Penso che sia un buon momento per far viaggiare la fantasia… Per questo ho scelto un vino che ci porta al centro del Mediterraneo, nella fiera Sardegna, e precisamente a Oliena, dove il Cannonau trova una delle sue massime esaltazioni, tanto da aver visto riconosciuto questo forte legame territoriale con l’istituzione della sottozona Nepente di Oliena all’interno della DOC regionale.
Oliena – 10 km a sud-est di Nuoro – è un borgo della Barbagia ai piedi del Monte Corrasi, la vetta più alta del Supramonte, lo straordinario massiccio calcareo-dolomitico che sovrasta il paese, quasi a volerlo sorvegliare. I suoi dintorni sono un immenso monumento naturale fatto di rilievi calcarei, profonde doline con fiumi sotterranei e valli rigogliose. Qui si produce un vino che preserva l’essenza e il fascino di questa terra: il nome Nepente – dal greco nē (prefisso negativo) e pénthos (dolore, inteso in tutte le sue espressioni, dalla tristezza al lutto) – significa appunto “contro il dolore” (o il lutto, o la tristezza). Il nome ha ispirato e accompagnato numerose storie fin dall’antichità, specialmente in relazione a bevande ipnotiche o sedative che riuscivano ad alleviare tristezze e malesseri: per esempio Omero, nel IV libro dell’Odissea, lo indica come la bevanda con cui Elena di Troia curava la tristezza del marito, Menelao, e lo cita in altri brani come una bevanda calmante, usata anche dai soldati per alleviare il dolore delle ferite.
Nel territorio di Oliena si parla di una notevole attività vitivinicola fin dal XVI secolo, grazie ai frati francescani, che – intorno al convento e alla chiesa di cui sono ancora visibili imponenti ruderi – avevano impiantato una vigna di oltre 10.000 ceppi con tanto di stabilimento enologico. In seguito furono i padri Gesuiti a dare un notevole impulso alla viticoltura, conservata e sviluppata fino ai giorni nostri. E nel tempo, a più riprese, sia funzionari governativi che poeti e scrittori hanno parlato del vino di Oliena come di «un vino da annoverare tra i vini di lusso, da bere a piccoli sorsi per farci la bocca, e ogni sorso vi accomoda tutte le faccende del corpo e dell’anima». Anche Gabriele D’Annunzio, nel 1909, volle elogiare il Nepente di Oliena nella prefazione alla guida Osterie d’Italia dell’amico Hans Bart, profondo conoscitore dei vini italiani, con queste parole: «Non conoscete il Nepente di Oliena neppure per fama? Ahi lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi».
Parole che sono riportate proprio sui muri della cantina che produce questo Cannonau di Sardegna DOC Nepente di Oliena 2016. Fondata nel 1950 da un gruppo di viticoltori locali per valorizzare e diffondere ancor di più il Cannonau, Cantina Oliena è una delle più importanti realtà cooperative sarde e da decenni porta avanti una filosofia basata sulla qualità, abbinando antichi metodi tradizionali a tecnologie molto avanzate. Le uve sono conferite da circa 100 piccoli soci e il 90% del vino – ormai riconosciuto tra i più importanti della produzione sarda – viene commercializzato fuori dall’isola, a livello nazionale e internazionale.
La natura del Monte Corrasi caratterizza la tipologia dei terreni: sabbioni collinari di natura calcarea, di medio impasto, perfetti per la coltivazione della vite e in particolare per le forma di allevamento ad alberello basso, che non permette rese elevate – raramente si superano i 60 q/ha – ma consente la produzione di un vino dalle caratteristiche uniche. La presenza di alte rocce e la relativa vicinanza del mare contribuiscono al particolare microclima, con benedette escursioni termiche tra il giorno e la notte, ottimali per dare ai vini un buon corredo aromatico. Insomma, un terroir capace di dare mineralità, freschezza e finezza.

Raccolta manuale e scelta dei grappoli ripetuta al momento del conferimento in cantina. Macerazione di 10-12 giorni a 24-26°C. Frequenti rimontaggi e délestages per ottimizzare gli scambi tra mosto e vinacce, assicurando colore e composti nobili. Maturazione in vasche di cemento e di acciaio a temperatura controllata. Infine, affinamento in bottiglia, per rendere più eleganti le sfumature fruttate e speziate. Dopo questo percorso, ecco finalmente il mio Nepente di Oliena nel bicchiere, col suo manto rubino che volge al granato. Al naso regala una trama articolata e accattivante, con note di frutti rossi, marasca, ciliegia sotto spirito e liquore di amarene. Seguono petali di rosa essiccati, viola, eleganti speziature di pepe verde, legno di ginepro, tabacco appena tostato e ricordi ferruginosi. Al palato è asciutto, caldo e avvolgente, con un perfetto bilanciamento tra calore e freschezza. Privo di incertezze, mostra equilibrio grazie a tannini morbidi e ben amalgamati con una vena sapida che dà spessore gustativo in chiusura. Un sorso appagante, che invoglia alla beva. Meraviglioso l’abbinamento con i piatti tipici sardi come la panada di agnello con carciofi e patate o con il capretto allo spiedo. Perfetto con i formaggi sardi (di pecora o di capra) freschi o semistagionati o con i salumi locali, come salsiccia secca o prosciutto crudo del Nuorese. Da non sottovalutare, infine, l’ottimo rapporto qualità-prezzo.
Ogni occasione è buona per gustare il Nepente di Oliena, un nettare capace di accompagnare una splendida escursione nella natura selvaggia di questi luoghi, tra i profumi della macchia mediterranea, ma anche di accompagnare un piacevole spuntino con pane tradizionale sas paneddas (le spianate di Oliena) e formaggio. Buona degustazione, ‘nessun dolore’ e… al bando la tristezza!
