Passeggiare per questi colli crea un rapporto ancestrale che solleva la mente, aprendola a ritmi inconsueti. Con lo sguardo rivolto all’orizzonte, il degradare del paesaggio è sempre più netto: finisce la Valpolicella, ultimo lembo con Illasi, confine naturale che da lì sarà Soave.

Si percepisce camminando che quanto avvolge ha un sapore diverso, il linguaggio delle emozioni si esprime per noi. È quel rispetto verso la natura – rispetto dei cicli vitali, incontaminati, salvati – a sancire un legame profondo con la famiglia Trabucchi. Dal 1924, anno di acquisizione dell’azienda Trabucchi d’Illasi, il loro impegno è rimasto immutato, guidati da un’etica umanistica che ha trasformato il lavoro in impegno sociale, prima che professionale. Giuseppe e Raffaella Trabucchi rappresentano la terza generazione e proseguono oggi il lavoro del nonno Marco e del papà Alberto, forti di quella tempra filosofica che pone al centro di ogni priorità il benessere dell’ambiente, per lasciare intatto un bene prezioso alle generazioni a venire.

Vigneti e oliveti modellano le colline in un gioco di filari attraversati dai venti rinfrescanti che scendono dai Monti Lessini, fondamentali per la sanità delle uve. Dal vicino Soave le valli si aprono in anfiteatri, vestendosi di grande luminosità. Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta crescono in un ambiente unico e fortemente vocato, grazie anche all’importante presenza di calcare nel sottosuolo. Eleganza e pulizia suonano come parole d’ordine mai disattese in tutti i vini dell’azienda Trabucchi.

La coerenza delle scelte produttive porterà ad abbracciare i dettami dell’agricoltura biologica fin dal 1993: un netto rifiuto verso quei sistemi convenzionali dai ritorni vantaggiosi in termini economici nel breve tempo, ma sicuramente dannosi per la natura e per l’uomo, una riflessione che tuona come un monito. Quanto si investe nella terra, la terra restituisce; il vino si esprime con il suo linguaggio, il solo che conosce: purezza dei profumi, profondità e complessità al gusto, longevità. Un viaggio introspettivo che anima il nostro inconscio con un potere evocativo capace di dar forma a ricordi lontanissimi e scuotere una memoria ormai sopita. È il racconto di sé stesso e di una terra, è il racconto di Giuseppe e Raffaella.

Dopo la vendemmia, tutte le uve sono sottoposte a vari periodi di appassimento naturale in luoghi aerati, per la produzione delle diverse tipologie di vino. Dalle stesse uve si ottengono vini diversi.

Valpolicella Superiore Doc 2013 (annata calda, appassimento delle uve per 10-15 giorni; affinamento in botti di rovere francese) – Trasparenza e vivacità di un rubino purissimo. Ammiccano profumi fruttati intensi di ciliegie rosse mature, ibisco e alloro; spezie delicate sorreggono la rotondità olfattiva di grande pregio e pulizia. Coerenza che trova un’ampia conferma nell’assaggio, polposo ancora di frutto, che poi dilaga e si fonde in una freschezza gustativa costante, con limiti tannici vivaci e ben organizzati.

Valpolicella Superiore Doc 2014 (appassimento delle uve per 10-15 giorni; affinamento in botti di rovere francese) – La luminosità del colore tradisce qualche nuance purpurea. L’accorata intensità fruttata seduce l’olfatto con richiami netti di amarena matura, bacche di mirto, radice e violette appassite; spezie leggere e appena accennate arricchiscono il finale. In bocca rivela gioventù gustativa con un impatto generoso; la spalla acida svolge un ruolo da protagonista e rende vivo un assaggio ricco di estratto e tannini eccellenti, ma ancora tenaci.

Valpolicella Superiore Doc 2009 Terre del Cereolo (appassimento delle uve per 20-25 giorni; affinamento in barriques di rovere francese) – Granato acceso, di buona trasparenza. Al naso scandisce ritmi fruttati di visciole e more mature. Erbe aromatiche, anice stellato e fondo di china intrigano, determinando un bouquet elegante. Setoso al primo assaggio, lascia poi una libera ascesa alla freschezza, in cui convergono richiami fruttati e riverberi minerali palpabili. Il corpo si eleva snello, benché generoso di estratto, con un assetto tannico eccellente e integrato.

Valpolicella Superiore Doc 2010 – Terre del Cereolo (appassimento delle uve per 20-25 giorni; affinamento in barriques di rovere francese) – Pennellate ancora purpuree su un manto rubino di delicata trasparenza. Bouquet rotondo, verticale nel frutto, con generose amarene mature, mirtilli e prugne. Anice stellato, una punta di grafite e terra si uniscono a essenze lievi di pino che affiorano nell’immediato assaggio. La freschezza gustativa traccia un percorso costante in cui si integra un tannino finissimo. L’estrema piacevolezza mette in ombra un apporto alcolico significativo, ma non debordante. Lunga persistenza fruttata, ancora viva e palpabile.

Amarone della Valpolicella 2010 Docg (appassimento delle uve per circa 50 giorni; affinamento in barriques di rovere francese; dedicato a Giuseppe Trabucchi, riporta in etichetta una tenera e appassionata dedica della moglie Raffaella) – Rubino intenso di straordinaria vivacità. Cauto al primo naso, ha bisogno di tempo per svelare la sua essenza. Attesa premiata con intensi affiori di visciole macerate in alcol, erbe aromatiche e anice, un filo terroso e balsamico, in cui inserti di cioccolato fondente tracciano i confini di un bouquet composto ed elegante. L’ampiezza gustativa asseconda un assaggio ricco e coerente nella pulizia aromatica. Avvolgente e a lungo polposo, con l’eco fruttata che rivive nell’espansione fresca e sapida, cesellata da un tannino morbido e convincente. La potenza dell’estratto si abbandona su una persistenza dogmatica.

Amarone della Valpolicella 2011 Docg (appassimento delle per circa 50 giorni; affinamento in barriques di rovere francese; dedicato anch’esso a Giuseppe Trabucchi, riporta in etichetta una tenera e appassionata dedica della moglie Raffaella) – Rubino di assoluta luminosità e profondità, al naso è commovente. Elegante e sottile, si concede in un bouquet ancorato a frutti rossi maturi e a delicate essenze floreali (marasche e mirtilli in confettura, peonie rosse). Le spezie sono dolci (cannella e macis), accompagnate da anice stellato e accenni di grafite, cacao e note piccanti sul finale. L’assaggio rievoca suggestioni antiche, un percorso di gravità e leggerezza che vola sul corpo deciso, con una freschezza palpabile. In divenire emergono le note sapide, che fondono nell’assetto tannico finissimo echi fruttati e balsamici di unica persistenza.

Recioto della Valpolicella Doc 2007 (appassimento delle uve da metà settembre a marz; affinamento in barriques francesi) – Granato dalla rotonda vivacità, prelude una ricchezza olfattiva molto articolata. Richiami di uva sultanina, tamarindo, carruba, datteri e prugne macerate si perdono nei profumi di sherry e cioccolatini alle ciliegie. Anice sellato, frutta secca e fieno sposano spezie dolcissime. L’assaggio conferma continuità decisa di uve appassite e coinvolge con morbidezza assoluta. La vena acida bilancia il residuo zuccherino importante, creando un equilibrio gustativo eccellente, a tratti snello, che porta con sé l’essenza dei profumi e ne scandisce la lunga persistenza.