Caro Massimo, ho letto e riletto con grande interesse il tuo Un sogno in Borgogna: l’entusiasmo mi ha preso subito e mi ha accompagnato in modo costante, pagina dopo pagina, fino alla fine.

Al di là della profonda, puntuale, analitica descrizione di luoghi, territori, suoli, produttori, vitigni e vini, mi ha piacevolmente suggestionato lo scambio continuo tra figura e sfondo e il loro protagonismo in simultanea. Alberto ed Eleonora – le figure – penetrano i luoghi fino a scomparirvi dentro… e allora la Borgogna cessa di essere lo sfondo per divenire essa stessa “figura inclusiva”.

Il professore e lo storico mettono abilmente in campo un’azione di accompagnamento del lettore il quale, al pari di Eleonora, si vede quasi preso per mano, guidato ad osservare, invitato a chiedere, sollecitato a scoprire la realtà vinicola della Côte d’Or e i suoi vitigni/vini simbolo: Chardonnay e Pinot Nero.

E quando si è al giorno sei (sabato) si ha quasi voglia di tornare indietro e ripercorrere le strade già esplorate, sempre con la guida competente di un uomo che sa coniugare due passioni: il vino e la storia.

Una lettura che non solo non ti annoia ma che ti stupisce di continuo per quello che ti fa scoprire.

Se questo è il tuo primo romanzo… cosa sarà per i prossimi? Ad maiora.

 

 

 

 

Massimo Castellani, Un sogno in Borgogna

Edizioni Bertani&C., Prima edizione, pagine 220, € 18,00

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