Pantelleria non è un luogo come gli altri. È un’isola vulcanica spazzata dai venti nel canale di Sicilia, ricca di delizie. Lo abbiamo appurato il 29 ottobre 2025 a Firenze quando la DOC Pantelleria si è presentata davanti a una platea di oltre 50 persone con una schiera di 13 vini fra secchi e passiti in un evento ospitato da AIS Firenze.

I produttori presenti hanno raccontato l’originalità della produzione su quest’isola. Se da un lato Pantelleria è più vicina alla costa africana della Tunisia che non alla costa italiana della Sicilia, dall’altro vi si pratica una viticoltura eroica come quella di montagna.

I terreni di origine vulcanica, seppur fertili non sono facili da lavorare; non ci sono grandi montagne (la vetta maggiore raggiunge 836 m sul livello del mare), eppure le pendenze sono tali da aver richiesto la costruzione di faticosi terrazzamenti; la forza del vento è tale da aver indotto i viticoltori a scavare delle conche per piantare le viti e proteggere l’uva, dando vita al caratteristico alberello pantesco.

D’altronde il nome stesso Pantelleria sembra derivare dall’arabo Bint al − Riyaˉḥ, ovvero figlia del vento. Ed il sole, ça va sas dire, garantisce la perfetta maturazione del Moscato d’Alessandria, portato qui dagli Arabi nel IX secolo. Se in origine per gli arabi quest’uva era destinata soltanto all’appassimento per renderla conservabile, ben presto è stata riconosciuta idonea alla vinificazione.

I vini secchi – Pantelleria DOC Bianco

Nella versione secca i vini, dai colori tenui e luminosi, conquistano il degustatore con profumi aromatici intensi nella loro espressività. Oltre alle immancabili note di erbe aromatiche, declinate in salvia, oppure malva, nepitella o macchia mediterranea, sono sempre presenti tratti floreali di rosa, acacia o gelsomino e generose sensazioni fruttate di ananas, pesca, agrumi. In alcuni casi (vedi Sora Luna 2024 di Cantina Basile, Zéfiro 2024 di Vinicola e Isesi 2024 di Pellegrino 1880) i profumi sono estremamente freschi e giovanili, in altri (vedi Alsine 2024 di Prosit Abraxas e Gadì 2024 di Salvatore Murana) sono più evoluti evocando canditi, marmellate e confetture. Il gusto è generalmente snello, equilibrato e caratterizzato da una tensione minerale e sapida, che a tratti evoca sensazioni salmastre. Sarebbe perfetto abbinarli a un fritto misto di verdure in pastella ricco di fiori di zucca e foglie di salvia, oppure a un sauté di vongole condito con aglio e prezzemolo. 

I vini dolci – Pantelleria DOC Passito

Il metodo di vinificazione dei passiti di Pantelleria è originale. Mentre una parte delle uve raccolte viene immediatamente pressata per avviare la fermentazione alcolica del mosto, un’altra parte viene distesa all’aperto e sottoposta all’azione disidratante del vento e del sole. Quindi gli acini completamente passiti, vengono sgranellati a mano ed aggiunti al mosto in fermentazione, arricchendolo di zucchero, sostanze aromatiche e acidità. I lieviti, pur riattivando la fermentazione, lavorano lentamente in queste nuove condizioni, lasciando molti zuccheri residui. Il tempo di maturazione e affinamento ne accresce al massimo la complessità aromatica. 

I vini passiti che abbiamo assaggiato hanno in comune un aspetto brillante nel calice. La tonalità varia fra il giallo dorato e l’ambrato intenso. I profumi sono una sinfonia di frutta sciroppata, candita, disidratata e frutta secca, insieme a erbe officinali, essenza di fior d’arancio, lavanda, sensazioni empireumatiche (cioccolato bianco, caramello, caffé) fino a cenni di sottobosco, tè nero e tabacco. Il gusto è dolce e vellutato, bilanciato da una freschezza preziosa e una spiccata sensazione sapida, a volte con retrogusto leggermente amaricante. Durante la degustazione, ho immaginato accostamenti che esaltassero il dialogo tra dolcezza, acidità e sapidità dei vini passiti. Ecco qualche idea di abbinamento:

  • Dragée di pistacchio e cioccolato bianco per il Don Pedro 2023 di Emanuela Bonomo, profumato di cachi e confettura di albicocca, con dolcezza bilanciata da una vena fresco-sapida.
  • Crêpe Suzette per il Bukkuram Sole d’agosto 2022 di Marco De Bartoli, succoso con retrogusto di arancia.
  • Pecorino Sardo Maturo con lo Shamira 2020 di Cantina Basile, che si distingue per un cenno di sottobosco al naso e un retrogusto dolce-amaro.
  • Paté di pomodori secchi capperi e acciughe per il Turbé 2017 di Salvatore Murana, che presenta tra l’altro ricordi di ginger candito e dolcezza domata dall’acidità quasi a ricordare un vino della Mosella.
  • Salame di cioccolato con l’Arbaria 2017 di Vinisola, il cui olfatto comprende pinolo, miele, marmellate e confetture.
  • Cannolo siciliano con il Sentivento 2017 di Prosit Abraxas, i cui profumi ricordano agrumi canditi e fiori essiccati.
  • Tartina con la ‘nduja con il Ben Ryé 2017 di Donnafugata, ampio nei profumi con sensazioni evolute e gusto molto dolce e persistete. 
  • Gnocchi di zucca al Gorgonzola Piccante con il Muéggen 2016 di Salvatore Murana, con note fumé e gusto dolce-amaro quasi salato. 

Pantelleria non smette mai di sorprendere: terra di vento e di luce, dove ogni sorso racconta un equilibrio perfetto fra resistenza e dolcezza.

Massimo Castellani e i rappresentanti del Consorzio Pantelleria DOC

 

Pantelleria DOC Bianco – i campioni in degustazione
I Pantelleria DOC Passito in degustazione