti rossi (arancia) e neri e ancora lievi <i>nuances</i> speziate. In bocca è intenso e pieno, succulento, fresco e con tannini fitti e integrati, con un bel finale in crescendo, fruttato e minerale (<a href="http://www.casaemma.com">www.casaemma.com</a>).</p>
<p><b>Castello di Verrazzano Gran Selezione Sassello 2016</b> (100% Sangiovese) – Naso intenso, con note variegate di marasca e mora, unite a sentori legnosi e vanigliati. L’ingresso in bocca è prepotente, intenso e largo, con tannini ben integrati nel frutto e calore che si protrae in un bel finale fruttato di media persistenza (<a href="http://www.verrazzano.it">www.verrazzano.it</a>).</p>
<p><b>Famiglia Nunzi Conti Gran Selezione Vigna Elisa 2016 </b>(100% Sangiovese) – All’olfatto è intenso, fine e promettente, con note floreali e di frutta matura e in confettura (amarena), che si combinano con speziature tostate. In bocca ha una freschezza sorprendente per la tipologia, ben amalgamata con la trama tannica fitta e levigata e persistenti aromi fruttati, che si prolungano nel bel finale, ancora fruttato e minerale, in linea con le promesse iniziali (<a href="http://www.famiglianunziconti.it">www.famiglianunziconti.it</a>).</p>
<p><b>Fontodi Gran Selezione Vigna del Sorbo 2016</b> (100% Sangiovese) – Al naso è un vino eccellente: intenso, complesso, avvolgente, potente e dinamico, perché cambia ad ogni sniffata: note floreali e di erbe officinali si confondono con frutti rossi maturi ma freschi, oltre a spezie e balsamicità. Al gusto è addirittura meglio: elegante e ricco, con tannini finissimi e praticamente perfetti, spalla acida che sorregge e bilancia, giusta sapidità e giusto calore. Il lunghissimo finale è un’apoteosi di aromi che tornano: frutta rossa, freschezza e sapidità, per concludere con un’intrigante nota di caffè. A ogni assaggio si scopre qualcosa di nuovo: insomma, un perfetto ed emozionante cantastorie, di quelli con cui sarà piacevole fare una bella chiacchierata (<a href="http://www.fontodi.com">www.fontodi.com</a>).</p>
<p><b>Lamole di Lamole Gran Selezione Vigneto di Campolungo 2016</b> (95% Sangiovese, 5% Cabernet Sauvignon) – Naso complesso, direi “lamolese”, per i profumi classici che esprimono i vini di quella zona: in primis floreali di giaggiolo, poi fruttati (ciliegia e lampone), quindi note terrose e balsamiche, speziature e tabacco. In bocca è intenso e ricco: acidità, tannini bilanciati, sapidità, balsamicità e frutti si fondono in un sorso piacevole e si ritrovano in un finale fresco e lungo (<a href="http://www.lamole.com">www.lamole.com</a>).</p>
<p><b>Le Fonti di Panzano Gran Selezione 2016</b> (100% Sangiovese) – Al naso sembra timido, esprime finezza di frutti rossi (soprattutto ciliegia), spezie dolci e una lieve nota calda, che si conferma in bocca, dove freschezza, tannini levigati e sapidità completano una bevuta gustosa e si prolungano nel lungo e piacevole finale (<a href="http://www.fattorialefonti.it">www.fattorialefonti.it</a>).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3674" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-3-1024x497.png" alt="" width="565" height="274" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-3-1024x497.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-3-300x146.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-3-768x372.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-3-465x226.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/CCC-2020-2-collage-3-695x337.png 695w" sizes="auto, (max-width: 565px) 100vw, 565px" /></p>
<p><b>Marchesi Antinori Gran Selezione Badia a Passignano 2016</b> (100% Sangiovese) – Naso complesso e intenso, con note di rosa appassita, frutti di bosco (mirtillo), spezie (cipria) e lievi note smaltate. In bocca è intenso, di buon corpo e morbido, con tannini levigati, sorso succulento e gradevole finale fruttato (<a href="http://www.antinori.it">www.antinori.it</a>).</p>
<p><b>Ricasoli Gran Selezione Colledilà Castello di Brolio 2016</b> (100% Sangiovese) – Giù il cappello davanti al re! Questa selezione clonale del Sangiovese di Brolio è davvero stupefacente, con un’ampia complessità di profumi, che passano dal terroso sottobosco ai frutti scuri, dalla prugna alla scorza di arancia, dal <i>goudron</i> al tabacco e alla vaniglia. In bocca entra con eleganza e grandissimo equilibrio, con tannini vellutati e bella acidità integrati nel frutto. Finale da urlo: lungo, profondo e complesso, giocato sull’eleganza e sulla progressione fra mineralità e frutto (<a href="http://www.ricasoli.com">www.ricasoli.com</a>).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Ricasoli Gran Selezione CeniPrimo Castello di Brolio 2016</b> (100% Sangiovese) – È chiaramente un vino primadonna, di quelli che pretendono attenzione e considerazione fin dal suo entrare nel bicchiere e già la prima sniffata è complessa e affascinante come un&#8217;aria da soprano di un&#8217;opera di Giuseppe Verdi: si succedono petali di rosa, mirtillo, susina rossa, ciliegia rossa, arancia rossa e spezie. All’ingresso in bocca l’attenzione e la gioia crescono in progressione; l’intensità e la ricchezza di frutto (arancia rossa) sono in bella evidenza, i tannini fini in bella trama, la spalla acida sostiene e impreziosisce il sorso e dona straordinario equilibrio e armonia, che accompagnano il lungo finale elegante. La bocca resta asciutta e gradevole ma non appagata, perché la voglia di un bere ancora è quasi incontenibile. Da una primadonna che affronta un’aria verdiana impegnativa (<i>Tacea la notte placida</i>, dal <i>Trovatore</i>) ti aspetti magìa, sogno, integrazione con la trama orchestrale: insomma, perfezione. Ecco, <i>Ceniprimo 2016</i> possiede tutto questo.</p>
<p><b>Vignamaggio Gran Selezione Monna Lisa 2016</b> (95% Sangiovese, 5% Cabernet Sauvignon) – Naso fresco e intenso, con note di arancia rossa e frutti di bosco, seguite da bella speziatura (cannella e chiodi di garofano) e nota balsamica. In bocca è intenso e fresco: tannini nobili e mineralità, ben bilanciati con l’acidità, doneranno lunga vita a questo vino, già ora molto gustoso, con un finale elegante, minerale e agrumato, di buona persistenza (<a href="http://www.vignamaggio.com">www.vignamaggio.com</a>).</p>
<p><b>Monsanto Gran Selezione Vigneto Il Poggio 2015 </b>(95% Sangiovese, 3% Colorino 2% Canaiolo) – Anche in questo caso si tratta di un vino primadonna, che attira l’attenzione e ripaga le aspettative. Al naso è intenso e ampio, con belle note fruttate (in primis ciliegia e poi lamponi e mela renetta), erbe aromatiche, nota alcoolica e balsamica. In bocca entra intenso e avvolgente; il frutto è pieno e succoso, i tannini sono levigati e freschezza e calore sono ben integrati e creano un bell’equilibrio gustativo, donando dinamicità. Il finale caldo e pieno è molto persistente e di grande eleganza, come si conviene a una primadonna.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Ormanni Gran Selezione «Etichetta Storica» 2015</b> (100% Sangiovese) – Bel naso, intenso e complesso, con note minerali, erbe aromatiche e frutta rossa e nera (ciliegia, mora, prugna). In bocca è intenso e i tannini son ben integrati nella componente alcoolica, che si fa un po’ sentire; il finale è ancora caldo, sapido e fruttato. Un vino austero, dal gusto antico e classico, che più classico non si può, proprio figlio della sua terra (<a href="http://www.ormanni.com">www.ormanni.com</a>).</p>
<p><b>Rocca di Montegrossi Gran Selezione Vigneto San Marcellino 2015</b> (94% Sangiovese, 6% Pugnitello) – Naso fine e fresco, con note di viola mammola, arancia sanguinella, fragola ed erbe aromatiche, seguite da spezie, sentori terrosi e mineralità. Anche in bocca è intenso, con tannini fini e bella acidità, che si esprime in un sorso agrumato di arancia e sostiene in bella progressione un piacevole finale minerale e fruttato (<a href="http://www.roccamontegrossi.it">www.roccamontegrossi.it</a>).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chianti Classico Collection 2020 &#8211; 1. L&#8217;annata 2018, promesse e speranze</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/chianti-classico-collection-2020-1-lannata-2018-promesse-e-speranze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 18:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ais Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Vino Chianti Classico]]></category>
		<category><![CDATA[Gallo Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Manetti]]></category>
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					<description><![CDATA[La kermesse Chianti Classico Collection assume ogni anno dimensioni sempre più impressionanti per numero di produttori, operatori e giornalisti da tutto il mondo. L’edizione 2020 – organizzata come sempre alla perfezione dal Consorzio Vino Chianti Classico]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <em>kermesse</em> <b><i>Chianti Classico Collection</i></b> assume ogni anno dimensioni sempre più impressionanti per numero di produttori, operatori e giornalisti da tutto il mondo. L’edizione 2020 – organizzata come sempre alla perfezione dal <strong>Consorzio Vino Chianti Classico</strong> alla Stazione Leopolda il 17 e 18 Febbraio, con 198 aziende presenti (record) e 481 etichette in degustazione, che salgono a 740 se si contano anche quelle in degustazione ai banchi dei produttori – ha visto un’infaticabile e impeccabile squadra di sommelier <i>AIS Toscana </i>svolgere con grande professionalità il servizio per i degustatori, 320 giornalisti e più di 1.800 operatori in rappresentanza di 30 diversi paesi del mondo.</p>
<p>Questa edizione, curiosamente, è sembrata girare intorno al numero <b>2</b>: <b>2°</b> mese del <b>2</b>0<b>2</b>0, con <b>2</b> giornate di apertura e per la <b>seconda</b> volta l’evento aperto anche al consumatore finale. Inoltre, vi hanno partecipato <b>2</b>00 aziende, si sono festeggiati i <b>2</b>0 anni della DOP Olio Chianti Classico e per la <b>seconda</b> volta <b>Giovanni Manetti</b> ha fatto gli onori di casa in qualità di Presidente del <em>Consorzio Vino Chianti Classico</em>.</p>
<p>«<i>Partecipo alla </i>Collection<i> fin dalla sua prima edizione, ma ogni anno è un’emozione nuova» </i>ha<i> </i>affermato proprio Manetti<i>. «È un onore per me accogliere i tanti amici della stampa nazionale, internazionale e de</i><em>l trade</em><i> che passeranno a trovarci dalla Leopolda. In questi giorni avremo modo di presentare a un pubblico estremamente qualificato il risultato del nostro lavoro. Lo facciamo sempre con grande entusiasmo e con sempre più coesione, visto il numero sempre più grande di aziende che partecipano all’evento. Siamo consapevoli infatti che la strada della qualità e del rispetto del territorio che ci è stato affidato sia l’unica possibile, non solo per ottenere i grandi vini e i risultati straordinari che pubblico e critica ci attribuiscono ormai da molti anni, ma anche per trarre la massima soddisfazione da quello che facciamo ogni giorno. Quindi è con grande piacere che darò il benvenuto a tutti gli ospiti della </i><em><strong>Chianti Classico Collection</strong></em><i>, un evento che cresce ogni anno, non solo in termini di rappresentanza delle aziende partecipanti, ma anche nei numeri e nella professionalità dei suoi ospiti</i>».</p>
<p>A livello economico, il 2019 si può definire un anno molto positivo per i vini della denominazione: il bilancio si è chiuso infatti con le vendite ancora in leggera crescita rispetto all’anno precedente, con un <i>trend</i> confermato anche nel Gennaio del 2020 (+10% rispetto al Gennaio 2019). Guardando ai mercati, in attesa di capire se la minaccia dei dazi si concretizzerà o meno, gli USA si confermano ancora una volta al primo posto, come accade ormai da più di 15 anni (34% delle vendite totali); stabile al secondo posto è il mercato interno, in cui viene venduto il 22%; segue il Canada (10%) e cresce anche il Regno Unito, che conquista il quarto posto (7%), incalzato dalla Germania (6%). A seguire, i Paesi Scandinavi, la Svizzera e il Giappone. Oltre ai grandi mercati storici, i vini del <i>Gallo Nero</i> raggiungono anche mete insolite, essendo distribuiti in oltre 130 paesi di tutti i continenti.</p>
<p>«<i>Siamo molto soddisfatti dell’affermazione del </i>Chianti Classico<i> sui mercati internazionali</i> – ha dichiarato ancora Manetti – <i>e, in particolare, del trend positivo degli Stati Uniti e del Canada e della tenuta di tutti gli altri mercati storici per i vini del </i>Gallo Nero<i>. Apprezziamo anche il risultato del mercato interno, che premia il lungo lavoro di rilancio della denominazione svolto negli anni e culminato con l’introduzione della </i>Gran Selezione<i>, la nuova tipologia di </i>Chianti Classico<i> sul mercato dal 2014. Ancora molto può e deve essere fatto ed è uno dei principali obiettivi del mio mandato di Presidente quello di valorizzare ulteriormente la denominazione, continuando a consolidarne il valore e l’immagine nella sfera delle eccellenze enologiche mondiali</i>».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3655" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-light-1024x438.png" alt="" width="1024" height="438" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-light-1024x438.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-light-300x128.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-light-768x328.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-light-465x199.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-light-695x297.png 695w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-light.png 1841w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Per chiudere con la curiosa ricorrenza del numero 2 di questa edizione, aggiungo indegnamente che anche io vi ho partecipato per la seconda volta in veste non istituzionale e non posso che confermare quanto dissi in merito l’anno passato: anche quest&#8217;anno l&#8217;evento è stato organizzato in modo eccellente, sotto ogni aspetto; veramente un gran lavoro.</p>
<p>E veniamo ai vini. Nel <b>2018</b> la produzione di <b>Chianti Classico </b>è stata di 275.000 hl. L’annata ha avuto un andamento climatico discontinuo, con mutevoli situazioni meteorologiche che si sono alternate durante tutto il ciclo vegetativo. Da un punto di vista gustativo l’annata si presenta abbastanza convincente, con vini che giocano su freschezza e bevibilità, con frutto dolce maturo e completo e tannini per lo più morbidi, pur senza rinunciare a materia e complessità. Un’annata da grandi soddisfazioni, dunque.</p>
<p>In questa prima puntata mi soffermerò su quei <b>Chianti Classico 2018 </b>e<b> 2017</b> che – per un verso o per l’altro – mi sono sembrati al momento più interessanti (quelli indicati con l’asterisco * sono campioni prelevati da botte). Per i <b><i>Chianti Classico Riserva</i></b> e i <b><i>Chianti Classico Gran Selezione </i></b>rimando alla seconda (e così continua a ricorrere il numero 2) puntata.</p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Bibbiano 2018</b> (100% Sangiovese) – Al naso è ampio, floreale e fruttato, fresco di fragola e arancia rossa; in bocca è intenso e gustoso, con tannini integrati che si bilanciano con una bellissima acidità, che si prolunga nel piacevolissimo finale minerale e aranciato. Qualcuno lo ha definito un <i>rosso da pesce</i>: sono d’accordo, ma direi piuttosto ‘<i>anche</i><i> da pesce</i>’. Un vino da bere, ribere e ribere ancora, di quelli che ti fanno finire una bottiglia senza accorgertene (<a style="color: #000000;" href="http://www.bibbiano.com">www.bibbiano.com</a>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">*<b>Casa Emma 2018</b> (90% Sangiovese, 5% Malvasia Nera, 5% Canaiolo) – Naso ampio e fine, floreale e fruttato, con frutti rossi e arancia sanguinella in evidenza; poi spezie dolci, tra calore e freschezza. In bocca è intenso e fine, i tannini sono ben integrati nel frutto carnoso e ben bilanciati con acidità e sapidità. Lungo finale minerale e aranciato, con un’acidità di ritorno che prolunga il piacere della bevuta (<a style="color: #000000;" href="http://www.casaemma.com">www.casaemma.com</a>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>*Castello di Monsanto 2018</b> (90% Sangiovese, 5% Canaiolo, 5% Colorino) – Naso profondo e complesso, ma anche molto elegante: rosa canina, erbe aromatiche, frutti rossi e note minerali si completano con spezie dolci. In bocca è avvolgente ed elegante, i tannini sono morbidi e ben integrati e non manca di freschezza, con un finale lungo, ancora su note fruttate e minerali, per una beva eccellente (<a style="color: #000000;" href="http://www.castellodimonsanto.it">www.castellodimonsanto.it</a>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Castello di Vicchiomaggio Guado Alto 2018</b> (100%Sangiovese) – Naso complesso e di grande intensità, fine ed elegante, in cui si alternano erbe aromatiche, lavanda, frutta rossa, vaniglia, burro<span class="Apple-converted-space">  </span>e cacao. In bocca entra pieno e avvolgente, ma anche elegante; i tannini sono semplicemente perfetti, il frutto è gustoso e piacevole, la freschezza e il calore si bilanciano bene e il finale è fruttato e minerale, di lunga persistenza. Un <i>vino-cantastorie</i>, di quelli con cui mi riprometto di passare un po’ di tempo per farmele raccontare e poi, magari, raccontarle a voi (<a style="color: #000000;" href="http://www.vicchiomaggio.it">www.vicchiomaggio.it</a>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Fattoria San Giusto a Rentennano 2018</b> (95% Sangiovese, 5% Canaiolo) – Naso intenso, con sentori floreali e fruttati, cui seguono spezie dolci, ferrosità e calore. In bocca è intenso e pieno, i tannini sono ancora in via di integrazione ma già nobili, il calore è bilanciato dalla freschezza spiccata, evidenziata da una succosa nota di arancia sanguinella, con il quadro completato da una bella nota ferrosa che si prolunga nel finale, roccioso e aranciato (<a style="color: #000000;" href="http://www.fattoriasangiusto.it">www.fattoriasangiusto.it</a>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">*<b>Isole e Olena 2018</b> (82% Sangiovese, 15% Canaiolo, 3% Syrah) – Naso intenso e profondo, in cui si alternano principalmente sentori floreali e fruttati, oltre a piacevoli note di cipria; in bocca entra pieno e morbido, la trama tannica è fine, integrata nel frutto e ben bilanciata dalla freschezza, che si prolunga nel piacevole finale fresco e fruttato.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Monteraponi 2018 </b>(95% Sangiovese, 5% Canaiolo) – Naso intenso e ampio, con evidenti sentori di viola, ribes e ciliegia, seguiti da note terrose e lievi <i>nuances</i> speziate; in bocca è intenso, i tannini sono vellutati e il frutto è quello tipico della ciliegia, la freschezza e la ferrosità completano il quadro gustativo. Il finale è persistente, su note minerali e amaricanti (<a style="color: #000000;" href="http://www.monteraponi.it">www.monteraponi.it</a>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Podere Poggio Scalette 2018 </b>(100% Sangiovese) – Il profumo che emana dal bicchiere è di quelli che ti colpisce subito per il suo invitante insieme di aromi fruttati e floreali, dove spiccano le fragranze di arancia rossa e viola: semplice e ampio, fine e solare, pare ti dica «bevimi», e tu lo ascolti e lo bevi. Sì, proprio lo bevi. Al gusto è veramente accattivante, una potente intensità riempie con eleganza la bocca di morbida freschezza, i tannini sono integrati perfettamente nel frutto, calore e sapidità completano il sorso, il lungo finale gustoso è fresco di arancia. Ha una beva straordinaria, ho finito tutto quel che avevo nel bicchiere senza sputarlo e quasi avrei voluto richiederlo. Ho proprio intenzione di passarci un po’ di tempo, con questo ultimo assaggio dell’annata 2018, perché sono sicuro che potrebbe raccontarmi una gran bella storia (<a style="color: #000000;" href="http://www.poggioscalette.it">www.poggioscalette.it</a>)</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3656" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-aziende-3-1024x408.png" alt="" width="642" height="256" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-aziende-3-1024x408.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-aziende-3-300x119.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-aziende-3-768x306.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-aziende-3-465x185.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Ignesti-CCC-2020-collage-aziende-3-695x277.png 695w" sizes="auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px" /></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Istine 2017 </b>(100% Sangiovese) – Naso intenso e fine, con riconoscimenti di marasca, viola, spezie dolci e cenni ferrosi. In bocca, ingresso potente, minerale e fresco, i tannini sono nobili, ma ancora in evoluzione, il finale fruttato e minerale è di buona persistenza (<a style="color: #000000;" href="http://www.istine.it">www.istine.it</a>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa 2017 </b>(100% Sangiovese) &#8211; Naso intenso e fine, dove emergono sentori di ciliegia, viola, note di macchia mediterranea, vaniglia e liquirizia. In bocca entra quasi chiedendo permesso, ma poi si espande e dimostra tutta la sua ricchezza fruttata, con tannini nobili ancora non perfettamente evoluti e bella spalla acida. Bel finale ferroso e fruttato, lungo e piacevole (<a style="color: #000000;" href="http://www.nittardi.com">www.nittardi.com</a>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Ormanni 2017</b> (100% Sangiovese) – Naso intenso profondo, floreale e fruttato (viola, lavanda e arancia rossa), poi spezie dolci (vaniglia e anice); in bocca è fresco, con bei tannini ancora in evoluzione,<span class="Apple-converted-space">  </span>finale minerale e aranciato, leggermente asciugante (www.ormanni.net).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Tenuta di Carleone 2017</b> (100% Sangiovese). Naso intenso, fresco e fruttato (arancia sanguinella e ribes), ma anche bote cosmetiche come rossetto e cipria. In bocca è intenso e fresco, con tannini nobili ma giovani e spiccata mineralità, che accompagna il finale fresco e aranciato. Un vino interessante, da aspettare.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Castell’in Villa 2015 </b>(100% Sangiovese)<b> – </b>Sarà perché l’annata 2015 è straordinaria, sarà perché da sempre quest’azienda fa della grande qualità la sua bandiera, sarà perché&#8230; ma qui si va oltre la parola ‘vino’. Questo non è solo un un cantastorie. È un cantaleggende? Lo è. È un <i>master of elegance</i>? Lo è. È una primadonna che vuole attenzione e riverenza? Lo è. Proverò a descriverlo, anche se sarebbe più facile elencare le caratteristiche che non vi si trovano, di quelle che ci sono. Il naso è una meraviglia, elegante che più non si può, di classe, complesso, intenso e finissimo, con riconoscimenti di rosa appassita, frutta cotta, ciliegia, prugna, terrosità, sottobosco (fungo e tartufo) e spezie dolci, che si alternano in un bouquet unico. In bocca entra proprio con la classe di una primadonna che attira l’attenzione senza chiederla, con un’acidità ancora viva e perfettamente integrata da tannini dolci perfetti; la sapidità e le note vellutate di frutta completano un insieme poco comune. Il finale, manco a dirlo, è elegante, complesso e persistente, su note di frutta. Il vino cambia ad ogni assaggio e scopri sempre qualcosa di nuovo, sentori che vogliono farsi largo tra gli altri e rinnovare le emozioni. Mi ricorda una grande, grandissima artista, una cantante lirica che metteva in ogni parola, in ogni nota, un qualcosa di ammaliante: sì, lo dico, questo vino mi ricorda proprio Lei. Maria Callas (<a style="color: #000000;" href="http://www.castellinvilla.it">www.castellinvilla.it</a>).</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chianti Lovers 2020, un blend di grandi numeri e qualità</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/chianti-lovers-2020-un-blend-di-grandi-numeri-e-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 22:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anteprime di Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Docg]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio del Vino Chianti]]></category>
		<category><![CDATA[Morellino di Scansano DOCG]]></category>
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					<description><![CDATA[La seconda giornata della maratona Anteprime di Toscana 2020 è dedicata a Chianti Lovers, l’atteso evento organizzato dal Consorzio del Vino Chianti, anche quest’anno insieme al Consorzio del Vino Morellino di Scansano. Nel padiglione Cavaniglia della]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La seconda giornata della maratona <i>Anteprime di Toscana 2020</i> è dedicata a <b><i>Chianti Lovers</i></b>, l’atteso evento organizzato dal <i>Consorzio del Vino Chianti</i>, anche quest’anno insieme al <i>Consorzio del Vino Morellino di Scansano</i>. Nel padiglione Cavaniglia della Fortezza da Basso è dunque proseguita la collaborazione fra i due Consorzi per presentare le rispettive nuove annate delle due DOCG toscane. L’idea di mettere assieme – in un unico evento – operatori e stampa è risultata vincente e anche quest’anno è stato registrato un grande successo di pubblico, con oltre 4.000 presenze e lunghe code all’ingresso. Erano presenti 144 produttori (122 del <i>Chianti</i> e 22 del <i>Morellino</i>), per<span class="Apple-converted-space">  </span>quasi 500 vini in degustazione, con numerose etichette interessanti, alcune delle quali davvero particolari. Come d’abitudine, voglio riportare le mie brevi note sulle essenziali caratteristiche di quelle che mi sono rimaste più impresse, a partire dall’annata più recente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-3583" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-1-1024x334.png" alt="" width="1024" height="334" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-1-1024x334.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-1-300x98.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-1-768x251.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-1-465x152.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-1-695x227.png 695w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><b>Chianti DOCG 2019 Leonardo da Vinci</b> (<a href="http://www.leonardodavinci.it">www.leonardodavinci.it</a>) – 85% Sangiovese, 10% Merlot, 5% altre uve rosse. Naso intenso, con note floreali (iris) e fruttate (ciliegia), cui fanno seguito spezie dolci. Anche in bocca è intenso, i tannini sono ancora evidenti ma ben amalgamati, con la freschezza che accompagna anche il finale, piacevolmente lungo su note fruttate.</p>
<p><b>Chianti DOCG Buccia Nera Tenuta di Campriano 2019 Buccia Nera </b>(<a href="http://www.buccianera.it">www.buccianera.it</a>) – 80%<b> </b>Sangiovese; 20% Ciliegiolo e Malvasia Nera. Al naso prevalgono le note di frutta rossa fresca, in particolare la ciliegia, che permangono nel sorso, dove la freschezza prevale sulla trama tannica in evoluzione. Il finale è gustoso e fruttato.</p>
<p><b>Chianti DOCG Santa Caterina 2019 Castelvecchio</b> (<a href="http://www.castelvecchio.it">www.castelvecchio.it</a>) – 90% Sangiovese, 10% Canaiolo. Al naso prevalgono fresche note floreali e fruttate (fragola e susina), in bocca è vivace e croccante, con una bella spalla acida integrata con tannini già morbidi. Finale fruttato e floreale, con una lieve nota minerale.</p>
<p><b>Chianti DOCG Spigallo 2019 Fattoria Il Muro</b> (<a href="http://www.fattoriailmuro.it">www.fattoriailmuro.it</a>) – 80% Sangiovese, 20% Merlot. Al naso è intenso, con un approccio vinoso, floreale e fruttato. In bocca si conferma intenso, con tannini morbidi e una buona freschezza, che accompagna verso un finale minerale e quasi dolciastro. Anche per questo ottimo vino vale quanto riportato più sopra: qualche mese di bottiglia gioverà senz’altro.</p>
<p><b>Chianti DOCG La Lupinella Rossa 2019</b> <b>La Lupinella</b> (<a href="http://www.lalupinella.com">www.lalupinella.com</a>) – 100% Sangiovese. Al naso, i suoi sentori freschi di fiori e frutta invitano a bere e il sorso – ricco e fresco, con tannini dolci che si stanno integrando – conferma la sua piacevolezza, che si mantiene nel finale minerale e amarognolo.</p>
<p><b>Chianti DOCG Biskero 2019 Salcheto</b> (<a href="http://www.salcheto.it">www.salcheto.it</a>) – 85% Sangiovese, 5% Canaiolo, 5% Mammolo, 5% Merlot. Bel naso, floreale e fruttato (ribes, arancia rossa), completato da una leggera <i>nuance</i> lignea; in bocca entra timido, ma poi si afferma con una bella acidità, che sostiene tannini in evoluzione, con un finale pulito, succoso e fresco.</p>
<p><b>Chianti DOCG San Vito 2019 Tenuta San Vito</b> (<a href="http://www.san-vito.com">www.san-vito.com</a>) – 100% Sangiovese. Al naso è elegante e fresco con bei sentori di ginestra e frutti rossi (lampone, arancia rossa) in bocca si conferma l’eleganza in una bella freschezza fruttata i tannini sono vivi ma di nobile natura il finale e minerale ed amarognolo</p>
<p><b>Chianti Superiore DOCG 2018 Castello del Trebbio </b>(<a href="http://www.castellodeltrebbio.it">www.castellodeltrebbio.it</a>) – 85% Sangiovese, 15% Canaiolo, Colorino e Ciliegiolo. Al naso si presenta subito accattivante, con note floreali (iris, viola) e di piccoli frutti rossi e sentori gessosi, speziati e minerali che completano un naso fine e intenso; in bocca appare ben strutturato, con tannini già integrati, con buona freschezza e sapidità che si prolungano nel finale agrumato (arancia rossa) e sapido.</p>
<p><b>Chianti Superiore DOCG 2018 Usiglian del Vescovo</b> (<a href="http://www.usigliandelvescovo.it">www.usigliandelvescovo.it</a>) – 95% Sangiovese, 5% Cabernet Sauvignon. Al naso è intenso e fine, con sentori di viola, arancia sanguinella e ribes rosso; in bocca entra e resta elegante, con bella sapidità, tannini nobili e vibrante freschezza, che si protrae nel bel finale fruttato, donando una grande bevibilità.</p>
<p><b>Chianti Colli Fiorentini DOCG 2018 Marzocco di Poppiano</b> (<a href="http://www.marzoccodipoppiano.it">www.marzoccodipoppiano.it</a>) – 100% Sangiovese. Belle note floreali e fruttate (viola e mora) si completano, per un naso intenso, con note speziate. Anche in bocca è intenso e la trama tannica è fitta e decisa, in equilibrio con una buona componente fresca e minerale, che si prolunga nel finale persistente e piacevole.</p>
<p><b>Chianti Colli Fiorentini 2018 Malenchini</b> (<a href="http://www.medicivilla.com">www.medicivilla.com</a>) – 90% Sangiovese, 10% Canaiolo. Naso ampio, con riconoscimenti floreali (viola) e fruttati (ciliegia), completati da spezie e note ematiche. In bocca è intenso, avvolgente e grasso, con bei tannini integrati nel frutto, completati dalla freschezza che ci accompagna nel lungo finale fruttato.</p>
<p><b>Chianti DOCG Riserva I Sodi del Paretaio 2017 Badia di Morrona</b> (<a href="http://www.badiadimorrona.it">www.badiadimorrona.it</a>) –100% Sangiovese. Naso intenso e complesso, con sentori di confettura di prugne e speziatura (vaniglia); in bocca è pieno: tannini morbidi, bella spalla acida, mineralità e sapidità si prolungano nel persistente finale fruttato e minerale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-3584" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-2-1024x327.png" alt="" width="1024" height="327" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-2-1024x327.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-2-300x96.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-2-768x245.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-2-465x148.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Chianti-Lovers-collage-2-695x222.png 695w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><b>Chianti DOCG Riserva 2017 Casalbosco</b> (<a href="http://www.fattoriacasalbosco.it">www.fattoriacasalbosco.it</a>)<span class="Apple-converted-space">  </span>– 90% Sangiovese, 10% Merlot. Al naso è di buona intensità, con i sentori di frutta rossa matura (ciliegia e mora) che si alternano e si completano con erbe aromatiche secche e spezie dolci (vaniglia); in bocca entra un po’ timido, ma il sorso è piacevole e non gli fa difetto l’eleganza; i tannini sono abbastanza morbidi e bilanciati con la freschezza, il finale è lungo, fruttato e speziato, con lievi note di caffè aromatizzato.</p>
<p><b>Chianti Colli Fiorentini DOCG Riserva Vigna La Quercia 2017 Castelvecchio</b> (<a href="http://www.castelvecchio.it">www.castelvecchio.it</a>) – 90% Sangiovese, 10% Cabernet Sauvignon. Naso intenso, floreale (viola mammola), fruttato (frutti rossi in confettura) e speziato (vaniglia). In bocca è intenso e avvolgente, con tannini morbidi e freschezza che si prolunga nel lungo e bellissimo finale, impreziosito da una simpatica nota di caffè, invitando a un nuovo sorso.</p>
<p><b>Chianti Colli Fiorentini DOCG Riserva Villa Le Sorgenti 2017 Fattoria Le Sorgenti</b> (<a href="http://www.fattoria-lesorgenti.com">www.fattoria-lesorgenti.com</a>) – Sangiovese ,con Malvasia Nera. Una sola parola per descrivere questo vino: cantastorie! Cantastorie, dal primo approccio nasale fino al lungo finale, in crescendo. Al naso è subito intenso e avvolgente: viola mammola, giaggiolo e frutta rossa matura si alternano a speziatura dolce, un insieme che invita ad accelerare il sorso&#8230; In bocca entra e cresce intenso, grasso, largo e lungo, con una trama tannica perfettamente integrata nel frutto e una spalla acida che la completa, per un sorso succoso piacevolissimo. Poi il finale, che sembra non finire mai: complesso e gustoso, dove si risente la frutta matura, insieme alla mineralità e a una bella nota di tabacco da pipa. Un vino con cui vorrei passare un po’ di tempo in tranquillità, per farmi raccontare la bellissima storia che sento bisbigliare nella sua bottiglia.</p>
<p><b>Chianti Colli Fiorentini DOCG Riserva 2017 Lanciola </b>(<a href="http://www.lanciola.it">www.lanciola.it</a>) – Sangiovese, con altri vitigni complementari. Naso floreale (viola mammola) e fruttato di amarene, cui seguono speziatura dolce e note terrose e minerali. In bocca è intenso e avvolgente, con la nota calorica che si bilancia con una trama tannica abbastanza fitta e una buona spalla acida. Il finale è caldo, fruttato e minerale.</p>
<p><b>Chianti Montalbano DOCG Riserva Il Fondatore 2017</b> <b>Cantagallo</b> (<a href="http://www.tenutacantagallo.it">www.tenutacantagallo.it</a>) – 100% Sangiovese. Naso ampio e fine, con sentori di confettura di frutti di bosco, ciliegia sotto spirito, viola, pepe nero, vaniglia e tabacco. In bocca è intenso, largo e lungo, con tannini morbidi, discreta freschezza e buona nota minerale, che si prolunga nel finale persistente e ancora fruttato.</p>
<p><b>Chianti Montespertoli DOCG Riserva I Fossili 2017 Le Fonti a San Giorgio</b> (<a href="http://www.lefontiasangiorgio.it">www.lefontiasangiorgio.it</a>) – 85% Sangiovese, 15% Colorino. Intenso e profondo al naso, con bei sentori di frutta rossa seguiti da note vanigliate, lievi accenni smaltati, cioccolato fondente, note di carne e mineralità. In bocca si conferma intenso, profondo e carnoso, i tannini sono ben integrati e non manca la freschezza; il finale è piacevolmente lungo ed elegante, su sentori minerali e cioccolatosi.</p>
<p><b>Chianti Montespertoli DOCG Riserva 2017 Tenuta Moriano</b> (<a href="http://www.tenutamoriano.it">www.tenutamoriano.it</a>) – 100% Sangiovese. Naso intenso, dominato da sentori di frutta cotta ed erba secca, cui seguono lievi note speziate. In bocca è intenso e conferma le sensazioni fruttate del naso, accompagnate da tannini nobili ancora in evoluzione. Il finale è caldo e fruttato.</p>
<p><b>Chianti Colli Senesi DOCG Riserva Terre del Fico 2017 Fiocomontanino</b> (<a href="http://www.ficomontanino.it">www.ficomontanino.it</a>) – Sangiovese, Canaiolo, Colorino, Merlot. Un bellissimo naso, intenso, complesso e invitante, con sentori floreali, fruttati, speziati – anzi, pepati – e tostati, per preparare a una bocca altrettanto bella e completa, larga e lunga, in cui si ritrovano le sensazioni di frutta matura e dolce, speziatura e tostatura, che si prolungano nel finale complesso e molto. molto piacevole.</p>
<p><b>Chianti Colli Senesi DOCG Riserva 2017 Poggio del Moro</b> (<a href="http://www.poggiodelmoro.it">www.poggiodelmoro.it</a>) – 90% Sangiovese, 10% Syrah. Naso molto intenso, con interessante nota fruttata di uva matura cotta e sentori floreali (rosa canina e lavanda), cui seguono spezie dolci; in bocca è intenso, con tannini ancora in evoluzione, buona freschezza e sorso fruttato, che si prolunga nel lungo finale impreziosito da una bella nota minerale e terrosa.</p>
<p><b>Chianti Rufina Riserva DOCG Vigneto Bucerchiale 2017 Fattoria Selvapiana</b> (<a href="http://www.selvapiana.it">www.selvapiana.it</a>) – 100% Sangiovese. Naso complesso e fine su note floreali e fruttate, cui seguono spezie dolci, foglia di tabacco e una interessante nota balsamica. In bocca è intenso e pieno, con bella acidità e un superbo tannino, nobile e perfettamente integrato nelle sensazioni di frutta rossa matura; sentori agrumati e sapidità importante si equilibrano con l’acidità e si prolungano nel lungo finale, assieme a note balsamiche e cioccolatose. Un gran bel vino.</p>
<p><b>Chianti Rufina Riserva DOCG 2017 Podere Il Balzo &#8211; Paolo Ponticelli </b>(<a href="http://www.ilbalzo.it">www.ilbalzo.it</a>) – 90% Sangiovese, 10% Canaiolo, Colorino e Malvasia Nera. Interessanti note di erbe aromatiche (menta e rosmarino) si alternano a lavanda, rosa, frutti rossi, spezie, tabacco e leggera alcolicità, creando piacevoli sensazioni olfattive, che invitano a bere e si confermano nel sorso, che non chiede permesso per entrare, tanto è deciso, ma non invadente. Tannini integrati e ben equilibrati dalla freschezza portano a un finale interessante, fruttato e minerale</p>
<p><b>Chianti Rufina Riserva DOCG Pian dei Sorbi 2017 Marchesi Gondi</b> (<a href="http://www.tenutabossi.com">www.tenutabossi.com</a>) –80% Sangiovese, 20% Colorino. Già al naso si presenta elegantissimo e ampio, con alternanza di tantissimi profumi, in un crescendo di sensazioni piacevoli: mora, mirtillo, ribes, marasca, viola mammola, carnosità, spezie dolci (cannella, vaniglia, tabacco da pipa). In bocca si confermano le stesse emozioni provate all’esame olfattivo e si completano con un sorso intenso e pieno, in cui i tannini sono integrati nel frutto e l’equilibrio è garantito da una bellissima spalla acida, che si prolunga nel finale infinito, elegante e complesso, dove riaffiorano frutta (arancia sanguinella), mineralità e tabacco da pipa. Un grande vino, che per me si guadagna il titolo di ‘Mister Eleganza’ fra quelli assaggiati.</p>
<p><b>Chianti Rufina Riserva DOCG Tegolaia 2017 Villa Travignoli </b>(<a href="http://www.travignoli.it">www.travignoli.it</a>) – 100% Sangiovese. Naso non molto appariscente, ma fine, con riconoscimenti di lavanda, viola, arancia rossa, spezie, note iodate e carne. In bocca dà il meglio di sé: intenso e pieno, ma di grande finezza, tannini integrati e bilanciati con la freschezza, finale piacevole, elegante e abbastanza lungo, con ritorni di arancia matura e bella mineralità.</p>
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		<title>Buy Wine e PrimAnteprima 2020, affari e assaggi di primizie toscane</title>
		<link>https://www.ilsalottodelvino.it/buy-wine-e-primanteprima-2020-affari-e-assaggi-di-primizie-toscane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Ignesti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 22:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Badia Di Morrona]]></category>
		<category><![CDATA[Campotondo]]></category>
		<category><![CDATA[Carmignano DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Rùfina DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[Colline Lucchesi DOC]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Pratesi]]></category>
		<category><![CDATA[Maremma Toscana DOC]]></category>
		<category><![CDATA[Montecucco DOC]]></category>
		<category><![CDATA[Montecucco Sangiovese DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[Orcia DOC]]></category>
		<category><![CDATA[Podere la Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta di Capezzana]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta le Farnete]]></category>
		<category><![CDATA[Terre di Pisa DOC]]></category>
		<category><![CDATA[Valdarno di Sopra DOC]]></category>
		<category><![CDATA[vetrina B2B]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è svolta il 7 e l’8 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze la decima edizione del Buy Wine, l’evento promosso e organizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con la Camera di Commercio Industria e]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta il 7 e l’8 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze la decima edizione del <b><i>Buy Wine</i></b>, l’evento promosso e organizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con la <i>Camera di Commercio Industria e Agricoltura</i> di Firenze, con il supporto di <i>Fondazione Sistema Toscana</i> e <i>PromoFirenze</i>, azienda speciale della Camera di Commercio che si è occupata in maniera impeccabile dell’organizzazione e dell’accurata selezione dei <i>buyers</i> invitati. L’evento consiste proprio nell’organizzazione di incontri fra produttori e buyers provenienti dall’estero, attraverso un’agenda di appuntamenti che garantisca incontri sempre più proficui con i piccoli produttori toscani e si configura ormai da anni come la più importante vetrina <i>B2B</i> dei vini a denominazione della Toscana. Questa edizione ha visto impegnate 265 aziende, 108 delle quali con certificazione biologica o biodinamica, che hanno avuto l’opportunità di interfacciarsi con 240 buyers provenienti da 50 Paesi. Oltre ai mercati ormai consolidati (Canada, Stati Uniti, Brasile e Paesi scandinavi, con la Danimarca in testa), è cresciuto il numero di importatori da altri Paesi orientali e sudamericani, con oltre 6.300 meetings e più di 38.000 <i>wine tastings</i> di circa 1.550 etichette di oltre 40 denominazioni toscane, con grande soddisfazione dei partecipanti. Sulla piattaforma digitale dell’evento è risultato che l’88,5% dei <i>business meetings</i> sono stati valutati come potenziali ordini, per un valore stimato di oltre 5 milioni di euro nel breve periodo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3566 aligncenter" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/BuyWine-PrimAnteprima-2020-cartelli-1024x245.png" alt="" width="396" height="95" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/BuyWine-PrimAnteprima-2020-cartelli-1024x245.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/BuyWine-PrimAnteprima-2020-cartelli-300x72.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/BuyWine-PrimAnteprima-2020-cartelli-768x183.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/BuyWine-PrimAnteprima-2020-cartelli-465x111.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/BuyWine-PrimAnteprima-2020-cartelli-695x166.png 695w" sizes="auto, (max-width: 396px) 100vw, 396px" /></p>
<p>Una settimana dopo il <i>Buy Wine</i>, il 15 febbraio, si è svolta <b><i>PrimAnteprima</i></b>, la vetrina che inaugura la settimana delle anteprime di Toscana 2020 e che ha offerto la possibilità agli addetti ai lavori e alla stampa specializzata di degustare le nuove annate di importanti consorzi toscani che non hanno anteprime proprie, quali <i>Carmignano</i>, <i>Chianti Rùfina</i>, <i>Colline Lucchesi</i>,<i> Maremma Toscana, Montecucco, Orcia, Terre di Pisa </i>e <i>Valdarno di Sopra</i>. Ho avuto modo di assaggiare diversi vini e di registrare le mie impressioni su alcuni di quelli che mi hanno maggiormente colpito.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3567" src="http://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Consorzi-PrimAnteprima-2020-loghi-1024x129.png" alt="" width="581" height="73" srcset="https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Consorzi-PrimAnteprima-2020-loghi-1024x129.png 1024w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Consorzi-PrimAnteprima-2020-loghi-300x38.png 300w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Consorzi-PrimAnteprima-2020-loghi-768x97.png 768w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Consorzi-PrimAnteprima-2020-loghi-465x59.png 465w, https://www.ilsalottodelvino.it/wp-content/uploads/2020/03/Consorzi-PrimAnteprima-2020-loghi-695x88.png 695w" sizes="auto, (max-width: 581px) 100vw, 581px" /></p>
<p><b>Orcia Rosso DOC Mezzodì di Campotondo 2018 Campotondo</b> (www.cantinacampotondo.it) &#8211; Sangiovese 100%. Al naso si alternano sentori di viola e frutta fresca (ciliegia), assieme a una bella sensazione di freschezza e mineralità. In bocca è intenso, fresco e croccante, con buona trama tannica in evoluzione, ancora dura ma già piacevole. Il finale è fresco e fruttato, con una lieve nota minerale.</p>
<p><b>Terre di Pisa DOC Sangiovese Opera in Rosso 2015</b> <b>Podere la Chiesa</b> (<a href="http://www.poderelachiesa.it">www.poderelachiesa.it</a>) -Sangiovese 100%. Poiché l’<i>Opera</i> – parlando di musica – è la colonna sonora della mia vita, ho assaggiato questo vino che non conoscevo con molta curiosità. Al naso si presenta con vaghi sentori di viola appassita, note fruttate, speziate e tostate. In bocca entra timido, ma si rivela poi con freschezza e tannini già integrati che conferiscono al sorso una buona struttura. Il finale è minerale e fruttato. Insomma, una bella <i>opera</i>, con la quale vorrei passare un po’ più di tempo e ascoltarla meglio.</p>
<p><b>Terre di Pisa DOC Vigna Alta 2016 Badia di Morrona</b> (<a href="http://www.gaslinialberti.it">www.gaslinialberti.it</a>) &#8211; Sangiovese 100%. Al naso è intenso, con riconoscimenti di fiori secchi (viola), frutti di bosco, note di sottobosco, spezie dolci e tabacco. In bocca è intenso e avvolgente, con la morbidezza smorzata da note sapide e con una trama tannica ben integrata. Finale piacevole e lungo, sempre su frutto e sapidità.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Carmignano DOCG Carmione 2017 Fabrizio Pratesi</b> (<a href="http://www.pratesivini.it">www.pratesivini.it</a>) &#8211; Sangiovese 70%, Cabernet Sauvignon 20%, Merlot 10%. Al naso ha sentori fruttati e balsamici, che si alternano a speziatura dolce, tostatura e lievi note smaltate. In bocca è intenso e pieno, con trama tannica bilanciata e accompagnata dalla freschezza. Il finale è persistente, caldo e morbido, con note dolci di speziatura che avvolgono il frutto.</p>
<p><b>Carmignano DOCG 2017 Tenuta le Farnete</b> (<a href="http://www.tenutacantagallo.it">www.tenutacantagallo.it</a>) &#8211; Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon 20%. Al naso mostra una bella finezza, con sentori fruttati, leggermente erbacei e speziati (vaniglia e cuoio). In bocca è intenso e avvolgente, di bella struttura, con tannini fitti e levigati e un lungo finale di frutto e mineralità. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Carmignano DOCG Villa di Capezzana 2017 Tenuta di Capezzana</b> (<a href="http://www.capezzana.it">www.capezzana.it</a>) &#8211; Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon 20%. Elegante e fine al naso, esprime note fruttate di amarena e lampone ben maturi, che si alternano a sentori erbacei (peperone verde) e speziati. In bocca entra pieno e conferma la sua eleganza, i tannini sono fitti e, nell’evoluzione, accompagnati dalla freschezza: il finale è caldo, fruttato e minerale.</p>
<p><b>Carmignano DOCG Villa di Capezzana 10 anni 2010 Tenuta di Capezzana</b> (<a href="http://www.capezzana.it">www.capezzana.it</a>) &#8211; Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon 20%. Nel 2006 Capezzana ha iniziato questo progetto, che consiste nel tenere in cantina 3.000 bottiglie all’anno del <i>Villa di Capezzana</i>, da riproporre sul mercato a 10 anni dalla vendemmia, allo scopo di mostrare l’evoluzione di questo vino nel tempo e di esaltarne la longevità. Devo dire che l’esperimento è perfettamente riuscito, per quanto riguarda l’annata 2006, già di per sé considerata buona. All’olfatto si presenta elegante, con sentori di fiori appassiti e di frutta cotta che si alternano e si integrano con affascinanti sentori terziari di spezie dolci, tostatura, tabacco da pipa e cuoio. In bocca mostra una grande classe: è avvolgente ed elegantemente morbido, con una trama tannica ben integrata e una spalla acida che garantisce per il futuro. Il finale è lunghissimo, con il frutto che va a braccetto con note minerali e speziate di tabacco e liquirizia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Carmignano DOCG Riserva Il Circo Rosso 2016 Fabrizio Pratesi</b> (<a href="http://www.pratesivini.it">www.pratesivini.it</a>) &#8211; Sangiovese 70%, Cabernet Sauvignon 20%, Merlot 10%. Al naso ha sentori di frutta rossa matura e in confettura, con una speziatura dolce e note tostate. In bocca entra prepotente, per poi ammorbidirsi senza perdere pienezza, con tannini già ammansiti e morbidi e un finale persistente, dolce e cioccolatoso.</p>
<p><b>Carmignano DOCG Riserva 2016 Tenuta le Farnete</b> (<a href="http://www.tenutacantagallo.it">www.tenutacantagallo.it</a>) &#8211; Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon 20%. Naso elegante e ampio, in cui predominano sentori di confettura e frutta matura, integrati da spezie e tostatura non invasiva. In bocca è intenso, con il frutto legato a una bella trama tannica, sostenuta da una spalla acida che si prolunga nel finale, ancora fruttato e minerale.</p>
<p><b>Carmignano DOCG Riserva Trefiano 2016 Tenuta di Capezzana</b> (<a href="http://www.capezzana.it">www.capezzana.it</a>) &#8211; Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon 10%, Canaiolo 10%. Naso di grande eleganza, intenso e persistente; vi si alternano la frutta rossa e un terziario favoloso e di grande complessità avvolto da spezie dolci (cannella, liquirizia, tabacco da sigaro). In bocca non è da meno, anzi. L’ingresso è pieno e morbido, i tannini sono integrati e la vivace spalla acida fa da garante per l’evoluzione. Il finale è infinito, in un alternarsi di frutta matura, mineralità e tabacco da sigaro. Un grande vino.</p>
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