TrentoDoc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2002 Fratelli Lunelli

TrentoDoc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2002 Fratelli Lunelli

La Riserva del Fondatore Giulio Ferrari è un TrentoDoc ottenuto da sole uve Chardonnay, espressione di Maso Pianizza, uno straordinario vigneto a oltre 500 metri di altitudine interamente circondato da boschi secolari. Icona per eccellenza delle bollicine italiane, è un fuoriclasse capace di vincere la sfida contro il tempo. Affina sui lieviti per oltre 10 anni, acquisendo grande complessità, ma mantenendo al tempo stesso equilibrio, freschezza ed eleganza.

Ho avuto il piacere di stappare questa bottiglia (sboccatura 2014) – che avevo da tempo in cantina – nel dicembre scorso, con i miei colleghi di ALMA, e per questo sono particolarmente legato a questo vino. È stato un momento di intensa convivialità e di emozioni che si sono susseguite durante la degustazione, che ha lasciato tutti a bocca aperta per la sua ampia e raffinata complessità olfattiva e la sua particolare  freschezza, anche a distanza di qualche anno. Una bollicina di montagna, che – come l’ambiente in cui è coltivata la sua uva – esprime e rispecchia a fondo la sua elegante maestosità, al punto da farti innamorare e farti provare brividi, come un vento freddo che soffia dalle Alpi. Attraverso questo Chardonnay in purezza riusciamo a cogliere l’essenza dei benefìci che derivano da un lungo affinamento sui lieviti. Solo con la degustazione riusciamo a entrare in questa trama variegata e complessa di sensazioni visive, olfattive e tattili, tutte di grande eleganza.

Nel calice il vino appare subito di un fantastico giallo dorato, e agitandolo (lo so, forse non si dovrebbe fare…) possiamo apprezzarne i brillanti riflessi, che ricordano la luminosità di una vetrina allestita con oro a 24 carati e un perlage fine ed elegante. Il colore intenso e vivo ci lascia presagire a cosa andiamo incontro e appena portiamo il calice al naso non possiamo che apprezzare la complessità olfattiva, che nel tempo si è arricchita di molte note evolutive ben definite, dirette e chiare! Si inizia con sentori agrumati (arancia candita e pompelmo), ben bilanciati da note di frutta esotica, che vanno ad addolcire l’acidità, presente ma non invasiva. Si prosegue con un bouquet arricchito da note di pasticceria cremose e burrose, che ricordano un bigné ripieno di crema pasticciera, per poi scoprire delle sfumature di cioccolato bianco. Non è da meno la presenza di fiori gialli, che riconducono al vitigno. 

Ma la vera esplosione arriva al sorso, di grande dinamicità e di grande coerenza, in cui ritroviamo tutta la sua complessità, addirittura con gli interessi! L’ingresso è deciso e morbido, con una calorosa suadenza, con richiami di frutta secca ben integrata con il corpo della bollicina, il tutto caratterizzato da un’elegante acidità che lo tiene in vita. Questo meraviglioso viaggio di emozioni nel bicchiere si chiude con una persistenza che esalta il carattere di questo Fuoriclasse (la effe maiuscola è d’obbligo) di montagna tutto all’italiana.