Maggio 2022. In un caldo pomeriggio primaverile (diciamo pure estivo), eccoci a Mamoiada, nel cuore della Sardegna (esattamente nella Barbagia di Ollolai, tra il Gennargentu e il Supramonte), regione vocata per la produzione di vini tradizionali, nello specifico Cannonau e Granazza. Siamo ospiti di Marco Canneddu, giovane proprietario dell’azienda di famiglia Cantina Canneddu, che fin dalle prime battute ci trasmette la sua passione e la sua determinazione, parlandoci con entusiasmo del territorio e della sua voglia di farcelo ritrovare nel bicchiere: e dobbiamo riconoscere che ci riesce, perché la semplicità e l’autenticità dei suoi vini ci conquistano sorso dopo sorso.
Il percorso comincia con un vino giovane da Granazza 100% dalla bella acidità, il Delissia 2021, che affina in acciaio per alcuni mesi per mantenere proprio i suoi sentori freschi. Dallo stesso vitigno – con grappoli raccolti da sei vigneti diversi, che hanno piante di età compresa fra i 75 e i 100 anni – nasce il Delissia Strong, un fratello con caratteristiche opposte, come due gemelli diversi. Il colore giallo tenue del primo si veste nel secondo di un dorato prezioso e brillante e, mentre nel primo la percezione era quella di frutta fresca e fiori bianchi, qui sono la mela cotogna, la mandorla la ginestra a farla da padrone. Ad occhi chiusi si sente una struttura che richiama quasi un vino rosso, mentre il nome (il termine dialettale delissia significa ovviamente delizia) è semplicemente l’attributo con cui veniva definito questo vino da molti di coloro che lo assaggiavano.
Dopo i due bianchi, Marco ci invita a provare lo Zibbo Rosè 2021, il suo Cannonau in purezza vinificato in bianco, che si tinge di un colore rosa acceso attraverso una pressatura soffice senza macerazione e affina poi per qualche mese in acciaio. Fresco e profumato di fragoline di bosco, colpisce per il suo tannino delicato e piacevole e per una lunga persistenza.
Poi passiamo a due rossi, lo Zimò e lo Zibbo, entrambi ottenuti da uve Cannonau di Mamoiada. Zimò è un acronimo ripreso dalle parole Zibbo e Mamoiada, per mantenere il filo conduttore fra la famiglia e la tradizione, mentre Zibbo era il nome con cui veniva chiamato il nonno dello stesso Marco. Zimò 2020 è un vino di pronta beva, frutto di vigne giovani, che trasmettono al vino una delicatezza e una leggerezza inusuale quando si parla di Cannonau. Il colore è rubino, con una bella trasparenza; il naso è fresco di frutta croccante, di bacche di mirto ma anche di una speziatura di pepe nero.
Si chiude in bellezza con Zibbo 2020, il vino più rappresentativo, fiore all’occhiello della famiglia Canneddu. Vinificato in purezza da uve dei vigneti più antichi di Mamoiada, affina in botti di rovere esausto per oltre un anno. Qui il colore, pur non perdendo la sua trasparenza, diventa granato intenso, mentre i suoi sentori esplodono al naso e in bocca: si sentono il mirto, la liquirizia e una nota balsamica, poi anche la rosa rossa, la ciliegia matura e il pepe nero si uniscono a una bellissima acidità e ad una lunga persistenza per renderlo un vino unico, diremmo quasi perfetto.

Che dire? È stato un bellissimo viaggio alla scoperta di un territorio stupendo, tutelato e valorizzato anche grazie ad associazioni come Vignaioli in Mamoiada e Mamoja, costituite da viticoltori e produttori di Mamoiada i quali, attraverso il vino e il patrimonio enogastronomico, esportano e fanno conoscere la vera essenza della Barbagia di Ollolai. Un grazie particolare a Marco per averci coccolato con i suoi vini, frutto di tradizione ma anche di innovazione, creazioni di un ragazzo giovane ma con una forte storia alle spalle che vuole raccontare, attraverso il territorio, quello che il Cannonau e la Granazza di questa zona rappresentano per la fiera gente del posto.
