COMUNICATO STAMPA – Non a tutti è chiaro quali e quanti siano gli investimenti che servono dal momento in cui un’azienda vitivinicola inizia il proprio percorso fino a quando entra in commercio la prima bottiglia, specie se si tratta di vini, come nel caso di Tolaini, che richiedono anni di affinamento tra botte e bottiglia.

Intanto, due numeri sull’azienda per capirne la tipologia: oggi 100 ettari, di cui circa 50 a vigneto, la maggior parte dei quali posti in un anfiteatro naturale al centro del quale si trova la vecchia casa colonica adesso sede della cantina, degli uffici e del wine shop.

Pier Luigi Tolaini, dopo essere emigrato in Canada nel 1956 dalla poverissima Garfagnana, è tornato in Toscana nel 1996 per cercare un’azienda da acquistare e per due anni ha girato la regione in lungo e in largo, fino a individuare questa realtà a Castelnuovo Berardenga. I terreni (nel 1998, 25 ha di vigneto) e gli edifici sono stati acquistati in un momento positivo per questo tipo di investimenti (oggi l’impegno economico iniziale sarebbe decisamente maggiore) e forse per questo non rappresentano l’investimento più alto fatto per arrivare alla situazione produttiva attuale. In quel momento, infatti, la valuta (la lira) rendeva la situazione favorevole per chi investiva in Italia capitali provenienti dall’estero. Comprare era ancora conveniente, grazie alle numerose proprietà da restaurare sul territorio.

Dal 1998 al 2000 la nuova azienda presenta ai vari Enti i progetti di ristrutturazione e ampliamento (Comune, Regione ecc.). Seguono la riconversione della vecchia casa padronale in cantina, con la ristrutturazione di 1000 mq, e la creazione di uno spazio sotterraneo ex novo da adibire a bottaia e confezionamento (2000 mq). Contemporaneamente si passa alla costruzione di 6 nuovi appartamenti per salariati (70 mq cadauno) e alla ristrutturazione di un vecchio fienile di 300 mq, per ulteriori cinque appartamenti. Contestualmente vengono acquistate tutte le attrezzature per la cantina (tini in acciaio, tini in legno, pompe, macchinari per il conferimento, imbottigliatrice, etichettatrice, barrique, botti) e per la campagna (trattori scavallanti, atomizzatori, macchinari di gestione del vigneto, trattorini per dipendenti). Sul piano agronomico si è svolto un serio studio geologico e pedologico e si è proceduto a una zonazione mirata, si sono individuati i terreni idonei per il tipo di prodotti che Tolaini aveva in mente, sono stati impiantati i vigneti secondo questi criteri e si è iniziato a produrre dalla vendemmia 2002. La prima bottiglia è andata in commercio nel 2004, a 6 anni dalla posa della prima pietra. Quindi Tolaini, partito da zero, per 6 anni ha dovuto sostenere le spese di gestione attingendo ad altre fonti, dato che l’azienda non aveva reddito.

Dal 2000 al 2005 i vigneti raggiungono complessivamente i 50 ettari, tutti impiantati ad alta densità (7.300-11.300 ceppi per ettaro) e distribuiti uniformemente negli anni: nel 2002, in questo contesto, vengono acquistati altri 50 ettari in località San Giovanni a Cerreto (stavolta in euro, quindi molto meno convenienti rispetto al 1998), di cui 25 adibiti a vigneto. Il costo per la realizzazione dei vigneti è di almeno 40-50.000 euro per ettaro.

Finalmente, nel periodo 2005-2016, l’azienda mette a frutto gli investimenti realizzati, arrivando a produrre 300.000 bottiglie e aumentando il prezzo medio, raggiungendo così la sostenibilità economica di tutto il progetto.

Tra il 2017 e il 2020 si sviluppa il segmento dell’accoglienza, con assunzione di personale addetto alle degustazioni. Le presenze annue nel 2019, in era pre-covid, sono state ben 4.000, soprattutto di clientela straniera, con forte prevalenza di turisti nordamericani.

Con il 2021 Tolaini decide di differenziare i profitti, sfruttando il flusso turistico generato dalle città d’arte della Toscana, dalla campagna e soprattutto dal vino, vero motore economico del Comune di Castelnuovo Berardenga e del Chianti Classico. Entro il 2021 inizierà infatti una nuova fase di progettazione, che prevede la creazione di camere adibite ad agriturismo: verranno creati 9-10 appartamenti in 300 mq già esistenti. Si prevede un flusso di 3.000 persone e 1.500 notti vendute, cui si sommerà l’indotto delle degustazioni e degli acquisti di vino. Nel Piano di Miglioramento Aziendale, che verrà presentato ad Aprile, sarà chiesto anche un ampliamento della cantina (800 mq), per compensare le esigenze di maggiore spazio dell’azienda.

Insomma, ogni azienda di questo livello deve essere sempre in continua evoluzione, il che significa nuovi progetti e nuovi investimenti, anche per la sostituzione delle attrezzature che via via diventano obsolete per usura o per caratteristiche tecniche.