La piccola cave Domaine Douhairet Porcheret, fondata dalla famiglia Douhairet a Monthelie, in Côte-d’Or, testimonia una lunga storia (più di 300 anni): un’antico torchio, ben conservato, fa bella mostra di sé in cantina, a ricordare le fatiche delle generazioni che hanno lavorato qui durante questi tre secoli.

Monthelie, situata tra Volnay e Meursault, è la più piccola AOC della Côte de Beaune. I vigneti si estendono su stupende colline con marcata pendenza e occupano 128 ettari, per l’85% coltivati a Pinot Noir. Vi si trovano 15 premier cru, tra i quali ricordiamo Les Riottes, Le Clos Gauthey, Les Duresses, Les Vignes Rondes, Le Cas Rougeot e Les Champs Fulliots. 

Cataldina ha ereditato l’azienda dal nonno André Porcheret, figlio adottivo di Armand Douhairet, ex manager degli Hospices de Beaune e figura importante nel sostegno di diverse realtà vinicole della Borgogna. Il Domaine Douhairet Porcheret possiede 8 ettari e Cataldina ha preso dal nonno anche la fierezza, la passione e il mestiere per continuare a produrre grandi vini, condivise in toto con il compagno Vincent.

Il terroir di Monthelie conferisce ai vini un’importante profilo di eleganza, mineralità, sensualità, delicatezza e grintosa personalità. Le temperature estive, ormai piuttosto elevate anche a queste latitudini, aiutano la maturazione ottimale delle uve, procurando parametri fenolici eccellenti e un sublime equilibrio tra acidità e contenuto zuccherino.

Cataldina e Vincent trasmettono alle loro creazioni il loro carattere solare, accompagnato dall’impegno costante nello studio del terroir, nella cura dei vigneti, nel controllo capillare della maturazione delle uve, nel seguire di persona tutte le fasi dei lavori, senza mai rinunciare ad avvalersi della ricerca e della sperimentazione. Ovviamente, anche la qualità delle botti è considerata fondamentale per l’espressione dell’eleganza, della finezza e della setosità del Pinot Noir.

La vendemmia 2020, una tra le più precoci dal 1380 mai notificate in Borgogna, è iniziata il 25 agosto. Ma, come raccontano i nostri produttori, è una conseguenza di un ciclo vegetativo iniziato altrettanto in anticipo, in cui il periodo tra la fioritura e la vendemmia è stato comunque di 100 giorni. La posizione dei vigneti ha consentito una maturazione fenolica ideale e una qualità delle uve molto vicina a quella del 2019. Un premio per l’impegno, la passione e l’amore per la vigna di Cataldina e Vincent.