Per arrivare alla Tenuta Monteloro basta prendere la strada che da Firenze porta a Fiesole, proseguire lungo la Provinciale 54 fino alla località Olmo, svoltare verso Torre di Buiano e scendere a est in direzione di Monteloro. Pochi chilometri e troviamo un’alta collina boschiva, su cui crescono piante di Riesling renano.

Certo, qui non ci sono il Reno e la Mosella a riflettere la luce sulle vigne, tuttavia la latitudine più meridionale e l’apertura della vallata sopperiscono efficacemente alla maturazione lenta dell’uva. Il frutto di queste piante di Riesling dà vita a un bianco assolutamente insolito per la Toscana, che fin dal primo sorso rimanda a uno stile tedesco, ovvero a quel rigore tecnico necessario per trovare un indispensabile bilanciamento fra l’acidità sferzante e il residuo zuccherino. L’invecchiamento in ambiente riduttivo prolungato per due anni esalta al massimo intensità e complessità aromatica.
Il mese scorso, durante una piccola verticale di questo Riesling, l’annata 2013 mi ha riportato ai vini di Piesport, cioè a quei vini falsi magri, ottenuti da vigneti pendenti, esposti a sud, in prossimità di una pittoresca ansa della Mosella.

Ma torniamo in Toscana, dove gli Antinori, dopo essere entrati in possesso della Tenuta Monteloro, negli ultimi due decenni hanno ristrutturato i vigneti esistenti, costituiti da diverse parcelle circondate dal bosco, ad altitudini che arrivano quasi ai 600 metri. Per quanto le esposizioni possano variare, la proprietà si estende su un versante collinare che guarda a est e a nord-est, quello che gode del sole più fresco ed è sottoposto alle correnti più fresche (e anche fredde) provenienti dagli Appennini.
Per questo motivo sono state sostituite le varietà toscane preesistenti (Sangiovese compreso) con vitigni idonei a un clima tendenzialmente fresco. Molte di queste uve vanno ad arricchire altri bianchi prodotti dagli Antinori, ma dal 2007 – con una selezione delle migliori parcelle di Riesling renano – Tenuta Monteloro produce un proprio vino, il Mezzo Braccio Toscana IGT. A seguire con orgoglio le attività della tenuta è una persona competente e appassionata, Andrea Bencini, coinvolto tra l’altro nella maggior parte dei progetti enologici delle varie proprietà Antinori, in Italia e nel mondo.
Il Mezzo Braccio è un Riesling renano in purezza ottenuto da una vendemmia in più passaggi fra settembre e ottobre, così da combinare magistralmente l’acidità assoluta del vitigno con la ricchezza di sfumature di surmaturazione, se non addirittura di botritizzazione, proprio come avviene per i grandissimi Riesling d’Oltralpe. Fermentazione e maturazione avvengono rigorosamente in acciaio e il vino sosta quasi due anni in bottiglia, prima di essere messo in commercio: solo da agosto 2020, infatti, è sul mercato la vendemmia 2018. La scelta della bottiglia renana basta a fugare ogni dubbio sull’ispirazione teutonica e, proprio dall’annata 2018, anche la chiusura è poco toscana: il tappo Stelvin, quello a vite. Diciamo subito che ci pare una scelta felice per questa tipologia di vino, così sdoganiamo il tappo a vite una volta per tutte!
Con un prezzo di 15 euro a bottiglia, il Mezzo Braccio è anche un campione nel rapporto qualità/prezzo. E veniamo alla piccola verticale dell’8 ottobre scorso.

Il Mezzo Braccio 2018 è un vino strepitoso, dal vivace colore paglierino con sfumature dorate. Il profumo è potente e si apre a ventaglio: alle note fruttate di pera matura, pesca sciroppata e mela renetta seguono miele, rosmarino, pietra focaia, mandorla e anice. Il sorso in ingresso è avvolgente e dimostra struttura e pienezza, ma è la tensione fresca e minerale che si fa protagonista dello sviluppo e della lunga persistenza aromatica. Da provare con un risotto alla zucca profumato al curry.
L’anno in più di sosta in bottiglia del Mezzo Braccio 2017 mette in evidenza al naso la componente minerale, che va a farsi protagonista a discapito delle sensazioni fruttate e si arricchisce poi di ricordi floreali e di erbe aromatiche. Ha un gusto esile, teso per la forza dell’acidità fin dal primo impatto, asciutto e citrino. Ha un carattere quasi algido, da vino alpino. Perfetto in abbinamento con dei crostacei.
Il Mezzo Braccio 2013, che ha riposato diversi anni in bottiglia, si presenta con un dorato completamente brillante. È particolarmente espressivo al naso, ordinato e nitido. Il profumo di pesca in confettura incontra quello della salvia, della mandorla e della pietra focaia, per poi lasciare campo al miele, alla propoli, alla gelatina di ananas e infine, ma solo più tardi, a quella sensazione penetrante che richiama gli idrocarburi e che lo rende così facilmente riconoscibile e identitario. In bocca è fresco e delicato, ma è grandiosa la progressione aromatica. Pur con soltanto l’11,5% di alcol è intenso, persistente, dinamico e ha una beva imbattibile. Da abbinare a ogni momento della giornata!
